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Che cos’è il tumore al rene
Il tumore ai reni è uno dei più diffusi attualmente, ma anche fra quelli con la prognosi migliore. Si stima che il rischio di sviluppare un tumore del rene sia pari a 1 su 40 negli uomini e a 1 su 91 nelle donne (dato AIRC), ma se viene individuato in una fase non avanzata la sopravvivenza a 5 anni è superiore al 90%. Nel 2% dei casi il tumore è bilaterale, cioè si manifesta in entrambi i reni.
Dal punto di vista istologico si distingue fra:
- Tumore del rene a cellule chiare (Adenocarcinoma a cellule chiare, detto anche ipernefroma maligno o tumore di Grawitz maligno). È la forma più diffusa di tumore del rene e origina dalle cellule della mucosa dei tubuli renali. Le metastasi tendono ad essere in rapporto alle dimensioni del tumore: meno del 10% dei pazienti con neoformazioni di diametro inferiore a 5 cm. manifesta metastasi a differenza dell’80% di quelli con tumori del diametro superiore a 10 cm;
- Carcinoma cromofobo delle cellule renali. È un sottotipo raro di carcinoma delle cellule renali, che origina dalle cellule intercalate dei dotti collettori;
- Carcinoma papillare ereditario delle cellule renali (CCRPE, tipo I e II). Costituisce circa il 15% dei tumori renali. Trattandosi di una malattia genetica ereditaria, a fronte di un parente che ne ha sofferto, l’identificazione di soggetti ad alto rischio consente di iniziare un’adeguata sorveglianza, che significa una diagnosi precoce e un netto miglioramento della prognosi;
- Sarcomi che originano in tessuti al di fuori del rene (liposarcomi, leiomiosarcomi, rabdomiosarcomi, angiosarcomi, fibrosarcomi). Il sarcoma a cellule chiare del rene è un tumore renale raro, primitivo e genetico, caratterizzato dalla presenza di una massa monolaterale, monocentrica, morfologicamente differenziata, che origina dalla midollare renale e tende a invadere i vasi. Presenta gli stessi possibili sintomi dell’adenocarcinoma: sangue nelle urine, una massa palpabile e dolore addominale localizzato. Può presentare metastasi ai linfonodi, alle ossa, ai polmoni, allo spazio retroperitoneale, al cervello e al fegato;
- Tumori benigni, fra cui troviamo neoformazioni di natura epiteliale (Cisti e Adenomi) e neoformazioni di natura connettivale (Fibromi, Fibroangiomi). Sebbene benigni, alcuni tumori come gli adenomi renali vanno trattati come fossero carcinomi, perché hanno una possibile degenerazione in senso maligno.
Anche i tumori renali si classificano per stadio di gravità:
- Stadio I: il tumore è limitato al rene con diametro massimo di 7 cm;
- Stadio II: il tumore è confinato al rene, ma con diametro > 7 cm;
- Stadio III: un tumore di qualsiasi dimensione che ha metastasi linfonodali o cheinfiltri il grasso perirenale o si estenda all’interno delle vene renali;
- Stadio IV: il cancro si è diffuso agli organi vicini (surrene), ha oltrepassato il grasso intorno all'organo oppure ha dato metastasi a distanza (ai polmoni, al cervello).
Se non individuato precocemente, questo tumore può portare a
metastasi, tramite vasi linfatici regionali o i vasi sanguigni, prevalentemente nei linfonodi e nel polmone, nel fegato e nelle ossa, nel surrene, nel cervello, e in misura minore nell'altro rene.
Cause e fattori di rischio del tumore renale (il fumo)
Forse non tutti sanno che il
fumo di sigaretta è un fattore di rischio associato alla maggiore probabilità di ammalarsi di tumore renale, sia in termini di numero di sigarette fumate ogni giorno che di numero di anni di esposizione.
Un altro fattore di rischio è l'esposizione prolungata a
sostanze cancerogene come l'
amianto, il
cadmio, la
fenacetina e il
torotrasto.
Anche l'
obesità e l'
ipertensione arteriosa, oltre all’
abuso di alcol, sono considerati fattori di rischio per il cancro al rene e al momento l’unica forma di
prevenzione che possiamo mettere in campo per proteggerci dall’evenienza di questa malattia (nelle forme non ereditarie) è seguire una
dieta sana, facendo attenzione a
pressione e
indice di massa corporea.

Sintomi del tumore del rene
Il tumore del rene, così come accade per altre sedi come il
fegato, nelle sue fasi iniziali non dà alcuna sintomatologia specifica. Può impiegare anche decenni per manifestarsi con i primi
sintomi. Normalmente il tumore si diagnostica per la presenza di una massa palpabile nell’addome, a cui si accompagnano solo in una parte dei casi
sangue nelle urine (ematuria) e/o
dolore a livello lombare. Ma a fronte di questi sintomi la malattia è già presente da un po’ di tempo.
Circa il 70-75% dei pazienti con
adenocarcinoma presenta
sintomi urologici: il 65% sangue nelle urine, il 40% dolore al fianco, il 32% massa palpabile. È bene precisare che l’ematuria può durare
per una sola minzione, ma anche continua per giorni, oppure non ripresentarsi affatto.
Altri segnali, però molto generici, sono la
perdita di peso, grande
stanchezza, febbricola,
anemia, ipertensione e ipercalcemia.
Talvolta negli uomini si pensa a tumore al rene in presenza di
varicocele, una dilatazione delle vene del testicolo e dello scroto, dovuta alla chiusura per presenza di un coagulo di sangue della vena spermatica.
Le
analisi del sangue non sono particolarmente rivelatrici. Non esistono infatti
marcatori tumorali utilizzabili nella diagnosi del carcinoma renale. Solo nelle forme più progredite di malattia, le analisi del sangue possono mostrare valori alterati come anemia o
eritrocitosi, diminuzione dell’albumina, aumento delle piastrine, della VES e della proteina C reattiva, ma
non sono valori predittivi per la malattia, tantomeno per suggerire la presenza o meno del tumore.
Il tumore del rene nei bambini
Nei bambini il cancro al rene più frequente è il
nefroblastoma o tumore di Wilms, un tumore maligno di origine embrionaria che si presenta improvvisamente con mal di pancia, febbre, perdita di peso, stanchezza. Si ritiene al momento che l’insorgenza del tumore coinvolga alcuni
fattori genetici, in particolare il gene WT1 (posizionato sul cromosoma 11), un oncosoppressore che, se mutato in entrambi gli alleli, origina la malattia oncologica.
Come per gli adulti, il trattamento prevede la
chirurgia (
asportazione di tutto il rene) e dei
linfonodi vicini, anticipata e seguita da chemioterapia e radioterapia, ma la buona notizia è che la prognosi è molto buona. Oltre il 90% dei piccoli pazienti guarisce e anche se il
tumore di Wilms può ripresentarsi solitamente
entro 2 anni dalla prima diagnosi, le possibilità di una seconda guarigione sono buone.

Come si cura il tumore renale
I
risultati terapeutici dipendono dallo
stadio del tumore, e quando è ben localizzato, prima cioè che si formino metastasi, l’asportazione del rene è la strategia più efficace. Per i tumori di piccole dimensioni si propone anche un intervento di resezione parziale (nefrectomia parziale), reso possibile grazie alle nuove tecniche robotiche e di laparascopia.
In meno dell’1% dei pazienti, l’asportazione del rene provoca la remissione del tumore in qualsiasi parte dell’organismo, ma questa percentuale è troppo bassa per essere considerata un motivo sufficiente per asportare il rene affetto a tutti i pazienti in caso di metastasi.
Oltre a radio e chemioterapia, negli ultimi anni l’
immunoterapia (in particolare gli inibitori di checkpoint) ha portato dei risultati interessanti per combattere il cancro al rene. L’approccio immunoterapico nel caso del cancro consiste nel modificare alcune funzioni del nostro
sistema immunitario affinché esso stesso
riconosca e sconfigga le cellule tumorali, mantenendo quelle sane, a differenza dei farmaci chemioterapici che si abbattono su tutte le cellule, uccidendo sia quelle malate che quelle sane.
Negli anni sono stati inoltre sviluppati
farmaci biologici in grado di inibire
recettori molecolari responsabili della proliferazione delle cellule tumorali, perché colpiscono in modo selettivo le cellule tumorali preservando quelle sane, riducendo così la tossicità per il paziente. I farmaci biologici sono quei medicinali che contengono
uno o più principi attivi prodotti o estratti da un sistema biologico (ormoni, enzimi, emoderivati, sieri e vaccini, immunoglobuline, allergeni, anticorpi monoclonali).
La ricerca scientifica è molto attiva e si stanno sperimentando nuovi farmaci e strategie, tra cui i vaccini antitumorali.
Nel
tumore renale metastatico non si procede più con la
chemioterapia come prima istanza. Si preferiscono farmaci biologici, in particolare l'anticorpo monoclonale anti-VEGF, che aiutano a bloccare l'
angiogenesi, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni che nutrono il tumore.
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Domande e risposte
Quando ti fa male il rene destro?
Il tumore del rene, così come accade per altre sedi come il fegato, nelle sue fasi iniziali non dà alcuna sintomatologia specifica. Può impiegare anche decenni per manifestarsi con i primi sintomi. Normalmente il tumore si diagnostica per la presenza di una massa palpabile nell’addome, a cui si accompagnano solo in una parte dei casi sangue nelle urine (ematuria) e/o dolore a livello lombare. Circa il 70-75% dei pazienti con adenocarcinoma presenta sintomi urologici: il 65% sangue nelle urine, il 40% dolore al fianco, il 32%mass palpabile. È bene precisare che l’ematuria può durare per una sola minzione, ma anche continua per giorni, oppure non ripresentarsi affatto. Altri segnali, però molto generici, sono la perdita di peso, grande stanchezza, febbricola, anemia, ipertensione e ipercalcemia.
Dove metastatizza il tumore al rene?
Se non individuato precocemente, questo tumore può portare a metastasi, tramite vasi linfatici regionali o i vasi sanguigni, prevalentemente nei linfonodi e nel polmone, nel fegato e nelle ossa, nel surrene, nel cervello, e in misura minore nell'altro rene.
Come si manifesta il tumore al rene?
Il tumore del rene, così come accade per altre sedi come il fegato, nelle sue fasi iniziali non dà alcuna sintomatologia specifica. Può impiegare anche decenni per manifestarsi con i primi sintomi. Normalmente il tumore si diagnostica per la presenza di una massa palpabile nell’addome, a cui si accompagnano solo in una parte dei casi sangue nelle urine (ematuria) e/o dolore a livello lombare.
Quali sono le dimensioni del rene?
Ogni rene misura circa 13 cm di lunghezza, 8 cm di larghezza e 3 cm antero-posteriormente, anche se il rene sinistro è tendenzialmente più lungo del destro di 1-1,5 cm.
Quali sono i tumori benigni del rene?
Fra i tumori benigni del rene troviamo neoformazioni di natura epiteliale (Cisti e Adenomi ) e neoformazioni di natura connettivale ( Fibromi, Fibroangiomi). Sebbene benigni, alcuni tumori come gli adenomi renali vanno trattati come fossero carcinomi, perché hanno una possibile degenerazione in senso maligno.
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