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Cos’è la ricostruzione del crociato e quale tendine si usa per ricostruirlo?
L’intervento di ricostruzione del legamento crociato del ginocchio con tendine semitendinoso e gracile è una procedura chirurgica che si basa sull’utilizzo di tessuti tendinei prelevati dal paziente stesso e che consente di raggiungere ottimi risultati. Ciò è dimostrato anche dal rientro di molti sportivi alla carriera agonistica dopo incidenti che comportano la rottura del crociato, riparato con l’intervento di ricostruzione.

A cosa servono il semitendinoso e il gracile e dove si trovano?
Il semitendinoso è un muscolo superficiale posizionato nella parte posteriore interna della coscia: per la ricostruzione vengono prelevati tessuti dalla sua porzione inferiore, in quantità tale da non inficiare il movimento. Il gracile (anche detto retto interno) è invece un muscolo situato nell’interno coscia, in profondità. Una terza opzione è rappresentata dal tendine rotuleo, ma in questo caso la procedura di prelievo è più invasiva. 
In alternativa all’uso del tessuto autologo, è possibile procedere con l’utilizzo di tendini provenienti da donatore morto (tessuto omologo) o tendini sintetici.
Dopo la chirurgia è previsto un periodo di riabilitazione, essenziale per il recupero completo della funzionalità articolare. 

Lesioni del legamento crociato 
Il legamento crociato è uno dei 4 legamenti più importanti del ginocchio e ha la funzione di stabilizzare l’articolazione e impedire lo scorrimento laterale della tibia rispetto al femore, cioè della gamba rispetto alla coscia. 
Le rotture del crociato sono eventi traumatici piuttosto frequenti, soprattutto nel calcio e nello sci; sono correlate soprattutto all’attività sportiva e beneficiano di ottimi risultati sia a breve che a lungo termine se trattate chirurgicamente con la procedura di ricostruzione. Altre tipologie di trauma che possono causarle sono rappresentate dagli incidenti stradali. La rottura si verifica a causa di sforzi di torsione del ginocchio con la pianta del piede fissa a terra o di una sua estensione eccessiva. Quando il legamento crociato si rompe si può avvertire una sensazione di frattura e sentire la gamba cedere. Nelle ore seguenti, l’articolazione si gonfia e compaiono dolore e difficoltà di movimento. 
Questi traumi possono essere prevenuti, entro certi limiti, praticando una attività sportiva che irrobustisca i muscoli degli arti inferiori.

Le lesioni vengono diagnosticate nell’ambito della Visita ortopedica e confermate eseguendo esami quali radiografia del ginocchio e risonanza magnetica

Come si svolge e quanto dura?
Nella maggior parte dei casi, il legamento viene sostituito con tessuto tendineo (del tendine gracile o semitendinoso) prelevato dal paziente stesso (autologo) e fissato al femore e alla tibia tramite dispositivi di ancoraggio. La scelta di questi tendini permette di ripristinare l’equilibrio nel movimento e di massimizzare le chance di integrazione ossea.
Il paziente viene operato con metodica mininvasiva (in artroscopia) inserendo la strumentazione chirurgica e il tendine sano attraverso piccole incisioni realizzate nel ginocchio. Vengono prima asportati i residui del tendine leso, poi realizzati i tunnel ossei nel femore e nella tibia per l’inserimento del tendine sano, che viene poi posizionato e fissato.
La procedura ha una durata di 60-90 minuti circa.

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