Aggiornato il 26.06.2024
Le infezioni di origine batterica alle vie urinarie sono molto comuni nelle donne e nei bambini. Colpiscono in particolare le vie urinarie basse: l’uretra (uretrite) e la vescica (cistite). La cosa migliore è individuare e trattare subito queste infezioni, prima che coinvolgono l’apparato superiore e raggiungano altri organi come l’uretere e addirittura il rene, provocando patologie più gravi quali ad esempio la pielonefrite.
Nella popolazione adulta il batterio principale che causa infezioni al tratto urinario è l'Escherichia coli, un patogeno che vive nel nostro intestino e che può facilmente passare alle vie urinarie attraverso la cute dei genitali e dell’ano. Altri batteri che causano queste infezioni sono Proteus, Klebsiella, Enterobacter, Enterococcus faecalis, e Pseudomonas.
Le donne sono più soggette degli uomini a infezioni del tratto urinario per la conformazione del loro apparato genitale: è più semplice che i batteri dall’ano possano contaminare le vie urinarie femminili, per esempio se l’igiene intima non avviene correttamente o non sufficientemente, anche dopo i rapporti sessuali. Tuttavia, anche l’uomo può facilmente essere soggetto a questo tipo di infezioni se non mantiene una corretta igiene intima.
L’ Escherichia coli (E. coli) è un gruppo di batteri Gram-negativi che si trovano normalmente nell’intestino delle persone sane. Alcuni ceppi di E.coli, tuttavia, possono provocare infezioni sia nel tratto digerente che nelle vie urinarie.
Le infezioni intestinali da E. coli possono insorgere mangiando alimenti o bevendo acqua contaminata, oppure toccando animali infetti. Questo batterio è infatti la prima causa di infezioni di origine alimentare al mondo: ci si può contagiare consumando carne bovina non cotta bene o latte non pastorizzato, mangiando cibi pronti crudi lavati con acqua contaminata (per esempio le insalate), bevendo erroneamente acqua dalle piscine non sufficientemente disinfettata con il cloro.
L’Escherichia coli può dare anche origine alla nota “diarrea del viaggiatore”, quando cioè durante un viaggio in zone dove non è garantita la sicurezza della filiera alimentare, si verificano episodi di forte diarrea dopo aver consumato certi cibi o bevande.

La causa di Escherichia coli nelle urine è appunto l’infezione già attiva nelle vie urinarie, nell’uretere o anche nella vescica. Questa infezione è dovuta essenzialmente a un’igiene intima insufficiente o errata – ricordiamo che va condotta dalla parte anteriore verso quella posteriore e mai viceversa, per evitare che alcuni batteri dall’ano possano passare al canale urinario.
Per prevenire l'infezione, si consiglia inoltre di:
Talvolta se l’infezione è molto leggera può anche essere inizialmente asintomatica. Tuttavia, i sintomi più frequenti della presenza di Escherichia coli nelle urine, e quindi di cistite, sono i seguenti:
La diagnosi di infezione urinaria da E.coli avviene dopo l’analisi dei sintomi da parte del medico e l’invio in laboratorio di un campione di urine per all’urinocoltura, ai fini di isolare i ceppi di Escherichia coli responsabili dell’infezione e capire se è il caso di eseguire anche un antibiogramma, un esame in vitro che valuta se un microrganismo – in questo caso l’E. Coli - è sensibile a un determinato antibiotico.
Dopo la diagnosi, il trattamento contro Escherichia coli è essenzialmente antibiotico. La durata del trattamento la valuta il medico, a seconda dell’antibiotico prescelto, ma è molto importante che l’antibiotico venga assunto dal paziente per tutta la durata indicata, anche qualora sembri a prima vista che i sintomi si siano attenuati dopo un paio di giorni. Per essere certi di aver completamente combattuto l’infezione è necessario concludere la terapia ed evitare pericolosi fai da te. Gli antibiotici più prescritti sono:
La causa di Escherichia coli nelle urine è appunto l’infezione già attiva nelle vie urinarie, nell’uretere o anche nella vescica. Questa infezione è dovuta essenzialmente a un’igiene intima non sufficiente o errata – ricordiamo che va condotta dalla parte anteriore verso quella posteriore e mai viceversa, per evitare che alcuni batteri dall’ano possano passare al canale urinario.
Dopo la diagnosi corretta, il trattamento contro Escherichia coli è antibiotico. La durata del trattamento la valuta il medico, a seconda dell’antibiotico prescelto, ma è molto importante che l’antibiotico venga assunto dal paziente per tutta la durata indicata dal medico, anche qualora sembri a prima vista che i sintomi si siano attenuati dopo un paio di giorni. Per essere certi di aver completamente combattuto l’infezione è necessario concludere la terapia ed evitare pericolosi fai da te.
Come infezione urinaria, l’Escherichia coli può essere pericolosa se non viene individuata e trattata perché può raggiungere altri organi come l’uretere e addirittura il rene, provocando patologie più gravi quali la pielonefrite. Può anche essere pericolosa in gravidanza, sempre se non trattata, perché favorisce la possibilità di parti prematuri o aborti.
L’ Escherichia coli (E. coli) è un gruppo di batteri Gram-negativi che si trovano normalmente nell’intestino delle persone sane. Alcuni ceppi di E.coli, tuttavia, possono provocare infezioni sia nel tratto digerente che nelle vie urinarie. La cosa migliore è individuarle e trattarle subito, prima che coinvolgano l’apparato superiore raggiungendo altri organi come l’uretere e addirittura il rene, provocando patologie più gravi quali la pielonefrite. Nella popolazione adulta il batterio può facilmente passare alle vie urinarie attraverso la cute dei genitali e dell’ano.
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