Gotta all'alluce: cause e sintomi iniziali della malattia

Gotta all'alluce: cause e sintomi iniziali della malattia

Indice

Domande e risposte

Introduzione: definizione e cos’è la gotta

La gotta è una forma di artrite dovuta a cause metaboliche, che ha un decorso caratterizzato da attacchi acuti accompagnati da dolore intenso, arrossamento e gonfiore locale e periodi di remissione dei sintomi.

È causata dall’accumulo di cristalli di acido urico nelle articolazioni, a sua volta legato ad una riduzione della capacità dei reni di depurare il sangue oppure ad un aumento della produzione di questa sostanza. Le persone non trattate correttamente possono andare incontro ad una complicanza detta gotta tofacea, che comporta la formazione di noduli duri nell’area che circonda le articolazioni, che diventano dolorosi se si infiammano.

Le articolazioni più colpite (75% dei casi) sono quelle delle dita dei piedi (gotta all’alluce). L’incidenza della malattia cresce con l’età ed è maggiore negli uomini, anche se dopo la menopausa la frequenza nelle donne aumenta rispetto all’età fertile. Di norma non colpisce i bambini e i giovani.

Fra i fattori di rischio, una componente ereditaria, condizioni quali l’obesità, la sindrome metabolica e l’alcolismo, oltre all’assunzione di alcune categorie di farmaci.

Se la terapia viene istituita precocemente la qualità di vita viene in genere salvaguardata. Il decorso è di solito più severo nei pazienti con esordio precoce (prima dei 30 anni).

Gli alimenti da evitare sono quelli ricchi di purine (acciughe, sardine, birra, funghi, asparagi, interiora, pomodori) o di grassi (burro, biscotti e altri dolci o pietanze elaborate). Il fatto che l’insorgenza della patologia sia legata al consumo eccessivo di cibi elaborati è alla base di un’altra delle definizioni con cui è conosciuta, quella di malattia dei ricchi: nel Medioevo era un disturbo caratteristico dell’aristocrazia.

Posso ottenere l’invalidità civile se soffro di gotta? L’invalidità può essere richiesta per le conseguenze dell’artrite gottosa.

Causa: da cosa è provocata

L’acido urico è un prodotto del metabolismo delle purine, elementi che compongono il DNA e che in condizioni normali vengono eliminate come prodotti di scarto dai reni con le urine. Le purine vengono liberate nell’organismo dal ricambio cellulare, un fenomeno che consente di rimpiazzare le cellule ormai vecchie con elementi nuovi.

Quando i livelli di acido urico nel sangue sono elevati (iperuricemia), questa sostanza tende a precipitare sottoforma di cristalli aghiformi, depositandosi a livello delle cartilagini, dei tendini e dei legamenti articolari e delle aree del corpo meno irrorate dal sangue come i lobi delle orecchie. Nei casi gravi, i cristalli si depositano anche nelle articolazioni più grandi e in alcuni organi, come i reni, dove possono formarsi veri e propri calcoli di acido urico (gotta viscerale). 

L’accumulo locale determina lo sviluppo di uno stato di infiammazione che porta, nel tempo, a danno articolare e può avvenire perché:
  • La produzione di acido urico è aumentata: trattamenti come la chemioterapia e la radioterapia causano distruzione di cellule e quindi liberano grandi quantità di purine, che tendono ad innalzare l’uricemia; anche alcune malattie genetiche ereditarie e condizioni multiorgano come la psoriasi possono provocare iperuricemia e deposizione di cristalli di acido urico nelle articolazioni; l’iperuricemia è anche causata da un apporto eccessivo nella dieta di alimenti ricchi di purine, quali i derivati animali (brodi, interiora), funghi, acciughe e sardine, asparagi, birra anche se analcolica.
  • L’eliminazione di acido urico dall’organismo è rallentata, ad esempio perché i reni non sono abbastanza efficienti nel suo smaltimento (insufficienza renale), o a causa di condizioni quali alcolismo (l’alcol accelera la liberazione di purine nell’organismo), obesità, diabete, difetti genetici ereditari, farmaci (gli immunosoppressori alterano la funzione renale); si tratta della causa più diffusa di gotta.
Più alti sono i valori dell’uricemia e più lungo è l’intervallo di tempo in cui restano al di sopra della soglia di guardia, maggiore è la possibilità di sviluppare la gotta.

La produzione di acido urico è accompagnata dalla liberazione di grandi quantità di sostanze ossidanti che alterano la parete delle arterie. Oltre a colpire le articolazioni, pertanto, l’eccesso di acido urico nel sangue è correlato ad un aumento del rischio cardiovascolare e metabolico. 
Inoltre, l’iperuricemia è associata ad un’accelerazione dell’invecchiamento dei tessuti e ad un impoverimento dell’osso.

Quali sono i sintomi

Gli attacchi di gotta sono dovuti all’infiammazione delle articolazioni colpite (artrite) e sono caratterizzati localmente dalla comparsa improvvisa di:
  • Dolori articolari acuti e intensi, che spesso insorgono di notte e tendono ad aumentare per intensità nelle ore successive; il dolore è accompagnato da un aumento della sensibilità articolare;
  • Arrossamento: la pelle è arrossata, tesa, lucida; è presente prurito;
  • Sensazione di calore;
  • Gonfiore;
  • Possono essere presenti febbre, tachicardia, brividi e sensazione di malessere generale.
Spesso le manifestazioni possono far pensare erroneamente ad una infezione.

Dove viene la gotta?
La sede più colpita è quella dell’alluce (metatarso), meno coinvolte quelle di polsi (gotta al polso), caviglie (gotta alla caviglia), talloni (gotta al tallone), ginocchia (gotta al ginocchio), altre dita del piede o dita delle mani (ad esempio al pollice, gotta alle mani), gomiti. Raramente sono interessate l’anca, la spalla e la colonna vertebrale. Il coinvolgimento caratteristico del piede è valso in passato alla malattia il nome di podagra (o gotta al piede).

Gli attacchi vengono scatenati da eventi traumatici (interventi chirurgici, ad esempio), disturbi di salute (infezioni virali o batteriche), pasti particolarmente ricchi di purine. 

Quanto dura la crisi di gotta?
Gli attacchi durano alcuni giorni e, almeno nella prima fase della malattia, sono limitati per estensione e migliorano anche senza l’assunzione di farmaci.
Negli stadi più avanzati, invece, aumenta il numero delle articolazioni coinvolte e la durata delle crisi si prolunga anche fino a 3 settimane se la persona non viene trattata correttamente (gotta acuta). 

Immagine che rappresenta la gotta all'alluce


La gotta tofacea

Nei pazienti con gotta in fase avanzata e non sottoposti alle cure previste, può presentarsi una complicazione tipica, la gotta tofacea. Questa condizione comporta la formazione di noduli di cristalli di acido urico che vengono circondati da tessuto fibroso (tofi) e appaiono duri al tatto e indolori. Se, a causa di traumi, vengono lesi, i tofi si infiammano e provocano dolore. L’ulcerazione della pelle che li ricopre porta alla liberazione verso l’esterno di masse contenenti cristalli di urati: le ulcere comportano un alto rischio di infezione. 

I tofi possono comparire intorno alle articolazioni colpite dalla gotta oppure al livello del lobo delle orecchie o dei reni e sono spesso causa di limitazione nel movimento e di deformità. 

La gotta tofacea rappresenta inoltre un fattore di rischio per lo sviluppo dell’osteoartrosi secondaria. Viceversa, nelle persone anziane, i tofi vengono spesso diagnosticati erroneamente come artrosi infiammatoria.


Le complicanze

La gotta può portare a deformità, disabilità (perché limita il movimento) e dolore ricorrente. Inoltre, nel tempo e soprattutto se non viene curata correttamente, il rischio è che interessi più articolazioni e provochi attacchi più frequenti e più lunghi.

Un’altra complicanza è dovuta alla formazione di calcoli renali di urati, che possono ostruire il passaggio dell’urina e causare un’infezione renale (gotta viscerale). Nelle persone con insufficienza renale, la gotta non trattata compromette ulteriormente la funzione dell’organo.

Diagnosi: analisi del sangue e quali altri esami fare

La gotta viene sospettata nelle persone con infiammazione articolare (artrite), soprattutto se anziane o caratterizzate da altri fattori di rischio. La diagnosi può essere accertata tramite esami di laboratorio:
  • Esami del sangue (uricemia): la comparsa di sintomi locali caratteristici e la rilevazione di valori alterati di acido urico nel sangue suggeriscono la diagnosi, che può essere indagata con la misurazione dell’uricemia, un esame semplice e rapido, che richiede il digiuno ma non necessita di preparazione particolare; i valori normali per gli adulti sono compresi fra 2,5 e 8 mg/dL (uomini) e fra 1,9 e 7,5 mg/dL (donne); secondo le Linee Guida dell’American College of Rheumatology la soglia di rischio è fissata a 6 mg/dL. Di fatto, però, la sola iperuricemia non determina la diagnosi di gotta, così come una uricemia nella norma può essere compatibile con la malattia anche in fase attiva: per ottenere un’indicazione più attendibile ai fini diagnostici, la rilevazione dell’uricemia deve essere effettuata più volte.
  • Analisi del fluido articolare (fluido sinoviale): viene prelevato un campione di fluido articolare (artrocentesi) per valutare la presenza di infiammazione locale e di cristalli di urato; consente la diagnosi certa della malattia.
  • Radiografia: possono mettere in luce la presenza dei cristalli di acido urico, negativi alla birifrangenza, e i conseguenti danni articolari da essi causati (erosioni); in alcuni casi, l’ecografia può essere uno strumento diagnostico più mirato. 
La diagnosi differenziale pone spesso il problema di distinguere le manifestazioni della gotta da quelle di un’infezione locale, dell’alluce valgo, dall’artrite dovuta ad altre cause (ad esempio artrite reumatoide), della borsite. 

La diagnosi di gotta cronica (artrite gottosa cronica) deve essere considerata nei pazienti con sintomi persistenti o che sono stati interessati dalla formazione di tofi.

Ma di gotta si guarisce? La cronicizzazione della gotta non è inevitabile, ma anzi può essere evitata istituendo tempestivamente una terapia adeguata e aderendo a stili di vita salutari.

Come si cura e quale specialista: di gotta si guarisce?

Lo specialista d’elezione per la diagnosi e la cura della patologia è il reumatologo, non l’ortopedico come da molti ritenuto.

La terapia, che viene stabilita in base alle caratteristiche sia della malattia che del paziente, ha lo scopo di ridurre l’infiammazione. Vengono usati medicinali quali:
  • Antinfiammatori da banco FANS: un tempo l’indometacina era il farmaco di elezione, mentre oggi viene impiegato con larga diffusione anche l’ibuprofene; questi medicinali sono impiegati nel trattamento dell’attacco acuto, ma controindicati nei pazienti con ulcera, insufficienza renale, ritenzione idrica;
  • Colchicina per via orale: fornisce una risposta importante se somministrata ai primi segni dell’attacco; è correlata ad un maggiore rischio di effetti collaterali (disturbi gastrointestinali, diarrea, neuropatie) e controindicazioni (insufficienza renale, interazioni farmacologiche) e quindi viene impiegata soprattutto quando le altre soluzioni non sono praticabili; può essere associata a FANS o ai cortisonici;
  • Cortisonici: usati nel trattamento delle riacutizzazioni (recidive), vengono iniettati nelle articolazioni colpite dopo avere aspirato il liquido in eccesso presente a causa dell’infiammazione;
  • Anakinra: antinfiammatorio di origine biotecnologica;
  • Allopurinolo e febuxostat: limitano la produzione di acido urico, riducendo l’uricemia, aspetto su cui antinfiammatori, colchicina e cortisonici non agiscono;
  • Probenecid: aumenta l’efficienza di depurazione del sangue da parte dei reni.
L’istituzione della terapia farmacologica in fase acuta porta nell’immediato ad un miglioramento del dolore e del gonfiore e, nel lungo termine, alla riduzione della frequenza delle crisi (gotta ricorrente). L’aderenza alla terapia porta anche ad una riduzione del rischio di sviluppare la gotta tofacea.

In ogni caso, la dissoluzione dei depositi di cristalli di urato si verifica a distanza di tempo rispetto all’inizio della cura.

Altri sistemi per abbassare i livelli di infiammazione consistono nell’applicazione locale di ghiaccio, nel riposo e nell’immobilizzazione dell’articolazione infiammata con un tutore. I reumatologi ricordano a questo proposito che l’esposizione al sole può peggiorare l’infiammazione.

Se la diagnosi è precoce, la terapia è adeguata e il paziente vi è aderente, la qualità della vita può nella maggior parte dei casi essere mantenuta a buoni livelli. Alcuni pazienti non rispondono alla terapia, ma spesso è a causa di una scarsa aderenza o della mancata adozione di stili di vita corretti.

Prevenzione: caffè, limone e altri rimedi protettivi funzionano?

Essendo una malattia metabolica, può essere prevenuta attraverso l’adozione di opportuni stili di vita.

Per quanto riguarda l’alimentazione, la dieta consigliata per prevenire le conseguenze è bilanciata e leggera, permette di limitare il rischio di sovrappeso e obesità e la quantità di acido urico prodotta nell’organismo. Gli alimenti da evitare sono: interiora, pesce come acciughe, sardine e tonno in scatola, verdure come gli asparagi, funghi, peperoncino e cibo speziato, birra anche se analcolica, pomodori. La dieta ipouricemizzante si mostra efficace ma non sufficiente a ridurre i livelli di acido urico nel sangue. 

Ai fini del controllo del peso, inoltre, è importante ridurre il consumo di cibi grassi o elaborati (burro, biscotti, carne particolarmente grassa, pietanze molto condite, formaggi stagionati, noci e altra frutta a guscio). Le uova sono derivati animali ma non contengono grandi quantità di purine e possono pertanto essere consumate con moderazione.

Gli esperti consigliano un consumo moderato di fagioli e altri legumi.

Alcuni studi hanno invece messo in evidenza l’effetto positivo del caffè, del latte scremato e del succo di limone (per ragioni diverse) sulla prevenzione del rischio che la patologia insorga. 

I reumatologi raccomandano di rinunciare agli alcolici, per supportare la prevenzione della gotta come di numerose altre patologie.

Un punto importante è rappresentato dall’idratazione. Bere la giusta quantità di acqua mette i reni nella condizione favorevole per esercitare la loro funzione di depurazione renale. Sono, invece, da evitare succhi di frutta e bevande gassate.
 
Per saperne di più per avere un'alimentazione sana con la gotta:

Consulta l'articolo



RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Che cos’è la gotta e perché viene?

La gotta è una malattia metabolica dovuta all’accumulo di cristalli di acido urico a livello delle articolazioni. Il fenomeno si verifica a causa degli elevati valori di acido urico presente nel sangue, a sua volta provocati da un aumento della produzione di questa sostanza (principalmente a causa di un’accelerazione del ricambio cellulare e di una dieta squilibrata) o da una riduzione dell’efficienza con cui il rene riesce a depurare il sangue di questa sostanza.

Come si capisce se hai la gotta?

La gotta è sospettata se compare una crisi di dolore articolare improvvisa, associata a sensazione di calore e gonfiore locale, non dovuti ad altre cause. La diagnosi può essere confermata attraverso l’esecuzione di esami del sangue, analisi del fluido sinoviale oppure con l’effettuazione di esami strumentali quali la radiografia o l’ecografia.

Quali alimenti provocano la gotta?

Gli alimenti ricchi di purine possono creare le condizioni perché aumenti la probabilità di un attacco di gotta: verdure come gli asparagi, frutta secca (noci), pesce in scatola (tonno, sardine, acciughe), carne grassa, brodi, interiora, funghi, birra anche analcolica.

Come si guarisce dalla gotta?

Per scongiurare il rischio di un attacco di gotta occorre istituire tempestivamente una terapia adeguata e seguirla correttamente. È anche necessario aderire ad uno stile di vita salutare, che comporti la rinuncia all’alcol e il controllo del peso.

Quali sono i sintomi della gotta al piede?

Le articolazioni più colpite, almeno in fase iniziale, sono quelle dell’alluce (metatarso). La gotta al piede causa dolori locali, piede gonfio e ipersensibile, sensazione di calore. La pelle del piede appare arrossata, tesa e lucida. Vi possono essere , soprattutto nelle fasi avanzate, difficoltà al movimento e deformità.

Le informazioni presenti in Micuro hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.

La riproduzione o l’utilizzazione dei contenuti pubblicati su Micuro è strettamente riservata. Il riutilizzo del materiale su riviste, giornali, radiodiffusione o generica messa a disposizione al pubblico viene concesso solo previa esplicita richiesta e autorizzazione obbligatoria.