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Cos’è l’incisione di cisti pilonidale?
La cisti pilonidale (o seno pilonidale, sinus pilonidalis) è una sacca che si forma nel tessuto sottocutaneo, al cui interno sono presenti frammenti di peli unitamente ad altro materiale organico. Tale cisti si forma prevalentemente in sede sacrococcigea.
Le frequenti infiammazioni, infezioni e fistolizzazioni cui la cisti va incontro rendono quasi sempre necessario l’intervento chirurgico di incisione e rimozione.
Cos’è una cisti pilonidale?
La cisti pilonidale è una sacca che si forma nel tessuto sottocutaneo, al cui interno sono presenti frammenti di peli (prevalentemente), cellule cutanee, sebo e altro materiale liquido o semiliquido, che può essere chiaro (sieroso), corpuscolato (purulento, segno di infezione) o ematico (misto a sangue).
Si forma nella parte superiore della fessura fra i glutei: per questa ragione viene anche definita cisti sacrococcigea.
Se si infiamma può evolvere a formare un ascesso che si riempie di materiale purulento, il quale defluisce tramite una fessura che si apre nella pelle (fistola pilonidale). L’ascesso pilonidale è accompagnato da dolore nella zona del coccige, che aumenta in posizione seduta. Il paziente può sentire la presenza di uno o più noduli dolorosi e infiammati nella sede della cisti. Possono comparire febbre e malessere generale. Nel complesso, questa condizione viene definita malattia pilonidale.
La causa della formazione della cisti pilonidale è legata al fatto che, in alcuni soggetti, l’attrito della pelle rispetto ai vestiti e la pressione causata dallo stare a lungo seduti o da una camminata che produce sfregamento dei glutei fra loro determinano l’intrappolamento dei peli. Ciò scatena una reazione immunitaria che porta alla formazione della cisti.
Le persone più a rischio sono gli uomini di età compresa tra i 15 e i 25 anni, che svolgono attività professionali e sportive che richiedono di stare in posizione seduta per lunghi periodi (autisti, impiegati, ciclisti, canoisti, canottieri).
Come avviene l’intervento della cisti pilonidale: quanto dura, come si toglie la cisti e cosa non fare dopo?
La cisti può essere sottoposta a drenaggio, una procedura ambulatoriale che consiste nel praticare una piccola incisione per favorire il deflusso del materiale infetto.
Ma quando si formano ascessi e fistole la soluzione raccomandata è quella dell’intervento chirurgico, che consiste nella rimozione completa della cisti pilonidale (escissione) o nell’ablazione endoscopica.
La chirurgia tradizionale (praticata con tecnica aperta) comporta tempi di guarigione della ferita piuttosto lunghi. Durante l’intervento viene praticata un’incisione a forma di losanga che racchiude all’interno tutta la lesione e inserita nella cavità residua una garza (zaffaggio). La cavità deve essere mantenuta pulita e asciutta fino a quando la cute non sarà completamente cicatrizzata. I tempi di guarigione sono tuttavia molto lunghi: almeno un mese, durante il quale occorre effettuare continue medicazioni. La procedura dura da 45 minuti a un’ora circa.
In alcuni casi, soprattutto quando la cisti è in fase iniziale, può essere praticato un intervento mininvasivo di chirurgia coloproctologica, che si basa sull’utilizzo di sottili endoscopi, che vengono introdotti attraverso la fistola. La cavità viene quindi svuotata e la parete viene cauterizzata, allo scopo di ottenerne la chiusura.