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Cos'è la litotripsia extacorporea?
La litotripsia extracorporea è una metodica non invasiva che consente di frammentare un calcolo mediante l’esposizione a onde d’urto e che è associata al grande vantaggio di evitare l’intervento chirurgico. Si tratta di una terapia adottata da decenni in tutto il mondo e di provata efficacia.
La risoluzione completa della calcolosi senza intervento chirurgico si registra nell’80-90% circa dei casi. I dispositivi medici attualmente in uso consentono anche di ridurre il dolore associato alla procedura. 

Tuttavia, esiste una percentuale di casi in cui il trattamento deve essere ripetuto o devono essere eseguite manovre o indagini aggiuntive. Inoltre, occorre precisare che l’eliminazione dei frammenti non è immediata, ma si verifica nel tempo. In base alla posizione e alla dimensione originaria, l’espulsione dei frammenti può provocare la comparsa di coliche.

Quando si può bombardare un calcolo nell’uretere, nel rene e nella vescica?
La litotripsia può essere impiegata per il trattamento di calcoli posizionati a livello di:

  • Rene;
  • Uretere: è il condotto che porta l’urina dal rene alla vescica;
  • Vescica.
Quanto dura?
La procedura può durare dai 30 ai 60 minuti, ma non sempre è sufficiente una seduta per frammentare completamente i calcoli.La litotripsia è indicata quando, a causa delle sue dimensioni, è poco probabile che il calcolo venga espulso spontaneamente o quando la presenza del calcolo pone comunque il rischio di complicanze (infezioni ricorrenti, ostacolo urinaria).

Le controindicazioni riguardano:
  • Calcoli di dimensioni troppo piccole per essere trattate o troppo grandi per essere frammentati completamente;
  • Calcoli posizionati a livello del tratto intermedio dell’uretere;
  • Calcoli in numero elevato;
  • Calcoli di cistina o di acido urico;
  • Calcoli presenti da molto tempo, che sono verosimilmente adesi alla superficie e non possono essere espulsi;
  • Stenosi o altre anomalie morfologiche, che possono aumentare il rischio di complicanze o ridurre l’efficacia della procedura;
  • Pazienti affetti da diabete o disturbi della coagulazione;
  • Pazienti in gravidanza.
Come si esegue: come si tolgono i calcoli nell’uretere, nel rene e nella vescica?
La litotripsia extracorporea viene eseguita nella quasi totalità dei casi in regime di Day Hospital.
Il paziente viene invitato a sdraiarsi sul lettino dell’apparecchio con cui viene effettuato il trattamento (litotritore) in una posizione che dipende dalla posizione del calcolo da eliminare: appoggiato sul fianco su un cuscino pieno d’acqua (litotripsia renale), in posizione supina (litotripsia ureterale e vescicale). Gli viene chiesto di rimanere immobile e viene quindi esposto alle onde d’urto. La procedura può, durante la sua progressione, diventare lievemente dolorosa; nei casi in cui è mal tollerata viene effettuata una lieve sedazione.

Preparazione
Sono richiesti accertamenti (elettrocardiogramma-ECG, radiografia rx del torace, esami del sangue e dell’urina), per avere la possibilità di somministrare la sedazione laddove necessaria.
A giudizio del medico, viene prescritta una profilassi antibiotica, al fine di prevenire il rischio di infezioni.

Nelle 48 ore precedenti il paziente è invitato ad effettuare la preparazione intestinale, assumendo un lassativo e seguendo una dieta priva di scorie, per rendere chiaramente visualizzabile il calcolo che deve essere trattato. Il giorno dell’appuntamento, è necessario presentarsi a digiuno completo da almeno 8 ore e ad osservare un’astensione dal fumo per almeno 6 ore.

Complicanze
La mancata eliminazione dei frammenti di calcolo può provocare infezioni e, nei casi più gravi, sepsi urinaria (che può prendere necessaria l’asportazione del rene): questa è la ragione per cui spesso viene prescritta una terapia antibiotica profilattica. Se i frammenti rimangono in sede, devono essere rimossi per evitare che si verifichi un’ostruzione al passaggio dell’urina, mediante cateterismo o rimozione percutanea. 

Per promuovere l’espulsione dei frammenti del calcolo viene raccomandato di bere più del necessario (iperidratazione). 
La presenza di sangue nelle urine nei giorni successivi è un fenomeno piuttosto frequente e non preoccupante.

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