Indice
Domande e Risposte
Eruzioni cutanee: cosa sono, cause e rimedi
L’eruzione cutanea (o rash cutaneo) è una
condizione caratterizzata da una modifica della pelle rispetto alla normalità (in termini di aspetto e consistenza) associata alla
comparsa di irritazione, macchie, vescicole, papule, pustole o desquamazione e accompagnata o meno a fastidio, bruciore, prurito e dolore.
Il suo
esordio può essere graduale o improvviso. Può avere diversi gradi di gravità: alcune forme sono autolimitanti e guariscono senza intraprendere alcun trattamento, mentre in altri casi la sintomatologia è tale da richiedere l’istituzione di terapie locali o sistemiche.
Può essere
sensibile a fattori quali l’esposizione a temperature molto calde o fredde, situazioni di
stress acuto o cronico, deposito di sebo cutaneo, contatto con alcuni ingredienti contenuti nei prodotti cosmetici.
La
causa alla base è di
vario tipo (infiammatoria, allergica, ambientale, infettiva, …); non sono rare le eruzioni cutanee legate alla presenza di patologie sistemiche.
È importante affrontare un
accurato iter diagnostico per individuare una terapia appropriata ed evitare di peggiorare la situazione. Spesso il rash cutaneo è autolimitante; nei casi in cui, tuttavia, non tende a guarire ma piuttosto ad estendersi o ad accompagnarsi a sintomi di tipo sistemico, è necessario sentire il parere medico.
Classificazione delle eruzioni cutanee
Una prima classificazione è
basata sulla causa, che può essere:
- Allergica: è tipica nella dermatite da contatto e nelle reazioni ai farmaci ed è associata alla formazione di papule;
- Da farmaci: l’esposizione a determinati medicinali può causare la comparsa di reazioni avverse di tipo non allergico, come la sindrome di Stevens-Johnson, che causa la desquamazione massiva della pelle e la perdita di liquidi ed elettroliti, richiedendo un trattamento in emergenza;
- Da cause ambientali e fisiche: fattori di tipo chimico (detergenti aggressivi, solventi) o fisico (pressione, calore eccessivo, radiazione ultravioletta, occlusione) possono determinare la formazione di uno sfogo cutaneo;
- Autoimmune: si riconosce nelle malattie sistemiche dovute a reazioni anomale del sistema immunitario (psoriasi);
- Infettiva: si riconosce per infezioni virali (ad esempio varicella, herpes zoster, sesta malattia), batteriche (scarlattina, impetigine) o fungine (tigna);
- Infiammatoria: è riconosciuta per quanto riguarda il contatto con agenti chimici o fisici irritanti (radiazione solare, solventi, detergenti aggressivi) e porta alla comparsa di macchie rosse, spesso in rilievo (papule) e associate a prurito e dolore. Altri esempi di rash infiammatorio sono quelli correlati alla dermatite atopica.
In base all’aspetto, può assumere le
caratteristiche di:
- Arrossamento (eritema): condizione generica legata all’infiammazione e dovuta alla dilatazione dei capillari locali, che può avere una localizzazione limitata oppure diffusione più ampia ed essere accompagnato da sensazione di calore e ipersensibilità al tatto;
- Papule: sono rilievi solidi;
- Vescicole: piccole bolle che contengono liquido; di solito si usa il termine comune di bolle per indicare vescicole di dimensioni maggiori. Vescicole e bolle sono tipiche di malattie come la varicella e l’herpes zoster;
- Pustole: bolle che contengono pus;
- Desquamazione: sfaldamento dello strato superficiale della pelle accompagnato frequentemente da prurito e irritazione, caratteristico di condizioni quali la psoriasi.
Contestualmente all’eruzione,
il paziente può avvertire prurito. Ciò si verifica nella maggior parte dei casi: il bisogno di grattarsi è spesso presente fin dall’esordio della sintomatologia cutanea e può innescare un’evoluzione verso lesioni secondarie, come l’eczema infetto.
Un rash cutaneo senza prurito può comunque avere un significato patologico. La dilatazione dei vasi sanguigni legata al processo infiammatorio in atto può esprimersi attraverso il gonfiore, soprattutto se alla base del rash vi è una causa allergica. Fra gli altri sintomi che possono accompagnare il rash, si segnala il dolore, presente prevalentemente quando la malattia di base interessa gli strati più profondi della cute e le fibre nervose, come nel caso dell’ascesso cutaneo e dell’herpes zoster.
Fra i
fenomeni potenzialmente correlati all’eruzione, si ricordano l’
iperpigmentazione (cambiamento del colore locale della pelle, che si scurisce) e l’
ipopigmentazione (pelle che vira verso un colore più chiaro), temporanee o definitive e che possono essere determinate dall’esposizione alla luce solare.
Può, inoltre, essere descritta una
classificazione in base alla localizzazione: da questo punto di vista, il rash può interessare una singola parte del corpo (ad esempio il viso, il tronco, gli arti) oppure essere generalizzato e coinvolgere ampie aree.
Da cosa sono causate
Le
reazioni allergiche sono fra le cause più comuni di rash e rappresentano risposte anomale dell’organismo (della pelle, in particolare) a stimoli non patologici, come l’esposizione a polline, polvere (o meglio, agli acari in essa contenuti), alimenti (crostacei, nocciole, arachidi), metalli (come il nichel, oggi non più presente negli oggetti di uso comune), punture di insetti o farmaci (antibiotici, antinfiammatori da banco, antiepilettici). Spesso si manifestano con l’
orticaria, una condizione caratterizzata dalla comparsa di papule e prurito intenso.
Il contatto con alcuni metalli può scatenare la cosiddetta dermatite da contatto, associata alla presenza di infiammazione e prurito nelle aree del corpo esposte. I farmaci sono spesso messi in relazione con l’insorgenza dell’eritema multiforme, che può avere diversi livelli di gravità ed è associato ad arrossamento, vescicole e desquamazione.
Le cause allergiche possono essere alla base della comparsa di rash cutaneo improvviso, sia nell’adulto che nel bambino.
Il
rash cutaneo può essere espressione di una grave reazione da farmaco di tipo non allergico, la sindrome di Stevens-Johnson (SJS), caratterizzata dalla formazione di bolle sulla pelle e sulle mucose che evolvono in necrosi, febbre alta e malessere generale e che richiede un trattamento in emergenza.
Il rash può essere dovuto alla presenza di malattie dermatologiche che spesso riconoscono una base allergica, come la
dermatite atopica.
Numerosi microorganismi sono correlati alla presenza di eruzioni cutanee.
Infezioni di tipo virale quali:
- Morbillo: un tempo quasi debellato nei Paesi occidentali, oggi ha un’incidenza nuovamente in aumento a causa della riduzione delle coperture vaccinali. Causa febbre alta, dolori articolari e gonfiore dei linfonodi e la comparsa delle così definite macchie di Koplik, simili a granelli di sabbia chiara e circondate da areole rosse che interessano prevalentemente la mucosa orale;
- Infezioni da herpes virus: tipicamente la varicella e l’herpes zoster, causati dallo stesso agente della famiglia degli Herpes virus (Varicella zoster), sono caratterizzate dalla presenza di un’eruzione cutanea in forma di bolle e vescicole e che può lasciare cicatrici permanenti; un altro tipo di Herpes virus può provocare la sesta malattia (anche nota come esantema critico o roseola), caratterizzata dalla presenza di un’eruzione localizzata al tronco, più raramente agli arti;
- Malattia mani-piedi-bocca: provocata da un agente della famiglia degli Enterovirus, colpisce prevalentemente bambini di età inferiore ai 10 anni e provoca la comparsa di un esantema a piccole vescicole sul palmo delle mani, pianta dei piedi e nell’area periorale e orale associate a diarrea, mal di pancia e mal di gola;
- Quinta malattia: infezione da Parvovirus B19 correlata alla comparsa di un esantema sul viso, in particolare sulle guance, che appaiono gonfie (il rush è in rilievo) e di colore rosso intenso, tanto da assumere l’aspetto cosiddetto “a guance schiaffeggiate”; è presente prurito e può essere associato alla presenza di macchie in rilievo anche a livello del tronco e degli arti;
- Impetigine: infezione della pelle tipica prevalentemente dell’età pediatrica che provoca la comparsa di bolle arrossate che possono evolvere verso la formazione di croste spesse di colore giallo-bruno e dovuta a streptococchi;
- Scarlattina: è un’infezione da streptococco che determina la comparsa di un tipico sfogo a farfalla in viso e di un rash sulla mucosa della bocca;
- Infezioni fungine: la più diffusa è la tigna (tinea corporis), che causa desquamazione cutanea.
In molti casi, si individua una
correlazione fra rash cutaneo e stress mentale.
Sono
numerosi i fattori ambientali in grado di scatenare una risposta da parte della pelle. Fra questi,
alcune sostanze contenute nei prodotti che utilizziamo quotidianamente, come i cosmetici, i detersivi e alcuni solventi di comune impiego. Essi agiscono alterando la barriera protettiva di cui la cute è fornita e contribuendo a formare le brecce perché stimoli aggressivi penetrino al suo interno. Fin qui abbiamo descritto gli stimoli chimici che possono alterare l’equilibrio cutaneo. Fra gli stimoli fisici,
il sole rappresenta probabilmente quello più comune. L’
esposizione eccessiva alla radiazione solare causa la comparsa dell’eritema solare, espressione di una vera e propria ustione. L’esposizione a temperature molto fredde o molto calde può essere allo stesso modo responsabile di modifiche dell’aspetto della pelle. La
sudamina (dermatite da sudore) che
colpisce i bambini piccoli è dovuta all’esposizione ad un clima molto caldo, che provoca l’ostruzione dei dotti sudoripari che portano l sudore sulla superficie cutanea e la comparsa di micropapule e prurito.
Vi sono, infine,
diverse patologie sistemiche, soprattutto di tipo infiammatorio,
che possono causare la comparsa di eruzioni cutanee, fra cui:
- Artrite reumatoide;
- Lupus eritematoso sistemico: è una malattia autoimmune, cioè determinata dalla produzione di anticorpi diretti contro le strutture anatomiche del corpo stesso, per un errore del sistema immunitario. Causa la comparsa di un’eruzione cosiddetta a farfalla sul viso e in altre aree del corpo;
- Dermatomiosite: patologia autoimmune che provoca rash cutaneo;
- Pemfigoide bolloso: disturbo autoimmune correlato alla presenza di bolle sottocute e dolore intenso;
- Psoriasi: malattia sistemica che coinvolge anche la pelle e che provoca un’accelerazione nel processo di proliferazione delle cellule della pelle;
- Malattia di Kawasaki: è una vasculite (infiammazione dei vasi sanguigni) che si manifesta soprattutto nei bambini al di sotto dei 10 anni ed è caratterizzata da un eritema a macchie che interessa dapprima il tronco e successivamente può estendersi agli arti; l’eruzione è accompagnata da arrossamento delle mucose orali, in particolare della lingua (lingua a fragola) e secchezza e fissurazione delle labbra;
- Malattie del fegato: la riduzione della capacità di questo organo di depurare il sangue dalla presenza di sostanze potenzialmente tossiche può determinarne l’accumulo nell’organismo e la conseguente insorgenza di rash;
- Linfomi: questi tumori liquidi possono essere accompagnati da forti stati di prurito e da eruzioni cutanee anche estese.
In molti di questi disturbi,
la reazione della pelle è solo la punta dell’iceberg di una serie di eventi patologici che interessano l’organismo in senso più generale.
La
sensibilità della pelle nei confronti di determinati stimoli
può essere alterata da perturbazioni ormonali come quelle
che si verificano in gravidanza o in menopausa o indotte da disturbi della
tiroide o delle
ovaie (
sindrome dell’ovaio policistico, PCOS). Tipica, da questo punto di vista, è la dermatosi polimorfa della
gravidanza, caratterizzata da un rash associato a prurito.
Quando preoccuparsi per un’eruzione cutanea
In genere, l’eruzione cutanea è un
problema medico che non richiede interventi in emergenza. Ma possono verificarsi situazioni nelle quali il rash è dovuto a malattie gravi, che possono avere un decorso fatale. È quindi
importante tenerne sotto controllo un’eventuale evoluzione.
Patologie infettive che hanno la capacità di disseminarsi nell’organismo (come la
meningite meningococcica) possono essere associate alla presenza di eruzioni a petecchie di colore rosso-violaceo o porpora che non sbiancano se sottoposte a pressione con il dito (test del vetro) e sono
dovute ad un’alterazione della coagulazione del sangue. Si parla, in questi casi, di rash settico (rash meningococcico nel caso specifico della meningite). Pertanto,
se l’eruzione cutanea tende a diffondersi sulla superficie del corpo e sono presenti febbre alta, vomito e/o confusione mentale è necessario rivolgersi rapidamente ad un Pronto Soccorso per una diagnosi tempestiva.
Un altro caso che richiede intervento tempestivo è rappresentato dallo
shock anafilattico: uno
sfogo cutaneo che si accompagna a difficoltà respiratorie, gonfiore delle labbra o dell’intero viso e della gola, calo della pressione arteriosa richiede una cura d’urgenza.
Si ricorda che
eruzioni cutanee in generale non serie ma che colpiscono un paziente fragile, ad esempio perché immunocompromesso,
meritano comunque un intervento medico tempestivo. A titolo di esempio, nei pazienti con
AIDS un herpes zoster può determinare complicanze gravi come le nevralgie post-erpetiche e altri virus in genere facilmente controllabili possono dare infezioni disseminate con rischio di shock settico.
Diagnosi del rash cutaneo
Il
primo passo per arrivare a riconoscere la causa di uno sfogo cutaneo
consiste nella visita medica, da svolgere presso il medico di Medicina generale oppure presso il
dermatologo.
La
prima fase della visita comprende il colloquio con il paziente, dal quale il medico apprende informazioni utili ad inquadrare il caso: malattie pregresse o copresenti, abitudini e stili di vita, terapie farmacologiche in atto, familiarità per determinati disturbi. La descrizione dei sintomi e l’osservazione delle caratteristiche dello sfogo (che permette, ad esempio, di cogliere la differenza tra eruzione cutanea allergica e infettiva) rappresentano elementi fondamentali per arrivare alla diagnosi.
Laddove il medico non avesse raccolto sufficienti informazioni, prescrive ulteriori accertamenti.
Fra gli esami di laboratorio più utili in questi casi:
- Test allergologici: i prick test sono prove cutanee di primo livello per la diagnosi delle allergie a sostanze quali alimenti, farmaci, veleno di insetti, lattice, pollini. Consistono nella scarificazione superficiale della pelle e nell’applicazione in corrispondenza delle lesioni di piccole quantità della sostanza da testare (allergene). Se a seguito dell’applicazione l’area si gonfia e si arrossa, viene diagnosticata un’allergia alla sostanza corrispondente. Si tratta, tuttavia, di test spesso di dubbia lettura e con alta percentuale di falsi positivi. Altri test prevedono l’iniezione dell’allergene sottocute. Può essere effettuato un esame del sangue con cui vengono ricercati gli anticorpi specifici di tipo IgE (quelli direttamente correlati alle allergie), il cosiddetto RAST (RadioAllergoSorbent Test). Oppure si esegue il dosaggio degli eosinofili (i globuli bianchi che entrano in azione quando si verifica una risposta di tipo allergico). Si effettuano, inoltre, il test di provocazione (il paziente viene esposto sotto controllo medico all’allergene da testare e successivamente viene osservata la reazione) e il test di eliminazione (viene sospesa l’esposizione del paziente alla sostanza in oggetto);
- Esami del sangue: sono utili anche per la diagnosi di eventuali malattie autoimmuni (ricerca degli anticorpi antinucleo – ANA e anti-ENA – ricerca i autoanticorpi organo-specifici, dosaggio della PCR e della VES) e delle malattie infettive (dosaggio della PCR e della procalcitonina PCT, esami colturali);
- Biopsie cutanee: possono essere eseguite nell’ambito dell’iter diagnostico delle malattie autoimmuni;
- Tamponi cutanei: sono utili per effettuare esami colturali nel riconoscimento delle infezioni.
Rimedi e trattamenti
I trattamenti indicati per la cura del rash cutaneo
sono numerosi e molto diversi fra loro. È quindi essenziale partire con un approccio appropriato, dopo avere correttamente indagato le cause e formulato una diagnosi.
Le
malattie sistemiche associate ad eruzione cutanea
vengono trattate secondo i rispettivi protocolli.
Mettere in atto
soluzioni improvvisate, basate sull’impiego di soluzioni naturali (i cosiddetti rimedi della nonna) o sul passaparola,
non è una buona idea, perché potrebbe inasprire i sintomi, ritardando l’istituzione di una cura appropriata e aggravando la sintomatologia.
Farmaci
I
trattamenti farmacologici di uso più comune sono rappresentati dalle creme, che possono avere funzione idratante ed emolliente o più specifica, ad esempio antibiotica per trattare i rush da infezione batterica (impetigine), antivirale per le eruzioni da virus (varicella, herpes zoster, herpes simplex) e antimicotica per le infezioni fungine (tigna).
Fra i prodotti di uso topico possono essere indicate anche le creme a base di cortisone o antistaminici. La raccomandazione è quella di farsi prescrivere dal medico la crema giusta, quella realmente indicata per il proprio problema, per evitare che l’impiego di un prodotto sbagliato porti alla diffusione dell’infezione e alla comparsa di alterazioni permanenti della pelle.
Il trattamento delle patologie autoimmuni richiede l’uso di farmaci immunosoppressori e cortisonici, che agiscono riducendo la reattività del sistema immunitario.
Rimedi naturali per il rash cutaneo
È
sconsigliata l’applicazione di rimedi naturali quali estratti di
aloe vera o
camomilla o prodotti come l’
olio di cocco (o altri oli vegetali) nel tentativo d dare sollievo alla sintomatologia. Se l’eruzione tende a permanere o, peggio, a estendersi è necessario rivolgersi al medico di Medicina generale o al dermatologo.
È
consigliabile che la pelle colpita dal rash venga lavata con detergenti a base oleosa non aggressivi e asciugata tamponandola delicatamente con una salvietta morbida. È importante che il
lavaggio sia effettuato
con acqua tiepida, per evitare che stimoli termici possano peggiorare il quadro e che l’eccessivo calore determini un’alterazione della barriera protettiva.
Se è già presente una diagnosi di allergia o predisposizione atopica, è bene evitare il contatto con i trigger noti.
Stress ed eruzione cutanea
Le interazioni fra la mente e la pelle sono più numerose e complesse di quanto si credesse fino a pochi anni fa. Si è scoperto, ad esempio, che
molti disturbi dermatologici possono essere inaspriti da uno stato di malessere psicologico. Alla luce di ciò, e dal momento che le condizioni di stress mentale non possono essere evitate tout court, gli esperti consigliano ai pazienti che soffrono di malattie della pelle che risentono delle perturbazioni psichiche (come gli eczemi cronici e la psoriasi) l’apprendimento di tecniche di gestione dello stress.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
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Domande e risposte
Cosa causa un rash cutaneo improvviso?
La comparsa improvvisa di un’eruzione cutanea può essere dovuta verosimilmente ad una reazione allergica, sia nell’adulto che nel bambino. In alcuni casi, molto meno frequenti, la causa può essere legata alla disseminazione sistemica di infezioni, che causa la comparsa di petecchie dovute ad alterazioni della coagulazione del sangue. In queste ultime circostanze, l’intervento medico deve essere in emergenza.
Come distinguere un’eruzione cutanea pericolosa?
Se il rash è accompagnato da gonfiore del viso, difficoltà respiratorie, febbre alta, confusione mentale è necessario rivolgersi tempestivamente ad un Pronto Soccorso.
Quali farmaci sono efficaci contro il rash cutaneo?
Alcune forme sono autolimitanti e si risolvono spontaneamente senza alcuna terapia. In altri casi, possono essere applicate creme antiinfiammatorie o cortisoniche. L’uso di farmaci per via orale (cortisonici, immunosoppressori) è indicato nelle forme più severe o nelle patologie sistemiche.
È normale che il rash peggiori con il sole?
Un peggioramento delle eruzioni cutanee può verificarsi a causa della capacità della radiazione ultravioletta di innescare alcune reazioni chimiche.
Quali sono i sintomi di un’allergia cutanea?
I sintomi associati alle allergie cutanee sono: prurito, irritazione locale, rinite, congiuntivite, difficoltà respiratorie.