Tumore del polmone: epidemiologia e cura. Dove è meglio curarsi? Dati PNE

Tumore del polmone: epidemiologia e cura. Dove è meglio curarsi? Dati PNE

Indice

Domande e risposte

Micuro ti aiuta a trovare le strutture migliori per Tumore al Polmone

Di seguito i dati sulle migliori strutture ospedaliere per tumore maligno al polmone. La valutazione di queste strutture si basa sui dati del Programma Nazionale Esiti (dati del 2023, riferiti al 2022), resi pubblici per conto del Ministero della Salute. Micuro analizza e sintetizza questi dati per stilare classifiche che ti aiuteranno a individuare la struttura più adatta alle tue esigenze

Come ha spiegato la Prof.ssa Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e responsabile del Comitato Scientifico di Micuro: “È stato dimostrato in letteratura che all’aumentare del numero di casi di tumore al polmone trattati da una struttura sanitaria aumenta la sopravvivenza dopo l’intervento chirurgico. Perciò, è importante scegliere le strutture che raggiungono le soglie minime fissate dal Programma Nazionale Esiti (n.85 interventi/anno) al di sotto delle quali il rischio di esiti negativi aumenta notevolmente. Oltre al numero totale di interventi eseguiti in un anno è fondamentale considerare anche la percentuale di sopravvivenza a 30 giorni dall’intervento che dovrebbe essere superiore al 99,5%.


Classifica nazionale: le 5 strutture che nel 2022 in Italia hanno effettuato un maggior numero di interventi chirurgici per tumore maligno al polmone

  1. Azienda Ospedaliera Sant'Andrea di Roma (n° interventi: 572, sopravvivenza: 98,39%)
     
  2. IEO - Istituto Europeo di Oncologia di Milano (n° interventi: 538, sopravvivenza: 99,41%)
     
  3. Azienda Ospedaliero Universitaria Careggi di Firenze  (n° interventi: 462, sopravvivenza: 98,95%)
     
  4. Humanitas Research Hospital di Rozzano (MI) (n° interventi: 426, sopravvivenza: 99,01%)
     
  5. Policlinico Universitario A.Gemelli di Roma (n° interventi: 401, sopravvivenza: 99,85%)


Cerca per tumore al polmone:

Introduzione sul tumore del polmone

Il tumore del polmone, in base ai dati diffusi da AIOM-AIRTUM “I numeri del cancro in Italia 2023“, rappresenta la seconda neoplasia più frequentemente diagnosticata negli uomini (15%) e la terza nelle donne (6%). Nel 2023 si stimano circa 44mila nuove diagnosi (30mila negli uomini e 14mila nelle donne). Quanto ai decessi, nel 2022 se ne sono registrati oltre 35mila

Negli ultimi anni due importanti innovazioni terapeutiche hanno rivoluzionato il trattamento dei pazienti affetti da tumore polmonare. Grazie allo sviluppo di farmaci di nuova generazione a bersaglio molecolare e all’introduzione dell’immunoterapia si registrano miglioramenti sia per quanto riguarda la sopravvivenza – che per anni è stata ferma a pochi mesi e che ora in un numero crescente di casi si riesce a prolungare anche per alcuni anni - sia per ciò che concerne la qualità di vita. 
 

Classificazione del tumore del polmone

Le neoplasie che interessano i polmoni sono classificate in due gruppi principali: 
  1. Tumori polmonari a piccole cellule;
  2. Tumori polmonari non a piccole cellule (che sono la maggior parte). 
I tumori polmonari non a piccole cellule (o microcitoma) sono classificati a loro volta in:
  • Adenocarcinoma;
  • Carcinoma squamocellulare;
  • Carcinoma a grandi cellule;
  • Ed altre tipologie meno frequenti.

Tumore del polmone: fattori di rischio

Il fumo di sigaretta è il principale responsabile dei casi di tumore del polmone. Tra gli altri fattori di rischio vanno annoverati i carcinogeni ambientali, l’inquinamento atmosferico, i fumi domestici e cancerogeni chimici (quali amianto, radon e metalli pesanti). Nonostante gli importanti progressi registrati negli ultimi anni in questo campo – ricorda l'AIOM - la strada da fare è ancora molto lunga e impegnativa e la prevenzione (a cominciare dal controllo dei fattori di rischio) rimane l’arma più importante. 

Immagine che rappresenta una radiografia per un polmone

Importanza della diagnosi precoce

Ad oggi, solo una percentuale limitata dei casi di tumore del polmone non a piccole cellule viene diagnosticata in stadio iniziale o in stadio localmente avanzato, quando sono maggiori le possibilità di trattamento con intento curativo. L'asintomaticità iniziale della malattia, ne rende infatti difficile l'individuazione precoce

Un'arma importante per arrivare a una diagnosi tempestiva è lo screening, uno strumento che – scrive l'AIOM - ha dimostrato una riduzione della mortalità tumore-specifica e un significativo incremento delle chance di diagnosi in stadio iniziale. Sebbene in Italia non sia offerto dal SSN, esiste una raccomandazione nelle linee guida AIOM 2021 per i soggetti ad alto rischio (forti fumatori): per i soggetti fumatori o ex-fumatori che hanno fumato almeno 15 sigarette al giorno per più di 25 anni o almeno 10 sigarette al giorno per più di 30 anni o che hanno smesso di fumare da meno di 10 anni dovrebbe essere preso in considerazione come opzione di prima scelta uno screening annuale mediante TC del torace

Oltre alla TC del torace, possono essere considerati per ulteriori approfondimenti esami quali la PET e la biopsia associata all'esame istologico (fondamentale per arrivare a una diagnosi certa). Può essere inoltre prescritta una broncoscopia, utile anche a prelevare frammenti di tessuto senza ricorrere all'intervento chirurgico. Mediante l'analisi dei tessuti prelevati è oggi possibile determinare la presenza di particolari molecole sulle cellule tumorali che possano rappresentare i bersagli per i cosiddetti “farmaci mirati”.

Come si cura il tumore del polmone

L'approccio terapeutico viene definito principalmente in base allo stadio (cioè le dimensioni del tumore, l'eventuale coinvolgimento dei linfonodi intratoracici o la presenza di metastasi in altri organi), all’istologia (cioè la classificazione) e alle caratteristiche biologiche della malattia: lo sviluppo della cosiddetta medicina di precisione è stata resa possibile, infatti, dall’identificazione di alterazioni (mutazioni o traslocazioni) in alcuni geni e dalla messa a punto di molecole specifiche.

Nel tumore non a piccole cellule la terapia di scelta più comune, a meno che non siano già presenti metastasi a distanza, è la chirurgia (prima dell'intervento va valutata però la funzionalità polmonare per scongiurare problemi respiratori). 
Nell'eventualità non sia possibile procedere in questo modo (a causa ad esempio delle caratteristiche del tumore o dello stato di salute del paziente), è possibile ricorrere alla radioterapia (da sola o in combinazione con la chemioterapia).

Nei pazienti che hanno già subìto un intervento ad alto rischio di recidiva e con malattia in stadio avanzato o che hanno sviluppato metastasi a distanza si ricorre invece alle terapie farmacologiche. Radioterapia e chemioterapia possono essere utilizzate prima dell'intervento chirurgico per ridurre le dimensioni del tumore o dopo l’intervento per eliminare le eventuali cellule tumorali rimaste.

Terapie a bersaglio molecolare

Negli ultimi anni le terapie a bersaglio molecolare hanno conquistato un ruolo importante nel trattamento dei pazienti affetti da tumore polmonare. Si è riusciti a identificare un numero crescente di alterazioni molecolari, molte delle quali aggredibili da farmaci specifici. Alcuni farmaci a bersaglio molecolare - in primis gli anti-EGFR e poi farmaci diretti contro una lista di altre alterazioni molecolari -, scrive l'AIOM, hanno dimostrato di essere superiori alla chemioterapia come trattamento di prima scelta limitatamente ai casi in cui il tumore presenta quelle specifiche alterazioni molecolari. Recentemente, ad esempio, spiega ancora l'AIOM, sono stati ottenuti risultati incoraggianti - anche se non paragonabili all’attività e all’efficacia dimostrata ad esempio dai farmaci anti-EGFR (per pazienti che presentano la mutazione del gene EGFR, un recettore di un fattore di crescita coinvolto nella proliferazione cellulare), e anti-ALK (per pazienti che presentano riarrangiamenti genetici per ALK, una proteina di fusione che stimola la crescita delle cellule) con farmaci diretti contro la mutazione G12C di KRAS, presente in una percentuale non piccola di casi di tumore non a piccole cellule, per cui finora non esistevano farmaci attivi. 

Immunoterapia

Un trattamento che sta rivoluzionando la cura del tumore del polmone è l'immunoterapia. Il meccanismo di funzionamento dei farmaci immunoterapici prevede la stimolazione delle cellule del sistema immunitario, i linfociti che, quando attivi, contrastano le cellule tumorali utilizzando gli stessi meccanismi di difesa usati nei confronti delle infezioni. Un elemento da sottolineare è, al riguardo, lo sviluppo della cosiddetta “memoria immunologica”, che consente il mantenimento della risposta immunitaria contro il tumore nel tempo. 

L’immunoterapia, scrive l'AIOM, inizialmente affermatasi come trattamento efficace nei pazienti che già avevano fallito la chemioterapia, successivamente si è imposta nel trattamento di prima linea della malattia avanzata, sia come alternativa alla chemioterapia, nei casi caratterizzati da espressione elevata del marcatore PD-L1 (proteina di superficie da inattivare in quanto causa dello spegnimento del sistema immunitario), sia in combinazione con la chemioterapia, nei casi caratterizzati da bassa o assente espressione di PD-L1.

Trattamenti locali

Esistono infine alcuni trattamenti locali a cui è possibile fare ricorso in casi specifici. Tra questi, vanno citati: la radioterapia stereotassica, la terapia fotodinamica (che consiste nell'iniezione di un farmaco che, attivato grazie alla luce di un broncoscopio, distrugge le cellule tumorali) l’ablazione con radiofrequenza (che permette di distruggere il tumore con il calore) e la terapia laser.

Trend dei ricoveri per tumore maligno del polmone

In epoca pre-pandemica, si era evidenziato un incremento del volume di interventi chirurgici per tumore maligno del polmone. Nel 2020, anno dello scoppio della pandemia da Covid-19, si è invece registrata una marcata riduzione stimabile in un -11% rispetto all’atteso. Gli anni successivi, in base a quanto riportato dal PNE 2023 di Agenas, si è assistito a una ripresa che però non ha ancora determinato un riallineamento al trend (-10% nel 2021 e -7,4% nel 2022). Nel triennio 2020-2022, la riduzione complessiva al netto del trend, scrivono gli autori del PNE 2023, è stimabile in circa 3.900 ricoveri.
 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Quanto è diffuso il tumore del polmone?

Il tumore del polmone, in base ai dati diffusi da AIOM-AIRTUM “I numeri del cancro in Italia 2023“, rappresenta la seconda neoplasia più frequentemente diagnosticata negli uomini (15%) e la terza nelle donne (6%). Nel 2023 si stimano circa 44mila nuove diagnosi (30mila negli uomini e 14mila nelle donne).

Come si classificano i tumori del polmone?

I tumori del polmone sono classificati in due gruppi principali: i tumori polmonari a piccole cellule, o microcitoma, e i tumori polmonari non a piccole cellule (che sono la maggior parte).

Quali sono i fattori di rischio del tumore del polmone?

Il principale responsabile dei casi di tumore del polmone è il fumo di sigaretta. Tra gli altri fattori di rischio vanno annoverati i carcinogeni ambientali, l’inquinamento atmosferico, i fumi domestici e cancerogeni chimici (quali amianto, radon e metalli pesanti). 

Quali sono i sintomi iniziali del tumore del polmone?

I sintomi iniziali del tumore del polmone sono aspecifici. Questa asintomaticità iniziale rende purtroppo difficile l'individuazione precoce della malattia. 

Le informazioni presenti in Micuro hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

La riproduzione o l’utilizzazione dei contenuti pubblicati su Micuro è strettamente riservata. Il riutilizzo del materiale su riviste, giornali, radiodiffusione o generica messa a disposizione al pubblico viene concesso solo previa esplicita richiesta e autorizzazione obbligatoria.