Aggiornato il 15.01.2025
Di seguito i dati sulle migliori strutture ospedaliere per tumore maligno all’esofago. La valutazione di queste strutture si basa sui dati del Programma Nazionale Esiti (dati del 2024, riferiti al 2023), resi pubblici per conto del Ministero della Salute. Micuro analizza e sintetizza questi dati per stilare classifiche che ti aiuteranno a individuare la struttura più adatta alle tue esigenze.
Come ha spiegato la Prof.ssa Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e responsabile del Comitato Scientifico di Micuro: “Per orientarsi, è importante innanzitutto osservare l'esperienza maturata dalla struttura. L'alto volume di interventi, infatti, secondo quanto dimostra un'ampia letteratura scientifica, ha un impatto positivo sull'efficacia delle cure. Scegliere con cura la struttura medica in cui operarsi per un tumore all’esofago può fare la differenza nella qualità delle cure e nel risultato complessivo del trattamento”.
Classifica nazionale: le 5 strutture che nel 2023 in Italia hanno effettuato un maggior numero di interventi chirurgici per tumore maligno all’esofago
Tra i sintomi iniziali del tumore all'esofago c'è in genere la disfagia, cioè la difficoltà a deglutire. Possono essere presenti, inoltre, dolore nella deglutizione, perdita di peso, vomito di sangue o feci scure o sangue occulto nelle feci, calo o alterazione del tono di voce e tosse persistente.
Non esistono veri e propri screening per il tumore all’esofago che permettano di diagnosticare forme tumorali iniziali nei pazienti asintomatici. Le persone più a rischio di sviluppare il tumore (ad esempio quanti hanno una storia familiare di tumore all'esofago, una diagnosi di esofagite cronica o una displasia all'esofago) possono sottoporsi a indagini diagnostiche specifiche, qualora il medico lo richieda, per arrivare a una diagnosi precoce, associata a maggiori speranze di sopravvivenza a lungo termine.
Oltre alla raccolta di informazioni sulla storia medica personale e familiare del paziente (anamnesi), in presenza di sintomi sospetti possono essere richiesti l'esame fisico e l'endoscopia esofagea (esofagogastroduodenoscopia) con biopsia dei tessuti sospetti e l'esame istologico delle biopsie. A completamento, il medico può richiedere l'ecoendoscopia, la tomografia computerizzata (TC) e la PET.
La chirurgia è una delle principali opzioni di trattamento per il tumore all'esofago. La sua applicazione, però, dipende dalle caratteristiche del tumore, dalla sua stadiazione e dalle condizioni di salute del paziente.La prevenzione di questo tumore consiste nell'adozione di uno stile di vita sano: evitare il consumo di tabacco e alcol, seguire una dieta equilibrata ricca di frutta e verdura, evitare di bere bevande molto calde, mantenere un peso corporeo nella norma e svolgere regolarmente attività fisica. Inoltre, trattare tempestivamente l'infiammazione cronica all'esofago (come l'esofagite da reflusso) e sottoporsi a controlli medici regolari per identificare eventuali segni precoci di malattia.
Tra i sintomi iniziali del tumore all'esofago c'è in genere la disfagia, cioè la difficoltà a deglutire. Possono essere presenti, inoltre, dolore nella deglutizione, perdita di peso, vomito di sangue o feci scure o sangue occulto nelle feci, calo o alterazione del tono di voce e tosse persistente.
I principali fattori di rischio associati a questa patologia sono: abitudine al fumo, eccesso di alcool, obesità e presenza di reflusso gastroesofageo.
In presenza di sintomi sospetti, oltre all'anamnesi (cioè la raccolta di informazioni sulla storia medica personale e familiare del paziente) possono essere utili l'esame fisico e l'endoscopia esofagea (esofagogastroduodenoscopia) con biopsia dei tessuti sospetti e l'esame istologico delle biopsie. A completamento, il medico può richiedere l'ecoendoscopia, la tomografia computerizzata (TC) e la PET.
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