Nuovo Coronavirus, come gli influencer possono aiutarci a responsabilizzare i giovani
Intervista a Massimiliano Cavallo, esperto di Public Speaking
Fare gli eroi, oggi, significa stare a casa e rinunciare alla vita sociale. Solo così si salvano vite umane e si blocca la
trasmissione del Nuovo Coronavirus. È il messaggio contenuto in molti appelli di vip e personaggi dello spettacolo lanciati tramite la campagna social, promossa dal ministero della Salute,
#iorestoacasa. L’invito a evitare atteggiamenti imprudenti arriva - tra gli altri - da Jovanotti, Fiorello, Ligabue, Cristiana Capotondi, Tiziano Ferro, ed è
rivolto soprattutto ai giovani, il cui canale d’informazione privilegiato è il
web.
Chi, allora,
meglio degli influencer - personaggi poco noti ai più ma che gli adolescenti seguono a migliaia o addirittura a milioni sui social -
può far breccia nel loro mondo e convincerli a fare la propria parte in questa battaglia? Se molte star della rete inizialmente si sono lasciate andare a uscite poco felici su come godersi la vita “in barba” alle restrizioni, altre hanno scelto di utilizzare la loro popolarità per dare il buon esempio. Tra questi, Fedez e Chiara Ferragni, che hanno invitato i loro followers a usare il cervello e hanno inaugurato - con una donazione di 100mila euro -
una raccolta fondi destinata alla creazione di nuovi posti letto nel reparto di terapia intensiva dell’
Ospedale San Raffaele di Milano.
Agli influencer, quindi, ha scelto di rivolgersi l'
esperto di Public Speaking Massimiliano Cavallo, autore del libro
Parlare in Pubblico Senza Paura (Anteprima Edizione), invitandoli a
sfruttare responsabilmente il proprio appeal.
In che modo le star del web possono influenzare positivamente i ragazzi?
I giovani tendono a emulare i loro idoli della rete. Ciò che suggerisco loro di fare, quindi, è di non limitarsi a un semplice appello video - che può portare i fan a pensare che, una volta pubblicato il post, ci si continui a comportare come sempre - ma
costruire un racconto quotidiano “ai tempi del Coronavirus”.
Gli influencer sono abituati a creare delle
stories su Instagram per mostrare la bella vita che conducono. Ebbene, devono continuare a farlo, ma
stando a casa.
Un'altra idea per intrattenere i ragazzi potrebbe, inoltre, essere di
lanciare delle “challenge”: sfide virali che da qualche anno spopolano sul web. Gli spunti possono essere i più disparati: da che
libro stai leggendo, a come fai
sport in casa, a che
serie tv o film guardi, a che
piatto prepari ecc. Il consiglio è di usare un
tono ironico, non paternalistico, perché a funzionare meglio sono i video divertenti.
Su quali argomenti fare leva?
Meglio
puntare sul senso di responsabilità dei ragazzi piuttosto che sui
rischi che corrono a causa del Covid-19. Quest’ultimo tipo di comunicazione, infatti, potrebbe scatenare in loro un
senso di sfida e portarli a sentirsi “superiori” al virus. “A me tanto non può succedere nulla”, sarebbero portati a pensare (
anche se non mancano casi gravi tra i giovani).
E i
sintomi spesso lievi o assenti in questa fascia di età non farebbero che rafforzare questa convinzione. Il consiglio, invece, è di
puntare sulla sensibilità e sul senso di colpa per far capire loro che
potrebbero diventare veicoli inconsapevoli d’infezione. Potrebbero far ammalare i loro nonni, la generazione più a rischio in questa pandemia.
Come parlare alle generazioni successive?
Non tutti, tra adulti e anziani, dispongono di adeguati strumenti di analisi per intuire
quali siano i comportamenti più corretti da adottare per difendersi dal
virus. Ad aiutarci a veicolare il messaggio possono essere, allora, i personaggi nazionalpopolari del piccolo schermo. Se il principale canale d’informazione dei ragazzi è il
web, infatti, quello di queste fasce di popolazione è la
tivù. Basti pensare al tutorial di Barbara D'Urso su
come lavare le mani: avrà forse fatto sorridere qualcuno, ma è stato sicuramente tra i più efficaci nel far capire quanto sia importante, in questo momento,
seguire le raccomandazioni del Ministero della Salute.
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