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Protesi del ginocchio: come scegliere la struttura?
Per l’intervento chirurgico di "protesi di ginocchio" il Ministero della Salute indica il numero di interventi effettuati dalla struttura presa in considerazione, indice di esperienza della struttura. In particolare, è preferibile optare per strutture che effettuino almeno 80 interventi l'anno.
 
Approfondisci l'indicatore relativo la numero di interventi chirurgici di protesi del ginocchio

Quando si fa la protesi del ginocchio?
Il ginocchio, come le altre articolazioni del corpo umano, può subire, nel tempo, danni e processi di degenerazione. L’artrosi è la patologia che più comunemente colpisce il ginocchio e che ne compromette la funzionalità, causando dolore acuto o cronico, gonfiore e ridotta mobilità. Nella maggior parte dei casi questi sintomi diminuiscono la qualità di vita della persona.
Altre patologie che possono interessare il ginocchi sono:
  • Artrite reumatoide, di natura autoimmune;
  • Artrosi post-traumatica (esito di fratture);
  • Osteonecrosi (infarto dell’osso).
Quando l’articolazione è danneggiata irreversibilmente è necessario un intervento chirurgico di sostituzione delle parti danneggiate, tramite l'inserimento di una protesi. La scelta di operare viene presa dal chirurgo ortopedico quando il paziente non trae più beneficio dai trattamenti più comuni (infiltrazioni di acido ialuronico e farmaci antinfiammatori), o si crea una deformazione ossea del ginocchio a causa dell’artrosi. Quindi, quando il dolore al ginocchio e la sua rigidità sono talmente forti da compromettere la mobilità articolare – camminare, piegarsi, alzarsi e salire le scale - o quando l’infiammazione è cronica, allora si può prendere la decisione di operare.
 
Le persone che normalmente si sottopongono all’intervento hanno un'età compresa tra i 50 e gli 80 anni, anche se non sono rari anche gli interventi eseguiti su adolescenti con artrite giovanile.
Indipendentemente dall’età, il risultato dell’operazione è assicurato in entrambi i casi. Il fattore età incide però sulla scelta del modello e del materiale di protesi più adeguato.
Vi è inoltre da considerare che la sostituzione di una protesi già installata è un intervento molto più complicato rispetto alla prima operazione, di conseguenza si tende a evitare di inserire una protesi di ginocchio ai pazienti più giovani, optando per trattamenti alternativi (riabilitativi e/o farmacologici).
 
I tipi di protesi
Il materiale di cui è composta una protesi deve essere durevole, consentire una certa flessibilità ed essere biocompatibile (il che significa che non verrà rigettato dall’organismo). Ragion per cui le componenti delle protesi sono realizzate in titanio, oppure in leghe di cromo-cobalto o titanio-cobalto.
Una protesi dura in media intorno ai 15 anni, ma possono durare anche fino a 25 anni in base allo stile di vita e alla qualità dell’osso.
 
Il chirurgo ortopedico sarà in grado di decidere, in base alla condizione clinica ed alle esigenze e aspettative funzionali dei pazienti, il tipo di protesi più adatta. In chirurgia protesica esistono infatti più tipi di protesi:
  • Protesi monocompartimentale e bi-compartimentale: sono indicate nei casi in cui l’artrosi colpisce una o due parti dei compartimenti del ginocchio, permettendo di sostituire così solamente la parte danneggiata. Questo tipo di protesi ha come vantaggio di avere un minore impatto sul paziente ed un recupero più veloce;
  • Protesi totale: è indicata quando il chirurgo ha valutato che non c’è indicazione per le protesi compartimentali a causa di una degenerazione eccessiva dell’articolazione. In questi casi è possibile optare sia per protesi totali che conservano i legamenti crociati, sia per protesi totali con sostituzione di entrambi.

L'intervento di protesi del ginocchio
Una sostituzione del ginocchio potrebbe essere più accuratamente definita come un "rivestimento" del ginocchio perché verrà sostituita solo la superficie delle ossa. Il chirurgo ortopedico rimuove la cartilagine danneggiata e la superficie dell'osso, quindi impianta la protesi, la nuova superficie del ginocchio, fatta di metallo e plastica, per ripristinare l'allineamento e la funzione del ginocchio. La procedura chirurgica richiede in media circa 2 ore.
Il tasso di complicanze a seguito dell’operazione è molto basso: la probabilità che si sviluppi un’infezione è circa del 2%, mentre complicanze come infarto o ictus sono ancora minori. I coaguli di sangue nelle vene delle gambe sono la più comune complicanza della chirurgia protesica del ginocchio. Questi coaguli possono essere pericolosi per la vita se si rompono, si staccano e iniziano a viaggiare verso i polmoni dando origine ad un'embolia polmonare. Il chirurgo ortopedico applicherà un programma di prevenzione, che può includere elevazione periodica delle gambe, esercizi per le gambe precoci per aumentare la circolazione, utilizzo di calze elastiche e farmaci per rendere più fluido il sangue (eparina).
Dopo l'intervento inizia subito la riabilitazione, e già il giorno dopo l'intervento al paziente è chiesto di muoversi, chiaramente aiutandosi con stampelle e deambulatori. Il paziente resta in ospedale abbastanza poco, circa una settimana, il tempo necessario a verificare che la ferita si stia chiudendo adeguatamente e che non ci siano infezioni in atto.
Tuttavia la riabilitazione e i tempi di convalescenza sono lunghi, basti pensare che la completa funzionalità dell’articolazione si riacquisisce dopo circa due anni. Per un paio di mesi ci si muoverà con deambulatore e stampelle. Per fortuna pian piano si riprenderanno le normali attività quotidiane, dopo 4-6 settimane si sarà in grado di guidare e in 2-3 mesi si potrà tornare al lavoro.
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