Che differenza c’è fra nevrosi e psicosi? Come riconoscere i sintomi

Che differenza c’è fra nevrosi e psicosi? Come riconoscere i sintomi

Indice

Domande e risposte

La differenza fra psicosi e nevrosi

Sia la psicosi che la nevrosi sono due disturbi mentali che agiscono sulle nostre funzioni cognitive influendo sul nostro modo di percepire la realtà e di reagire ad essa, portando ad comportamenti alterati e spesso socialmente inaccettati. La differenza è che la psicosi è una vera e propria alterazione della percezione della realtà (con allucinazioni e deliri, ad esempio), mentre la nevrosi è un disturbo meno grave. Chi soffre di nevrosi non vive uno “scollamento” rispetto alla realtà, ma una percezione alterata di alcune dinamiche, che portano alla persona grande sofferenza.

 
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Che cosa è un episodio psicotico

La psicosi è un disturbo psichiatrico che provoca alterazioni nella percezione o nell'interpretazione della realtà. Chi ne soffre vive un’alterazione della memoria, delle funzioni cognitive (per esempio con allucinazioni), del modo di ragionare, che portano ad alterazioni del comportamento. Una delle manifestazioni delle persone con psicosi sono i deliri, cioè la convinzione netta da parte della persona, sebbene senza alcun fondamento. Una persona con psicosi non si rende conto di essere convinto di qualcosa che non è accaduto, o che non è possibile accada, e si approccia alla questione in maniera tanto rigida da non permettere che questa convinzione venga messa in discussione. Quando avvengono questi momenti si parla di episodio psicotico.

immagine che rappresenta una donna psicotica che soffre di allucinazioni durante la notte

Che cosa si intende per nevrosi

Chi soffre di nevrosi invece non ha uno “scollamento” rispetto alla realtà, ma una percezione alterata di alcune dinamiche, che portano alla persona grande sofferenza. Si tratta sì di un disturbo psichico ma che si manifesta come eccessiva preoccupazione per se stessi, insoddisfazione per la propria vita, inadeguatezza rispetto a situazioni e persone, sfociando in forte ansia o rabbia. La persona con nevrosi si sente “traballante” rispetto alla vita: c’è chi manifesta questa condizione con eccessiva paura di essere malato o di morire, chi di non essere all’altezza delle situazioni personali o lavorative, chi con l’ansia di non avere in mano il timone della propria vita. Probabilmente molti lettori a questo punto staranno pensando che queste sensazioni sono comuni nella vita, e che loro stessi le vivono o le hanno vissute almeno qualche volta. Si parla di nevrosi, quindi si diagnostica una nevrosi, quando queste sensazioni sono tali da accompagnarsi a comportamenti disturbati, soprattutto a livello di socialità, che finiscono per aggravare la cattiva percezione di sé e del proprio posto nel mondo.

Come capire se una persona con cui sto parlando soffre di nevrosi o psicosi?

Ci piacerebbe riuscire a capire “che cosa ci sia dietro” quando una persona  davanti a noi manifesta quelle che identifichiamo come stranezze comportamentali, individuare quale sia il suo disturbo. Solo un professionista competente può fare una diagnosi, che si basa su una serie di domande rivolte a questa persona, di test, e di osservazione dei suoi comportamenti. Una prima cosa che è importante evitare quando si parla di salute mentale  è apporre facili etichette, il più delle volte approssimative e frutto di opinioni e non di diagnosi. In questo senso, i termini “psicosi” e “nevrosi” vengono spesso abusati nel parlare comune. Vi sono dei comportamenti che possono rimandare a nevrosi e psicosi, ma questo non significa che la persona davanti a noi che manifesta un disagio soffra di una di queste condizioni.

Come riconoscere psicosi e nevrosi? I sintomi

La psicosi si manifesta in ciascuna persona in maniera personale, e quindi generalizzare è difficile, ma si identificano quattro sintomi associati all'episodio psicotico:
  • Allucinazioni, cioè vedere colori, forme o persone che non si sono, sentire suoni o voci, gusti o odori, percezioni tattili anche senza aver ricevuto stimoli.
  • Delirio: convinzione rigida di qualcosa che però per esempio non è mai accaduto o non può accadere. I classici deliri sono il delirio di persecuzione, cioè la convinzione che qualcuno stia tramando per farci del male, il delirio di grandezza, cioè la ferma convinzione di avere dei poteri speciali, anche magici.
  • Pensieri confusi e disturbati, che si notano perché la persona tende a parlare in modo rapido e continuo senza fermarsi, a passare da un argomento ad un altro in modo apparentemente illogico, e fermarsi improvvisamente mentre parla o fa qualcosa.
  • Mancanza della consapevolezza di essere soffrire di un disturbo (si parla di “mancanza di insight”).

I sintomi delle nevrosi sono diversi:
  • Ossessioni (si parla di nevrosi ossessiva): quando la nevrosi si traduce in un disturbo ossessivo compulsivo che altera la percezione delle cose sfociando in comportamenti appunto ossessivi che vengono subito notati socialmente, alimentando lo stato di disagio della persona che li vive.
  • Fortissima stanchezza (nevrastenia): un sintomo fisico che si manifesta come grande senso di stanchezza fisica ma anche mentale apparentemente senza motivo. 
  • Fobie (si parla di nevrosi fobica): la paura senza motivo concreto di stare male, di morire, di conseguenze infauste di certi comportamenti. Percezione di pericolo eccessiva in situazioni che invece alle altre persone non creano ansia. Fra le principali fobie troviamo la claustrofobia (paura degli spazi chiusi), agorafobia (paura degli spazi aperti), tripofobia (paura dei buchi), misofobia (preoccupazione eccessiva di contaminarsi con germi e quindi ossessione per l’igiene).
  • Tendenza a fissarsi e a preoccuparsi su aspetti che la maggior parte delle persone non identificano come problema. 
  • Difficoltà a controllare emozioni e sentimenti, che rende difficile mantenere  relazioni sociali stabili. 

Perché viene la nevrosi? Perché la psicosi?

Il primo a parlare di nevrosi su Sigmund Freud, secondo il quale lo stato di nevrosi era il risultato di un equilibrio che la mente della persona provava a trovare tra due spinte opposte: il soddisfacimento di un desiderio personale e la necessità di adattarsi alle convenzioni sociali imposte dal vivere in comunità. Freud, come è noto, parlava di tre elementi: l’Es, l’Io e il Super-Io che confliggendo fra loro potevano dare origine, se non si trovava una quadra, in una serie di sintomi che se occorrevano insieme prendevano il nome di nevrosi. 
Nel tempo la psicologia ha elaborato la definizione freudiana, arricchendola di nuove evidenze e osservazioni. Oggi appunto ad esempio si distingue fra psicosi e nevrosi, che rappresentano ognuna in realtà una serie di disturbi e manifestazioni.

Oggi sappiamo che le cause della nevrosi e della psicosi sono di diverso tipo: biologiche, fisiologiche, ossia genetiche, ambientali, psicologiche (ad esempio traumi) e sociali ossia dovute al contesto in cui la persona è cresciuta e vive. Questo perché i fattori che compongono una nevrosi o una psicosi sono molteplici e quindi una sola causa non può spiegarli tutti. La persona vive una nevrosi perché si verificano o si sono verificati in concomitanza più fattori predisponenti, tali per cui la mente della persona ha iniziato a reagire al proprio stare al mondo in un certo modo.

Nel caso della psicosi i fattori fisiologici sono studiati da tempo e hanno finora prodotto delle evidenze circa il ruolo della dopamina, un neurotrasmettitore, nello sviluppo di episodi psicotici. La dopamina è una delle tante sostanze chimiche che il cervello usa per trasmettere informazioni da una cellula cerebrale all'altra (neurotrasmettitore). In caso di variazione nella produzione di dopamina la trasmissione di informazioni nel cervello – riguardanti sentimenti e sensazioni - risulta alterata. Un sintomo classico è l’alterazione dell’umore, con forti episodi depressivi. Di conseguenza qualsiasi condizione clinica che determini alterazione nei livelli di dopamina può causare sintomi legati al possibile sviluppo di psicosi. I livelli di dopamina si misurano con semplici analisi del sangue e delle urine.

Come si cura la nevrosi

La nevrosi non ha la stessa origine in tutte le persone. Si tratta di una serie di reazioni a qualcosa che si è verificato o che continua a verificarsi e che provoca disagio e sofferenza. Pertanto, i disturbi nevrotici si curano prima di tutto con la psicoterapia, cioè andando a capire in quella specifica persona perché si è manifestato il disagio, a indagare la sua storia personale per prpvare a sciogliere i nodi che portano ai comportamenti nevrotici. Spesso si rende necessario all’inizio anche ricorrere a dei farmaci che riducano i sintomi che provocano sofferenza alla persona, per gestire il perocrso psicoterapico concomitante in modo più sereno. I primis si possono assumere ansiolitici (come le benzodiazepine) contro le crisi d'ansia e di panico, chiaramente sempre sotto strettissimo controllo medico.

Come si cura la psicosi

La psicosi, essendo un disturbo più grave rispetto alla nevrosi, necessita di un approccio diverso. Anzitutto perché la ricerca medica ha identificato una serie di fattori fisiologici - biochimici - che entrano in gioco nell’origine del disturbo. 

Abbiamo detto che la psicosi non si manifesta ogni giorno della vita, ma in momenti chiamati “episodi psicotici”. Pertanto esistono farmaci antipsicotici, che servono ad alleviare i sintomi, che vanno accompagnati a una terapia cognitivo-comportamentale sia individuale con il terapista, che familiare, che occupazionale, che supporti queste persone nella gestione della propria vita per ridurre i sintomi.

I farmaci antipsicotici non sono per sempre. Circa la metà delle persone – spiega una nota dell’Istituto Superiore di Sanità – smetterà di assumerli dopo un anno dal primo episodio psicotico, anche perché durante la somministrazione vanno sempre monitorati gli effetti collaterali, che possono verificarsi: sonnolenza, aumento di peso, perdita di desiderio sessuale, perdita di vista, vertigini, senso di irrequietezza, contrazioni muscolari. In casi non si verifichino miglioramenti, la cura può proseguire per prevenire eventuali nuovi episodi psicotici. 


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Che differenza c'è tra psicosi e nevrosi?

Sia la psicosi che la nevrosi sono due disturbi mentali che agiscono sulle nostre funzoni cognitive influendo sul nostro modo di percepire la realtà e di reagire ad essa, portando ad comportamenti alterati e spesso socialmente inaccettati. La differenza è che la psicosi è una vera e propria alterazione della percezione della realtà (con allucinazioni e deliri, ad esempio), mentre la nevrosi è un disturbo meno grave. Chi soffre di nevrosi non vive uno “scollamento” rispetto alla realtà, ma una percezione alterata di alcune dinamiche, che portano alla persona grande sofferenza.

Come si comporta una persona nevrotica?

La persona con nevrosi si sente “traballante” rispetto alla vita: c’è chi manifesta questa condizione con eccessiva paura di essere malato o di morire, chi di non essere all’altezza delle situazioni personali o lavorative, chi con l’ansia di non avere in mano il timone della propria vita, chi con ossessioni o fobie, chi si focalizza in maniera eccessiva agli occhi degli altri su cose che identifica come problemi.

Quali sono le nevrosi?

  • Nevrosi ossessiva: quando la nevrosi si traduce in un disturbo ossessivo compulsivo che altera la percezione delle cose sfociando in comportamenti appunto ossessivi che vengono subito notati socialmente, alimentando lo stato di disagio della persona che li vive.
  • Nevrastenia: un sintomo fisico che si manifesta come grande senso di stanchezza fisica ma anche mentale apparentemente senza motivo. 
  • Nevrosi fobica: la paura senza motivo concreto di stare male, di morire, di conseguenze infauste di certi comportamenti. Percezione di pericolo eccessiva in situazioni che invece alle altre persone non creano ansia. Fra le principali fobie troviamo la claustrofobia (paura degli spazi chiusi), agorafobia (paura degli spazi aperti), tripofobia (paura dei buchi), misofobia (preoccupazione eccessiva di contaminarsi con germi e quindi ossessione per l’igiene).
  • Tendenza a fissarsi e a preoccuparsi su aspetti che la maggior parte delle persone non identificano come problema. 
  • Difficoltà a controllare emozioni e sentimenti, che rende difficile mantenere  relazioni sociali stabili. 

Quali sono i sintomi di una psicosi?

  • Allucinazioni, cioè vedere colori, forme o persone che non si sono, sentire suoni o voci, gusti o odori, percezioni tattili anche senza aver ricevuto stimoli.
  • Delirio: convinzione rigida di qualcosa che però per esempio non è mai accaduto o non può accadere. I classici deliri sono il delirio di persecuzione, cioè la convinzione che qualcuno stia tramando per farci del male, il delirio di grandezza, cioè la ferma convinzione di avere dei poteri speciali, anche magici.
  • Pensieri confusi e disturbati, che si notano perché la persona tende a parlare in modo rapido e continuo senza fermarsi, a passare da un argomento ad un altro in modo apparentemente illogico, e fermarsi improvvisamente mentre parla o fa qualcosa.
  • Mancanza della consapevolezza di essere soffrire di un disturbo (si parla di “mancanza di insight”).

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