Stitichezza: cause, rimedi e cure naturali per la stipsi

Stitichezza: cause, rimedi e cure naturali per la stipsi

Indice

Domande e risposte

Stipsi o stitichezza. Che cos’è?

La stitichezza o stipsi è una condizione comune e consiste nella difficoltà di espellere le feci e di svuotare tutto o parte dell’intestino. La stipsi non è una malattia, ma un sintomo comune a molte malattie. Interessa circa il 15% della popolazione, soprattutto le donne, e aumenta con l'età. Secondo le ultime stime, ne soffre:
  • Il 3-10% dei bambini;
  • Il 20-40% degli ultra 65enni;
  • Il 40% delle donne in gravidanza.
È più frequente in chi è depresso o sottoposto a stress psicologici.
Il termine stipsi deriva dal greco styphein (che significa stretto) e indica appunto la difficoltà nell'espletamento della funzione intestinale. Questo ha un impatto notevole sulla qualità della vita.  
La stitichezza può essere una condizione acuta perché si manifesta in seguito a interventi chirurgici, malattie di breve durata o semplicemente per un viaggio e si risolve in poco tempo. Secondo l’American College of Gastroenterology, la stitichezza diventa cronica quando c’è una defecazione non soddisfacente caratterizzata da evacuazioni non frequenti e/o dal passaggio difficoltoso delle feci che si verifica per almeno tre mesi in un semestre. Non è possibile definire con precisione una frequenza di evacuazioni normale perché varia da persona a persona ma, indicativamente, vengono definite fisiologiche da tre evacuazioni al giorno a tre alla settimana. In realtà, nella pratica clinica, per i gastroenterologi, non è tanto importante la frequenza di evacuazioni settimanali, ma il senso di soddisfazione o insoddisfazione che fa seguito alle evacuazioni. Persone che si liberano una volta a settimana e si sentono bene così, non sono stitiche, mentre possono essere considerate stitiche persone che, pur andando di corpo una volta al giorno, sono insoddisfatte.
 
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Sintomi della stipsi

La stitichezza può essere definita come tale quando:
  • La frequenza dell’evacuazione è inferiore a tre volte alla settimana o comunque inferiore rispetto alla situazione normale, di routine;
  • Dolori addominali;
  • Meteorismo (flatulenza e aerofagia);
  • Gonfiore;
  • Difficoltà a espellere le feci dure e disidratate;
  • Senso di evacuazione incompleta e necessità di ricorrere a manovre manuali per favorirne l’espulsione. 
Altri sintomi possono includere: 
  • Il mal di stomaco e crampi;
  • Malessere generale;
  • Perdita di appetito.
Nei bambini si manifesta con:
  • Riduzione della frequenza di evacuazione;
  • Perdita di appetito;
  • Stanchezza;
  • Irritabilità;
  • Flautolenza;
  • Feci maleodoranti;
  • Mal di stomaco;
  • Malessere generale.

Stipsi. Cause più frequenti

La stitichezza si verifica in genere quando le feci rimangono nel colon, o intestino crasso, per troppo tempo e il colon assorbe troppa acqua dalle feci, facendole diventare dure e asciutte. 
La stitichezza è definita funzionale quando è dovuta a una ridotta motilità del tubo digerente (stipsi atonica), noto come intestino pigro, o a una non corretta contrazione della parte finale dell’intestino per favorire l’evacuazione. Stipsi ipertonica. In questo caso è scarso o assente il gonfiore addominale in quanto il transito intestinale rallenta per la contrattura e spasmo della muscolatura liscia viscerale. Spesso associata a stati di ansia o insonnia. Nella maggior parte dei casi, la stitichezza non è dovuta a una condizione specifica e può essere difficile identificarne la causa esatta: la motilità intestinale infatti dipende non solo dal corretto funzionamento del sistema nervoso enterico, ma anche dal volume del contenuto intestinale.
All’origine del disturbo possono quindi esserci: 
  • Errori alimentari: un’alimentazione povera di fibre e il non bere a sufficienza;
  • Stile di vita: i ritmi di vita frenetici, paradossalmente, riducono la possibilità di fare attività fisica, soprattutto all’aria aperta, togliendo un fattore utile a stimolare la motilità intestinale. I pasti sono spesso consumati in velocità e con cibi non adatti ad attivare l'intestino. L'evacuazione diventa difficoltosa, il colon si irrita e si infiamma, così tutto l’apparato digerente fa sentire il suo disagio. Anche la sedentarietà è un fattore di rischio e le persone fisicamente attive hanno meno probabilità di diventare stitiche rispetto alle persone inattive. I cambiamenti nella routine, come un viaggio, possono influenzare il sistema digerente (stipsi immediata). Consumare i pasti in momenti diversi, come dormire prima o dopo del solito, sono comportamenti che possono aumentare il rischio di costipazione. Ci sono poi altri aspetti delle abitudini da tenere presente e spesso sottovalutati. Uno riguarda la poca privacy che si può avere quando si usa il bagno. L’altro consiste nell’ ignorare l'impulso di avere un movimento intestinale, magari per l’impossibilità di andare in bagno in quel momento;
  • Gravidanza: circa 2 donne su 5 soffrono di stitichezza durante la gravidanza. La costipazione si verifica durante la gravidanza per l’aumento di un ormone, il progesterone, che agisce come un rilassante muscolare utile per garantire il proseguimento della gestazione, ma che riduce la motilità del tubo digerente e quindi il transito intestinale. Inoltre, nel procedere della gravidanza, l'utero può comprimere l'intestino, rallentando il passaggio del cibo;
  • Invecchiamento: nelle persone anziane, il rallentamento del metabolismo e la riduzione dell’attività fisica, oltre a una povertà alimentare e alla scarsa introduzione di liquidi, ma anche alcune terapie farmacologiche, possono ridurre anche l’attività intestinale;
  • Assunzione di farmaci che rallentano il transito intestinale:
    • Antidolorifici narcotici (oppioidi) tra cui la codeina, l'ossicodone e l'idromorfone;
    • Antidepressivi, inclusi amitriptilina e imipramina;
    • Anticonvulsivanti compresi fenitoina e carbamazepina;
    • Diuretici come il clorotiazine;
    • Antipertensivi che abbassano la pressione come il diltiazem e nifedipina;
    • Antiacidi contenenti alluminio;
    • Integratori di ferro;
    • Chemioterapici;
    • Lassativi.  Anche l’uso eccessivo di lassativi può causare stipsi. Alcune persone ritengono, erroneamente, che per stare bene sia necessario avere almeno un’evacuazione al giorno e per questo assumono lassativi. L’uso regolare di questi integratori però riduce la loro efficacia nell’aiutare i movimenti intestinali perché la muscolatura si abitua alla loro azione e diventa tollerante al lassativo. In altre parole, per ottenere lo stesso effetto bisogna aumentarne il dosaggio. I lassativi possono quindi dare assuefazione e dipendenza e, oltre a ridurre la loro efficacia, se non vengono assunti a dosi crescenti, causano stitichezza. Se la costipazione è causata da farmaci, il problema si risolve interrompendone l’assunzione.
  • Malattie intestinali o sistemiche. Ci sono alcune malattie che causano stipsi. È bene ricordare che la stessa febbre può essere un fattore di rischio, quindi è normale, in caso di influenza, ridurre la frequenza delle evacuazioni, soprattutto se si è costretti a letto e si riduce la mobilità. Le persone che soffrono di sindrome dell'intestino irritabile o di ragade anale, una piccola ulcera a livello dell'ano, soffrono di costipazione molto più frequentemente, rispetto al resto della popolazione;
  • Alterazioni anatomiche del tubo digerente, cicatrici post intervento chirurgico, le diverticolosi e il restringimento anormale del colon o del retto, noto come stenosi colon rettale, alterano la funzionalità intestinale;
  • Tumori locali possono comprimere o limitare il transito intestinale;
  • Disturbi neurologici. Tra le principali malattie che tendono a rallentare il movimento delle feci attraverso il colon, il retto o l'ano e causare stitichezza ci sono la sclerosi multipla, malattia di Parkinson, ictus, lesioni del midollo spinale e pseudo-ostruzione cronica intestinale;
  • Alcune condizioni endocrine e metaboliche come diabete, scarso controllo glicemico, ipercalcemia e ipotiroidismo, uremia per insufficienza renale riducono la motilità intestinale;
  • Malattie sistemiche, che colpiscono un certo numero di organi e tessuti o il corpo nel suo complesso, tra cui il lupus, la sclerodermia, l'amiloidosi, alterano la funzionalità dell’intestino

Stipsi. Quando rivolgersi al medico

In generale ci si rivolge al medico se si verificano meno di tre evacuazioni alla settimana, c’è tendenza o necessità di sforzarsi durante la defecazione, sensazione di defecazione incompleta, presenza di feci dure o caprine (a palline) che si prolunga da almeno una settimana.  In realtà, non è tanto importante la frequenza, ma il senso di soddisfazione o insoddisfazione che fa seguito alle evacuazioni, a definire il disturbo. Di solito, è buona regola, quando si percepisce il disagio, apportare semplici cambiamenti nella dieta e nello stile di vita. Se, nonostante l’introduzione di nuove abitudini il problema persiste, è utile rivolgersi al medico o al farmacista. Quando però, anche improvvisamente, oltre alla stitichezza, compaiono dolori addominali o episodi di costipazione si alternano alla diarrea, è necessario rivolgersi al medico perchè potrebbero essere sintomi di qualche altro problema.

Diagnosi di stipsi

La stitichezza è una condizione molto comune, ma si distinguono varie tipologie. La forma acuta, che si manifesta in occasione di un cambio nelle abitudini alimentari o di vita, di solito si risolve ripristinando una routine, quali il mangiare e il dormire alle stesse ore. Quando il problema persiste per almeno tre mesi in un semestre, di solito la stitichezza viene definita cronica. A volte il problema è nella muscolatura della pelvi, cioè dell’ultimo tratto del tubo digerente, che non si contrae in maniera sinergica per permettere l’evacuazione. Le due condizioni possono anche coesistere e mantenersi nel tempo (stipsi cronica persistente). Nella sindrome del colon irritabile la causa non è ben nota. Anche se si può provare imbarazzo a parlarne con il farmacista o il medico, è importante fornire i vari sintomi perché la diagnosi sia corretta. Fondamentale, al fine del trattamento corretto, è capire se si tratti di un problema di transito e, a tale fine, può essere richiesto lo studio dei tempi di transito intestinale, ovvero specifiche radiografie che osservano il processo intestinale. La manometria anorettale è invece molto utile per capire come si muove la pelvi. In altri casi il medico può richiedere la defecografia o la colonscopia.

Stipsi nei neonati, nei bambini 

La stipsi nei neonati e nei bambini è abbastanza comune: interessa circa il 30% di loro. Un’alimentazione non adeguata, un insegnamento non corretto sull’uso del bagno (noto come toilette training) o la paura di usare il bagno, sono tutti fattori che possono favorire questo disturbo.
Per quanto riguarda l’alimentazione, i bambini che sono troppo nutriti, soprattutto di latte, hanno maggiori probabilità di avere costipazione, così come quelli che non mangiano abbastanza. Come per gli adulti, è molto importante che il bambino abbia abbastanza fibre nella sua dieta, quindi mangi regolarmente verdure e frutta. Sull’uso del bagno, è importante non far sentire il bambino stressato o sotto pressione. A tale proposito è opportuno non essere costantemente presenti quando usano il bagno. I bambini possono avere una fobia sull'uso della toilette, o sentirsi incapaci di usare i servizi igienici a scuola. Questa paura può essere il risultato del dolore che il bambino può avvertire durante l’evacuazione e che lo porta, per paura e disagio, a trattenere le feci e ignorare lo stimolo. In rari casi, la stitichezza nei lattanti e nei bambini può essere un segno di altri disturbi o malattie: malformazione anorettale, anomalie del midollo spinale, malattie genetiche rare come la fibrosi cistica.
Nei bambini il trattamento della stipsi deve tenere conto dell’età. Nei lattanti è utile dare da bere tra i pasti. Se stanno alimentandosi con latte artificiale non si deve diluire la formulazione. Può essere utile muovere delicatamente le gambe del bambino in un movimento simile alla bicicletta o massaggiargli la pancia per aiutare a stimolare i movimenti intestinali. Se il neonato è svezzato è sempre utile dare da bere acqua o succo di frutta diluito. Anche la frutta tritata può essere un buon rimedio. In ogni caso il bambino non va forzato a mangiare per evitare che trasformi il nutrirsi con un'esperienza negativa e fonte di stress. Nel caso si dovesse ricorrere a un lassativo, va preferito uno osmotico. Anche nei bambini più grandi, quando la dieta e l’attività fisica non migliorano la stitichezza, può essere utile il lassativo osmotico (lattulosio e magnesio). Resta importante stabilire una routine nell’uso della toilette, lasciando al bambino almeno una decina di minuti per l’evacuazione.

Stipsi in gravidanza

In gravidanza, la stipsi può essere controllata con l'uso dei lassativi a base di fibre, bisacodil, lattulosio e docusato. I composti osmotici possono causare ritenzione idrica materna. Attenzione all’impiego di farmaci di origine vegetale. L'aloe è stata associata a malformazioni congenite e l'acido ricinoleico, come la Senna e Cascara, possono scatenare contrazioni uterine premature.

Stipsi: come si cura?

Rimedi naturali immediati per la stitichezza

Il trattamento per la stitichezza dipende dalla causa, da quanto tempo sono presenti i sintomi e dalla loro gravità. In molti casi, è possibile alleviare i disturbi apportando cambiamenti dietetici e di stile di vita che mirino ad aumentare l’apporto di liquidi e fibre per idratare e creare una massa che transiti più facilmente nel tubo intestinale. I primi e più semplici consigli per lo stile di vita da mettere in pratica sono: 
  • Mangiare a orari regolari;
  • Bere circa un litro e mezzo di liquidi al giorno (complessivamente circa 8 bicchieri) considerando la somma di acqua, tè e altre bevande come il brodo; 
  • Preferire il consumo di olio a crudo, che è un lubrificante e facilita il passaggio delle feci;
  • Aumentare l’assunzione di legumi e cereali, meglio se integrali, e verdure per le fibre sia quelle solubili (mucillagini di psillio o glucomannano) che insolubili (metilcellulosa, crusca);
  • Attenzione allo yogurt che, a differenza di quello che comunemente si crede, può avere effetti favorenti, ma nei soggetti intolleranti al lattosio, contrastano con l’attività intestinale. Queste persone, per la carenza di un enzima (lattasi), non riescono a digerire completamente lo zucchero presente nel latte e nei suoi derivati, come la panna, la crema di latte, la ricotta, i formaggi non stagionati e altri prodotti caseari compreso lo yogurt. Il lattosio viene quindi fermentato dai batteri intestinali causando sintomi diversi che vanno dai dolori al meteorismo, dalla diarrea al gonfiore addominale, alla stitichezza. 
Altri semplici rimedi naturali riguardano il consumo, preferibilmente al mattino, di semi di lino bolliti e filtrati, oltre ai fiocchi di avena, alla crusca e ai cereali integrali. C’è poi un vecchio rimedio: bere di prima mattina, appena alzati, un bicchiere di acqua calda a stomaco vuoto perché il calore rilassa la muscolatura e stimola l’attività delle onde motorie giganti del colon, onde motorie presenti solitamente al mattino appena svegli e dopo i pasti che favoriscono l’evacuazione.
In caso di stitichezza è bene evitare di esagerare con alcuni cibi e in particolare con la cioccolata, la frutta secca e gli insaccati tenendo presente che anche il pane e la pasta, se assunti in quantità eccessive, possono dare costipazione.


Cure per la stitichezza. Non solo fermenti e lassativi

In molti casi, per curare la stipsi sono sufficienti cambiamenti nell'alimentazione, idratazione e nello stile di vita per alleviare i sintomi e gestire la stipsi. È quindi utile, oltre a quanto indicato nei rimedi immediati, dedicare il giusto tempo per le funzioni intestinali. Il momento migliore è al mattino dopo la prima colazione: non bisogna ignorare lo stimolo. 
Quando i cambiamenti nell'alimentazione e nello stile di vita non sono sufficienti, si può ricorrere a:
  • Fermenti lattici (probiotici) e prebiotici. Il benessere dell’intestino, fattore chiave per evitare la stipsi, dipende anche dalla composizione del microbiota, cioè della flora batterica che permette di produrre e di assorbire le vitamine, limita la crescita di batteri pericolosi per l’organismo, rafforza le difese naturali e controlla la produzione di gas intestinale, quindi non fa gonfiare la pancia. Questa protezione naturale può ridursi per lo stress, ma anche se si assumono poche fibre o se, per curare un’infezione, si assumono antibiotici che uccidono anche i germi utili. I fermenti lattici, che costituiscono la flora batterica intestinale, sono presenti in vari alimentari: alcuni yogurt, classici o da bere, ma anche nei formaggi freschi. I batteri buoni sono: Lactobacillus acidophilus, Lactobacillus bulgaricus, Lactobacillus termophilus e Bifidobatteri. Gli integratori a base di questi batteri sono detti anche probiotici. Si distinguono dai prebiotici che sono sostanze, soprattutto fibre, che vengono aggiunte agli integratori probiotici per favorire la crescita dei batteri buoni. I prebiotici sono presenti in integratori e, in natura, nella banana matura, ma anche in alcune verdure come le carote, gli asparagi, i carciofi, le patate, e la cicoria. I fermenti lattici possono essere assunti anche da chi è intollerante al latte perché devono il loro nome al fatto che fermentano i carboidrati producendo acido lattico, ma non derivano dal latte. I fermenti lattici sono particolarmente utili quando si esagera con i dolci, i grassi, la carne, e l’alcool. Per contrastare gli effetti negativi di questi alimenti può essere utile mangiare yogurt. Quando invece i disturbi gastrointestinali sono dovuti allo stress, per cui si manifestano diarrea o stipsi, oppure quando si soffre di gonfiore alla pancia o si sono fatte cure con antibiotici, è bene prendere i fermenti lattici che si vendono in farmacia, i quali contengono concentrazioni più alte di questi batteri buoni.
  • Lassativi:
    • Integratori di fibre o lassativi formanti massa: richiamano acqua nell'intestino ed ammorbidiscono le feci facilitandone l'espulsione. agiscono trattenendo il contenuto d’acqua nell’intestino e, aumentando il volume, favoriscono la peristalsi. Questi lassativi sono a base di metilcellulosa, glucomannani, gomma Sterculia e semi di Psillio. Molte persone, in cui i lassativi formanti massa non fanno effetto, lamentano più gonfiore e più dolori addominali. Questo avviene in quanto la stipsi è abbastanza ostinata e quindi la massa di feci e fibre progredisce più lentamente e i batteri del colon (microbiota) hanno più tempo per fermentare il contenuto. Generalmente questi lassativi possono interferire con l’assorbimento di alcuni farmaci. È pertanto consigliabile assumere i farmaci almeno due ore prima o dopo il lassativo;
    • Da contatto/Stimolanti: sono dei potenti attivatori della motilità intestinale, ma possono causare crampi addominali. A questo gruppo appartengono il sodio pirosolfato, bisacodile, la senna o la cascara. Questi lassativi agiscono più rapidamente degli altri proprio per il loro effetto diretto, ma possono però causare crampi addominali. Non sono raccomandati per la cura dell'ostruzione intestinale. L’uso continuo può dare assuefazione e soprattutto contrastare il normale funzionamento dell’intestino. Se vengono assunti per anni possono portare a una totale immobilità dell’intestino con stitichezza irreversibile. Per questo motivo devono essere assunti solo per brevi periodi e mai continuativamente. Altri farmaci appartenenti a questa categoria possono essere costituiti da: olio di ricino, frangula, rabarbaro, aloe. L’effetto di questi lassativi si manifesta nel giro di 6-12 ore;
    • Emollienti delle feci: lubrificano le feci e ne aiutano il passaggio. Sono costituiti da oli minerali quali la paraffina e la vasellina o il docusato sodico e stimolano la defecazione circa otto ore dopo l’ingestione. Sono indicati in caso di stitichezza e presenza di emorroidi e ragadi o dopo un parto, la chirurgia rettale e in tutti quei casi in cui bisogna evitare al massimo lo sforzo della defecazione. Sono tuttavia poco efficaci nella stipsi severa e il loro uso prolungato può causare disturbi elettrolitici, per l’eccessiva perdita di Sali, come avviene anche negli osmotici. I lassativi lubrificanti esistono anche come clismi di olio d'arachidi che, per via rettale, lubrificano ed ammorbidiscono il contenuto intestinale, favorendone la motilità. Funzionano sullo stesso principio anche le supposte di glicerina. Agendo localmente hanno un effetto che si manifesta in breve tempo;
    • Osmotici: agiscono trattenendo e richiamando liquidi nell'intestino con un meccanismo osmotico o modificando la distribuzione dell'acqua nel materiale fecale. I lassativi osmotici sono a base di lattulosio, magnesio citrato, latte di magnesia, polietilenglicole. Sono utili per chi soffre di stitichezza da cause non note (viene detta idiopatica). In dosi elevate sono impiegati nella inerzia del colon o nella stipsi atonica, quando cioè non c’è peristalsi. L’effetto si ottiene, di solito nel giro di 2-3 giorni. Possono essere usati nella stipsi acuta, se non vi sono segni di occlusione intestinale. I lassativi osmotici possono essere usati regolarmente, ma anche occasionalmente nel trattamento della stitichezza o prima di un intervento chirurgico o di un esame come la colonscopia. Un loro uso continuato può determinare squilibri elettrolitici, per eccessiva perdita di sali. Questa complicanza può manifestarsi soprattutto nei bambini e nelle persone con malattie renali o il diabete;
    • I Lassativi da prescrizione specialistica sono farmaci sicuri ma che vanno assunti solo con la ricetta medica perché modalità e dosi devono essere personalizzate e decise dal gastroenterologo. La prucalopride agisce stimolando la peristalsi intestinale, quando questa sia assente o insufficiente, cioè nelle forme di stitichezza atonica o adinamica. La linaclotide agisce promuovendo la secrezione di acqua e ioni cloro all’interno del colon e lo si prescrive per la stipsi con gonfiore e dolore, come nell’intestino irritabile. 


Come scegliere il lassativo

Molto spesso il problema di stipsi si risolve intervenendo sullo stile di vita. È importante che il medico escluda che il sintomo sia secondario a un’altra causa, tipo ipotiroidismo, farmaci, ostruzione meccanica o blocco intestinale. Una stitichezza di entità lieve o moderata, come quella caratterizzata da emissione di feci dure, può risolversi con lassativi formati massa come psillio o glucomannani che vanno assunti con abbondante quantità di acqua, altrimenti si potrebbe avere il peggioramento dei sintomi.
In situazioni acute, come ad esempio dopo infarto miocardico, o in pazienti allettati da poco, possono essere usati gli ammorbidenti fecali, i lassativi osmotici o agenti più energici quali gli stimolanti o antrachinonici, ma devono essere usati per pochi giorni, altrimenti si può andare incontro a un’atonia della muscolatura intestinale. Per un uso continuativo, i composti più sicuri sono probabilmente quelli a base di magnesio, fatta eccezione per i pazienti con insufficienza renale o diabete,  in cui si può creare uno squilibrio di sali.


Per quanto tempo vanno assunti i lassativi

Una volta risolto il problema, l’assunzione del lassativo si può interrompere. Tuttavia, se la stitichezza è causata da una malattia o da un farmaco che si sta assumendo, potrebbe essere necessario continuare a prendere i lassativi per mesi o addirittura anni, per questo serve il consiglio del medico. Se si sono assunti lassativi per alcune settimane, potrebbe essere necessario ridurre gradualmente la dose, piuttosto che eliminarli da un giorno al’altro. Il medico e il farmacista possono fornire importanti consigli su questo aspetto.

Come si previene la stipsi?

Alcuni semplici accorgimenti nello stile di vita possono prevenire la stitichezza.
  • Dieta con adeguato apporto di fibre (frutta, verdure, cereali integrali) e povera di grassi e di zuccheri;
  • Adeguata idratazione;
  • Esercizio fisico (come camminare, andare in bicicletta o nuotare);
  • Dedicare il giusto tempo per le proprie funzioni fisiologiche e non ignorare lo stimolo di andare in bagno (il principale si ha il mattino dopo la colazione, ma la peristalsi è attivata in generale dopo il pasto o l’attività fisica). Se lo stimolo non viene rispettato, nel tempo, si riduce e aumenta il rischio di stitichezza.

Stitichezza: cosa mangiare 

Sono da assumere con moderazione in caso di stipsi gli alimenti definiti astringenti, che hanno componenti non digeribili che provocando una distensione delle pareti del colon ne impediscono la normale contrazione, necessaria per spingere le scorie fino alla parte inferiore dell’intestino dove si formeranno le feci. Sono gli alimenti che si utilizzano quando c’è un problema di diarrea
  • Patate;
  • Carote;
  • Limoni;
  • Riso;
  • Banane.
Gli alimenti consigliati nella stitichezza comprendono:
  • Acqua, almeno 1,5-2 litri di liquidi al giorno (preferibilmente acqua oligominerale naturale ma va bene anche il consumo di brodo o tisane);
  • Verdura cruda o cotta, almeno una porzione ad ogni pasto. Tra le verdure cotte, preferire spinaci, zucchine, broccoli, cavolfiori, fagiolini, melanzane e carciofi da consumare lessati o al vapore. Minestroni o passati sono un modo alternativo per assumere la verdura consigliata. Per integrare l’apporto di fibra, in alcuni casi, è possibile utilizzare supplementi di fibra in polvere presenti in commercio;
  • Frutta. Preferire kiwi (soprattutto al mattino a digiuno), pere, albicocche, fichi e prugne. La frutta andrebbe consumata con la buccia (ben lavata). Utile anche la frutta cotta;
  • Cereali, alternando quelli raffinati (pane, pasta, riso…) con gli analoghi integrali;
  • Legumi, anche passati o centrifugati;
  • Olio extravergine di oliva per condire le pietanze preferibilmente a crudo, aggiunto con moderazione e dosato con il cucchiaino;
  • Almeno un paio di volte alla settimana conviene sostituire le proteine della carne con quelle dei legumi (piselli, fagioli, ceci, lenticchie..) da consumare nel condimento della pasta o nelle minestre;
  • Yogurt o latte fermentato, se non si è intolleranti al lattosio.

Stitichezza e stile di vita

Ogni esercizio fisico è indicato per migliorare la motilità intestinale. Può bastare una camminata per un’ora al giorno, ma in generale sono da preferire tutte le attività che tonificano i muscoli addominali e del diaframma. Sono utili quindi la camminata veloce o la corsa a piedi e la marcia, la bicicletta o il nuoto. Per gli anziani è raccomandato camminare, in base alle condizioni fisiche generali:
  • 15-20 minuti una o due volte al giorno;
  • 30-60 minuti al giorno o da 3 a 5 volte alla settimana.
I soggetti con mobilità limitata dovrebbero fare almeno 50 passi due volte al giorno. Per le persone incapaci di camminare o che sono costrette a letto, sono raccomandati esercizi come l’inclinazione pelvica, rotazione del tronco verso il basso e il singolo sollevamento delle gambe.  Svolgere l’esercizio fisico all’aria aperta diventa particolarmente efficace perché, clima permettendo, l’ambiente esterno allevia l’ansia e lo stress, contribuendo a ridurre la tensione muscolare, con effetti positivi anche sul sistema cardiovascolare e nervoso. L’attività sportiva comporta inoltre il rilascio di endorfine, sostanze che migliorano l’umore e altre funzioni, compreso il corretto funzionamento dell’intestino che, come secondo cervello, beneficia del benessere del primo.

Domande e risposte

Per stare bene bisogna avere almeno una evacuazione al giorno?

L’affermazione è falsa perché scientificamente vengono definite fisiologiche da tre evacuazioni al giorno a tre alla settimana. Ma anche una volta alla settimana va bene perché la differenza è il grado di soddisfazione della persona. 

In caso di stitichezza, frutta e verdura vanno consumati cotti?

Le fibre, di cui sono ricchi frutta e verdura, sono efficaci sia che gli alimenti siano consumati crudi sia cotti. La verdura verde a foglia larga, però, potrebbe dare qualche disturbo come il gonfiore addominale, per questo è utile aumentare gradualmente l’apporto di fibre.

I lassativi sono la soluzione in caso di stitichezza?

La costipazione, nella maggioranza dei casi, si risolve introducendo delle modifiche allo stile di vita. I lassativi si usano quando il problema non si risolve agendo sulle abitudini. I lassativi non sono tutti uguali e devono essere utilizzati per un breve periodo perché, paradossalmente, a lungo andare, possono aumentare il rischio di soffrire di stipsi.

I lassativi naturali, a base di fitoterapici, derivati dalle piante, sono meglio tollerati e meno drastici di quelli di origine chimica?

L’affermazione non è sempre vera perché dipende dalle piante che sono contenute. Malva e Tarassaco, per esempio, hanno un effetto lassativo delicato, ma Senna e Cascara agiscono per contatto e sono molto più irritanti, tanto che l’impiego deve essere limitato  nel tempo. Meglio quindi sempre chiedere un consiglio al farmacista.

In gravidanza e allattamento non si possono assumere lassativi

Quando i cambiamenti nello stile di vita non risolvono il problema della stipsi, il medico può prescrivere alcuni lassativi anche in gravidanza e durante l’allattamento.  I lassativi osmotici, infatti, non essendo assorbiti, non hanno alcun effetto sul bambino. I lassativi che agiscono per contatto, detti antrachinonici (a base di Senna e Cascara), essendo in parte assorbiti, sono invece da evitare soprattutto nel primo trimestre di gravidanza.

Lo yogurt aiuta a regolarizzare la funzionalità intestinale

Rispetto ai latticini, che sono da evitare perché causano gonfiore, lo yogurt, ricco di batteri che favoriscono il benessere della flora intestinale, può contribuire a regolarizzare la funzionalità dell’ intestino, ma nei soggetti intolleranti la lattosio potrebbe aumentare il gonfiore e il disagio. 

Chi è intollerante al latte non può prendere i fermenti lattici?

I fermenti lattici, utili a garantire il benessere della flora intestinale, possono essere assunti anche da chi è intollerante al latte perché devono il loro nome al fatto che fermentano i carboidrati producendo acido lattico, ma non derivano dal latte. L’intolleranza al latte è data dall’incapacità di metabolizzare uno zucchero, il lattosio che, essendo fermentato dai batteri intestinali, causa gonfiore e malessere.

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