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Test di Stamey: che cos'è?
Il test di Stamey è un esame di laboratorio che viene eseguito su un campione di urina e liquido prostatico raccolto mediante una manovra che viene eseguita da un medico specializzato in Urologia.
Cos’è il liquido (o secreto) prostatico? È un liquido prodotto dalla prostata che, durante l’eiaculazione si mescola con lo sperma proveniente dai testicoli formando il liquido seminale.
È indicato come metodo diagnostico della prostatite cronica batterica.
Per quanto riguarda la preparazione, è necessario presentarsi il giorno del test dopo un digiuno di almeno 8 ore. La vescica deve essere sufficientemente piena; non bisogna avere avuto eiaculazioni da 2 giorni. Nell’ultimo mese il paziente non deve avere preso antibiotici.
In genere, il referto viene consegnato in 5-6 giorni lavorativi.

Come si esegue e come si preleva il liquido prostatico?
Il test di Stamey prevede i seguenti step:

  • Viene raccolto un campione di urina (primo mitto urinario, VB1) pari a 10 mL (campione uretrale);
  • Il paziente deve a questo punto emettere altri 100-150 mL di urina;
  • Viene raccolto un ulteriore campione (mitto intermedio, VB2) pari a 10 mL (campione vescicale);
  • Con il paziente in posizione genopettorale, l’urologo esegue il massaggio prostatico, durante il quale viene raccolto il terzo campione (campione prostatico, ESP): la presenza di batteri in quantità superiore alla norma in questo campione può essere un segno di prostatite cronica batterica;
  • Viene raccolto un quarto campione (VB3) dopo massaggio prostatico pari a 10 mL di urina, che contiene tutti i batteri che possono essere rimasti intrappolati a livello dell’uretra prostatica.

I 4 campioni vengono inviati al laboratorio per la coltura e confrontati fra loro. 

Come si interpreta?
Questa procedura consente di diagnosticare la prostatite cronica batterica, una patologia che non presenta sintomi o segni specifici. Ma la sua validità dipende tuttavia dal rigore con cui viene eseguito. In particolare, è necessario lavarsi scrupolosamente i genitali e le mani con acqua e sapone prima e dopo le raccolte.
La carica batterica più elevata nel campione da mitto iniziale (VB1) con mitto intermedio e campione prostatico negativi è compatibile con una diagnosi di uretrite.
Se, invece, la massima carica batterica è presente nel campione prostatico e nel quarto campione dopo massaggio prostatico la diagnosi può essere di prostatite.
Se le urine vescicali sono infette, l’esame deve essere ripetuto dopo avere fatto assumere al paziente un disinfettante urinario.

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