Potenziali evocati multimodali: cosa sono e quali malattie si vedono
Con l’espressione potenziali evocati si intende una serie di esami che hanno lo scopo di valutare le risposte generate nel sistema nervoso centrale o periferico dall’applicazione di stimolazioni di diverso tipo.
I potenziali evocati multimodali permettono di valutare la conduzione del segnale acustico, somato sensoriale e visivo attraverso procedure sicure, prive di controindicazioni e di rischi o effetti collaterali.
Che differenza c’è fra potenziali evocati ed elettromiografia? I potenziali evocati studiano le risposte del sistema nervoso centrale ad uno stimolo sensoriale, mentre l’elettromiografia (EMG) rappresenta la registrazione dell'attività elettrica muscolare.
Potenziali evocati acustici (o uditivi, PEA, BAEPS, ABR): cosa sono i potenziali evocati uditivi, come si fanno e a cosa servono
La stimolazione della membrana timpanica con appositi suoni (detti click) erogati nella cuffia del paziente permette di studiare la conduzione degli impulsi sonori lungo il nervo acustico e a risalire fino al tronco encefalico e alla corteccia cerebrale. La risposta viene registrata tramite elettrodi posizionati sul cuoio capelluto e fissati con una pasta elettroconduttiva oppure inseriti come aghi sottili sottocute.
Vengono impiegati in particolare per la diagnosi e il monitoraggio della sclerosi multipla e per la valutazione delle ipoacusie di tipo periferico o centrale
causate da:
- Disturbi vascolari del tronco encefalico;
- Sindrome soggettiva post-traumatica;
- Encefalopatie;
- Malattie neurodegenerative;
- Malattie metaboliche;
- Tumori: neurinoma del nervo acustico.
La preparazione all’esame consiste nel lavaggio dei capelli, non seguito da applicazione di lacca o gel o altri prodotti cosmetici. Possono essere assunti i farmaci previsti se è in atto una terapia farmacologica.
Il test dura circa 15 minuti, non è doloroso e può essere monolaterale o bilaterale.
Potenziali evocati somato sensoriali (PESS, SEPS): come si svolge l’esame e quanto dura
I potenziali evocati somato sensoriali vengono eseguiti per studiare la conduzione degli stimoli nervosi lungo i nervi periferici e il midollo, fino alla corteccia cerebrale. L’esame non è doloroso né invasivo e
dura 15 minuti circa.
Vengono posizionati specifici elettrodi lungo la colonna vertebrale e a livello della testa del paziente e successivamente vengono somministrati stimoli con impulsi di bassa intensità in corrispondenza dei nervi del polso (il nervo mediano se si intende studiare gli arti superiori) o della caviglia (il nervo sciatico-popliteo interno se il focus dell’esame è rappresentato dagli arti inferiori), valutandone la risposta elettrica.
A cosa serve? I potenziali evocati somato sensoriali sono utili per la diagnosi e il monitoraggio di:
- Patologie del sistema nervoso periferico: polineuropatie, radicolopatie;
- Patologie del sistema nervoso centrale (del tronco o degli emisferi cerebrali);
- Patologie demielinizzanti: sclerosi multipla;
- Patologie motoneuronali: SLA;
- Malattie neurodegenerative: Parkinson;
- Patologie che interessano la colonna vertebrale: spondilosi;
- Malattie del midollo spinale (mielopatie) e stati di sofferenza midollare, anche in fase di valutazione prima o dopo interventi neurochirurgici.
Potenziali evocati visivi (PEV, VEP): quali malattie si vedono, come si svolge l’esame e a cosa serve
La procedura consente di studiare la conduzione degli impulsi visivi dalla retina alla corteccia cerebrale situata nell’area occipitale (corteccia calcarina) tramite l’esposizione ad apposite immagini provenienti da un monitor. La risposta viene registrata da elettrodi fissati sul cuoio capelluto del paziente.
A cosa servono i potenziali evocati visivi? La procedura viene impiegata per la diagnosi e il monitoraggio di malattie quali:
- Sclerosi multipla;
- Malattie neurodegenerative (atassie, paraplegia spastica familiare, adrenoleucodistrofia, polineuropatie);
- Deficit campimetrici emianoptici;
- Cecità di origine corticale;
- Demenza;
- Neuropatie ottiche di diversa origine;
- Patologie della retina e differenziazione rispetto ai disturbi che coinvolgono il nervo ottico;
- Deficit della funzione visiva di origine non organica.
I potenziali evocati visivi fanno male? L’esame è indolore.