Giant: come si assume ed effetti collaterali

Giant: come si assume ed effetti collaterali

Indice

Domande e risposte

Giant è un farmaco antiipertensivo contenente l’associazione di due principi attivi: Olmesartan Medoxomil + Amlodipina, appartenenti rispettivamente alle categorie degli Antagonisti dell'angiotensina II e a quella dei Bloccanti del canale del Calcio, e nello specifico ai Bloccanti del recettore dell'angiotensina II (ARBs) e calcioantagonisti.

L’indicazione terapeutica di Giant è il trattamento dell’ipertensione arteriosa essenziale in pazienti adulti in cui la pressione arteriosa non sia adeguatamente controllata con olmesartan o amlodipina in monoterapia.

Giant è disponibile in commercio come compresse rivestite con film da 20 o 40 mg di olmesartan e 5 mg di amlodipina; oppure da 40 mg/10 mg.

Giant può essere prescritto con Ricetta RR - medicinali soggetti a prescrizione medica.

Giant contiene due principi attivi diversi: olmesartan medoxomil e amlodipina (come amlodipina besilato). Entrambi servono a controllare l’ipertensione.

Olmesartan medoxomil è un profarmaco e appartiene alla classe dei bloccanti del recettore di tipo I dell’angiotensina II, chiamati anche ARB (angiotensin receptor blocker) o sartani. Olmesartan medoxomil viene convertito da esterasi (enzimi), presenti nella mucosa intestinale e nella circolazione portale, nel metabolita attivo olmesartan che riduce la pressione arteriosa rilassando i vasi sanguigni. Questa classe di molecole viene utilizzata per il trattamento dell’ipertensione arteriosa, grazie alla loro capacità di legarsi in modo competitivo e ad alta affinità al recettore di tipo 1 (AT1) dell’angiotensina II, creando un blocco funzionalmente non superabile anche con alti livelli di angiotensina II presenti. Questo porta ad una inibizione della maggior parte degli effetti biologici dell’angiotensina II, tra cui: la contrazione della muscolatura liscia vasale, la risposta pressoria rapida e lenta, il rilascio di vasopressina (che regola l’equilibrio idrico controllando la quantità di acqua riassorbita dai reni), la sintesi e secrezione di aldosterone (modula i livelli plasmatici di sodio e potassio, controlla il volume plasmatico e quindi anche la pressione sanguigna), il rilascio delle catecolamina dalla ghiandola surrenale, la stimolazione cardiaca, il riassorbimento renale del sodio, l’ipertrofia e l’iperplasia cellulare. Grazie alla somma di questi effetti, i sartani riducono la pressione arteriosa. L’effetto è ridotto se l’ipertensione è associata a bassi livelli di renina. 

L’amlodipina appartiene ad un gruppo di sostanze chiamate “calcioantagonisti” o bloccanti dei canali del calcio. L’amlodipina impedisce al calcio di entrare all’interno delle cellule muscolari lisce presenti nella parete dei vasi sanguigni. Queste cellule contraendosi sono in grado di modulare l’elasticità e il diametro del vaso. L’azione della amlodipina è relativamente selettiva per le cellule vasali rispetto a quelle cardiache. Il calcio è fondamentale nel processo di contrazione delle cellule muscolari e quindi un blocco della sua entrata ha come risultato finale un rilassamento della muscolatura liscia con allargamento del diametro del vaso e riduzione delle resistenze periferiche, e quindi una riduzione della pressione arteriosa.

L’azione combinata di entrambe le sostanze contribuisce a contrastare la vasocostrizione, così che i vasi si rilasciano e la pressione arteriosa si riduce.

In genere, gli effetti antiipertensivi di Giant sono raggiunti entro la prime due settimane di trattamento e gli effetti massimi dopo 8 settimane, sono indipendenti dall’età, dal sesso ed è simile nei pazienti con o senza diabete.


Posologia

Adulti
La dose raccomandata di Giant è una compressa al giorno. Giant può essere assunto indipendentemente dal cibo. Le compresse devono essere deglutite con una sufficiente quantità di liquido (per esempio un bicchiere d’acqua). Le compresse non devono essere masticate e devono essere assunte ogni giorno alla stessa ora.

Giant 20 mg/5 mg può essere somministrato in quei pazienti in cui la pressione arteriosa non sia adeguatamente controllata dalla terapia con olmesartan medoxomil 20 mg o amlodipina 5 mg da soli. 

Prima di passare all’associazione fissa, si raccomanda di incrementare il dosaggio dei singoli componenti. Il passaggio diretto dalla monoterapia alla associazione fissa può essere preso in considerazione quando clinicamente appropriato.

Iniziare sempre con il dosaggio più basso. Se la pressione non viene adeguatamente controllata dalla terapia, valutare il passaggio al dosaggio maggiore.

La monosomministrazione giornaliera riduce la pressione in modo simile alla somministrazione del farmaco due volte al giorno (a parità di dosaggio complessivo) e l’effetto ipotensivo rimane costante nelle 24 ore tra una dose e la successiva.

Per la posologia più adatta, seguire sempre i consigli del medico curante.

Anziani (65 anni o più)
Non sono generalmente necessari aggiustamenti posologici negli anziani, ma considerare con cautela la necessità di un eventuale aumento di dosaggio. Se fosse necessaria la somministrazione della dose massima giornaliera di 40 mg di olmesartan medoxomil, la pressione arteriosa deve essere attentamente monitorata.

Alterata funzionalità renale
Il dosaggio massimo di olmesartan medoxomil nei pazienti con compromissione renale lieve o moderata (clearance della creatinina compresa tra 20 e 60 ml/min) è di 20 mg di olmesartan medoxomil una volta al giorno, a causa della limitata esperienza clinica con dosaggi maggiori in questo gruppo di pazienti. Nei pazienti con compromissione renale moderata si raccomanda il controllo dei livelli di potassio e della creatinina.
Giant non è raccomandato in pazienti con grave compromissione della funzionalità renale (clearance della creatinina inferiore a 20 ml/min). 

Alterata funzionalità epatica
Giant è controindicato nei pazienti con grave insufficienza epatica. 

Non vi è esperienza dell’uso di olmesartan medoxomil in pazienti con grave compromissione della funzionalità epatica. Nei pazienti con grave insufficienza epatica non è stata studiata la farmacocinetica dell’amlodipina. Pertanto, a scopo precauzionale, in questi pazienti il trattamento con amlodipina deve essere iniziato con la dose più bassa, seguito da un eventuale graduale aggiustamento del dosaggio. 

Giant deve essere usato con cautela nei pazienti con compromissione lieve o moderata della funzionalità epatica. Nei pazienti con compromissione epatica moderata, è raccomandata una dose iniziale di 10 mg di olmesartan medoxomil una volta al giorno e la dose massima non deve superare 20 mg una volta al giorno. Nei pazienti con compromissione epatica che assumono diuretici e/o altri farmaci antiipertensivi si consiglia un attento monitoraggio della pressione arteriosa e della funzionalità renale.

Come con tutti i calcio antagonisti, nei pazienti con alterata funzionalità epatica, l’emivita (cioè il tempo necessario perché la concentrazione del farmaco nel circolo sanguigno si dimezzi) dell’amlodipina è prolungata e non sono state stabilite raccomandazioni posologiche. Pertanto, Giant deve essere somministrato con cautela in questi pazienti.

Popolazione pediatrica
La sicurezza e l’efficacia di Giant nei bambini e negli adolescenti al di sotto dei 18 anni non sono state stabilite.

Prima di assumere Giant cosa devo sapere? Avvertenze e precauzioni

Giant è controindicato nei pazienti con grave insufficienza epatica o renale; ostruzione delle vie biliari; nei pazienti con ipersensibilità ai principi attivi, ai derivati diidropiridinici o ad uno degli eccipienti; nel secondo o terzo mese di gravidanza. A causa della presenza di amlodipina, Giant è contro indicato anche nei pazienti con ipotensione grave, shock (incluso lo shock cardiogeno), ostruzione del tratto di efflusso del ventricolo sinistro (ad es. stenosi aortica di grado elevato), insufficienza cardiaca dopo infarto miocardico acuto (IMA).

L’uso di Giant in concomitanza con aliskiren è controindicato nei pazienti con diabete mellito o compromissione renale (GFR<60 mL/min/1.73m2).

La somministrazione concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale (inclusa l’insufficienza renale acuta). Il duplice blocco del RAAS attraverso l'uso combinato di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren non è pertanto raccomandato.

Se la terapia del duplice blocco è considerata assolutamente necessaria, ciò deve avvenire solo sotto la supervisione di uno specialista e con uno stretto e frequente monitoraggio della funzionalità renale, degli elettroliti e della pressione sanguigna.

Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica.

L’uso di Giant non è raccomandato nei pazienti con aldosteronismo primario.


Insufficienza cardiaca

I pazienti con insufficienza cardiaca devono essere trattati con cautela a causa di un possibile aumento dell’incidenza di edema polmonare. I bloccanti dei canali del calcio, inclusa amlodipina, devono essere usati con cautela nei pazienti con insufficienza cardiaca congestizia, perché possono far aumentare il rischio di futuri eventi cardiovascolari e di mortalità.
 

Pazienti con ipovolemia o deplezione sodica:

Nei pazienti con ipovolemia e/o deplezione di sodio causate da dosi elevate di diuretici, ridotto apporto sodico con la dieta, diarrea o vomito, può verificarsi ipotensione sintomatica, specialmente dopo la prima dose. Tali condizioni devono essere corrette prima di iniziare il trattamento con Giant. Importante una stretta supervisione medica se necessaria.

L’uso degli antagonisti recettoriali dell’angiotensina II è stato associato a ipotensione acuta, iperazotemia, oliguria e raramente a insufficienza renale acuta nei pazienti il cui tono vascolare dipende principalmente dall’attività del sistema renina-angiotensina-aldosterone (RAAS; ad es. pazienti con insufficienza cardiaca congestizia di grado grave o affetti da malattie renali quali la stenosi dell’arteria renale).

Nei pazienti con alterata funzionalità renale, è necessario controllare periodicamente i livelli sierici di potassio e creatinina. Non esiste una esperienza di somministrazione di Giant nei pazienti che hanno subito di recente un trapianto di reni o nei pazienti con insufficienza renale allo stadio terminale (clearance della creatinina <12 mL/min).


Iperpotassiemia

Come per gli altri antagonisti dell’angiotensina II e gli ACE inibitori, durante il trattamento può verificarsi iperpotassiemia, specialmente in presenza di compromissione renale e/o scompenso cardiaco. Si raccomanda uno stretto controllo del potassio sierico nei pazienti a rischio. L’uso concomitante dei supplementi di potassio, dei diuretici risparmiatori di potassio, dei sostituti del sale contenenti potassio o degli altri medicinali che possono indurre incremento dei livelli del potassio (come l’eparina) deve essere effettuato con cautela monitorando frequentemente i livelli di potassio.


Etnia

L’effetto antiipertensivo di Giant può essere inferiore nei pazienti di etnia nera, probabilmente a causa della maggiore prevalenza di bassi livelli di renina nella popolazione ipertesa di etnia nera.

È possibile che, quando due o più farmaci vengono assunti in associazione, uno o più di questi farmaci interferiscano tra di loro causando effetti collaterali anche gravi. Questi sono eventi relativamente rari e non si verificano in tutti i pazienti. Inoltre, l’intensità e la gravità dell’interazione dipendono da diversi fattori: dosaggio utilizzato, durata del trattamento, contemporaneità della somministrazione, dieta e/o corredo genetico del paziente. Chiedere sempre consiglio al proprio medico o al farmacista quando si inizia un trattamento farmacologico.

L’effetto ipotensivo causato da Giant può essere aumentato dall’impiego concomitante di altri farmaci antiipertensivi (per esempio alfa bloccanti, diuretici).


Interazioni con olmesartan

Cosomministrazione non raccomandata.
Gli ACE-inibitori e gli antagonisti del recettore dell'angiotensina II non devono essere usati contemporaneamente in pazienti con nefropatia diabetica.

La somministrazione concomitante di ACE-inibitori, antagonisti del recettore dell'angiotensina II o aliskiren aumenta il rischio di ipotensione, iperpotassiemia e riduzione della funzionalità renale. Questa associazione non è raccomandata.

La cosomministrazione di litio e di inibitori del recettore dell’angiotensina II non è raccomandata a causa del possibile aumento dei livelli circolanti di litio. Nel caso si ritenga necessario l’uso concomitante, si raccomanda un attento controllo dei livelli sierici di litio.

Vasodilatatori: è necessaria una particolare cautela nei pazienti affetti da stenosi della valvola aortica o mitrale o da cardiomiopatia ipertrofica ostruttiva.


Cosomministrazione con cautela

Farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS), compresi gli inibitori selettivi dei COX-2, l’acido acetilsalicilico (>3 g/die) ed i FANS non selettivi: quando gli antagonisti dell’angiotensina II sono somministrati in concomitanza con i FANS, può verificarsi un’attenuazione dell’effetto antiipertensivo, un aumento del rischio di peggioramento della funzionalità renale e un aumento del potassio sierico. Pertanto, sono raccomandati il monitoraggio della funzionalità renale all’inizio di tale trattamento concomitante e un’adeguata idratazione dei pazienti.

La somministrazione concomitante del colesevelam cloridrato, un sequestrante degli acidi biliari, riduce l’esposizione sistemica, la concentrazione massima plasmatica e l’emivita di olmesartan. La somministrazione di olmesartan medoxomil almeno 4 ore prima del colesevelam cloridrato riduce l’effetto di questa interazione farmacologica. 

Il trattamento con antiacidi (alluminio magnesio idrossido) causa una modesta riduzione della biodisponibilità dell’olmesartan.

L’olmesartan medoxomil non ha effetti significativi sulla farmacocinetica o sulla farmacodinamica del warfarin o sulla farmacocinetica della digossina.

La somministrazione concomitante di olmesartan medoxomil e pravastatina non determina effetti clinicamente rilevanti sulla farmacocinetica delle due sostanze in soggetti sani.

L’olmesartan non possiede effetti inibitori clinicamente rilevanti sugli enzimi del citocromo P450 umano 1A1/2, 2A6, 2C8/9, 2C19, 2D6, 2E1 e 3A4 in vitro. Non sono da attendersi interazioni clinicamente rilevanti tra l’olmesartan e farmaci metabolizzati dai succitati enzimi del citocromo P450.


Effetti di altri medicinali su amlodipina

L’uso concomitante di amlodipina con inibitori del CYP3A4 potenti o moderati (inibitori della proteasi (ritonavir, indinavir, nelfinavir), antifungini azolici (ketoconazolo, itraconazolo, fluconazolo), macrolidi (eritromicina o claritromicina), verapamil o diltiazem) può causare un aumento significativo dell’esposizione all’amlodipina, in particolar modo negli anziani, con un aumentato rischio di ipotensione. Si raccomanda un’attenta osservazione dei pazienti e può essere richiesto un aggiustamento del dosaggio.

La cosomministrazione di induttori noti del CYP3A4 può variare la concentrazione plasmatica di amlodipina. Pertanto, deve essere monitorata la pressione sanguigna e deve essere valutato un possibile aggiustamento della dose sia durante sia dopo la somministrazione di farmaci concomitanti, in particolare con forti induttori del CYP3A4 (ad es. rifampicina, Hypericum perforatum).

La somministrazione di amlodipina con pompelmo o succo di pompelmo non è raccomandata poiché in alcuni pazienti la biodisponibilità di amlodipina potrebbe aumentare e potenziare conseguentemente l’effetto antipertensivo di amlodipina.

  • Dantrolene (infusione): negli animali sono stati osservati fibrillazione ventricolare letale e collasso cardiovascolare associati ad iperkaliemia in seguito a somministrazione di verapamil e dantrolene per via endovenosa. A causa del rischio di iperkaliemia, si raccomanda di evitare la somministrazione concomitante di bloccanti dei canali del calcio come amlodipina in pazienti soggetti all’ipertermia maligna e nel trattamento dell’ipertermia maligna. Gli effetti ipotensivi dell’amlodipina si sommano agli effetti ipotensivi di altri farmaci antiipertensivi;
  • Simvastatina: la co-somministrazione di dosi ripetute di 10 mg di amlodipina con simvastatina 80 mg ha determinato un aumento del 77% dell’esposizione alla simvastatina rispetto alla simvastatina da sola. Limitare la dose di simvastatina a 20 mg al giorno nei pazienti trattati con amlodipina;
  • Tacrolimus: esiste il rischio di un aumento dei livelli ematici di tacrolimus quando cosomministrato con amlodipina. Per evitare tossicità da tacrolimus, la somministrazione di amlodipina in un paziente trattato con tacrolimus richiede monitoraggio dei livelli ematici di tacrolimus e aggiustamento della sua dose se appropriato. Gli inibitori mTOR come sirolimus, temsirolimus ed everolimus sono substrati del CYP3A. L’amlodipina è un debole inibitore del CYP3A. Con l’uso concomitante di inibitori mTOR, l’amlodipina può aumentare l’esposizione ad inibitori mTOR;
  • Ciclosporina: la co-somministrazione di Giant con ciclosporina può aumentare l’esposizione alla ciclosporina (circa 40%). Se necessario, monitorare i livelli minimi di ciclosporina durante l’uso concomitante e nel caso ridurre la dose di ciclosporina.


Effetti indesiderati

Come tutti i farmaci, questo medicinale può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li manifestino. Se si manifesta uno di questi disturbi, interrompere l’assunzione e informare immediatamente il proprio medico.

In casi molto rari, in pazienti in trattamento con olmesartan da pochi mesi o anni è stata riportata diarrea cronica grave con significativa perdita di peso, causata probabilmente da una reazione localizzata di ipersensibilità ritardata causata dall’atrofia dei villi. Se un paziente manifesta questi sintomi in corso di trattamento con olmesartan, in assenza di altre eziologie evidenti, il trattamento con olmesartan deve essere immediatamente sospeso e non deve essere ripreso. Se la diarrea non migliora entro una settimana dalla sospensione del trattamento deve essere consultato uno specialista (per esempio un gastroenterologo).

La riduzione eccessiva della pressione arteriosa in pazienti con cardiopatia ischemica o cerebrovasculopatia ischemica può determinare infarto del miocardio o ictus.

Le reazioni avverse segnalate più comunemente durante il trattamento con Giant sono edema periferico (11,3%), cefalea (5,3%) e capogiri (4,5%).

Altri effetti indesiderati comuni dopo l’assunzione di Giant sono ipertrigliceridemia, iperuricemia, bronchite, tosse, faringite, dolore addominale, affaticamento. Sono stati anche segnalati alcuni casi di rabdomiolisi o segni di sindrome extrapiramidale.

Giant altera lievemente o moderatamente la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari. Capogiri, cefalea, nausea o sintomi di affaticamento possono manifestarsi occasionalmente nei pazienti che seguono una terapia antiipertensiva e possono compromettere la capacità di reazione. Si raccomanda cautela soprattutto all’inizio del trattamento.


Segnalazione delle reazioni avverse sospette

Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo articolo, rivolgersi al proprio medico o al farmacista. 
La segnalazione delle reazioni avverse sospette, che si verificano dopo l’autorizzazione all’immissione in commercio di un farmaco, è importante in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio dello stesso. Agli operatori sanitari e ai pazienti è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza dei farmaci.


Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio possono svilupparsi ipotensione e tachicardia; può manifestarsi bradicardia se avviene stimolazione parasimpatica (vagale). Il sovradosaggio di amlodipina può determinare una eccessiva vasodilatazione periferica con ipotensione marcata e possibile tachicardia riflessa, in alcuni casi con comparsa di shock con esito fatale.

Trattamento: se l’assunzione è recente, va considerata la lavanda gastrica. La somministrazione di carbone attivo immediatamente o entro due ore dall’ingestione dell’amlodipina riduce sostanzialmente l’assorbimento dell’amlodipina.

L’ipotensione clinicamente significativa, dovuta ad un sovradosaggio di Giant richiede supporto attivo del sistema cardiovascolare, incluso un attento monitoraggio della funzionalità cardiopolmonare, sollevamento delle estremità e controllo del volume circolatorio e dell’escrezione urinaria. Un vasocostrittore può essere di aiuto nel ripristinare il tono vascolare e la pressione arteriosa, purché non ci siano controindicazioni al suo uso. Il calcio gluconato per via endovenosa può essere utile per contrastare l’effetto di blocco dei canali del calcio. 

Poiché l’amlodipina ha un elevato legame alle proteine plasmatiche, la dialisi potrebbe non essere efficace. La dializzabilità dell’olmesartan non è nota.

Posso assumere Giant in gravidanza o durante l’allattamento?

L’impiego di antagonisti dell’angiotensina II non è raccomandato nel primo trimestre di gravidanza ed è controindicato durante il secondo ed il terzo trimestre a causa del rischio di tossicità fetale e neonatale.

Non si deve iniziare un trattamento con antagonisti dell’angiotensina II in gravidanza. Quando venga accertato uno stato di gravidanza, il trattamento con antagonisti dell’angiotensina II deve essere immediatamente sospeso e, se ritenuto appropriato, deve essere iniziata una terapia alternativa che abbia un riconosciuto profilo di sicurezza in gravidanza.

L’amlodipina non pone rischi per la salute del feto ma potrebbe prolungare il travaglio.

Durante l’allattamento, l’uso di Giant non è raccomandato e dovrebbe essere sostituito con trattamenti alternativi con un comprovato profilo di sicurezza nei lattanti, in particolare se prematuri e neonati.

Amlodipina viene escreta nel latte materno, mentre olmesartan potrebbe esserlo ma non è noto.

Quali sono le modalità di conservazione di Giant?

Le compresse hanno una validità di 5 anni e non richiedono alcuna condizione particolare di conservazione.

Il periodo di validità si riferisce sempre al prodotto correttamente conservato all’interno del suo confezionamento integro.

Per evitare danni all’ambiente, non gettare alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chiedere sempre al farmacista come eliminare i medicinali che non si utilizzano più.

Domande e risposte

A cosa serve Giant?

Giant viene prescritto per il trattamento della ipertensione essenziale in pazienti che non riescono a controllare la loro pressione con l’assunzione dei due principi attivi separatamente.

Cosa contiene la compressa di Giant?

Giant contiene due principi attivi diversi: olmesartan medoxomil, un bloccante del recettore AT1 dell’angiotensina II, e amlodipina (come amlodipina besilato) un farmaco in grado di bloccare l’entrata dello ione calcio all’interno delle cellule muscolari lisce dei vasi. Entrambi servono a controllare l’ipertensione.

Come si assume la compressa di Giant?

Giant va assunto una volta al giorno (preferibilmente sempre alla stessa ora, se possibile) prima o dopo i pasti assieme ad un bicchiere di acqua. La compressa non va masticata ma inghiottita intera.

Quali sono gli effetti indesiderati più comuni dopo l’assunzione di Giant?

Le reazioni avverse segnalate più comunemente durante il trattamento con Giant sono edema periferico, cefalea, capogiri, ipertrigliceridemia, iperuricemia, bronchite, tosse, faringite, dolore addominale, affaticamento.

Le informazioni presenti in Micuro hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

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