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Tumore al polmone: come scegliere la struttura sanitaria?
Per l’intervento chirurgico per "tumore al polmone" il Ministero della Salute indica il numero di interventi effettuati dalla struttura presa in considerazione, indice di esperienza della struttura, e la percentuale di sopravvivenza a un mese dall’intervento, indice dell’efficacia delle cure prestate. In particolare, è preferibile optare per strutture che effettuino almeno 70 interventi l'anno e che abbiano una sopravvivenza a 30 giorni dall’intervento superiore al 99,5% dei casi.
 
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Che cos'è il tumore del polmone?
Il tumore del polmone è una patologia che origina nei polmoni provocando una crescita incontrollata di cellule maligne. È la forma più comune tra i tumori dell’apparato respiratorio, e sono difficili da diagnosticare precocemente in quanto i sintomi correlati compaiono solamente quando la patologia si è sviluppata.
Il tumore del polmone è una delle prime cause di morte nei paesi industrializzati. Si tratta di uno dei tumori più frequenti sia negli uomini che nelle donne. Il tumore al polmone colpisce prevalentemente tra i 50-80 anni. In Italia, ogni anno, muoiono di solo tumore al polmone circa 35 mila persone. Nel 2023, sono state stimate circa 44.000 nuove diagnosi (uomini = 30.000; donne = 14.000). È la seconda neoplasia più frequente negli uomini (15%) e la terza nelle donne (6%).
Anche se alcuni studi recenti hanno valutato se sia possibile e conveniente fare esami regolari per cercare il cancro del polmone e hanno sviluppato modi per calcolare il rischio per ottimizzare quando fare questi esami, in Italia non si fa ancora lo screening per questo tipo di tumore e non è incluso tra i controlli preventivi offerti dal Servizio Sanitario Nazionale. In alcune zone del paese, come parte di un progetto chiamato Progetto RISP, si stanno però già facendo esperimenti per vedere come funziona lo screening per il tumore del polmone.

Tipi di tumore al polmone
I tumori del polmone si dividono generalmente in due categorie: i tumori a piccole cellule o microcitoma (small cell lung cancer, SCLC) che rappresentano la minoranza di tutti i casi, e tumori non a piccole cellule (non-small cell lung cancer, NSCLC), che costituiscono la maggioranza. La maggior parte dei casi di tumore del polmone corrisponde all’istologia non a piccole cellule , mentre il microcitoma polmonare (tumore a piccole cellule, SCLC) rappresenta la minoranza dei casi.
Il tumore a piccole cellule rappresenta circa il 10-15% dei casi ed è più comune tra i fumatori, mentre è molto raro in chi non ha mai fumato; si sviluppa nei bronchi più grandi ed è composto da cellule di piccole dimensioni. Si diffonde rapidamente ad altri organi e ha una prognosi peggiore rispetto al tumore non a piccole cellule.
Quest’ultimo costituisce circa l'85% dei casi ed è diviso in tre tipi principali: carcinoma spinocellulare, adenocarcinoma e carcinoma a grandi cellule. Il carcinoma spinocellulare, legato al fumo di sigaretta, rappresenta il 25-30% dei casi ha la prognosi migliore. L'adenocarcinoma rappresenta circa il 60% dei casi, si forma nelle zone periferiche dei bronchi più piccoli. Il carcinoma a grandi cellule è meno comune (10% circa dei casi) e si diffonde rapidamente.
In una piccola percentuale di casi, il tumore polmonare può originare da tessuti diversi, come quelli endocrini o linfatici.

Le cause del tumore del polmone
  • Fumo di sigaretta: il fumo di sigaretta rappresenta la causa principale di tumore al polmone, e contribuisce a circa l’85% di tutti i casi di malattia. Il rischio di sviluppare un tumore in relazione al fumo varia sia in base al numero di sigarette fumate sia al numero di anni di tabagismo. È importante ricordare che anche il fumo passivo rappresenta un fattore di rischio
  • Inquinamento dell’aria: la continua esposizione alle particelle sottili, specie quelle derivanti dalla combustione (es. automobili termiche, processi industriali), aumenta il rischio di sviluppare un tumore al polmone.
  • Esposizione a sostanze cancerogene: sostanze come amianto, radon, nichel, cromo, vernici,agenti inquinanti ambientali e lavorativi possono causare a lungo andare il tumore.
 
I sintomi del tumore del polmone
I primi fastidi spesso non compaiono finché il tumore non è in uno stadio avanzato. I sintomi più frequenti sono tosse, associata a volte con sangue, dolore toracico persistente, mancanza di respiro, episodi frequenti di infezioni respiratorie (bronchiti o polmoniti), raucedine o cambiamenti nella voce, o a volte solamente stanchezza e perdita di peso in breve tempo senza causa apparente.
Il tumore può diffondersi ad altre parti del corpo attraverso le strutture vicine, i linfonodi o il flusso sanguigno. Può colpire molti organi come fegato, cervello, ossa e altri, causando sintomi specifici come dolore osseo, ittero (colore giallastro della pelle e della sclera, la parte bianca degli occhi), mal di testa, vertigini e noduli sulla pelle.
 
Diagnosi del tumore del polmone
Solitamente il medico, in seguito alla comparsa dei rischi, prescrive degli esami radiologici (radiografia o TAC del torace) ma la diagnosi definitiva può essere effettuata solo attraverso un prelievo del tumore (biopsia) da poter analizzare al microscopio. Il prelievo può essere effettuato tramite toracentesi (con una puntura direttamente nel torace) oppure una broncoscopia (utilizzando un piccolo tubo flessibile da introdurre nelle vie aeree fino ad arrivare alla posizione del tumore). Se il medico considera l'opzione chirurgica per rimuovere una parte del polmone, è essenziale valutare la funzionalità polmonare. Lo stadio di avanzamento del tumore può essere studiato attraverso TAC, Risonanza Magnetica, PET.
 
Terapia del tumore del polmone
La strategia terapeutica per il cancro polmonare è cambiata notevolmente negli ultimi anni. Il trattamento, così come la guarigione dalla malattia, varia a seconda del tipo di tumore e dello stadio al momento della diagnosi. Quando il tumore viene scoperto precocemente e risulta localizzato e asportabile, i pazienti possono essere sottoposti a intervento chirurgico. Per situazioni più complesse (ad esempio tumori che hanno colonizzato altri organi), le altre opzioni sono chemioterapia e radioterapia che possono essere impiegate o da sole o in supporto all’intervento chirurgico.
La chemioterapia, un tempo l'opzione principale, ha mostrato limitata efficacia. Invece, sono emersi due approcci terapeutici rilevanti: i farmaci mirati e l'immunoterapia.
Alcuni farmaci mirati hanno dimostrato maggiore efficacia rispetto alla chemioterapia, ma solo in presenza di specifiche caratteristiche molecolari del tumore. È previsto che negli anni a venire saranno disponibili ulteriori farmaci mirati, ampliando le opzioni terapeutiche.
L'immunoterapia, inizialmente utilizzata come trattamento di seconda linea, è ora spesso impiegata come prima scelta per il cancro polmonare avanzato, soprattutto nei casi con elevata espressione di PD-L1. Esistono diversi farmaci immunoterapici che possono essere utilizzati singolarmente o in combinazione con la chemioterapia, a seconda del profilo molecolare del tumore. Oltre ai risultati positivi dopo l'intervento chirurgico, l'immunoterapia sta funzionando bene anche nel setting neo-adiuvante (prima) e perioperatorio.
Recenti sviluppi hanno portato all'identificazione di farmaci innovativi per il trattamento del cancro polmonare nelle fasi precoci della malattia (ad esempio terapie a bersaglio, in particolare l’osimertinib nel caso della malattia con mutazione di EGFR) con l'obiettivo di ridurre il rischio di recidiva e migliorare le possibilità di guarigione.
Nonostante i progressi, la sopravvivenza complessiva per i pazienti con cancro polmonare rimane limitata. Pertanto, è cruciale continuare a concentrarsi sulla prevenzione, ad esempio promuovendo il cessate del fumo, al fine di ridurre l'incidenza di questa malattia.
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