Dolore polpacci dopo corsa: sintomi e gravidanza

Dolore polpacci dopo corsa: sintomi e gravidanza

Indice


Domande e risposte

Come è fatto il polpaccio

Quello che chiamiamo polpaccio è costituito da tre muscoli diversi:
  1. Gastrocnemio: sono in realtà due muscoli (detti anche Gemelli) posti appena sotto il ginocchio, nella parte posteriore: il gastrocnemio mediale e il gastrocnemio laterale.
  2. Soleo: un muscolo largo e appiattito che si trova sotto al gastrocnemio. Si inserisce nella parte superiore dell’osso chiamato tibia, sulla fibula e sopra un’arcata fibrosa che unisce le due ossa fra loro. Il soleo è il muscolo che contraendosi flette il piede verso il lato plantare.
  3. Plantare: un muscolo sottile che si trova in profondità dietro l'articolazione del ginocchio, anche se dal 5 al 10% delle persone ne è privo. Passa tra il muscolo soleo e il gastrocnemio mediale del calcagno. 
Questi tre muscoli sono collegati al tallone dal lungo tendine di Achille, il più grosso del corpo umano che ha il compito di connettere il gastrocnemio e il soleo al calcagno, consentendo la flessione della gamba verso la coscia.
 
Immagine che rappresenta il dolore al polpaccio di un maschio adulto

Tipo di dolore al polpaccio

Vi sono diversi dolori al polpaccio, a seconda del tipo di problema e della parte muscolare interessata. Possiamo avere:
  • Gonfiore, edema;
  • Anomalo “pallore” del polpaccio, associato a pelle fredda;
  • Dolore dietro al ginocchio;
  • Sensazione di formicolio o di intorpidimento fino a parziale perdita di sensibilità dei polpacci e di tutta la gamba, in particolare intorpidimento della gamba destra;
  • Sensazione di debolezza muscolare, perdita di forza;
  • Ritenzione idrica che provoca gonfiore;
  • Arrossamento e presenza di rigonfiamenti sottocutanei con sensazione di calore.
Il dolore, inoltre, può essere:
  • Trafittivo e lancinante e improvviso, come accade in caso di crampi;
  • Profondo e sordo.

Perché ho male al polpaccio?

I motivi del dolore al polpaccio possono essere diversi, nella maggior parte dei casi muscolari o tendinei:
  • Lesioni muscolari;
  • Lesioni ai tendini;
  • Crampi;
  • Malattie vascolari, come la trombosi venosa profonda, la quale consiste nella formazione di coaguli di sangue nelle vene situate in profondità, oppure Arteriopatia periferica;
  • Infiammazione del nervo sciatico;
  • Calzature errate che con il tempo infiammano il tendine d’achille;
  • Problemi derivanti dalla compressione del nervo sciatico;
  • Trauma al polpaccio associato alla formazione di lividi, come nel caso di contratture, per esempio facendo sport;
  • Cisti come la cisti di Baker;
  • Neuropatia diabetica, una possibile conseguenza di un diabete non adeguatamente trattato, che provoca con il tempo danni ai nervi delle gambe.

Differenza fra contusione, contrattura, stiramento e strappo

La principale differenza fra queste tre condizioni è che la rottura o meno del tessuto muscolare: nella contrattura non vi è questa rottura, e quindi il danno è meno ingente, mentre nello stiramento e nello strappo sì.
  • Contusione (botta). Si parla di contusione per indicare la comparsa di ecchimosi (livido) e da ematoma (versamento di sangue) dopo un trauma. Una contusione provoca un forte dolore istantaneo nella zona colpita, che permane per qualche tempo al tatto;
  • Contrattura del polpaccio. Si capisce già al tatto se può esservi in atto una contrattura, perché il muscolo risulterà rigido e senza la solita flessibilità e si percepirà un dolore dolore più o meno acuto e diffuso, che si acutizza molto se muoviamo la gamba;
  • Stiramento. Lo stiramento muscolare avviene solitamente dopo uno sforzo eccessivo, improvviso cioè senza il previo riscaldamento muscolare e il più delle volte in seguiro a un movimento nuovo per la gamba. Ci si stira con la corsa, il nuoto, il ciclismo. Si riconosce perché si inizia a sentire indolenzimento, accompagnato da un dolore che si acutizza, e difficoltà a muovere il muscolo. Se lo stiramento interessa una piccola parte è sufficiente applicare del ghiaccio e stare a riposo. Se lo stiramento è ampio e non si rimane a riposo, può sfociare nel vero e proprio strappo muscolare cioè nella rottura delle fibre del muscolo. Lo stiramento infatti è la condizione di pre-rottura, dove le fibre muscolare sono molto tese e facili alla rottura, ma non ancora rotte. Stiramento/strappo del soleo. Questo specifico stiramento colpisce con prevalenza gli atleti che praticano la maratona, cioè lunghi tratti di corsa. Il problema quando si presenta è cronico, con indolenzimento all’interno del polpaccio;
  • Strappo. Lo strappo muscolare si ha quando le fibre del muscolo sono lacerate. In questo caso il dolore è molto intenso,  possono presentarsi ecchimosi dovute al versamento di sangue. Il consiglio è di recarsi al proprio soccorso o da un ortopedico. Talvolta si può avere la vera e propria rottura del muscolo plantare, che si avverte come un improvviso e doloroso strappo nella parte posteriore della gamba, subito seguito da gonfiore e dalla comparsa di un’ecchimosi. Possono insorgere anche crampi muscolari. Spesso a causare la rottura del muscolo plantare è un allungamento in avanti della gamba, anche uno stretching che “tiri” eccessivamente il muscolo, soprattutto se eseguito a freddo.

Perché vengono i crampi al polpaccio?

Tipicamente i crampi al polpaccio colpiscono gli sportivi e gli atleti dopo o durante un intenso allenamento o una competizione lunga e faticosa, anche se un crampo a una gamba può capitare a chiunque anche “a freddo”. I crampi interessano la muscolatura del polpaccio e sono violente e improvvise contrazioni involontarie delle fibre muscolari visibili ad occhio nudo, che in genere durano qualche minuto provocando un intenso dolore. Talvolta si ripetono più volte in un lasso di tempo abbastanza breve. Tra le possibili cause di questi spasmi muscolari anomali, oltre alla fatica di un esercizio fisico prolungato, ci sono:
  • Disidratazione;
  • Traumi e lesioni ai muscoli stessi come ad esempio strappi e contratture;
  • Carenza di minerali (in particolare magnesio e potassio).
Inoltre, all’origine di questo sintomo possono esserci anche condizioni e malattie più serie, tra cui: I crampi da affaticamento solitamente sono di breve durata, tuttavia la sensazione di indolenzimento può essere percepita molto più a lungo.

 
Immagine che rappresenta una lesione al polpaccio

Dolore ai polpacci da lesione ai tendini

A causare dolore al polpaccio possono essere anche delle tendiniti.
  • Tendinite dell’achilleo. Il tendine d’Achille è un lungo e robusto tendine che collega l’osso del tallone del piede ai muscoli del polpaccio. Quando l’achilleo si infiamma, cosa che solitamente accade a causa di eccessiva sollecitazione (ad esempio praticando attività sportiva), provoca un dolore bruciante nella parte posteriore della gamba, proprio sotto il ginocchio. Il tendine di Achille, sebbene forte e resistente, può tuttavia anche rompersi, a causa di traumi improvvisi. In questo il caso il dolore è acutissimo, lacerante, improvviso, in qualche caso preceduto da una sorta di “crack”, o schiocco sonoro, come quando si rompe un elastico, appunto. Oltre al dolore chi venga colpito da questa seria lesione non è più in grado di muovere la gamba, perché il polpaccio e il piede non possono più sopportare il peso del corpo. Per tale ragione ci si deve recare subito al pronto soccorso o almeno a visita ortopedica urgente;
  • Tendinite del popliteo. Questa sindrome infiammatoria interessa un tendine del ginocchio, il popliteo, che avvolge l’articolazione e collega la tibia al muscolo popliteo, di forma triangolare. Insieme, muscolo e tendine, ci consentono di ruotare il ginocchio. Ebbene, quando questo tendine si infiamma, quello che però si avverte è un dolore localizzato sopra il polpaccio, tra il lato e la parte retrostante del ginocchio e che peggiora con il movimento, quando camminiamo o corriamo. Se la tendinite è severa, oltre al dolore può presentarsi anche versamento di sangue internamente all’articolazione del ginocchio;
  • Compressione nervosa. Quando il polpaccio si gonfia o si ingrossa può “schiacciare” i nervi che solcano questa parte della gamba, provocando un acuto dolore, e altri sintomi tra cui intorpidimento, formicolio e anche parestesia (parziale perdita di sensibilità). I due nervi che rischiano maggiormente di subire una compressione al livello dei polpacci sono il nervo surale e il nervo peroneo.

Dolore da trombosi venosa

Quando il sangue ristagna troppo a lungo nelle vene delle gambe – in genere per precondizioni quali diabete, obesità, gravidanza, insufficienza venosa cronica ecc. – tende a coagulare formando dei trombi. È la trombosi venosa profonda, che causa dolore crampiforme al polpaccio accompagnato da gonfiore, arrossamento, senso di calore. La trombosi venosa profonda è una condizione clinica molto seria, che se trascurata può condurre a gravi eventi potenzialmente letali quali embolie e ictus. Per tale ragione, una volta scoperta la presenza di trombi nelle gambe, si deve immediatamente intervenire con un’adeguata terapia anticoagulante.

Cisti di Baker

Detta anche cisti poplitea, altro non è che una sacchetta (o più sacchette raggruppate insieme) piene di liquido sieroso di origine sinoviale che si forma appena sotto il ginocchio, nella parte retrostante della gamba. Spesso conseguenza di artrite o comunque esito di processi infiammatori interni, questa neoformazione può risultare asintomatica, ma talvolta, quando la cisti si rompe (il che può accadere anche senza trauma), e il liquido si spande nel polpaccio, provoca un dolore acuto accompagnato da gonfiore. Inoltre, se la cisti di Baker si ingrossa aumentando di volume, può comportare rigidità articolare e fastidio nella deambulazione.

Come trattare il dolore al polpaccio

È necessario individuare l’origine, più o meno localizzata, del dolore, per trovare la giusta cura e il miglior rimedio per alleviare i sintomi. Nella maggior parte dei casi si tratta di un dolore muscolare, e dunque gli interventi che possiamo mettere in atto facilmente per trovare sollievo subito sono:
  • Applicare del ghiaccio sul polpaccio colpito da dolore, ad esempio in caso di contusione o di crampo, aiuta a ridurre tutti i sintomi collegati, inclusi eventuale gonfiore ed ecchimosi. Per ottenere il miglior beneficio si consiglia di effettuare diverse applicazioni di 20 minuti con pause di pochi minuti l’una dall’altra, fino a miglioramento;
  • Sollevare la gamba. Serve sia per alleviare il dolore che per ridurre l’edema, se è presente e per defatigare il muscolo. In caso di problemi vascolari – ad esempio varici e insufficienza venosa -   facilita il ritorno del sangue verso il muscolo cardiaco. In questo caso la gamba dovrebbe essere posizionata in modo da risultare più in alto del cuore;
  • Antinfiammatori FANS. Se il dolore persiste ed è intenso, si possono assumere dei comuni antinfiammatori da banco a base, ad esempio, di ibuprofene, acido acetilsalicilico o paracetamolo, sono utili per alleviare il dolore ai polpacci causati da infiammazione, chiedendo sempre consiglio al farmacista;
  • Fare semplici esercizi di stretching. “Allungamenti” dolci della muscolatura delle gambe e in particolare dei polpacci può aiutare a ridurre la sensazione dolorosa in caso di contrattura o crampo, meglio ancora se eseguiti con la gamba leggermente sollevata o in posizione di riposo su un cuscino, per allentare la tensione;
  • Sport. Indossare calze elastiche o paraurti. Le prime servono per migliorare la microcircolazione periferica in caso di tendenza alla stasi venosa e varici, a sua volta precondizioni per la trombosi venosa profonda. I secondi servono per prevenire incidenti e traumi che possono provocare dolore alle gambe e ai polpacci;
  • Idratarsi e assicurarsi il giusto apporto di minerali. La disidratazione è una delle principali cause di problemi a livello muscolare che si manifestano specialmente a carico dei polpacci con dolore crampiforme e contratture.
Immagine che rappresenta una donna che fa yoga
RIFERIMENTI BIBILIOGRAFICI

Domande e risposte

Perché mi fa male un polpaccio?

  • Lesioni muscolari;
  • Lesioni ai tendini;
  • Crampi;
  • Malattie vascolari, come la trombosi venosa profonda, la quale consiste nella formazione di coaguli di sangue nelle vene situate in profondità, oppure Arteriopatia periferica;
  • Infiammazione del nervo sciatico;
  • Calzature errate che con il tempo infiammano il tendine d’achille;
  • Problemi derivanti dalla compressione del nervo sciatico;
  • Trauma al polpaccio associato alla formazione di lividi, come nel caso di contratture, per esempio facendo sport;
  • Cisti come la cisti di Baker;
  • Neuropatia diabetica, una possibile conseguenza di un diabete non adeguatamente trattato, che provoca con il tempo danni ai nervi delle gambe.

Cosa fare se si ha dolore al polpaccio?

Per la prima cosa si consiglia di applicare del ghiaccio sul polpaccio colpito da dolore, ad esempio in caso di contusione o di crampo, aiuta a ridurre tutti i sintomi collegati, inclusi eventuale gonfiore ed ecchimosi. Per ottenere il miglior beneficio si consiglia di effettuare diverse applicazioni di 20 minuti con pause di pochi minuti l’una dall’altra, fino a miglioramento. Si suggerisce anche di sollevare la gamba, per alleviare il dolore e per ridurre l’edema, se è presente, e per defatigare il muscolo. Se il dolore persiste ed è intenso, si possono assumere dei comuni antinfiammatori da banco a base, ad esempio, di ibuprofene, acido acetilsalicilico o paracetamolo, sono utili per alleviare il dolore ai polpacci causati da infiammazione, chiedendo sempre consiglio al farmacista.

Quando preoccuparsi del dolore alle gambe?

La causa più pericolosa è quella vascolare. Talvolta il dolore al polpaccio è sintomo di una tombosi venosa. Quando il sangue ristagna troppo a lungo nelle vene delle gambe – in genere per precondizioni quali diabete, obesità, gravidanza, insufficienza venosa cronica ecc. – tende a coagulare formando dei trombi. È la trombosi venosa profonda, che causa dolore crampiforme al polpaccio accompagnato da gonfiore, arrossamento, senso di calore. La trombosi venosa profonda è una condizione clinica molto seria, che se trascurata può condurre a gravi eventi potenzialmente letali quali embolie e ictus. Per tale ragione, una volta scoperta la presenza di trombi nelle gambe, si deve immediatamente intervenire con un’adeguata terapia anticoagulante. 

Come riconoscere una tendinite al polpaccio?

Quando un tendine si infiamma, in particolare il tendine d’Achille, cosa che solitamente accade a causa di eccessiva sollecitazione (ad esempio praticando attività sportiva), si sente un dolore bruciante nella parte posteriore della gamba, proprio sotto il ginocchio. Il tendine di Achille, sebbene forte e resistente, può tuttavia anche rompersi, a causa di traumi improvvisi. In questo il caso il dolore è acutissimo, lacerante, improvviso, in qualche caso preceduto da una sorta di “crack”, o schiocco sonoro, come quando si rompe un elastico, appunto. Oltre al dolore chi venga colpito da questa seria lesione non è più in grado di muovere la gamba, perché il polpaccio e il piede non possono più sopportare il peso del corpo. Per tale ragione ci si deve recare subito al pronto soccorso.

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