Risparmia con

Mappa

Filtri

Tipologia Struttura Sanitaria

Certificazioni

Comfort alberghieri

Info utili

Parcheggio

Accessibilità

Cosa significa potenziali evocati somato sensoriali?
L’espressione potenziali evocati somato sensoriali (PESS) indica un test usato per studiare come il sistema nervoso conduce gli stimoli sensitivi (quelli relativi alla sensibilità) lungo i nervi periferici e il midollo, fino all’arrivo a livello della corteccia cerebrale. Vengono prescritti laddove si debba valutare la presenza di malattie che alterano la conduzione nervosa.

Le aree di riferimento sono quelle della Neurologia e della Neuropsichiatria.
La durata è di circa 30-45 minuti.

Che differenza c’è fra elettromiografia e potenziali evocati?
L’esame dei potenziali evocati somato sensoriali non è doloroso: a differenza di quanto avviene per l’elettromiografia, non vengono usati aghi. Serve tuttavia che il paziente sia rilassato. Per questa ragione, in alcuni casi può essere effettuato sotto lieve sedazione, in regime di day hospital oppure (in casi specifici) di ricovero ospedaliero.
Terminata la procedura non vi sono precauzioni da prendere: è possibile tornare a casa propria guidando l’auto.

Quanto costa fare i potenziali evocati?
Se ci si rivolge ad una struttura del servizio sanitario il prezzo è pari al ticket; se vi si accede in regime privato, il prezzo dipende dal tariffario della struttura.

A cosa servono e quali malattie si diagnosticano?
I potenziali evocati somato sensoriali vengono prescritti per studiare la conduzione degli stimoli sensitivi dai tessuti periferici nel sistema nervoso periferico e nel midollo, fino all’arrivo a livello della corteccia somato sensoriale, che si trova nella zona parietale del cervello. Sono utili a valutare la presenza di alterazioni delle vie somato sensoriali, vie nervose che conducono stimoli della sensibilità (tattile, propriocettiva, termica e dolorifica) dalla periferia verso il cervello.

Il test permette di misurare l’attività elettrica del cervello che non verrebbe registrata in un normale elettroencefalogramma (EEG) e il tempo impiegato dal cervello per rispondere alla stimolazione sensoriale, che in presenza di specifici danni neurologici può essere alterato. 

Viene eseguito nell’ambito della diagnosi di:

  • Patologie del sistema nervoso periferico: polineuropatie, plessopatie, radicolopatie;
  • Patologie che coinvolgono le fibre dei cordoni posteriori (atassia di Friedrich, spondilosi cervicale, mielopatie); 
  • Malattie demielinizzanti: patologie come la sclerosi multipla sono causate da lesioni alla guaina mielinica che riveste e isola le cellule nervose e, quindi, da una alterazione della conduzione degli stimoli;
  • Lesioni del tronco encefalico;
  • Patologie degli emisferi cerebrali.
Come si svolgono?
Il paziente viene invitato a stendersi su un lettino nell’ambulatorio dedicato e gli vengono posizionati appositi elettrodi lungo la colonna vertebrale e sulla testa. Attraverso un’apparecchiatura collegata agli elettrodi viene erogata una serie di stimoli elettrici di breve durata e bassa intensità (non dolorosi) e registrate le risposte elettriche da essi evocate.  

L’esame può essere realizzato stimolando qualunque nervo o dermatomero, benché quelli più sfruttati (per la relativa semplicità di stimolazione, perché sono rappresentativi dell’attivazione corticale e per la stabilità della risposta) siano il nervo mediano o il nervo ulnare per gli arti superiori e il nervo tibiale o il nervo peroneo per gli arti inferiori. 

Esiste un test più specifico (potenziali evocati somato sensoriali sacrali) che viene impiegato per valutare i casi di incontinenza sfinterica (urinaria o fecale) e nei pazienti affetti da disfunzione erettile e dolore pelvico cronico. Questa procedura consente di studiare la conduzione elettrica degli stimoli provenienti dall’area genitale, lungo il midollo sacrale e il nervo pudendo, fino all’arrivo a livello della corteccia. 

Continua a leggere