Via Federico Confalonieri, 4 - 84091 Battipaglia (SA) Mappa
Via Provinciale per Arnesano Km 4 - 73100 Lecce (LE) Mappa
Via Villa della Regina, 19 - 10131 Torino (TO) Mappa
Via di Roncrio, 25 - 40136 Bologna (BO) Mappa
Cos’è la dacriocistorinostomia e come si apre il condotto lacrimale?
La dacriocistorinostomia (DCR) è un intervento di chirurgia delle vie lacrimali che interessa le vie che drenano le lacrime dalla superficie dell’occhio alle cavità nasali.
L’intervento rientra nell’area medica di riferimento della Chirurgia otorinolaringoiatrica, ma richiede il supporto e la collaborazione dell’Oculistica.
Quando si fa?
La chirurgia delle vie lacrimali viene praticata quando il sistema di drenaggio delle lacrime si blocca (ostruzione lacrimale) o funziona male, causando la loro fuoriuscita dall’occhio verso le guance. Questo fenomeno è definito epifora e può essere accompagnato da infezioni ricorrenti (dacriocistite), gonfiore, arrossamento, infiammazione della palpebra (blefarite) e della congiuntiva (congiuntivite), secrezioni muco purulente (dacriocistite acuta). Si tratta di una condizione che non si può risolvere con l’instillazione di colliri o l’applicazione di pomate oftalmiche, ma che richiede un intervento chirurgico di disostruzione dei canali lacrimali.
La visita otorinolaringologica che precede la chirurgia ha anche lo scopo di verificare l’eventuale copresenza di patologie quali deviazione del setto nasale e sinusite, che possono essere fra le cause della condizione.
Come disostruire i canali lacrimali e chi opera la dacriocistite?
La chirurgia viene preceduta da una serie di accertamenti, che comprendono la visita oculistica (con sondaggio delle vie lacrimali), la visita otorinolaringoiatrica (con esplorazione endoscopica delle fosse nasali) e una dacrio-TC del massiccio facciale con mezzo di contrasto.
La procedura di ricanalizzazione viene eseguita in anestesia generale e comporta l’esecuzione di una piccola incisione cutanea a livello della parete laterale del naso e la creazione di un accesso in corrispondenza dell’osso lacrimale. In questo modo il sacco lacrimale viene collegato direttamente con la mucosa nasale, bypassando l’ostruzione.
Allo scopo di mantenere aperto il canale, viene posizionata una protesi in silicone, mantenuto in loco per un periodo di circa un mese, al termine del quale viene rimosso nel corso della visita di controllo. Viene poi posizionato un tampone nasale, che deve rimanere in sede per 12-24 ore.
Nel post-operatorio, sono prescritti colliri e nebulizzatori nasali. Possono comparire, in questa fase, sintomi quali fastidio alla luce (fotofobia), gonfiori, piccole ecchimosi, che si risolvono spontaneamente.
La procedura può essere eseguita per via endoscopica endonasale (dacriocistorinostomia endoscopica endonasale, EE-DCR), senza incisioni cutanee e in anestesia generale, in regime di Day Hospital. Questa tecnica è indicata nel caso di ostruzione del dotto nasolacrimale e prevede il mantenimento in sede di una protesi in silicone per 1-6 mesi, che previene la formazione di cicatrici anomale. Caratterizzata da una percentuale di successo intorno all’80%, può comunque essere ripetuta. Nel post-operatorio vengono prescritti colliri, lavaggi nasali e pomate nasali; tamponi nasali vengono applicati solo nelle situazioni di tendenza al sanguinamento.
Le complicanze chirurgiche sono rare e comprendono: emorragia, gonfiore, presenza di aria nella zona periorbitaria (si risolve entro qualche giorno), sinechie settoturbinali (cicatrici che si formano fra il setto e le pareti laterali del naso e ostacolano il flusso dell’aria: possono essere rimosse con un piccolo intervento in anestesia locale), rinite crostosa (per prevenirle e trattarle vengono prescritti lavaggi nasali salini e l’applicazione di creme emollienti).