Aggiornato il 27.06.2024
Il Dicloreum è un farmaco analgesico antinfiammatorio e contiene diclofenac (un composto con una potente azione antinfiammatoria) come principio attivo. Viene quindi utilizzato, grazie alla sua azione antidolorifica e antinfiammatoria, per il trattamento di:
Il Dicloreum appartiene alla categoria generale dei Farmaci Antinfiammatori non steroidei (FANS) analgesici.
Sono disponibili diverse forme farmaceutiche con diverso dosaggio:
Dicloreum viene dispensato dietro presentazione di una ricetta RR - medicinali soggetti a prescrizione medica ripetibile. È quindi un medicinale soggetto a prescrizione medica, che deve contenere data e firma del medico prescrivente. Questo tipo di ricetta è valida per 6 mesi e ripetibile automaticamente per 10 volte (a meno che il medico non modifichi il tempo di validità o il numero di ripetizioni).
Diverse specialità di Dicloreum sono state inserite nella classe A, cioè dei farmaci ritenuti indispensabili per le cure mediche (salvavita) e quelli per le malattie croniche, interamente rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN), a meno che non sia presente una nota AIFA, che vincola la rimborsabilità a specifiche condizioni patologiche o terapeutiche in atto. La modalità di fornitura dei farmaci di classe A avviene attraverso le farmacie territoriali o le strutture sanitarie pubbliche.
Le specialità farmaceutica in crema/gel/cerotti possono essere dispensate dietro presentazione di una ricetta OTC (over the counter, o da banco). Sono medicinali non soggetti a prescrizione medica. Il farmacista può dare consigli al cliente su questi medicinali. Gli stessi medicinali possono essere oggetto di pubblicità presso il pubblico se hanno i requisiti stabiliti dalle norme vigenti in materia e purché siano rispettati i limiti e le condizioni previsti dalle stesse norme. Dicloreum crema/gel/cerotti sono stati inseriti nella classe C, quindi dei farmaci a totale carico del paziente (con l’eccezione dei titolari di pensione di guerra diretta vitalizia (Legge 203/2000)).
Per ridurre al minimo gli effetti indesiderati somministrare la minima dose efficace per la minima durata necessaria per controllare i sintomi.
Le compresse vanno deglutite intere con un po' di liquido, e non devono essere frazionate o masticate.
Per la posologia più adatta, seguire sempre i consigli del medico curante.
Adulti
Se il trattamento è necessario per più di 7 giorni per alleviare il dolore o se i sintomi peggiorano consultare un medico.
Anziani
Nel trattamento di pazienti anziani utilizzare sempre la dose minima. In ogni caso, la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico che dovrà valutare una eventuale riduzione dei dosaggi sopra indicati sulla base delle condizioni cliniche del paziente.
Bambini e adolescenti
Dicloreum non deve essere usato in bambini in età pediatrica e adolescenti al di sotto dei 14 anni.
Un'assunzione eccessiva di diclofenac può causare sintomi quali vomito, emorragia gastrointestinale, diarrea, capogiri, tinnito o convulsioni. Nel caso di avvelenamento significativo sono possibili insufficienza renale acuta e danni epatici.
Il trattamento dell'avvelenamento acuto da antinfiammatori non steroidei, incluso diclofenac, consiste essenzialmente in misure di supporto e trattamento sintomatico. In caso di complicazioni come ipotensione, insufficienza renale, convulsioni, disturbi gastrointestinali e depressione respiratoria dovrebbero essere adottate le misure di supporto e trattamento sintomatico. Terapie specifiche, come diuresi forzata, dialisi o emoperfusione, non sono probabilmente efficaci nell’eliminare gli antinfiammatori non steroidei, incluso diclofenac, a causa del loro elevato legame alle proteine plasmatiche e del loro notevole metabolismo.
Dopo l'ingestione di un sovradosaggio potenzialmente tossico si può considerare l’utilizzo di carbone attivo, mentre dopo l'ingestione di un sovradosaggio potenzialmente pericoloso per la vita si può considerare uno svuotamento gastrico (p. es. vomito, lavanda gastrica).
Il diclofenac è una molecola non steroidea dotata di una azione antinfiammatoria, antireumatica, analgesica e antipiretica (è in grado di abbassare la febbre). Il suo meccanismo d’azione è basato sulla sua capacità di inibire la sintesi delle prostaglandine, delle sostanze presenti nel nostro organismo che sono in grado di scatenare il processo infiammatorio, la sensazione dolorosa e il rialzo della temperatura. Questo permette un miglioramento dei segni e sintomi infiammatori e dolorifici, sia a riposo sia in movimento, riducendo la rigidità mattutina e il gonfiore alle articolazioni e facilitando la ripresa delle funzioni. Dicloreum agisce sul dolore moderato o severo sia di origine reumatica sia non reumatico e nella dismenorrea (il dolore che insorge durante il periodo delle mestruazioni).
Dicloreum è controindicato nei pazienti con ipersensibilità al principio attivo o ad uno degli eccipienti contenuti nella forma farmaceutica.
Dicloreum è controindicato anche nei pazienti con:
Come altri FANS, il Dicloreum è controindicato nei soggetti nei quali si sono verificati, dopo assunzione di acido acetilsalicilico o di altri farmaci antinfiammatori, accessi asmatici, orticaria, riniti acute. In rari casi possono verificarsi anche reazioni allergiche, comprese reazioni anafilattiche/anafilattoidi senza una precedente esposizione al diclofenac. Le reazioni di ipersensibilità possono anche evolvere in sindrome di Kounis, una grave reazione allergica che può provocare un infarto miocardico. I sintomi di tali reazioni possono includere dolore toracico che si manifesta in associazione a una reazione allergica a diclofenac. Dicloreum può mascherare i segni e i sintomi di infezioni a causa delle sue proprietà farmacodinamiche.
Il prodotto non deve essere usato in corso di terapia diuretica intensiva, in caso di alterazioni dell'emopoiesi, insufficienza cardiaca congestizia conclamata (classe II-IV dell'NYHA), cardiopatia ischemica, arteriopatia periferica e/o vasculopatia cerebrale.
Evitare l'uso di diclofenac in concomitanza con altri FANS sistemici, inclusi gli inibitori selettivi della cicloossigenasi-2, a causa dei potenziali effetti indesiderati additivi.
Nel trattamento dei pazienti sottopeso si raccomanda di somministrare il più basso dosaggio efficace.
Le prostaglandine giocano un ruolo importante nel mantenimento del flusso ematico renale, pertanto è richiesta cautela o escludere dall’uso di Dicloreum i pazienti con ipoperfusione renale, insufficienza renale, fenomeni tromboembolici, in trattamento con diuretici o reduci da interventi chirurgici maggiori.
Le compresse contengono lattosio, pertanto i pazienti affetti da rari problemi ereditari di intolleranza al galattosio, da deficit totale di lattasi o da malassorbimento di glucosio-galattosio, non devono
assumere questo medicinale.
Il granulato per soluzione orale contiene:
I cerotti medicati contengono:
Durante il trattamento con tutti i FANS, incluso diclofenac, sono state riportate e possono comparire, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali. Esse hanno in genere conseguenze più gravi negli anziani. Se in pazienti in terapia con diclofenac compaiono sanguinamento gastrointestinale o ulcerazione, il medicinale deve essere interrotto.
Come con tutti i FANS, incluso diclofenac, è obbligatoria una stretta sorveglianza medica e particolare cautela deve essere usata nel prescrivere diclofenac a pazienti con sintomi indicativi di disordini gastrointestinali o con una storia indicativa di ulcerazioni gastriche o intestinali, sanguinamento o perforazione.
Il rischio di sanguinamento GI è più alto con dosi aumentate di FANS e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o perforazione. Gli anziani hanno una frequenza maggiore di reazioni avverse soprattutto sanguinamento gastrointestinale e perforazione che possono essere fatali.
Per ridurre il rischio di tossicità GI in pazienti con una storia di ulcera, in particolare se complicata da emorragia o perforazione, e negli anziani, il trattamento deve essere iniziato e mantenuto con la più bassa dose efficace.
L'uso concomitante di agenti protettori (misoprostolo o inibitori di pompa protonica) deve essere considerato per questi pazienti e anche per pazienti che assumono basse dosi di acido acetilsalicilico ASA/aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali.
Pazienti con storia di tossicità GI, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi sintomo addominale inusuale (soprattutto emorragia GI) in particolare nelle fasi iniziali del trattamento. È raccomandata cautela in pazienti che assumono medicinali concomitanti che potrebbero aumentare il rischio di ulcerazione o sanguinamento, come corticosteroidi sistemici, anticoagulanti come warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l'aspirina.
Anche in pazienti con colite ulcerosa o morbo di Crohn deve essere esercitata una stretta sorveglianza e cautela, poiché tali condizioni possono essere esacerbate.
I FANS, compreso diclofenac, possono essere associati a un aumento del rischio di perdite da anastomosi gastrointestinali. Si raccomanda una stretta sorveglianza medica e cautela quando si utilizza diclofenac a seguito di un intervento chirurgico gastrointestinale.
In seguito alla somministrazione di diclofenac in soluzione per via intramuscolare, sono state segnalate reazioni nel sito di iniezione, tra cui necrosi del sito di iniezione ed embolia medicamentosa della cute, nota anche come sindrome di Nicolau (in particolare dopo somministrazione sottocutanea accidentale). È necessario selezionare l’ago più adeguato e applicare una corretta tecnica di iniezione durante la somministrazione intramuscolare.
Come con altri FANS, incluso diclofenac, possono aumentare i valori di uno o più enzimi epatici. In caso di prescrizione di diclofenac a pazienti affetti da insufficienza epatica è necessaria stretta sorveglianza medica, in quanto la condizione può essere esacerbata.
Durante trattamenti prolungati con diclofenac sono indicati come misura precauzionale regolari controlli della funzionalità epatica. Se i parametri di funzionalità epatica risultano persistentemente alterati o peggiorati, se si sviluppano segni clinici o sintomi consistenti di epatopatia, o se si verificano altre manifestazioni (per es. eosinofilia, rash), il trattamento con diclofenac deve essere interrotto. Un’epatite con l’uso di diclofenac può verificarsi senza sintomi prodromici.
Particolare cautela deve essere posta nell’uso di diclofenac nei pazienti con porfiria epatica, in quanto potrebbe scatenare un attacco.
Poiché in associazione alla terapia con FANS, incluso diclofenac, sono stati riportati ritenzione di fluidi ed edema, è richiesta particolare cautela in caso di insufficienza cardiaca o renale, storia di ipertensione, negli anziani, nei pazienti in trattamento concomitante con diuretici o con medicinali che possano influire significativamente sulla funzionalità renale e in quei pazienti con una sostanziale deplezione del volume extracellulare dovuta a qualsiasi causa (per es. prima o dopo interventi chirurgici maggiori).
In tali casi, quando si somministra diclofenac si raccomanda per precauzione il monitoraggio della funzionalità renale. L’interruzione della terapia è normalmente seguita da un ritorno alle condizioni precedenti al trattamento.
Gravi reazioni cutanee, alcune delle quali fatali, incluse dermatite esfoliativa, sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica, sono state riportate molto raramente in associazione con l’uso dei FANS. L’insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. Dicloreum deve essere interrotto alla prima comparsa di rash cutaneo, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.
Un adeguato monitoraggio ed opportune istruzioni sono necessarie nei pazienti con storia di ipertensione e/o insufficienza cardiaca congestizia (classe NYHA I) poiché in associazione al trattamento con FANS sono stati riscontrati ritenzione di liquidi ed edema.
L’uso di diclofenac, specialmente ad alte dosi (150 mg/die) ed in trattamenti a lungo termine, può essere associato ad un modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (p. es. infarto del miocardio o ictus).
I pazienti con insufficienza cardiaca congestizia (classe NYHA I), cardiopatia ischemica accertata, significativi fattori di rischio di eventi cardiovascolari (ad es., ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo), malattia arteriosa periferica e/o malattia cerebrovascolare devono essere trattati con diclofenac soltanto dopo attenta valutazione.
Dato che i rischi cardiovascolari del diclofenac possono aumentare con la dose e la durata dell'esposizione, si devono usare la minima durata possibile e la minima dose giornaliera efficace. La risposta alla terapia e il miglioramento dei sintomi devono essere rivalutati periodicamente.
Durante trattamenti prolungati con diclofenac, come con altri FANS, è indicato un controllo della crasi ematica. Come altri FANS, diclofenac può inibire temporaneamente l’aggregazione piastrinica. Pazienti con difetti di emostasi devono essere attentamente monitorati.
In pazienti con asma, rinite allergica stagionale, rigonfiamento della mucosa nasale (p. es. polipi nasali), malattie polmonari ostruttive croniche o infezioni croniche del tratto respiratorio (specialmente se collegate a sintomi simili alla rinite allergica), sono più frequenti che in altri pazienti reazioni ai FANS quali esacerbazioni dell’asma (cosiddetta intolleranza agli analgesici/asma da analgesici), edema di Quincke o orticaria. Si raccomanda pertanto speciale precauzione in tali pazienti. Questo vale anche per i pazienti allergici ad altre sostanze, per es. con reazioni cutanee, prurito o orticaria.
Per l’interazione con il metabolismo dell’acido arachidonico, il diclofenac può determinare crisi di broncospasmo ed eventualmente shock ed altri fenomeni allergici in pazienti asmatici e soggetti predisposti.
IMPORTANTE: è possibile che, quando due o più farmaci vengono assunti in associazione, uno o più di questi farmaci interferiscano tra di loro causando effetti collaterali anche gravi. Questi sono eventi relativamente rari e non si verificano in tutti i pazienti. Inoltre, l’intensità e la gravità dell’interazione dipendono da diversi fattori: dosaggio utilizzato, durata del trattamento, contemporaneità della somministrazione, dieta e/o corredo genetico del paziente. Chiedere sempre consiglio al proprio medico o al farmacista quando si inizia un trattamento farmacologico.
Come tutti i farmaci, questo medicinale può causare effetti indesiderati, sebbene non tutte le persone li manifestino. Se si manifesta uno di questi disturbi, interrompere l’assunzione e informare immediatamente il proprio medico.
Alcuni degli effetti indesiderati dopo l’assunzione di Dicloreum potrebbero anche essere gravi.
È consigliabile interrompere l’assunzione di Dicloreum e informare immediatamente il medico se vengono notati:
Altri effetti indesiderati che sono stato segnalati comunemente sono: mal di testa, capogiri, vertigini, nausea, vomito, diarrea, emissione di gas (flatulenza), problemi nella digestione (dispepsia), dolore addominale, mancanza o riduzione dell’appetito (anoressia), valori anormali nelle analisi del sangue (aumento di alcuni enzimi del fegato: transaminasi), eruzione cutanea.
Più raramente sono stati segnalate: reazioni allergiche, reazioni allergiche gravi (anafilassi) incluso ipotensione e shock, sonnolenza, asma, difficoltà a respirare (dispnea), infiammazione dello stomaco (gastrite), sanguinamenti dello stomaco o dell’intestino, vomito con sangue, ulcera dello stomaco o dell’intestino con o senza sanguinamento e perforazione, diarrea accompagnata da sanguinamento, sangue nelle feci, infiammazione del fegato (epatite), colorazione gialla della pelle, delle mucose e dell’occhio (ittero), disturbi del fegato, orticaria, edema (gonfiore da accumulo di liquidi).
I pazienti che manifestano disturbi della visione, capogiri, vertigini, sonnolenza o altri disturbi del sistema nervoso centrale con l’uso di diclofenac, dovrebbero astenersi dal guidare un veicolo o dall’utilizzare macchinari.
Se si manifesta un qualsiasi effetto indesiderato, compresi quelli non elencati in questo articolo, rivolgersi al proprio medico o al farmacista.
La segnalazione delle reazioni avverse sospette, che si verificano dopo l’autorizzazione all’immissione in commercio di un farmaco, è importante in quanto permette un monitoraggio continuo del rapporto beneficio/rischio dello stesso. Agli operatori sanitari e ai pazienti è richiesto di segnalare qualsiasi reazione avversa sospetta tramite il sistema nazionale di segnalazione all’indirizzo https://www.aifa.gov.it/content/segnalazioni-reazioni-avverse. Segnalando gli effetti indesiderati si può contribuire a fornire maggiori informazioni sulla sicurezza dei farmaci.
Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il diclofenac non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari e sotto consiglio del medico. L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo sviluppo embrio/fetale. Potrebbe esserci quindi un aumentato rischio di aborto e di malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Dalla 20a settimana di gravidanza in poi, l'utilizzo di diclofenac potrebbe causare oligoidramnios (riduzione dei livelli del liquido amniotico) derivante da disfunzione renale fetale. Questa condizione potrebbe essere riscontrata poco dopo l’inizio del trattamento ed è in genere reversibile con l'interruzione del trattamento. Inoltre, sono stati riportati casi di costrizione del dotto arterioso a seguito del trattamento durante il secondo trimestre di gravidanza, per la maggior parte risolti dopo la sospensione del trattamento. Se il diclofenac è usato da una donna in attesa di concepimento, o durante il primo e secondo trimestre di gravidanza, la dose e la durata del trattamento devono essere mantenute le più basse possibili. In seguito all’esposizione a diclofenac per diversi giorni dalla 20a settimana di gestazione in poi, dovrebbe essere considerato un monitoraggio antenatale per l’oligoidramnios e per la costrizione del dotto arterioso. In caso di oligoidramnios o costrizione del dotto arterioso, il trattamento con diclofenac deve essere interrotto.
Diclofenac è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza. Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono esporre:
Come altri FANS, il diclofenac passa nel latte materno in piccole quantità, si raccomanda pertanto di non somministrare Dicloreum durante l’allattamento per evitare effetti indesiderati nel lattante.
Come per altri FANS, l’uso di Dicloreum può alterare la fertilità femminile e non è raccomandato in donne che desiderino concepire. Deve essere considerata la sospensione di diclofenac in donne che abbiano difficoltà di concepimento o che siano sottoposte ad accertamenti sull’infertilità.
Conservare tutti i medicinali al di fuori della vista e della portata dei bambini.
Le diverse forme farmaceutiche di Dicloreum hanno una validità di 3 anni e devono essere conservate ad una temperatura inferiore ai 30°C. Il periodo di validità si riferisce sempre al prodotto correttamente conservato all’interno del suo confezionamento integro.
Le compresse, i cerotti medicati, le bustine non necessitano di particolari precauzioni per la loro conservazione.
La crema è dispensata da un contenitore sotto pressione che contiene un gas infiammabile che potrebbe esplodere se riscaldato. Pertanto non deve essere perforato, va protetto dai raggi solari e non deve essere esposto a temperature superiori ai 50°C, a fiamme o scintille neanche dopo l’uso.
Il gel deve essere utilizzato entro 12 mesi dall’apertura del tubo.
Per evitare danni all’ambiente, non gettare alcun medicinale nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chiedere sempre al farmacista come eliminare i medicinali che non si utilizzano più.
Dicloreum ha una azione antidolorifica e antinfiammatoria, e quindi è indicato per il trattamento di malattie reumatiche a localizzazione articolare (come artrite reumatoide, osteoartrosi), quelle a localizzazione extra-articolare (periartriti, borsiti, tendiniti, miositi, lombosciatalgie), flogosi ed edemi di origine post-traumatica.
Le modalità di assunzione di Dicloreum variano e dipendono dalla forma farmaceutica prescritta. Le compresse vanno deglutite intere con un po' di liquido, e non devono essere frazionate o masticate. Questo perché sono rivestite da uno speciale rivestimento che le rende resistenti all’ambiente acido dello stomaco e rallenta l’assorbimento del farmaco. La rottura della compressa andrebbe a modificare l’assorbimento dello stesso. Il gel, la schiuma cutanea e i cerotti vanno spalmati in piccole quantità o applicati sulla pelle intatta e senza lesioni. Il granulato va sciolto in poca acqua, mentre la soluzione per iniezione va somministrata per via intramuscolare.
Durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza, il diclofenac non deve essere somministrato se non in casi strettamente necessari e sotto consiglio del medico. Diclofenac è controindicato durante il terzo trimestre di gravidanza.
La somministrazione di Dicloreum può causare la comparsa di lievi crampi e dolorabilità addominali che si manifestano poco dopo l’inizio del trattamento, seguiti da sanguinamento rettale o diarrea sanguinolenta solitamente entro 24 ore dalla comparsa del dolore addominale; dolore toracico, che può essere segno di una reazione allergica potenzialmente grave denominata sindrome di Kounis. Altri effetti indesiderati che sono stato segnalati comunemente sono: mal di testa, capogiri, vertigini, nausea, vomito, diarrea, emissione di gas (flatulenza), problemi nella digestione (dispepsia), dolore addominale, mancanza o riduzione dell’appetito (anoressia), valori anormali nelle analisi del sangue (aumento di alcuni enzimi del fegato: transaminasi), eruzione cutanea.
Dicloreum deve essere assunto per brevi periodi di tempo. Se i sintomi non scompaiono entro 3 giorni, consultare il proprio medico.
La velocità di comparsa dell’effetto dipende dalla forma farmaceutica somministrata: il picco di concentrazione massima nel sangue viene raggiunto entro 90 minuti con le forme per via orale e 6 ore con le forme ritardo.
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