Carie dentale: sintomi, cause e mal di testa

Carie dentale: sintomi, cause e mal di testa

Indice

Domande e risposte

Introduzione sulla carie

La carie è una infezione cronica dei denti che porta ad una progressiva degradazione della loro struttura. Lo sviluppo della carie dentale è dovuto alla produzione di acidi da parte dei batteri presenti nella placca dentaria. Quest’ultima è costituita da un film di mucine, batteri, cellule morte in via di eliminazione, che si trova comunemente sulla superficie dei denti e che tende a ispessirsi al termine di un pasto, con l’accumulo di residui di cibo. I batteri, in questo contesto, trovano un ambiente favorevole alla proliferazione e utilizzano gli zuccheri presenti nei residui alimentari come nutrimento per la loro crescita, producendo e depositando gli acidi che vanno a danneggiare la struttura del dente. Streptococcus mutans è il principale gruppo di batteri presente sulla superficie dentale responsabile della produzione di acidi e quindi della formazione della carie. 

Se non rimossa attraverso le quotidiane procedure di igiene dentale, la placca arricchita dalle sostanze di produzione batterica si ispessice e si deposita prevalentemente come fosfato di calcio, con conseguente mineralizzazione (placca dura).
La carie dentale è un disturbo che interessa la popolazione in modo globale e la sua prevalenza è stata stimata tra il 49% e l’83% in seguito ad un sondaggio esplorativo condotto dalla banca dati globale sulla salute orale. La carie affligge tutti i gruppi di età, ed anche se siamo abituati a pensarla come ad un problema di bambini e adolescenti (maggiore prevalenza tra gli adolescenti tra i 12 e i 19 anni), anche gli adulti e gli anziani ne soffrono. Nei neonati e nei bambini lo sviluppo della carie è comunemente dovuto all’alimentazione costituita prevalentemente da latte e sostanze ricche di zuccheri, e ad una non curata igiene orale, spesso difficoltosa nei piccoli. Le carie nei bambini che interessano i denti da latte vengono eliminate con la caduta dei denti stessi, ma possono ugualmente provocare infezioni nel tessuto circostante al dente. Negli adolescenti e negli adulti, oltre ad una dieta ricca di zuccheri, la causa principale della formazione della carie è la scarsa igiene orale.


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Immagine che rappresenta una donna che soffre di dolore ai denti

Come si forma la carie

La carie è una patologia ad eziologia multifattoriale. La carie si forma a causa della dieta, in seguito all’accumulo a livello dei denti di zuccheri fermentabili, ossia di zuccheri provenienti dai pasti che possono essere utilizzati dai batteri presenti sui denti (prevalentemente Streptococcus mutans). La teoria “chemio-parassitaria”, proposta da W.D Miller nel 1881, propone proprio l’attività di produzione di acidi di Streptococcus mutans come ragione principale dell’insorgenza della carie. Altre teorie considerano l’intervento composito di altri microrganismi, quali altri tipi di streptococchi o i lattobacilli come produttori di acidi che intaccano la struttura dei denti che hanno un ruolo nello sviluppo della carie. Inoltre, per lo sviluppo della carie dentale è importante il contributo delle caratteristiche dell’ospite, dal punto di vista del gruppo di microrganismi che lo popolano e delle sue interazioni con l’organismo ospite (maggiore o minore capacità di crescere ed essere metabolicamente attivo).

La struttura del biofilm di placca batterica aderente ai denti è fondamentale per l’insorgenza della carie. Il biofilm è costituito dai microrganismi e dalla matrice da essi prodotta, fatta da polisaccaridi e proteine, che li avvolgono costituendo una sorta di protezione dalle difese dell’organismo. Le molecole da essi prodotte si depositano in questa matrice che accresce la cariogenicità dei microrganismi presenti. Se non rimossa per lungo tempo, la placca si indurisce trasformandosi in tartaro, una sostanza dura e fortemente adesa al dente che non può più essere rimossa solo attraverso la normale igiene dentale, ma richiede l’intervento del dentista.
Un fattore determinante nello sviluppo della carie interdentale è il tempo nel quale i diversi “attori” interagiscono contribuendo alla sua formazione. Ad esempio, il perdurare nel tempo di una dieta ricca in zuccheri fermentabili a contatto con la placca batterica, aumenta la probabilità della formazione della carie. 

La proliferazione e conseguente attività metabolica dei batteri presenti a livello dei denti portano alla formazione di acidi quali l’acido lattico. L’acido lattico abbassa localmente il pH (fino a valori di 5,5 o anche più bassi) alterando i valori fisiologici che caratterizzano la stabilità della struttura del dente, e ne intacca la struttura calcificata danneggiandola fino alla distruzione.
Lo Streptococcus mutans nei neonati deriva principalmente dalla madre, attraverso le quantità che si ritrovano libere nella saliva. Diversi studi indicano che il tessuto dei neonati viene colonizzato ancora prima dell’eruzione dei denti da latte, e che i bambini le cui rispettive mamme possiedono livelli elevati di Streptococcus mutans acquisiscono i microrganismi in età più precoce rispetto a quelli le cui mamme possiedono livelli più bassi. 

Ulteriori fattori di rischio che portano allo sviluppo della carie sono disfunzioni a livello gastrico, quali il reflusso gastro-esofageo. In questo caso, infatti, i succhi gastrici acidi risalgono dallo stomaco fino alla cavità orale e danneggiano lo smalto dei denti, esponendo la dentina alla colonizzazione dei microrganismi. Anche disordini alimentari come anoressia e bulimia sono caratterizzati da una aumentata erosione della superficie dei denti, dovuta ai ripetuti eventi di rigurgito.

Infine, la ridotta salivazione è un fattore di rischio per l’insorgenza di carie. La saliva contiene infatti sostanze antibatteriche che contrastano lo sviluppo dei microrganismi della placca e con la sua azione di lubrificazione, contribuisce a rimuovere i residui di cibo che rimangono intrappolati tra i denti. Gli anziani spesso risentono di una ridotta salivazione, e sono quindi a rischio di sviluppare la carie. Anche certe situazioni patologiche (radioterapia, assunzione di farmaci, disturbi che coinvolgono le ghiandole salivari) possono contribuire alla ridotta salivazione e quindi all’insorgenza di carie.

 
Immagine infografica che rappresenta le fasi di sviluppo della carie
 

Struttura della carie

La carie consiste nella distruzione della struttura del dente. Gli acidi prodotti dai batteri formano dei piccoli buchi nello smalto dei denti che si accrescono fino a formare delle cavità nel dente. All’interno delle cavità, i batteri possono penetrare e continuare ad intaccare la struttura sottostante, la dentina. La dentina è più soffice ed è più facilmente danneggiabile dagli acidi rispetto allo smalto, quindi una volta innescato, il processo di formazione della carie procede rapidamente. La dentina, inoltre, è percorsa da sottili tubuli direttamente in collegamento con il nervo: in questo modo, i batteri possono giungere ancora più in profondità attraverso i canali formati dalla carie. Il contatto e la stimolazione del nervo da parte di sostanze che normalmente non sono in contatto con esso ma che possono penetrare tra i canali e le cavità formate dalla carie, causa un aumento della sensitività e dolore. In seguito, la carie continua ad espandersi permettendo il passaggio dei microrganismi verso la zona più interna del dente, la polpa, con vasi sanguigni e ancora più terminazioni nervose. Il tessuto si gonfia e si infiamma e, data la mancanza di spazio all’interno del dente, preme contro il nervo causando un aumento del dolore. In casi particolarmente gravi, il dolore si estende al di fuori del dente fino all’osso. La carie può quindi risultare estremamente dolorosa.
Durante il processo di formazione della carie sono evidenti quattro zone nel dente, diverse dal punto di vista istologico.
  1. Le prime due formano la zona più esterna, che consiste nella parte necrotica del tessuto dentale con una zona più interna ma aderente alla prima, contenente il microfilm dei microrganismi che può essere evidenziato dal punto di vista clinico come tessuto morbido associato al dente. Questa zona presenta una elevata carica microbica;
  2. Una zona di demineralizzazione caratterizzata da una minore concentrazione di microrganismi, pochi nutrienti, e un’atmosfera anaerobica dovuta alla mancanza di ossigeno (siamo negli strati più interni della struttura del dente);
  3. Una zona più interna, vicino alla polpa del dente, di aspetto traslucido che corrisponde alla dentina morbida. In questa zona la mineralizzazione è assente

Come si riconosce la carie

Nella pratica clinica, la carie si riconosce attraverso metodi tattili e visivi (ispezionando cioè la superficie dei denti con l’uso dello specchietto e dello specillo da parte del dentista, che visualizza e sonda la presenza di piccoli fori sulla superficie del dente). Inoltre, l’ispezione da parte del dentista può includere l’uso di radiografie o di coloranti specifici che evidenziano la presenza di zone danneggiate. Nuove tecniche digitali quali la transilluminazione a fibra ottica (FOTI) possono essere utilizzate in alcuni casi, anche se l’ispezione diretta secondo l’esperienza clinica del dentista risulta ancora la tecnica privilegiata. Uno dei metodi più recenti consiste nella misurazione dei pori dentali come misura della carie: questo metodo si basa sul principio per il quale alla progressione della carie corrisponde un aumento del volume dei pori e della porosità a livello microstrutturale, con un corrispondente aumento della conduttanza elettrica che può essere misurata sperimentalmente

Come si cura la carie

La carie viene curata in base alla sua estensione e al grado di danneggiamento dei denti. Le operazioni per intervenire in caso di sviluppo di carie dentale sono tra gli interventi più comuni per i quali ci si rivolge al dentista. Se le lesioni sono ancora nelle prime fasi di sviluppo ed interessano solo lo smalto, è possibile intervenire con un trattamento a base di fluoro, che può ripristinare la mineralizzazione del dente. Le prime fasi di formazione della carie sono infatti reversibili se si interviene in modo opportuno. Sono disponibili dentifrici ad elevato contenuto di fluoro o gel che possono essere applicati dal dentista direttamente sullo smalto danneggiato.

Nel caso in cui la carie sia già sviluppata e abbia intaccato la maggior parte del dente senza però invadere la polpa, è possibile eliminare le porzioni con le cavità dovute alla carie ricostruendo in seguito la struttura esterna del dente con diversi tipi di materiali, nel processo indicato come otturazione della carie. Sono infatti disponibili resine, compositi o amalgame con colorazioni del tutto simili a quella del dente naturale, che vengono preferite in caso di ricostruzione dopo otturazione dei denti anteriori o delle porzioni dei denti ben visibili. Se i denti cariati si trovano nella parte posteriore della bocca, una zona in cui i denti sono sottoposti ad uno sforzo meccanico importante dovuto alla masticazione, per le otturazioni vengono preferite le amalgame a base di argento.

Quando la lesione sia molto avanzata e, oltre allo smalto e alla dentina, sia presente un interessamento anche della polpa, è necessario intervenire più in profondità, eliminando l’infiammazione del tessuto e curando la polpa del dente intaccata.

Se l’interessamento alla polpa del dente è massivo, è consigliato il trattamento del canale radicolare con la devitalizzazione del dente. In questo caso, infatti, il più grave per quanto riguarda lo sviluppo della carie, la porzione centrale del dente è coinvolta con un interessamento del nervo e dei vasi sanguigni e un dolore molto intenso. Con questo trattamento, la polpa infiammata viene eliminate per permettere di salvare la struttura del dente. 
 

Complicanze dello sviluppo della carie

Lo sviluppo di carie dentale spesso passa inosservato perché i primi stadi non sono accompagnati da complicazioni e nemmeno dall’insorgenza di dolore. Quando la carie inizia a danneggiare le strutture più interne del dente e ad interessare le terminazioni nervose, il dolore generato è così forte e fastidioso da rendere difficile e a volte impossibile lo svolgimento di altre attività quotidiane. I dolori da carie sono la prima indicazione che qualcosa sta succedendo e sono spesso il momento in cui si sospetta lo sviluppo di carie nei bambini

Inoltre, il dolore provocato dal danneggiamento dei denti può impedire la corretta alimentazione, risultando in una perdita di peso e amplificando disturbi del comportamento alimentare quando già presenti (e magari prima causa dello sviluppo della carie).
Oltre al forte dolore, è possibile lo sviluppo di ascessi dentali, che consistono nell’accumulo di pus nella gengiva o nell’osso circostante al dente interessato dalla carie. In questa situazione, l’infezione si sviluppa nella parte più profonda del tessuto dentale e può causare disturbi sistemici con lo sviluppo anche di febbre. La febbre da carie è dovuta quindi all’infiammazione avanzata che si sviluppa in seguito all’invasione dei tessuti profondi da parte dei batteri. Per la risoluzione del problema è necessario l’intervento del dentista. 
Le carie possono inoltre danneggiare un dente al punto che sia necessaria la sua rimozione, quando un intervento di otturazione non sia sufficiente. La perdita di un dente, con il cambiamento dell’aspetto fisico, può essere causa di perdita di confidenza e di autostima, con conseguenze sociali nei soggetti più sensibili.
Inoltre, la presenza di carie e il dolore generato durante specifici movimenti (ad esempio durante la masticazione), può causare l’assunzione di posture errate, con difficoltà di chiusura della bocca, di masticazione, di pronuncia. A lungo andare, l’errato appaiamento di mandibola e mascella può indurre problemi a livello sistemico, sia di postura generale che di equilibrio.

Prevenzione della carie

La prevenzione è il metodo migliore per proteggersi dallo sviluppo di carie. Per prevenire l’insorgenza della carie è necessaria una buona e costante igiene orale. La rimozione dei residui di cibo e degli zuccheri che si accumulano tra i denti al termine del pasto diminuisce la probabilità della proliferazione batterica. L’uso dello spazzolino e del filo interdentale è raccomandato per la rimozione meccanica della placca morbida prima che calcifichi con la formazione del tartaro. Anche l’uso abituale di un colluttorio aiuta nella prevenzione della carie perché un liquido può facilmente penetrare tra i denti e tra le fessure all’interno dei denti stessi (molari e premolari in particolare), zone che lo spazzolino non sempre riesce a raggiungere.
La pulizia periodica dei denti da parte di un professionista è consigliata per la rimozione della placca non raggiungibile dallo spazzolino o dal filo interdentale e ogni volta in cui la placca morbida si trasforma in placca secca o tartaro. In questa situazione, infatti, l’uso del semplice spazzolino non è sufficiente alla rimozione della porzione indurita che si deposita sullo smalto del dente a contatto con la gengiva.

Un altro accorgimento da adottare per la prevenzione dello sviluppo della carie interdentale è un supplemento di fluoro, che inibisce la demineralizzazione dello smalto attraverso la formazione di cristalli di fluorapatite che sono resistenti agli acidi. Il fluoro in supplemento può essere fornito come acqua fluorurata, dentifrici a base di fluoro, risciacqui con colluttori supplementati di fluoro, oppure applicazione di gel al fluoro, solitamente sotto la supervisione del dentista.

Recentemente, l’utilizzo dello xilitolo come dolcificante al posto del saccarosio si è diffuso come metodo per prevenire lo sviluppo della carie. I microrganismi responsabili della produzione degli acidi non sono in grado di utilizzare lo xilitolo come base per il loro metabolismo; inoltre, lo xilitolo possiede una attività anticariogenica in quanto inibisce il legame di Streptococcus mutans al saccarosio e rallenta l’adesione dei batteri l’uno all’altro, inibendo la formazione della placca batterica.


 
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Dente avulso per trauma: cosa fare e non fare

Può capitare mentre si pratica uno sport di contatto, ad esempio, o dopo una caduta accidentale in bici. La perdita di un dente permanente, in odontoiatria, è considerata un'emergenza. La prognosi dipende molto dalle azioni intraprese subito dopo l'incidente e le possibilità di reimpianto dalle condizioni di salute del dente, dal suo stato di salute e dalla tempestività dell'intervento. Vediamo come comportarsi in questa evenienza e in che modo prevenire traumi di questa natura.


Cosa fare

  • Se la gengiva sanguina, bloccare l'emorragia con un fazzoletto o una garza;
  • Recuperare il dente avulso prendendolo per la corona prestando attenzione a non toccare la radice;
  • Se il dente è sporco sciacquarlo sotto l'acqua corrente fredda per qualche secondo;
  • Reinserire il dente nel suo alveolo per mantenerne l'idratazione (o, in alternativa, trasportarlo in bocca presso lo studio dentistico);
  • Se non si è in grado di eseguire questa operazione, immergere il dente in soluzione fisiologica (nel caso ad esempio l'infortunato sia incosciente);
  • Recarsi subito dal dentista.


Cosa non fare 

  • Evitare di immergere il dente avulso in liquidi diversi dalla soluzione fisiologica;
  • Non toccare la radice del dente;
  • Non temporeggiare.


Quando contattare il dentista

In caso di dente permanente avulso per trauma, contattare immediatamente il dentista di fiducia. In alternativa recarsi presso il Pronto Soccorso Odontoiatrico più vicino. 


Prevenzione 

Se si praticano sport di contatto, come boxe o rugby, per evitare colpi alle arcate dentarie indossare sempre il bite (o paradenti).
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Denti sensibili: cosa fare e come prevenire

Una fitta di dolore acuta e improvvisa scatenata in genere dal contatto con cibi dolci, acidi, caldi o freddi. È il sintomo della sensibilità dentale (o dentinale), che si deve all'esposizione progressiva della dentina, la parte del dente che si trova sotto lo smalto. Quando resta scoperta, la stimolazione delle terminazioni nervose che vi sono contenute provoca un fastidio intenso e solitamente di breve durata

Tra le cause più comuni vanno citati:
  • Spazzolamento troppo vigoroso che può portare alla recessione delle gengive;
  • Digrignamento dentale (bruxismo);
  • Carie (malattia dentale);
  • Gengivite (infiammazione delle gengive);
  • Pulpite (infiammazione della polpa dentaria).


Quando rivolgersi al dentista

Se il disturbo non accenna a regredire nel giro di pochi giorni è bene rivolgersi all'odontoiatra. 


Cosa fare

  • Ricercare e trattare la causa alla base del disturbo sottoponendosi a visita odontoiatrica;
  • In presenza di una lieve retrazione gengivale modificare la tecnica di spazzolamento dei denti e seguire le indicazioni dell'odontoiatria per una corretta prevenzione dentale;
  • In caso di erosione dello smalto dentale limitare il consumo degli alimenti acidi e preferire dentifrici poco aggressivi;
  • Se i denti sensibili sono una conseguenza del bruxismo, ricorrere all'impiego di un bite (dispositivo che viene utilizzato in genere di notte per impedire il digrignamento dei denti);
  • In caso di carie, gengivite o pulpite sottoporsi al trattamento odontoiatrico previsto per curare la patologia dentale alla base del sintomo.  


Cosa non fare

Non ignorare il problema soprattutto se la sensibilità dentale è intensa e localizzata.


Prevenzione

  • Seguire una corretta igiene orale quotidiana;
  • Spazzolare i denti correttamente con frequenza e intensità adeguate;
  • Utilizzare uno spazzolino a setole morbide;
  • Usare il filo interdentale prestando attenzione a non danneggiare le gengive;
  • Salvaguardare l'integrità dello smalto dentale (anche curando la propria alimentazione).
 


DOVE ESEGUIRE UNA VISITA ODONTOIATRICA

Su Doveecomemicuro.it è disponibile una lista di strutture che effettuano visite odontoiatriche. È possibile anche restringere la ricerca a una regione o una città.
 
Visita odontoiatrica
 


PRONTO SOCCORSO ODONTOIATRICO H24

Se si ha la necessità di recarsi in Pronto Soccorso Odontoiatrico H24, su Doveecomemicuro.it è presente un elenco: per individuare il più vicino basta attivare la geolocalizzazione. 
 
Pronto soccorso odontoiatrico h24


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Dove si forma la carie?

La carie si può formare potenzialmente su tutti i denti, sia sui denti da latte che su quelli permanenti, che sui denti del giudizio. È più probabile che si formi sui molari e premolari piuttosto che sugli incisivi, dato che molari e premolari si trovano localizzati nella parte posteriore della bocca, meno facilmente raggiungibile dallo spazzolino durante le operazioni di pulizia dei denti e rimozione della placca. Inoltre, molari e premolari hanno una struttura costituita da numerose cavità e fessure che li predispone all’accumulo di residui di cibo, e favorisce anche la deposizione e proliferazione dei batteri. 
La carie sui denti da latte dei bambini viene spesso sottovalutata per il fatto che tali denti sono destinati ad essere sostituiti. È tuttavia opportuno evitare la formazione della carie anche sui denti da latte dei bambini perché risulta dolorosa e poco sopportata. È necessario prestare particolare attenzione alla dentatura dei piccoli, per la frequenza con cui si sviluppano le carie, dovuta soprattutto all’alimentazione a base di latte e all’assunzione di quest’ultimo prima di andare a dormire (e spesso senza il lavaggio dei dentini).
Le carie dei denti del giudizio non sono differenti da quelle degli altri denti, ma data la posizione e la difficoltà nel raggiungerli durante la pulizia con lo spazzolino, possono essere più frequentemente interessati. La cura o la rimozione del dente del giudizio cariato viene decisa dal dentista in base alla clinica (estensione della carie, struttura del dente e spazio occupato).

Quali sono i sintomi della carie?

La carie non è accompagnata da veri e propri sintomi nelle sue prime fasi di sviluppo. La carie interessa inizialmente lo smalto dei denti e pertanto la sua crescita può passare inosservata, dato che non causa dolore. Con il procedere del danno nei tessuti sottostanti lo smalto (dentina e poi polpa del dente) le terminazioni nervose vengono interessate e l’instaurarsi dell’infiammazione causa l’insorgenza di dolore, anche molto forte e persistente. Alcuni dei sintomi che si evidenziano sono il dolore intenso in caso di contatto con cibi caldi e/o freddi, masticazione di alimenti (anche non troppo duri). Il dolore diventa più intenso quanto maggiore è il coinvolgimento della polpa del dente, con la sua infiammazione (pulpite).

È possibile prevenire la carie?

La carie può essere prevenuta attraverso una corretta dieta, che non ecceda nel consumo di zuccheri, e una costante igiene orale. L’uso quotidiano di spazzolino e dentifricio è sufficiente per rimuovere i residui di cibo e zucchero accumulati tra i denti al termine dei pasti. Lo spazzolino rimuove la placca morbida appena formata ma non è efficace nella rimozione della placca secca, e questa è la ragione per la quale è importante l’uso quotidiano. Il dentifricio, ma anche il collutorio, possono essere addizionati di fluoro, che ha una funzione di protezione della mineralizzazione del dente.

La carie si forma solo nei bambini?

La carie non si forma solo nei bambini, anche se i bambini e gli adolescenti sono le fasce d’età in cui è più probabile assistere allo sviluppo di carie e problemi dentali connessi. Le ragioni per le quali l’insorgenza della carie è più probabile nei bambini è dovuta alla dieta, spesso ricca di sostanza dolci, bevande zuccherate e frequenti occasioni di snack e spuntini, e la non perfetta igiene orale. I bambini spesso non sono in grado di spazzolare i denti in modo accurato per la rimozione della placca batterica, o non dedicano abbastanza tempo all’igiene orale. Anche i bambini più piccoli, che si nutrono ancora prevalentemente di latte, sono a rischio di carie e i genitori spesso sottovalutano la necessità di una corretta pulizia orale visto che i denti interessati sono quelli da latte, destinati ad essere sostituiti.
Lo sviluppo della carie interessa però anche adulti e anziani. In questi ultimi, la regressione delle gengive espone una maggiore superficie del dente alla colonizzazione dei batteri e all’attacco da parte degli acidi. Inoltre, gli anziani possono essere soggetti ad una riduzione della salivazione: la saliva fornisce un supporto nella rimozione dei residui di cibo dagli spazi interdentali, e contiene anche sostanze antimicrobiche che contrastano la proliferazione dei microrganismi della placca batterica. Una diminuzione della salivazione è quindi un co-fattore importante per lo sviluppo della carie. 

Come si toglie una carie?

La carie è un processo che danneggia la struttura del dente, formando cavità e canali all’interno dello stesso. Non può quindi essere “rimossa”, ma può essere curata ed eliminata andando ad eliminare i batteri responsabili del suo sviluppo e “colmando” gli spazi nel dente che sono stati attaccati dagli acidi attraverso il processo dell’otturazione. Con l’otturazione, il dentista ricostruisce le parti danneggiate del dente attraverso l’apposizione di specifici materiali, come resine, compositi e amalgama. Nei casi in cui la struttura del dente sia particolarmente intaccata, è necessario il processo di devitalizzazione. La devitalizzazione permette di salvare il dente evitandone l’estrazione e consiste nell’eliminazione della polpa e dei batteri penetrati in profondità, con l’inserimento di una resina che funge da sostegno del dente. Il dente deve essere poi ricoperto da una capsula che serve come protezione del dente, dato che un dente devitalizzato è più fragile di un dente “vivo” (che ha al suo interno la polpa).

Il tartaro e la carie sono la stessa cosa?

Il tartaro e la carie non sono la stessa cosa. Il tartaro è un deposito minerale costituito dalla solidificazione della placca batterica molle, con la calcificazione dei sali presenti nella saliva. Il tartaro si evidenzia come una struttura dura di colore giallognolo depositato sullo smalto in prossimità della gengiva. Non è possibile eliminare il tartaro con il solo spazzolino, ma è necessaria l’azione meccanica con gli strumenti del dentista.
La carie è invece un processo di danneggiamento dei denti, che si sviluppa in seguito all’azione di batteri che possono anche provocare una infezione dei tessuti circostanti il dente. La carie si manifesta come piccoli fori e canali nello smalto del dente ed, in caso di progressione, anche nella dentina e nella polpa.

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