Salute dell’uomo: su che cosa possiamo fare prevenzione e come

Salute dell’uomo: su che cosa possiamo fare prevenzione e come

Indice

Domande e risposte

Ancora pochi uomini vanno dall’andrologo

Gli uomini spesso sono più restii delle donne a recarsi dal medico quando qualcosa non funziona, in particolare se parliamo di salute sessuale. Tra i giovani maschi italiani, meno del 5% si sottopone ad una visita andrologica prima dei venti anni, a differenza delle ragazze che hanno una maggiore abitudine a sottoporsi a regolari visite ginecologiche dal momento in cui iniziano ad avere un’attività sessuale. Secondo i dati della Sia (Società Italiana di Andrologia) solo il 2% dei giovani under 20 è andato almeno una volta dall'andrologo, anche se circa il 30% dei ragazzi fra 14 e 20 anni ha in corso una malattia andrologica che potrebbe compromettere la fertilità futura.
L’uomo non fa meno prevenzione solo rispetto alla propria salute sessuale, ma in generale. Si reca meno dal medico alla comparsa di sintomi e risponde poco agli inviti per lo screening colorettale, nonostante i dati mostrino oramai chiaramente che il rischio di ammalarsi di tumore o di malattie cardiologiche non sia inferiore alla donna.


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Perché sottoporsi a screening del colon retto

L’unico screening gratuito a cui sono invitati gli uomini è lo screening colorettale. Il tumore del colon-retto si origina in quasi tutti i casi da polipi adenomatosi, che sono tumori benigni che impiegano fra i 7 e i 15 anni per trasformarsi in forme maligne. C’è tutto il tempo dunque per intervenire eliminando eventuali polipi di modo che non si trasformino mai in cancro. L’unico modo per individuare questi polipi prima che diventino pericolosi è lo screening, che consiste nell’inviare in una provetta un piccolo campione delle proprie feci per ricercare la presenza di sangue occulto. In presenza di positività la persona viene poi invitata a un esame più approfondito tramite colonscopia, per individuare eventuali polipi ed eliminarli. La positività al test è molto comune: circa 5 persone su 100, ma non significa sempre la presenza di polipi. Spesso le tracce di sangue possono essere dovute a emorroidi o a piccole lesioni dovute alla stitichezza. L’esame è gratuito e viene offerto a tutti i cittadini tra i 50 e i 69 anni ogni due anni.
Eppure, nonostante sia un metodo non invasivo e salvavita, solo il 37% degli uomini risponde all’invito. Il cancro del colon-retto è infatti uno dei principali killer fra i tumori maligni in Italia: nel 2022 i tumori più frequenti (incidenza) diagnosticati sono nell’ordine: il tumore della prostata (40.500 casi), il tumore del polmone (29.300), il tumore del colon-retto (26.000), il tumore della vescica (23.300) e il tumore dello stomaco (8.800).

Quali sono gli esami per la prostata e quando farli

Il tumore alla prostata è dunque il secondo tumore per incidenza per l’uomo, ma fortunatamente la mortalità nel corso degli anni si è notevolmente abbassata, anche grazie alla diagnosi precoce. Non esiste un test di screening nazionale e gratuito per la prostata come c’è per il colon retto, ma ci sono comunque degli esami che permettono di diagnosticare in fase precocissima un eventuale tumore alla prostata. Il test del sangue utilizzato è il dosaggio dell’antigene prostatico specifico (Psa), che può essere inserito nelle normali analisi del sangue prescritte dal medico periodicamente. Questo indicatore tuttavia ha un valore limitato per individuare una malattia benigna come un ingrossamento o un’infiammazione della prostata. Quando si inizia ad avere difficoltà a urinare, la cosa migliore è recarsi dal medico, che può consigliare il trattamento più indicato. 

I sintomi di un tumore alla prostata ormai cresciuto sono appunto la difficoltà a urinare oppure la necessità di farlo spesso, minzione dolorosa, sangue nelle urine o nello sperma. Si tratta però di sintomi comuni anche ad altre malattie meno gravi, come l’ostruzione prostatica benigna (o ipertrofia prostatica benigna). Anche qui i sintomi sono l’urgenza di fare pipì, con necessità di svegliarsi durante la notte, sensazione di mancato svuotamento della vescica. Si tratta di una condizione molto comune, che colpisce moltissimi uomini dopo i 40 anni e che può essere tenuta sotto controllo farmacologicamente e con uno stile di vita sano.

Immagine che rappresenta un uomo che fa fitness

Come esaminare la salute dei propri testicoli

Il tumore ai testicoli può non dare alcun sintomo per moltissimo tempo. È dunque importantissimo per l’uomo autoesaminare i propri testicoli almeno una volta al mese fin dalla pubertà per prendere coscienza di come sono fatti i propri testicoli e individuare eventuali anomalie. Il momento migliore per eseguire l’autopalpazione è mentre si fa una doccia calda, di modo che la pelle dello scroto sia rilassata e possibilmente davanti a uno specchio. Le indicazioni degli esperti per un ottimo autoesame dei testicoli sono le seguenti: tenendo lo scroto nel palmo della mano destra, tenere indice e medio dietro il testicolo e i pollici appoggiati sul davanti. In questo modo fare movimenti circolari su tutta la superficie del testicolo. In una situazione normale questo movimento non deve provocare dolore e il testicolo deve risultare liscio. Non bisogna spaventarsi se notiamo che i testicoli sono leggermente differenti fra loro per dimensioni o che uno si trovi più in alto dell’altro: è normale. Anche la presenza di cisti e noduli è frequente e solo in alcuni casi si tratta di un tumore. È bene comunque recarsi dal medico per controllare qualsiasi nodulo sospetto.

Problemi di erezione: quando preoccuparsi e quando no

I manuali sono chiari in merito: tutti gli uomini occasionalmente possono avere problemi a mantenere un’erezione per i motivi più disparati. Capita a moltissimi, a tutte le età e non bisogna spaventarsi. Si parla di disfunzione erettile (DE) quando un uomo:
  • Non è mai in grado di ottenere un’erezione;
  • Ha un’erezione ma non riesce a mantenerla sufficientemente a lungo per concludere il coito;
  • Ha un’erezione che però è inconsistente, cioè non sufficiente alla penetrazione.
Si parla di DE primaria nel caso in cui l’uomo non sia mai stato in grado di ottenere o mantenere l’erezione, altrimenti la DE è secondaria a qualche altra patologia o condizione, anche psicologica. 

Le cause della disfunzione erettile possono essere molteplici, quasi sempre non gravi: aterosclerosi, diabete, prostata ingrossata, stress, depressione. In alcuni casi, in presenza di altri sintomi come l’intorpidimento nell’area tra e intorno la regione delle natiche e genitale e crampi dolorosi ai muscoli delle gambe, è bene contattare il medico. 
In ogni caso, qualsiasi sia la causa, il confronto con uno specialista è fondamentale per risolvere il problema e riprendere una vita piena.
La DE può essere in molti casi curabile, agendo sulle cause sia farmacologicamente che a livello psicologico, e in altri comunque trattabile farmacologicamente oppure con intervento chirurgico per garantire un’erezione adatta al coito.

Eiaculazione precoce: come riconoscerla e come curarla

Si parla di eiaculazione precoce quando l’uomo non è in grado di controllare il proprio processo eiaculatorio, che si verifica quindi poco dopo la penetrazione o addirittura prima di questa. I motivi di questo problema sono solitamente legati all’ansia o in alcuni casi a una pelle del pene molto sensibile.
In questi casi è bene consultare il medico specialista che consiglierà la terapia comportamentale più adatta ad aiutare la persona, prevalentemente un supporto psicologico atto a ridurre l’ansia legata alla prestazione. Esistono anche delle strategie mirate – la tecnica dello “stop-and-start” e la tecnica dello “squeeze” - in grado di far sì che si riesca a ritardare l’eiaculazione.

È vero che eiaculare spesso fa bene alla prostata?
I dati scientifici non sono ancora definitivi. Negli ultimi anni alcuni studi hanno evidenziato che frequenti eiaculazioni comporterebbero un effetto protettivo sul cancro della prostata. Una ricerca svolta dal National Cancer Institute di Bethesda (Usa) e pubblicata su Jama ha scoperto che se un uomo eiacula 21 volte o più al mese ha un terzo di rischio in meno di sviluppare un tumore alla prostata rispetto a chi eiacula “solo” 4-7 volte al mese. Risultati interessanti dai quali però non si può ancora evincere che il sesso protegga dal cancro. L’eziologia dei tumori è dovuta a molti fattori. 
Risultati più solidi riguardano invece il legame positivo fra eiaculazioni e buon sonno e fra sesso e riduzione dello stress.

Infertilità maschile: come funziona e che cosa si può fare

Spesso gli uomini non si pongono il problema della propria fertilità se non quando iniziano i problemi di concepimento. Forse non tutti sanno che è possibile chiedere all’andrologo di sottoporsi a esame del liquido seminale o spermiogramma, che definisce le caratteristiche quantitative e qualitative degli spermatozoi: quanti sono e la loro mobilità. Nel caso in cui spermatozoi non siano presenti nel liquido seminale possono essere prelevati in altri punti dell'apparato riproduttivo come il testicolo o l’epididimo.

Altri test importanti per individuare fattori che possono influire sulla fertilità sono il dosaggio di alcuni ormoni sessuali come FSH, LH, Testosterone totale, Inibina B, Prolattina (PRL), l’Estradiolo (E2), l’SHBG e gli ormoni legati alla funzione tiroidea (TSH ed fT4).

L’igiene intima. Come evitare infezioni al pene

Una scarsa igiene intima anche nell’uomo può portare a infezioni. Ecco i 5 consigli della Società Italiana di Urologia:
  1. Eseguire la pulizia partendo dal prepuzio facendolo scorrere sino a scoprire il solco balano-prepuziale per rimuovere le secrezioni specie di sperma che vi si accumulano. La zona anale e perianale va lavata per ultima per evitare la contaminazione delle vie urinarie con i batteri intestinali. Asciugare bene per evitare il ristagno di umidità che possa far proliferare patogeni;
  2. Lavarsi ogni giorno e prima e dopo ogni rapporto sessuale;
  3. Usare detergenti delicati che rispettano il pH fisiologico delle mucose;
  4. Accorciare se necessario i peli pubici, che intrappolano facilmente i batteri;
  5. Fare attenzione all’accumulo di smegma nel solco balano-prepuziale, che può portare a infiammazione cronica che a lungo termine può portare allo sviluppo di un tumore del pene. 
 
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Quali sono i sintomi di chi soffre di prostata?

I sintomi di un tumore alla prostata ormai cresciuto sono appunto la difficoltà a urinare oppure la necessità di farlo spesso, minzione dolorosa, sangue nelle urine o nello sperma. Si tratta però di sintomi comuni anche ad altre malattie meno gravi, come l’ostruzione prostatica benigna (o ipertrofia prostatica benigna). Anche qui i sintomi sono l’urgenza di fare pipì, con necessità di svegliarsi durante la notte, sensazione di mancato svuotamento della vescica. Si tratta di una condizione molto comune, che colpisce moltissimi uomini dopo i 40 anni e che può essere tenuta sotto controllo farmacologicamente e con uno stile di vita sano.

Quante volte eiaculare per mantenere sana la prostata?

I dati scientifici non sono ancora definitivi. Negli ultimi anni alcuni studi hanno evidenziato che frequenti eiaculazioni comporterebbero un effetto protettivo sul cancro della prostata. Una ricerca svolta dal National Cancer Institute di Bethesda (Usa) e pubblicata su Jama ha scoperto che se un uomo eiacula 21 volte o più al mese ha un terzo di rischio in meno di sviluppare un tumore alla prostata rispetto a chi eiacula “solo” 4-7 volte al mese. Risultati interessanti dai quali però non si può ancora evincere che il sesso protegga dal cancro. L’eziologia dei tumori è dovuta a molti fattori.

Come si capisce se si ha una disfunzione erettile?

Tutti gli uomini occasionalmente possono avere problemi a mantenere un’erezione per i motivi più disparati. Capita a moltissimi a tutte le età e non bisogna spaventarsi. Si parla di disfunzione erettile (DE) quando un uomo:

  • Non è mai in grado di ottenere un’erezione;
  • Ha un’erezione ma non riesce a mantenerla sufficientemente a lungo per concludere il coito;
  • Ha un’erezione che però è inconsistente, cioè non sufficiente alla penetrazione.

Come risolvere il problema di disfunzione erettile?

Qualsiasi sia la causa, il confronto con uno specialista è fondamentale per risolvere il problema e riprendere una vita piena. La DE può essere in molti casi curabile, agendo sulle cause sia farmacologicamente che a livello psicologico, e in altri comunque trattabile farmacologicamente oppure con intervento chirurgico per garantire un’erezione adatta al coito. 

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