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Istituto di Candiolo

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Riparazione monolaterale di ernia inguinale: cos’è
La riparazione monolaterale di ernia inguinale è la terapia standard per l’ernia inguinale.
L’intervento di ernioplastica inguinale permette di risolvere in maniera radicale e definitiva il problema. Si tratta della procedura chirurgica eseguita più frequentemente nelle sale operatorie di tutto il mondo.

Cos’è l’ernia inguinale
L’ernia inguinale è un’estroflessione dell’intestino attraverso la parete addominale nel canale inguinale, causata da un cedimento della stessa. Il sacco così formato può contenere tessuto adiposo, una parte dell’intestino oppure un intero organo (ad esempio la vescica).
La sua incidenza è pari al 4-5% ed è significativamente superiore nella popolazione maschile.
I sintomi che accompagnano la formazione dell’ernia sono:
  • Rigonfiamento locale (che varia di dimensioni a seconda che il paziente sia seduto, in piedi o sdraiato e che si riduce di notte);
  • Dolore (non sempre presente);
  • Fastidio al testicolo omolaterale (nel maschio).

Come si ripara l’ernia inguinale
La terapia prevede come approccio risolutore la chirurgia, riconoscendo nell’uso del cinto erniario e negli altri trattamenti disponibili un puro valore palliativo. 
La chirurgia viene però prescritta in genere solo nei casi sintomatici, cioè quando è presente dolore, e nei casi di urgenza, quando compaiono manifestazioni quali vomito, dolore molto intenso, febbre (ernia strozzata).
La chirurgia viene eseguita in anestesia locale e/o spinale (la tecnica mininvasiva prevede più spesso il ricorso alla anestesia generale), in regime di day hospital o, al massimo, con una notte di degenza in ospedale.
Le metodiche con cui la riparazione viene eseguita sono due:
Tecnica tradizionale (aperta): viene eseguita un’incisione in sede inguinale, lunga circa 8 centimetri;
Tecnica mininvasiva (procedura laparoscopica): vengono praticate 3 piccole incisioni di 7 millimetri ciascuna; questa metodica permette un recupero più rapido e consente di individuare tutti i difetti della parete, permettendo una riparazione più accurata e un minor tasso di recidive. 
L’intervento prevede il riposizionamento del contenuto del sacco erniario nella sua zona d’origine, all’interno della cavità addominale. Viene poi posizionato un dispositivo medico di tenuta per evitare una successiva erniazione, costituito da una retina di materiale leggero biocompatibile.
L’intervento dura circa 30-60 minuti, a seconda della complessità del caso e delle condizioni generali del paziente.

Quanto tempo ci vuole per riprendersi dopo l’intervento
Durante la convalescenza dopo intervento eseguito con la tecnica tradizionale è consigliabile evitare di guidare per almeno 2 settimane e rinunciare all’attività sportiva per 2-4 settimane e agli sforzi fisici per almeno 6.
Dopo la chirurgia mininvasiva, è possibile riprendere a guidare e a praticare attività professionali a bassa intensità a distanza di 7 giorni circa dall’intervento; il recupero completo si ottiene dopo circa 3-4 settimane. 

Quali sono i problemi dopo un intervento di ernia inguinale
Le possibili complicanze sono rappresentate da: 
  • Infezioni della ferita;
  • Sanguinamento;
  • Raccolta di siero;
  • Dolore post-operatorio: entro certi limiti, si tratta di una conseguenza prevista, mentre se supera una determinata soglia può essere un indice di complicanze. 
Le recidive si verificano nell’1% dei pazienti: per prevenirle, viene raccomandata una ginnastica specifica, mirata ad irrobustire la muscolatura addominale.
Se sei reduce da un intervento di ernioplastica, assicurati di idratarti correttamente e mantieni il tuo peso stabile
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