Cos’è la riabilitazione cardiologica
La riabilitazione cardiologica è l’insieme di attività multidisciplinari finalizzate all’assistenza al paziente in stato di instabilità clinica dovuto ad un evento cardiologico acuto. Rientra nell’area di competenza della
Cardiologia.
Gli
obiettivi sono quelli di raggiungere un
recupero che porti il paziente il più vicino possibile alle sue
condizioni psico-
fisiche prima dell’evento e di ridurre l’incidenza di ulteriori eventi cardiologici acuti o cronici (scompenso cardiaco, fibrillazione atriale, versamento pericardico).
La
riabilitazione cardiologica è nata negli anni ’60 e ’70, quando la comunità scientifica ha maturato la
consapevolezza che la sola terapia farmacologica, per quanto efficace, non avrebbe potuto produrre gli effetti dell’acquisizione di stili di vita sani.
Quanto costa? La prestazione viene
offerta, laddove indicata, dal
servizio sanitario.
Quando è indicata
La riabilitazione cardiologica viene prescritta dopo un evento cardiologico acuto:
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Infarto;
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Angina;
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Intervento cardiochirurgico: applicazione di bypass aorto-coronarico, sostituzione valvolare, angioplastica coronarica, correzione di cardiopatia congenita;
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Scompenso cardiaco acuto.
Cosa si fa nella riabilitazione cardiologica e quanto dura
L’obiettivo della riabilitazione cardiologica è quello di riportare il paziente il più possibile vicino allo stato psico-fisico in cui si trovava
prima dell’evento acuto. Per raggiungere questo scopo, viene predisposto un piano d’
azione di ampio respiro, che consideri tutti gli aspetti della vita del paziente e che prevede una serie di attività e terapie con il supporto di specialisti (cardiologo, cardiochirurgo, infermiere, fisioterapista, psicologo, dietista).
Il progetto include iniziative di:
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Attività fisica: mobilizzazione passiva, esercizi di ginnastica respiratoria, esercizi a corpo libero, stretching, cyclette, tapis roulant secondo programmi di intensità crescente;
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Fisioterapia: può iniziare già in camera di degenza durante il ricovero;
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Consulenza nutrizionale: lo specialista supporta il paziente nel modificare le abitudini alimentari poco sane per la sua salute e nell’adozione di schemi alimentari più funzionali;
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Colloqui psicologici individuali e counselling di gruppo: spesso le persone che hanno subito il trauma di un infarto o sono state sottoposte a cardiochirurgia sviluppano sindromi di tipo ansioso-depressivo di entità variabile, sulle quali la psicoterapia può intervenire con benefici significativi; la consulenza psicologica è anche utile per accompagnare il paziente nell’adozione di abitudini virtuose (smettere di fumare, recuperare il peso forma).
La riabilitazione permette anche di
seguire il
paziente (follow up) e
monitorarne lo
stato di
salute, tramite l’esecuzione di indagini diagnostiche, per poter intervenire se necessario con modifiche della terapia farmacologica o ulteriori approfondimenti.
La riabilitazione cardiologica include anche
strumenti per la
prevenzione secondaria, cioè la riduzione del rischio di andare incontro ad un secondo evento acuto. Inoltre, contribuisce a migliorare la qualità di vita del paziente.
La durata del percorso dipende dalle caratteristiche del singolo paziente e dalla gravità del suo quadro clinico.
Tipi di percorso riabilitativo
A seconda delle esigenze e delle caratteristiche della struttura sanitaria in cui vengono realizzati, i percorsi riabilitativi possono essere organizzati in:
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Ambulatorio: vengono predisposte sedute ambulatoriali con frequenza variabile;
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Ricovero: subito a valle dell’evento, il programma può essere avviato quando il paziente è ancora in regime di ricovero nel Reparto di Cardiologia;
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Potenziamento cardiomotorio riabilitativo: la riabilitazione include un programma di esercizio fisico personalizzato sulla base delle esigenze del singolo paziente.