Mal di gola da faringite: che cos’è, cause e cura

Mal di gola da faringite: che cos’è, cause e cura

Indice

Domande e risposte

Che cos’è la faringite

Quello che chiamiamo comunemente mal di gola, in realtà in termini medici si chiama faringite, ed è l’infiammazione della mucosa che riveste la faringe, l’organo che connette la cavità nasale, l'esofago, la laringe e l'orecchio medio. La faringe è quella parte del cavo orale che riusciamo a vedere aprendo la bocca e guardandoci allo specchio, e che solitamente quando compare la faringite, notiamo essere arrossata.

Immagine che rappresenta un uomo che sta facendo una visita specialistica per la faringite

La faringite, che capita più sovente durante l’inverno, è solitamente l’inizio di un’infezione delle vie respiratorie superiori. Spesso si associa a tonsillite, cioè infiammazione delle tonsille, e si parla di faringotonsillite. Di solito si manifesta improvvisamente, cioè in forma acuta, e dura qualche giorno, al massimo una settimana, poiché nella maggior parte dei casi si risolve autonomamente, a meno che non sia dovuta a streptococco e allora è necessaria una cura antibiotica. Se la faringite si cronicizza può durare anche dei mesi.

Trattandosi di una infezione virale o batterica, la faringite è contagiosa, specie nel caso che il responsabile sia lo streptococco, e colpisce molto anche i bambini.
La faringite non dovuta a un patogeno può anche persistere nel tempo diventando cronica.
Come riconoscere il mal di gola da faringite dai sintomiI sintomi più comuni che ci devono far pensare a un inizio di faringite acuta sono:
  • Difficoltà nella deglutizione;
  • Sensazione di avere un corpo estraneo in gola;
  • Sensazione di secchezza della bocca;
  • Sensazione di prurito;
  • Arrossamento locale della mucosa e/o presenza di vescicole o placche bianche (basta aprire la bocca e guardarsi allo specchio);
  • Tosse;
  • Febbre (raramente);
  • Mancanza della voce (afonia);
  • Infiammazione dei linfonodi del collo;
  • Dolore all’orecchio (otalgia, otite).
Nel caso della faringite cronica, essa si manifesta anche con raucedine frequente e catarro.

Che cosa causa la faringite

La faringite acuta è molto frequente, sia negli adulti che nei bambini. Le cause della faringite sono solitamente infezioni, che possono essere batteriche (come lo streptococco) o virali. L’infezione può partire anche da infezioni presenti nella zona del naso o della laringe.
A scatenare l’infezione ci pensano il freddo e gli sbalzi di temperatura. Ad esempio in estate passare dall’esterno a luoghi con aria condizionata molto forte o in inverno da stanze calde al freddo dell’esterno, favoriscono il mal di gola. Ci sono due ragioni per cui questo accade. Anzitutto i virus trovano un terreno più fertile nei contesti freddi. Inoltre, quando è freddo, o dopo un forte sbalzo di temperatura, le ciglia presenti nel nostro apparato respiratorio che ci aiutano a proteggerlo da agenti patogeni, faticano a muoversi e a svolgere la propria funzione. 

La faringite cronica: che cosa fare quando non passa

Certe volte la faringite non passa. Si può semplificare dicendo che se la faringite si protrae per più di 6 ore al giorno, per più di due settimane al mese, per più di tre mesi, si parla di faringite cronica. Può essere conseguenza di vari fattori, quali ulcere, infiammazioni delle ghiandole linfatiche.

È piuttosto comune soprattutto la faringite da reflusso, dovuta appunto al persistere del reflusso gastro-esofageo. In questo caso è necessaria una cura sotto controllo medico per risolvere o attenuare il problema del reflusso, cosa che spesso richiede del tempo per capire quale sia la causa scatenante.

La faringite cronica è spesso catarrale, cioè ha vede la presenza di congestione nasale con conseguente produzione di muco e catarro.

Piuttosto comune è la faringite cronica ipertrofica (faringite cronica granulosa), che si caratterizza da una mucosa faringea di colore rosso vivo, più ispessita (ipertrofica) da follicoli linfatici ingrossati.

Esiste poi la faringite gonococcica (gonorrea faringea) è un’infezione della gonorrea può colpire le persone che hanno avuto un contatto sessuale orale con un individuo infetto; è asintomatica nella maggior parte dei casi, anche se talvolta dà mal di gola e placche alle tonsille. La gonorrea (chiamata anche blenorragia) origina dal batterio Neisseria gonorrhoeae, anche noto come gonococco.
Attenzione: la gonorrea si trasmette attraverso qualsiasi tipo di rapporto sessuale, anche vaginale e anale, compresi i baci profondi e qualsiasi contatto con la zona genitale della persona infetta. 
È importante diagnosticare subito la gonorrea per evitare di infettare altre persone (appena avuta la diagnosi bisogna procedere con la terapia risolutiva antibiotica su prescrizione medica prima di avere altri rapporti sessuali).

Come curare la faringite e i rimedi che possono aiutare

Se la natura della faringite acuta è virale, solitamente l’infiammazione passa da sola in qualche giorno, dura al massimo una settimana. Nel caso si tratti di faringite streptococcica è necessaria una cura antibiotica che deve essere prescritta dal medico e a cui bisogna attenersi scrupolosamente per quanto riguarda dosaggio e durata della terapia.

Se il mal di gola persiste, è bene recarsi dal medico, che durante la visita controllerà se la gola è arrossata, gonfia, se ci sono placche e secrezioni biancastre visibili sulla mucosa e se i linfonodi del collo sono ingrossati. In presenza di questi sintomi, dal momento che la faringite è dovuta a qualche patogeno (virus o batterio), se si sospetta che il responsabile sia lo streptococco, il medico potrà eseguire un test rapido (RADT) per la ricerca degli antigeni oppure un tampone faringeo con coltura e antibiogramma.

I corticosteroidi (cortisone) sono indicati solo nei casi più gravi dove il processo infiammatorio è molto forte tale da compromettere la capacità di deglutire e quindi di mangiare.

Per curare la faringite cronica bisogna invece prima individuare la sua causa scatenante. 

Nel frattempo, in entrambi i casi, per alleviare il fastidio, se eccessivo, possiamo comunque assumere antinfiammatori come ibuprofene o paracetamolo. Inoltre, è bene per qualche giorno bere molti liquidi, evitando fumo e alcol e bevande calde, tutte sostanza che possono irritare la gola rallentando la guarigione. Il classico rimedio della nonna dell’assumere un cucchiaino di miele può aiutare nei casi più blandi a lenire leggermente il fastidio alla gola.

Si consiglia inoltre di utilizzare colluttori che aiutano la disinfezione.



RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Come si capisce se si ha la faringite?

Oltre ai sintomi caratteristici, per una diagnosi precisa è necessario eseguire un tampone faringeo per le faringite batteriche e avviare la corretta terapia antibiotica.

Quanto può durare una faringite?

Solitamente la faringite dura qualche giorno, al massimo una settimana, poiché nella maggior parte dei casi si risolve autonomamente, a meno che non sia dovuta a streptococco e allora è necessaria una cura antibiotica. Se la faringite si cronicizza può durare anche dei mesi.

Come curare la gola faringite?

Se la natura della faringite acuta è virale, solitamente l’infiammazione passa da sola in qualche giorno. Nel caso dietro vi sia lo streptococco, è necessaria una cura antibiotica che deve essere prescritta dal medico e a cui bisogna attenersi scrupolosamente.
Per alleviare il fastidio, se eccessivo, possiamo comunque assumere antinfiammatori come ibuprofene e paracetamolo.
Inoltre, è bene per qualche giorno bere molti liquidi, evitando fumo e alcol e bevande calde che possono irritare la gola. Si consiglia inoltre di utilizzare colluttori che aiutano la disinfezione.

Come capire se il mal di gola è virale o batterico?

Il medico durante la visita controllerà se la gola è arrossata, gonfia, se ci sono secrezioni biancastre visibili sulla mucosa e se i linfonodi del collo sono ingrossati. In presenza di questi sintomi, dal momento che  la faringite è dovuta a qualche patogeno (virus o batterio), se si sospetta che il responsabile sia lo streptococco, il medico potrà eseguire un test rapido (RADT) per la ricerca degli antigeni oppure un tampone faringeo con coltura e antibiogramma.

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