Dolore allo sterno e al petto centrale: donne e bruciore

Dolore allo sterno e al petto centrale: donne e bruciore

Indice

Domande e risposte

Introduzione

Un forte dolore al petto non è sempre sintomo di infarto. La zona dello sterno è in relazione infatti, oltre al cuore, con altri organi molto importanti del corpo, come stomaco e polmoni. Proprio per questo, il dolore può essere dovuto a situazioni molto diverse, più o meno gravi, e anche di origine psicologica. 
Lo sterno, di per sé, è un osso piatto e allungato che si trova nella parte anteriore centrale del torace. Quando si parla di dolore allo sterno non si fa tanto riferimento a un dolore osseo, ma a una delle varie forme di dolore toracico.
Nella maggior parte dei casi, il dolore retrosternale è dovuto a condizioni che hanno a che fare con muscoli, ossa, con i polmoni o con il tratto digestivo, piuttosto che con il cuore. È quindi importante distinguere i vari sintomi, se il dolore si manifesta a destra o a sinistra, a riposo o sotto sforzo, da sdraiati o in movimento, se è improvviso, forte, continuo o intermittente. La posizione e il tipo del dolore aiutano ad individuare la causa principale del disturbo.

Dolore al petto: ecco quando è sintomo di infarto

Immagine che rappresenta lo sterno di una donnaIl dolore allo sterno è uno dei sintomi che incutono più paura perché è spesso automaticamente associato a un infarto. In questo caso il sintomo è scatenato dalla morte (necrosi) di una parte del muscolo cardiaco a seguito dell’ostruzione di una delle coronarie, cioè delle arterie deputate alla sua irrorazione.
Non a caso, il dolore toracico improvviso è tra i principali motivi di accesso al pronto soccorso. In realtà, se il dolore allo sterno non è associato ad altri sintomi clinici, quali dispnea (difficoltà a respirare) e senso di oppressione al petto e dolore al braccio sinistro, è improbabile che sia in corso un attacco di cuore.
A tale proposito è utile ricordare che, nell’infarto del miocardio, per esempio, il dolore generalmente si manifesta a sinistra sotto le costole e in seguito tende a irradiarsi a tutto il braccio sinistro. Raramente, però, può comparire a destra, estendendosi anche vicino all’ascella. I sintomi possono essere diversi nell’uomo e nella donna (differenza di genere).
Nelle donne e nei giovani, più spesso che nell’uomo, possono presentarsi anche bruciore allo stomaco, nausea e stanchezza. Talvolta sono presenti anche brividi di freddo.
Qualora si presentassero queste condizioni, è opportuno recarsi quanto prima al pronto soccorso per gli esami di accertamento, fra i quali l’elettrocardiogramma (Ecg).
La situazione è diversa nel caso di angina pectoris (letteralmente dolore al petto), condizione in cui il dolore è dovuto alla sofferenza del muscolo cardiaco per un ridotto apporto di sangue. A differenza dell’infarto, nell’angina il calo del flusso sanguigno è transitorio, quindi non c’è senza necrosi del tessuto, ma una sofferenza momentanea. In presenza di angina pectoris il dolore parte sempre dall’area sotto le costole a sinistra, ma tende a irradiarsi al collo, alla mandibola, alla spalla e alla zona centrale dell’addome superiore.
Al medico dovrebbe essere descritto il tipo di dolore avvertito (lacerante, sordo, trafittivo, costante o intermittente, urente, cioè con bruciore ecc.) perché ciò può essere di notevole aiuto nella diagnosi.

Cause principali di dolore allo sterno

Il dolore al torace è molto comune perché ci sono tante condizioni patologiche, di gravità più o meno severa, che lo annoverano fra i sintomi che le caratterizzano. Del resto, nella zona del petto, oltre al cuore, ci sono altri organi molto importanti come i polmoni, lo stomaco e il primo tratto di intestino.

La causa più comune non cardiaca è la costocondrite, un’infiammazione delle cartilagini collegate alle costole superiori della gabbia toracica. Questa condizione non ha sempre una causa specifica, ma è spesso il risultato di una lesione al torace, di tensione dovuta all’attività fisica o di artrosi. I sintomi comprendono: dolori acuti su un lato dello sterno e dolore o fastidio a una o più costole. Tipica di questa condizione è l’acutizzazione del dolore quando si tossisce o mentre si respira profondamente.

Le lesioni ai muscoli e alle ossa che si trovano nella zona dello sterno, come le costole, in seguito a traumi, cadute o interventi chirurgici al torace, sono un’altra delle cause più diffuse di dolore sternale. I sintomi comuni comprendono: un leggero dolore o gonfiore nella parte superiore del torace e nella zona della clavicola, scricchiolio delle ossa e rigidità intorno alle articolazioni delle spalle.
Se il trauma interessa la clavicola, oltre al gonfiore, si manifestano anche lividi intorno alla lesione, dolore forte o schiocchi quando si tenta di muovere il braccio verso l’alto.
Le fratture allo sterno, anche se abbastanza rare rispetto alla rottura o incrinatura delle costole, possono causare dolore forte e gonfiore, perché lo sterno è coinvolto in molti dei movimenti della parte superiore del corpo, soprattutto quando si respira o si tossisce ma anche al tatto.
Altre cause non traumatiche sono la fibromialgia, il fuoco di Sant’Antonio e la mastodinia (dolore al seno).

Causano dolori allo sterno anche alcuni problemi gastrointestinali e malattie polmonari. Lo sterno si trova in corrispondenza di importanti organi digestivi come l’esofago, lo stomaco e la prima parte dell’intestino. Acidità gastrica, reflusso e ulcera provocano dolore, soprattutto dopo mangiato e di notte, associato a bruciore al petto, sapore amaro in bocca, difficoltà a deglutire, tosse, gonfiore, nausea e mancanza di appetito, mal di gola o raucedine. Il sintomo può manifestarsi dopo uno sforzo, chinandosi o da sdraiati, a causa della risalita del contenuto gastrico nell’esofago. In presenza di reflusso, l’esofago si irrita (esofagite) e può dare dolore esteso fino alla gola, alle spalle e dietro la schiena, che si scatena quando si deglutisce e mentre si mangia. 

La causa del dolore al petto può essere inoltre legata a delle malattie che interessano il pancreas o la cistifellea. Sia la colecistite (infiammazione della cistifellea del fegato) sia i calcoli biliari possono causare tale sintomo.

Alla base del dolore al petto e dietro la schiena all’altezza dei polmoni possono esserci cause respiratorie, come bronchite, tracheite, polmonite e pleurite (infiammazione della pleura, ovvero la membrana che riveste i polmoni e la cavità toracica interna). Queste condizioni provocano un dolore acuto quando si inspira, si starnutisce o si tossisce.
Altri sintomi associati sono: febbre, respirazione difficoltosa, fiato corto e affanno.

Sono diverse le patologie a carico dei polmoni che possono determinare l’insorgenza di un dolore al centro del petto o alle costole più o meno forte. Tra le più gravi, l’embolia polmonare (ostruzione di una o più arterie del polmone), la tubercolosi, il carcinoma polmonare e il mesotelioma pleurico (tumore della membrana che avvolge la parte interna del torace). Fra i sintomi più spesso associati, è possibile trovare l’affanno (respiro corto) e la tosse che, generalmente, è secca.

Fra le patologie dell’apparato cardiocircolatorio che presentano un dolore sternale come sintomo principale si possono considerare, oltre a infarto e angina pectoris, lo spasmo coronarico, la miocardite e la pericardite, rispettivamente infiammazioni del muscolo cardiaco e della membrana che avvolge il cuore (pericardio).

Alcune condizioni psicologiche possono essere associate a questo disturbo.
Molti casi di attacco di panico, per esempio, oltre alla sudorazione e alla tachicardia, si manifestano con dolore retrosternale. Anche uno stato d’ansia può provocare tale sintomo. Una persona ansiosa, di solito, va in affanno, cioè fa respiri corti e molto frequenti. Questa condizione tende a ridurre i livelli di anidride carbonica nel sangue, senza però che ci sia un aumento della concentrazione di ossigeno. Tale situazione, nota come sindrome da iperventilazione, è un disturbo respiratorio che determina, oltre al dolore allo sterno e ai giramenti di testa e alla sensazione di avere le orecchie tappate, anche formicolii e parestesie (intorpidimento) localizzati ai polpastrelli e intorno alla bocca.

Immagine che rappresenta dolore allo stomaco

Sintomi del dolore al petto

Un dolore lancinante che insorge improvvisamente a livello dello sterno può essere dovuto ad emergenze medico-chirurgiche, quali infarto miocardico acuto, embolia polmonare o aneurisma dissecante dell'aorta.
Se il dolore intercostale peggiora quando si respira potrebbe essere associato a cause di origine muscolo-scheletrica (esposizione al freddo, trauma costale, ernia del disco, movimento brusco o sforzo violento, fibromialgia ecc.), nervosa (nevralgia ed infezione da Herpes zoster), pleurica (pleurite, versamento pleurico ecc.).
Un dolore improvviso di tipo costrittivo localizzato al centro del petto può essere dovuto, invece, a stati d'ansia e stress.

Al dolore toracico possono associarsi ad altri sintomi che si riferiscono a disturbi del sistema gastrointestinale come reflusso gastro-esofageo, ernia iatale, ulcera gastroduodenale, pancreatite, disturbi della motilità esofagea e patologie del tratto biliare (calcoli e colecistite). In questi casi, il sintomo può comparire al risveglio. Il dolore al petto da reflusso può interessare anche i bambini e i giovani ed è molto comune nelle donne in gravidanza. 

Anche i tumori con origine nel torace e l'angina pectoris possono manifestare, tra i sintomi più tipici, il dolore all’area del torace.

 
Immagine che rappresenta il dolore allo sterno

Quando preoccuparsi

Il dolore al petto che persiste senza cause apparenti e accompagnato da sudorazione, vertigini, nausea, giramenti di testa, affanno e sensazione di oppressione e bruciore richiede un immediato ricorso al medico o al pronto soccorso. 

Negli altri casi (che possono essere dovuti ad un trauma, a problemi gastrici o respiratori, ad esempio di tipo infettivo) è consigliabile rivolgersi al medico entro qualche giorno se non si risolvono.

Il dolore al petto nella zona centrale è frequente in caso di positività per COVID-19: se però persiste per più giorni, è consigliabile contattare il proprio medico. 

Cure per il dolore allo sterno

Le cure per il dolore al petto dipendono dall’origine. Nel caso in cui si tratti di un attacco cardiaco oppure di un altro problema di carattere cardiovascolare, la prima cosa da fare è quella di recarsi immediatamente in pronto soccorso per una diagnosi e una terapia adeguate.

Se la causa del dolore intercostale è la costocondrite, il medico può prescrivere farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans, come ibuprofene, ketoprofene…) per ridurre l’infiammazione. Oltre al riposo assoluto, possono essere utili impacchi caldi o freddi sulla zona dolente e trattamenti fisici, come la fisioterapia. In caso di lesioni muscolari di solito si applicano bendaggi per prevenire il gonfiore e si possono assumere farmaci antinfiammatori e miorilassanti. Anche la terapia del freddo viene spesso indicata perché diminuisce il flusso del sangue ed evita l’ematoma. L’applicazione di ghiaccio può essere utile anche nel caso di lesioni ossee.

Quando il dolore è scatenato da disturbi gastrointestinali, allora è di solito accompagnato da bruciore al petto e la terapia è mirata ad eliminare la causa del disturbo. Oltre a una dieta che escluda gli alimenti che irritano la mucosa del tratto digerente, possono essere prescritti farmaci: antibiotici (se la causa è un batterio, nella fattispecie l’Helicobacter pylori), gastroprotettori e antiacidi (omeprazolo, esomeprazolo, etc.).

Nel caso in cui il sintomo è dovuto a un problema ai polmoni, possono essere usati degli antidolorifici, soprattutto quando il paziente soffre di pleurite, ma anche antibiotici nel caso di infezioni batteriche. 

Nel caso il dolore al petto sia correlato all’ansia, è possibile trattarlo, sentito il parere del proprio medico, con rimedi naturali. La fitoterapia con estratti vegetali come quello di biancospino mostra una certa efficacia nell’alleviare il sintomo. 
Poiché l’ansia peggiora il reflusso nelle persone che ne soffrono, sarà utile associare alla terapia anche una dieta e adottare opportuni stili di vita. 

In tutte le altre problematiche, più o meno gravi, il sintomo doloroso si risolve curando, possibilmente, la causa del disturbo.

Domande e risposte

Come faccio a sapere se il mio dolore al petto è un problema serio?

Il dolore toracico è spesso associato all’infarto cardiaco, ma in realtà può essere dovuto a più condizioni patologiche riferite a disturbi degli organi che ci sono nell’area toracica: polmoni, stomaco, fegato e intestino. I sintomi che si riferiscono a un problema acuto e grave come l’infarto riguardano un dolore che si manifesta nell’area sinistra situata sotto lo sterno e in seguito tende a irradiarsi a tutto il braccio sinistro (raramente al destro). È accompagnato da oppressione toracica, pesantezza o sensazione di schiacciamento. Il dolore può essere inoltre accompagnato da debolezza, nausea, mancanza di respiro, sudorazione, vertigini o svenimento. Nelle donne e nei giovani tali sintomi possono essere meno intensi.

Quali sono le cause più comuni, non cardiache, di dolore toracico?

La costocondrite è la causa più comune di dolore allo sterno e si verifica quando la cartilagine tra lo sterno e le costole si infiamma e irrita. La costocondrite, spesso, si manifesta a causa dell’artrosi dovuta al processo di invecchiamento, ma può anche presentarsi senza una causa nota. Il dolore toracico si può manifestare anche in seguito a: lesioni muscolo-scheletriche (rottura o incrinatura di una costola), patologie polmonari (bronchite, polmonite, pleurite), malattia da reflusso gastroesofageo (GERD), pancreatite, colecistite, ansia e attacchi di panico.

Come si allevia il dolore allo sterno?

Individuare la causa all’origine del dolore toracico è fondamentale per una terapia efficace. Se il dolore è di origine cardiovascolare, polmonare o gastrica, devono essere curate le varie patologie. Se la causa è muscolo-scheletrica, ci sono diverse cose che si possono fare per ridurre il dolore, tra cui:

  • Applicare un impacco locale freddo;
  • Prendere farmaci antinfiammatori non steroidei, come l'ibuprofene, per ridurre il dolore e l'infiammazione;
  • Limitare i movimenti ed evitare il sollevamento di carichi pesanti.

Quanto tempo ci vuole per guarire dalla la costocondrite?

In molti casi, la costocondrite si risolve da sola. Nelle forme lievi, il sintomo doloroso può scomparire dopo alcuni giorni. Nei casi cronici, il disturbo può durare per settimane o di più, ma nella maggior parte dei casi non dura più di un anno.

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