Indice
Introduzione
L’
ipotiroidismo è una sindrome caratterizzata da una
produzione deficitaria di
ormoni tiroidei che conduce ad alterazioni metaboliche, con serie ripercussioni sull’organismo.
Le persone che hanno una
riduzione della
funzionalità tiroidea o addirittura un suo
annullamento (a causa dell’asportazione della tiroide per una patologia) devono ricevere la supplementazione degli ormoni prodotti da questa ghiandola. Questa integrazione viene definita terapia sostitutiva con ormoni tiroidei.
La terapia sostitutiva con ormoni tiroidei è ampiamente
diffusa nel
mondo, tanto che la
molecola generalmente
utilizzata (la
levotiroxina) è stata nel 2013 il farmaco più prescritto sia negli Stati Uniti sia in Italia.
Quali sono gli ormoni tiroidei
Gli
ormoni secreti dalla
tiroide sono la
tetraiodotironina (definita anche tiroxina o T4) e la
triiodotironina (T3). Queste sostanze rivestono ruoli importanti nell’organismo che impattano sul funzionamento di numerosi apparati e sistemi. Gli ormoni tiroidei agiscono principalmente come fattori di trascrizione, ossia
regolano la
trascrizione di
numerosi geni, portando alla sintesi delle proteine da essi codificate.
Sono determinanti nello sviluppo del
cervello nel bambino e nel mantenimento dell’equilibrio metabolico nell’adulto.
La sintesi degli ormoni tiroidei è controllata dall’
ormone TSH (detto anche ormone
tireotropo o ormone
tireostimolante o ancora
tireotropina), una sostanza secreta dall’ipofisi e la cui produzione è a sua volta regolata dall’ormone
ipotalamico TRH (TSH Releasing Hormone).
Nel complesso, questo insieme di molecole costituisce l’
asse ipotalamo-ipofisi-tiroide.
La terapia sostitutiva con ormoni tiroidei
L’
obiettivo della terapia sostitutiva con ormoni tiroidei è quello di
ripristinare lo stato di
eutiroidismo, ossia la condizione nella quale gli ormoni tiroidei sono presenti nell’organismo in
concentrazioni fisiologiche.
La terapia sostitutiva viene effettuata
somministrando al paziente la
T4 sostitutiva, ossia l’ormone sintetico levotiroxina L- T4, che in vivo viene convertito in T3. La levotiroxina è
disponibile in
commercio in formulazione
solida (compresse) o
liquida.
Viene
prescritta direttamente la
triiodotironina sintetica solo in due casi:
- Il primo è quello dell’intolleranza alla levotiroxina;
- Il secondo coincide con il trattamento in preparazione alla scintigrafia total body nei pazienti con carcinoma differenziato della tiroide e non sottoposti a tiroidectomia totale.
La corretta terapia sostitutiva con T4 prevede che il livello di TSH
rientri all’interno dei limiti della normalità che la comunità scientifica ritiene
compresi fra 0,3 e 2,5 mU/ml.
Le criticità della terapia sostitutiva con ormoni tiroidei
Poiché l’
assorbimento intestinale della levotiroxina è
variabile fra un soggetto e l’altro e a seconda delle condizioni nelle quali lo stesso soggetto si trova, non è possibile stabilire un dosaggio standardizzato della terapia. I problemi connessi all’assorbimento intestinale sono stati parzialmente risolti dall’avvento delle
formulazioni liquide.
La
terapia deve essere
assunta a
digiuno e senza ingerire cibo anche durante l’ora seguente all’assunzione, per massimizzare l’efficienza dell’assorbimento ormonale. Inoltre, è necessario monitorare i livelli ormonali, in particolare all’inizio della terapia, per calibrare correttamente il dosaggio.
L’
aggiustamento della posologia è richiesto:
- In gravidanza;
- Nei casi di ridotto assorbimento intestinale a causa di malattie gastroenteriche;
- Se il paziente assume contemporaneamente farmaci che riducono l’assorbimento della levotiroxina (come colestiramina, sucralfato, idrossido di alluminio, inibitori di pompa protonica, solfato ferroso, statine) o ne accelerano il metabolismo epatico (ad esempio: rifampicina, barbiturici, difenilidantoina, carbamazepina);
- Se il paziente assume farmaci che riducono la trasformazione (desiodazione) della T4 a T3 (come l’amiodarone);
- In concomitanza con malattie impattanti quali la depressione e in generale tutte le malattie psichiatriche, che possono alterare i comportamenti e causare dimenticanze nell’assunzione delle dosi;
- In preparazione ad un intervento chirurgico: se il TSH non assume valori compresi nel range di normalità la sensibilità ai farmaci anestetici può essere alterata.
L’
identificazione del dosaggio corretto, che richiede un approccio personalizzato, è
strategica per il
controllo della
patologia.
Le reazioni avverse
Gli
effetti collaterali della somministrazione della terapia sostitutiva con ormoni tiroidei sono principalmente dovuti ad un
dosaggio sbagliato.
In molte circostanze, l’insorgenza di manifestazioni quali:
Possono essere
scambiati dal paziente per reazioni avverse riconducibili alla levotiroxina. In realtà, generalmente gli
studi di farmacovigilanza (la scienza che ha lo scopo di individuare, valutare e prevenire gli effetti avversi o altri problemi correlati all'utilizzo dei farmaci)
non trovano
conferme nella gran parte delle segnalazioni a riguardo.
Una delle spiegazioni è che si tratta di
sintomi molto generici, che possono essere
causati anche da
altri disturbi.
E’ importante sottolineare la raccomandazione dei medici ai pazienti in terapia sostitutiva con ormoni tiroidei a
non modificare la
dose della levotiroxina
senza aver verificato i valori del TSH e degli ormoni liberi ed avere prima
chiesto un
consulto medico.
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