Medicina d’urgenza: reparto, pronto soccorso e DEA

Medicina d’urgenza: reparto, pronto soccorso e DEA

Indice

Medicina d’urgenza: che cos’è

La medicina d'urgenza è una disciplina medica specialistica che si occupa di tutti i casi di emergenza (quando il paziente è in imminente pericolo di vita) e urgenza (condizione che può diventare critica in assenza di trattamento) sia all’interno degli ospedali, nel Pronto Soccorso, o esterni ad essi, come nel caso delle chiamate al 112.

La medicina d’urgenza è anche una scuola di specializzazione medica istituita in Italia nel 1997, che forma medici-chirurghi in grado di trattare il paziente critico che giunga al punto di accettazione in ospedale con un quadro clinico complesso, che preveda l'assunzione di decisioni tempestive al fine di evitare un rapido peggioramento e scongiurare un arresto cardiorespiratorio del paziente stesso.

Il reparto di medicina d'urgenza è deputato ad accogliere H24 i pazienti che presentino una condizione di marcata criticità in modo da poter garantire una diagnosi e una cura quanto più pronte possibili. Ciò include la possibilità di brevi ricoveri sia per il trattamento della fase acuta della malattia, che per la diagnosi della stessa, che la predisposizione di una degenza nei reparti specializzati o la programmazione di un intervento chirurgico d'urgenza.
La necessità di prendere decisioni immediate per il bene del paziente, implica che il medico d'urgenza sia in grado di effettuare valutazioni rapide potendo contare su ampie conoscenze tecnico-specialistiche tra cui:

  • Tecniche di rianimazione e in particolare di rianimazione cardio-polmonare;
  • Sedazione di emergenza;
  • Tecniche di intubazione;
  • Massaggio cardiaco;
  • Sutura di punti, fasciature, trattamento delle ustioni ecc.;
  • Utilizzo di strumentazione diagnostica in condizioni critiche.
 
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Come funzionano la medicina d’urgenza e il pronto soccorso?

Immagine che rappresenta una persona che sta chiamando il 112Il pronto soccorso è l’area di emergenza-accettazione attiva 24 ore al giorno negli ospedali, in collegamento con tutti i reparti interni della struttura sanitaria e che ha la possibilità di predisporre il trasferimento del paziente critico verso altri reparti/unità operative/centri specializzati per il trattamento delle singole emergenze.
Il paziente può giungere al pronto soccorso con mezzi propri o in ambulanza dopo aver contattato il 112, il numero di emergenza unico europeo.
Il pronto soccorso è organizzato come segue:

  • Triage: il termine deriva dal francese e significa “selezionare”. Al pronto soccorso il paziente viene indirizzato al triage, che regola l’accettazione vera e propria, dove si effettuerà una prima valutazione sintomatica delle sue condizioni in modo da stabilire il grado di criticità attribuendo ad esso un colore. Nello specifico:
    • Codice rosso: estrema gravità con pericolo per la vita del paziente. Un codice rosso ha quindi la precedenza su tutti gli altri, con accesso immediato alle cure necessarie;
    • Codice giallo: indica una condizione in cui non c'è un immediato pericolo per la vita del paziente, ma può essere suscettibile di peggioramento, il che implica la necessità di cure comunque rapide;
    • Codice verde: situazione non critica e stabile, che può essere trattata senza urgenza, quindi dopo i codici gialli;
    • Codice bianco: il paziente che arriva al pronto soccorso per una visita che potrebbe essere trattata dal proprio medico di base, quindi non critica, non d'emergenza, non grave, viene preso in consegna solo dopo che tutti gli altri codici sono stati trattati. In genere in questi casi si effettua il controllo previo pagamento del ticket.

Il triage clinico può essere effettuato anche al telefono, come dimostrato dall’emergenza sanitaria di coronavirus. Invece di recarsi fisicamente in ospedale, molte strutture offrono infatti un triage telefonico per la definizione della gravità del caso e delle modalità di intervento, per diminuire il rischio di contagi nelle strutture sanitarie.

  • Visita: una volta giunto al proprio turno di assistenza, il paziente accede alla visita all'interno del pronto soccorso. Le modalità e tempistiche della visita medica dipendono dal grado di gravità del paziente. Questa osservazione viene effettuata soprattutto a fini diagnostici, supportata da eventuali esami eseguiti nell'immediato, e può essere seguita da un ricovero in uno dei reparti interni (o dal trasferimento in altra struttura), da un periodo di monitoraggio all'interno del pronto soccorso stesso per un periodo di massimo 24 ore (degenza breve), o dalle dimissioni. In qualunque caso, sarebbe meglio recarsi al pronto soccorso provvisti della propria cartella clinica con esami recenti e le indicazioni di cure, soprattutto farmacologiche, eventualmente in corso.

Dipartimento di emergenza, urgenza e accettazione (DEA)

Il DEA è una struttura sanitaria costituita dall’unione di unità operative che intervengono al momento di situazioni di emergenza, adottando un unico codice di comportamento e assistenza. Queste strutture sono indipendenti ma interconnesse tra di loro, e lavorano in collaborazione con le strutture sanitarie presenti sul territorio al fine di fornire una assistenza clinica rapida ma completa.
Sebbene gran parte delle strutture sanitarie siano provviste di pronto soccorso unico per le prestazioni di emergenza, molti poli ospedalieri stanno specializzando le offerte di medicina d'urgenza con la formazione appunto di strutture dedicate, i DEA. Essi si dividono in:

  1. DEA di primo livello;
  2. DEA di secondo livello.


DEA di primo livello

Forniscono le seguenti prestazioni:

  • Osservazione, rianimazione e degenza breve;
  • Interventi diagnostico-terapeutici di medicina generale, chirurgia generale, ortopedia e traumatologia, cardiologia con Unità di Terapia Intensiva Cardiologica (UTIC);
  • Analisi di laboratorio biochimico-cliniche e microbiologiche e di diagnostica per immagini;
  • Trasfusioni.


DEA di secondo livello

Forniscono le seguenti prestazioni:

  • Servizi dei DEA di primo livello;
  • Prestazioni d'emergenza in cardiochirurgia, neurochirurgia, neonatologia e terapia intensiva neonatale, chirurgia vascolare, chirurgia toracica;
  • Assistenza d'urgenza nelle unità operative dei grandi ustionati e nelle unità spinali.

L’organizzazione dei DEA di secondo livello è programmata regionalmente, in modo da poter fornire una buona ed omogenea copertura nazionale delle cure di emergenza.

Ciascuna unità operative avrà quindi un punto di pronto soccorso specialistico tra cui:

 
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Cassetta di Pronto Soccorso aziendale: chi deve predisporla e cosa deve contenere?

Questo kit di primo soccorso va predisposto obbligatoriamente dal datore di lavoro nelle imprese appartenenti ai gruppi A e B, in base alla classificazione introdotta dal Decreto Ministeriale 388 del 15 luglio 2003 (regolamento recante disposizioni sul Pronto Soccorso aziendale). Nelle aziende che rientrano nel gruppo C, invece, è sufficiente allestire il pacchetto di medicazione. Cos'è e come va posizionata in azienda la Cassetta di Pronto Soccorso? Quali presidi minimi deve contenere e quali sanzioni sono previste in caso d'inadempienza?


Cosa deve includere

La dotazione minima della Cassetta di Pronto Soccorso è indicata nell'Allegato 1 del Decreto Ministeriale 388/2003. I seguenti presidi non devono essere scaduti o mancanti (eventualità nella quale vanno sostituiti o reintegrati): 
  • Guanti sterili monouso (5 paia);
  • Visiera paraschizzi;
  • Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 1 litro (1);
  • Flaconi di soluzione fisiologica (sodio cloruro - 0,9%) da 500 ml (3);
  • Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (10);
  • Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (2);
  • Teli sterili monouso (2);
  • Pinzette da medicazione sterili monouso (2);
  • Confezione di rete elastica di misura media (1);
  • Confezione di cotone idrofilo (1);
  • Confezioni di cerotti di varie misure pronti all'uso (2);
  • Rotoli di cerotto alto cm. 2,5 (2);
  • Un paio di forbici;
  • Lacci emostatici (3);
  • Ghiaccio pronto uso (due confezioni);
  • Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (2);
  • Termometro;
  • Apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa.


Come va segnalata la Cassetta di Pronto Soccorso

La legge sancisce l'obbligo di segnalare la Cassetta di Pronto Soccorso con un cartello raffigurante una croce bianca su sfondo verde che riporti, alla base, la scritta “CASSETTA DI PRONTO SOCCORSO”.  
 
Immagine che rappresenta un kit di pronto soccorso su un tavolo


Quali sanzioni in caso di inadempienze

Nel Decreto Legislativo 81/2008 (Testo unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro) - altra normativa di riferimento - sono indicate le sanzioni previste a carico del datore di lavoro in caso di mancanza della Cassetta di Pronto Soccorso o di irregolarità relativamente al suo contenuto:
  • Arresto e detenzione da 2 a 4 mesi;
  • Ammenda da 837,62 € a 4.467,30 €.

Il primo soccorso nei luoghi di lavoro

Come comportarsi in caso di emergenza sanitaria in azienda? Chi allertare e come soccorrere l'infortunato? La macchina del primo soccorso va attivata prontamente e in modo efficace. Il Testo Unico sulla Sicurezza del Lavoro obbliga il datore a designare e formare gli addetti al primo soccorso e a redigere il piano di emergenza. Dalla corretta gestione delle prime fasi, infatti, possono dipendere la vita o il recupero rapido del lavoratore. Vediamo anche quali attrezzature minime di equipaggiamento il datore di lavoro deve rendere disponibili per garantire la salute e la sicurezza dei suoi dipendenti


La normativa di riferimento

È rappresentata dal Decreto Legislativo 81/2008 (Testo unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro) oltre che dal Decreto Ministeriale 388/2003 (regolamento recante disposizioni sul Pronto Soccorso aziendale): quest'ultimo individua le caratteristiche minime delle attrezzature di Primo Soccorso, i requisiti del personale addetto e la sua formazione, in relazione alla natura dell'attività, al numero dei lavoratori occupati e ai fattori di rischio. In base a queste caratteristiche le aziende vengono suddivise in 3 gruppi: gruppo A, gruppo B e gruppo C


Classificazione delle aziende

Nel gruppo A rientrano:
  • Aziende ad alto rischio (ad esempio centrali nucleari, lavori in sotterraneo, industrie estrattive);
  • Società con più di 5 lavoratori appartenenti a gruppi tariffari Inail con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a 4;
  • Aziende con più di 5 lavoratori assunti a tempo indeterminato del comparto agricoltura.

Del gruppo B fanno parte:
  • Aziende con 3 o più lavoratori che non ricadono nel gruppo A.

Nel gruppo C rientrano:
  • Aziende con meno di 3 lavoratori che non ricadono nel gruppo A.


Obblighi del datore di lavoro

Dopo aver proceduto alla classificazione dell’azienda, il datore di lavoro deve nominare gli addetti al primo soccorso e redigere il piano di emergenza
L'addestramento degli addetti al primo soccorso va svolto ogni 3 anni ad opera di personale medico specializzato. Tutti i lavoratori impiegati in azienda, inoltre, devono conoscere il piano e le procedure operative da mettere in atto in caso di necessità.


Piano di emergenza

Questo documento assegna i compiti da svolgere e i comportamenti che ogni lavoratore deve assumere in caso di emergenza. Deve indicare in maniera chiara cosa fare: 
  • A chi scopre l'incidente;
  • A chi è allertato (squadre d'intervento);
  • Al centralino telefonico;
  • Alla portineria;
  • A tutti i lavoratori presenti.


Durata della formazione per gli addetti al Primo Soccorso

La formazione minima cambia a seconda della classificazione dell'impresa. Se questa rientra nella categoria A, il corso obbligatorio deve avere una durata non inferiore alle 16 ore. Se rientra nelle categorie B o C, la durata minima deve essere invece di 12 ore.


Attrezzatura e dispositivi di Primo Soccorso

Differiscono anch'essi in base alla classificazione aziendale
  • Nelle aziende che fanno parte dei gruppi A e B il datore di lavoro deve garantire la presenza della cassetta di pronto soccorso adeguatamente custodita in un luogo facilmente accessibile e individuabile con segnaletica appropriata, contenente la dotazione minima indicata nell'Allegato 1 del DM 388/2003;
  • Nelle aziende che rientrano nel gruppo C il datore d lavoro deve garantire la presenza del pacchetto di medicazione, adeguatamente custodito in un luogo facilmente accessibile e individuabile contenente la dotazione minima indicata nell'Allegato 2 del DM 388/2003;
  • Tutte le aziende (appartenenti ai gruppi A, B e C) devono garantire la presenza di un mezzo di comunicazione idoneo ad attivare rapidamente il sistema d'emergenza del Servizio Sanitario Nazionale.

Pacchetto di medicazione aziendale: cosa deve contenere?

Il pacchetto di medicazione è il kit di primo soccorso previsto per le imprese appartenenti al gruppo C, in base alla classificazione introdotta dal Decreto Ministeriale 388 del 15 luglio 2003 (regolamento recante disposizioni sul Pronto Soccorso aziendale). Nelle aziende che rientrano nei gruppi A e B, invece, il datore di lavoro deve obbligatoriamente predisporre la Cassetta di Pronto Soccorso, differente per dotazione minima. Vediamo quali presidi non devono mancare nel pacchetto di medicazione.


Cosa deve includere

La dotazione minima del Pacchetto di Medicazione è indicata nell'allegato 2 del Decreto Ministeriale 388/2003. Il kit deve contenere almeno i seguenti presidi (e il personale addetto deve verificarne periodicamente la presenza e la validità):
  • Guanti sterili monouso (2 paia);
  • Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 125 ml (1);
  • Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 250 ml (1);
  • Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (1);
  • Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (3);
  • Pinzette da medicazione sterili monouso (1);
  • Confezione di cotone idrofilo (1);
  • Confezione di cerotti di varie misure pronti all'uso (1);
  • Rotolo di cerotto alto cm 2,5 (1);
  • Rotolo di benda orlata alta cm 10 (1);
  • Un paio di forbici (1);
  • Un laccio emostatico (1);
  • Confezione di ghiaccio pronto uso (1);
  • Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (1);
  • Istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del servizio di emergenza.


Dove collocare il pacchetto di medicazione e come segnalarlo

Il pacchetto di medicazione va custodito in un luogo adeguato (igienicamente idoneo) e facilmente accessibile. Come gli altri presidi, va ben segnalato e mantenuto in condizione di efficienza e di pronto utilizzo.
 


Lavoratori che svolgono l'attività in luoghi isolati

Il datore di lavoro, qualsiasi sia il gruppo di appartenenza della propria impresa, deve fornire il pacchetto di medicazione anche ai lavoratori che prestano la propria attività in luoghi isolati, diversi dalla sede aziendale. (Deve garantire loro, inoltre, un mezzo di comunicazione idoneo per attivare rapidamente il sistema di emergenza del SSN). 
 


PRONTO SOCCORSO: COME INDIVIDUARE IL PIÙ VICINO 

Se si ha la necessità di recarsi in Pronto Soccorso, una lista è disponibile su Doveecomemicuro.it: per individuare il più vicino basta attivare la geolocalizzazione. 
Pronto Soccorso

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

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