Aggiornato il 14.07.2024
Il partenio, nome scientifico Tanacetum parthenium (L.) Sch.Bip., è una pianta erbacea perenne molto aromatica appartenente alla famiglia delle Compositae (Asteraceae). Il nome Tanacetum deriva dalla parola greca athanasia, che significa “immortale”, in relazione alla persistenza della sua fioritura, mentre partenio trae origine dal greco parthenos, “vergine”, in riferimento all’uso della pianta anche nei disturbi ginecologici. In inglese è conosciuto come feverfew, per le sue proprietà febbrifughe.
Originario dell’Asia minore, il partenio è diffuso in Europa, America settentrionale e meridionale e nella regione del Caucaso; in Italia cresce nei luoghi incolti, sugli argini dei fiumi, lungo le strade, dal mare alla zona montana. Può raggiungere un’altezza di 80 cm; presenta fusti quadrangolari abbastanza ramificati e pubescenti nella parte superiore, foglie alterne pennate o bipennatosette, lunghe fino a 10 cm e divise in 5-9 segmenti con bordi crenulati. Le infiorescenze, che compaiono in luglio-agosto, hanno la struttura tipica delle Compositae (Asteraceae) e ricordano quelle della camomilla: fiori ermafroditi tubulari gialli disposti in capolino con diametro variabile da 15 a 22 mm, fiori femminili ligulati bianchi lunghi 5-10 mm. Sono sorretti da lunghi peduncoli e riuniti in gruppi di 5-30, formando dei corimbi.
La pianta è nota fin dall’antichità, Dioscoride ne suggeriva l’impiego per tutti i disturbi di tipo infiammatorio e come antipiretico, nel Medioevo era utilizzata come “precursore” dell’aspirina; è stata impiegata per secoli come pianta ornamentale e la si ritrovava nei giardini di tutta Europa. Ancora oggi, per le sue proprietà antipiretiche, analgesiche e antinfiammatorie, è utilizzata come rimedio nella medicina popolare in molte parti del mondo. L’interesse della ricerca nei confronti del partenio è cresciuto nel secolo scorso, dopo la pubblicazione sui quotidiani inglesi di diversi articoli relativi all’abitudine, di coloro che soffrivano di emicrania, di masticarne qualche foglia per lenire o prevenire gli attacchi di mal di testa.

La droga del partenio è costituita dalle foglie e in generale dalle sue parti aeree. I composti biologicamente più significativi sono i lattoni sesquiterpenici: il principale è il partenolide (fino all’85% del loro totale), insieme ad altri quali 3-β-idrossipartenolide, canina e artecanina. Sono presenti anche altri sesquiterpeni (canfora, germacrene), monoterpeni derivati dall’alfa-pinene, flavonoidi (tanetina, luteolina e apigenina), oltre a tannini e poliacetileni. La Farmacopea europea (XI ed.) indica un contenuto di partenolide non inferiore allo 0,2% nella droga essiccata.
Il partenolide ha dimostrato la capacità di legarsi e inibire il complesso IKK-β, coinvolto nei processi infiammatori e immunitari, mentre altri composti lipofili, come la tanetina, sono in grado di bloccare la sintesi delle prostaglandine.
L'uso popolare del partenio per il trattamento del comune raffreddore, emicrania, febbre, mal di testa e artrite è stato confermato dalle significative attività antinfiammatorie, antipiretiche e analgesiche evidenziate dalla ricerca preclinica e sull’uomo. Nella moderna fitoterapia il partenio trova il suo utilizzo peculiare nella profilassi dell’emicrania e nel suo trattamento in acuto. Il partenolide, infatti, è in grado di inibire il rilascio da parte dei neuroni trigeminali di CGRP (calcitonin gene-related peptide), una piccola proteina coinvolta nei meccanismi che generano il mal di testa, contribuendo così al contrasto dell’emicrania da parte degli estratti di partenio.
Studi preclinici su modelli animali hanno mostrato l’efficacia degli estratti idroalcolici di partenio nell’alleviare anche dolori di tipo osteoarticolare, infiammatorio, neuropatico e nocicettivo.
Dal punto di vista clinico una recente revisione sistematica ha identificato sette studi controllati e randomizzati (alcuni dei quali risalenti agli anni 80’ del secolo scorso) che hanno esaminato gli effetti del partenio e dei suoi estratti sull’emicrania, con risultati contrastanti. I periodi di trattamento variavano da 8 settimane a 8 mesi, con dosaggi da 6,24 mg a 150 mg al giorno, ed è stata rilevata una significativa eterogeneità nelle tipologie di estratto utilizzate.
Nello studio più recente (2012), 69 donne con emicrania sono state trattate per 10 settimane con partenio (150 mg al giorno), agopuntura o una combinazione dei due, mostrando miglioramenti significativi nella qualità della vita e nei livelli di dolore. Tuttavia, l'agopuntura sembrava più efficace, sebbene non in modo statisticamente significativo.
Due studi hanno esaminato un estratto commerciale di partenio ottenuto con CO2 supercritica (MIG-99) mostrando risultati contraddittori. Nel primo studio 147 adulti con emicrania sono stati assegnati in modo casuale a una delle quattro condizioni di trattamento comprendenti il placebo oppure 6,24, 18,75 o 56,25 mg di estratto di partenio al giorno. Il trattamento, durato 12 settimane, non ha evidenziato un effetto profilattico significativo rispetto al placebo. Nel secondo studio, durato 16 settimane e che ha coinvolto 218 pazienti assegnati in modo casuale ad assumere 18,75 mg di partenio o il placebo, il trattamento con l’estratto ha ridotto significativamente la frequenza degli attacchi.
Nella prima fase di uno studio crossover controllato con placebo, per due mesi sono stati somministrati 100 mg di foglie di partenio in polvere a 57 adulti con emicrania che frequentavano una clinica della terapia del dolore per due mesi. Nella seconda fase, sulla base del disegno incrociato dello studio, i partecipanti hanno consumato per un mese il partenio o il placebo. L’assunzione del partenio è stata associata a una riduzione significativa dell’intensità del dolore, del vomito e della fotofobia. Un altro studio crossover ha esaminato l'effetto delle foglie essiccate di partenio (assunzione giornaliera media di 82 mg di partenio e 2,19 μmol di partenolide) in 76 adulti con emicrania per 4 mesi, mostrando una riduzione del numero degli attacchi, ma non della loro durata. In un altro studio che ha coinvolto 50 adulti con emicrania, l'assunzione di 143 mg di estratto di partenio (contenente 0,5 mg di partenolide) non ha avuto un effetto profilattico maggiore rispetto al placebo, sebbene sia stata associata a una minore assunzione di farmaci sintomatici.
Infine, un altro studio con 17 pazienti con emicrania ha confrontato l'assunzione di partenio fresco liofilizzato in polvere con il placebo, mostrando una migliore efficacia clinica del trattamento con partenio.
Per quanto riguarda la sicurezza, il partenio è stato generalmente ben tollerato e gli effetti collaterali, come infiammazione della mucosa orale, dermatite e disturbi gastrointestinali quali diarrea e flatulenza, sono stati lievi e reversibili.
Un recentissimo studio clinico in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo, ha esaminato gli effetti del partenio su vari fattori immunologici e della coagulazione in 60 individui sani, valutandone anche i potenziali effetti avversi. I partecipanti hanno assunto 250 mg di estratto acquoso secco di partenio (540 μg di partenolide) o il placebo ogni giorno per 2 settimane. I risultati emersi dallo studio suggeriscono che il partenio può avere proprietà anticoagulanti e un ruolo di regolazione nel sistema immunitario negli individui sani, oltre che non avere mostrato effetti collaterali significativi e gravi risposte infiammatorie.
Negli studi clinici sono stati utilizzati dosi e tipi di estratti differenti. Nella monografia dell’EMA (European Medicines Agency) il partenio è indicato come “Medicinale tradizionale a base di erbe per la profilassi dell'emicrania dopo che condizioni gravi siano state escluse da un medico” e la dose giornaliera raccomandata è di 100 mg di polvere di partenio.
In commercio si trovano numerosi prodotti in compresse e capsule a base di estratti secchi di partenio ottenuti con solventi e rapporti estrattivi differenti, con posologia che è indicata dal produttore. Da tenere presente che secondo la Farmacopea europea la droga essiccata di partenio deve contenere almeno lo 0,2% di partenolide e nella monografia dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) la dose giornaliera di droga per la prevenzione dell’emicrania deve equivalere a 0,2-0,6 mg di partenolide.
Sono disponibili anche macerati idroalcolici da pianta fresca (Tinture madri), la cui posologia standard è di 30-40 gocce per tre volte al giorno.
Infine, in accordo con l’uso popolare inglese, avendo disponibile una pianta di partenio e apprezzandone il gusto molto amaro, se ne possono masticare 2-3 foglie fresche al giorno.
Negli studi clinici il partenio è stato ben tollerato e per questo il suo utilizzo è considerato sicuro.
Sono stati raramente riscontrati lievi e reversibili effetti collaterali quali infiammazione della mucosa orale, dermatite e disturbi gastrointestinali (diarrea e flatulenza). L’uso di partenio è comunque sconsigliato nei soggetti sensibili alle sostanze contenute nella famiglia delle Compositae (Asteraceae), in particolare i lattoni sesquiterpenici, che possono causare reazioni allergiche.
In mancanza di dati adeguati non è raccomandato l’utilizzo di partenio nei bambini e adolescenti di età inferiore ai 18 anni, come pure durante la gravidanza e l’allattamento. Per il suo uso a lungo termine sono richiesti ulteriori studi, dato che potrebbe interferire con il metabolismo epatico dei farmaci e avere proprietà anticoagulanti, il che suggerisce cautela nella sua co-somministrazione con altri farmaci.
Il partenio ha una lunga tradizione d’uso per contrastare e prevenire il mal di testa e altri disturbi infiammatori; l’EMA ne riconosce l’utilizzo come medicinale vegetale tradizionale proprio per la profilassi dell’emicrania.
Per quanto riguarda la sicurezza, il partenio è generalmente ben tollerato, con effetti indesiderati di lieve entità e in soggetti sensibili alle Compositae (Asteraceae), che dovrebbero evitarne l’uso.
Complessivamente, i risultati della ricerca clinica sull’efficacia del partenio nel trattamento dell'emicrania sono discordanti, a causa anche di variazioni nei dosaggi e nel tipo di estratti utilizzati negli studi.
Gli effetti positivi sembrano attribuibili principalmente al partenolide e ad altri componenti del partenio con valenza antinfiammatoria, ma sono necessari ulteriori studi per chiarire i meccanismi d’azione e confermare solidamente le potenzialità di impiego di questa pianta medicinale nel trattamento profilattico dell’emicrania.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Nella medicina popolare il partenio, grazie alla sua azione analgesica e antinfiammatoria, era utilizzato come rimedio per i disturbi di natura infiammatoria e con febbre, come pure per quelli ginecologici, ma attualmente la ricerca è focalizzata sulle sue potenzialità nella profilassi dell’emicrania.
L’uso tradizionale più consolidato del partenio è proprio la prevenzione e il trattamento dell’emicrania, che trova riscontro nella moderna ricerca scientifica.
Il partenolide è un lattone sesquiterpenico presente nelle foglie di partenio a cui è attribuita la maggiore attività biologica nel contrastare l’emicrania, perché agisce su alcuni meccanismi neuronali che sono la causa degli attacchi di mal di testa. Gli estratti di partenio sono infatti titolati con questo composto, che non deve essere inferiore allo 0,2%.
L’EMA raccomanda di non superare i due mesi di trattamento con partenio. Non sono disponibili studi riguardanti il suo uso a lungo termine, che potrebbe interferire con il metabolismo epatico dei farmaci; inoltre sono state evidenziate proprietà anticoagulanti del partenio, il che suggerisce cautela nella sua co-somministrazione con altri farmaci.
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