Dopo anni difficili torna a crescere il numero delle strutture eccellenti per la cura dell’ictus

Dopo anni difficili torna a crescere il numero delle strutture eccellenti per la cura dell’ictus

Dopo anni difficili torna a crescere il numero delle strutture eccellenti per la cura dell’ictus: +1,6% rispetto al 2021


L'analisi è stata realizzata sulla base dei dati provenienti dal PNE gestito da AGENAS. Tra le altre evidenze anche una timida ripresa delle strutture allineate agli standard AGENAS per volumi di ricoveri e sopravvivenza a 30 giorni dalla dimissione

Le strutture in Italia che superano la soglia ministeriale di qualità per la cura dell’ictus cerebrale (volumi ≥ 50 ricoveri / anno) continuano a essere lontane dai numeri di cinque anni fa, ma, negli ultimi 12 mesi, si sta assistendo a una ripresa, seppur lenta. Rispetto al 2021 infatti si è registrato un incremento dell’1,6% delle strutture in linea con gli standard. Se si confronta il dato con quanto accadeva tre e cinque anni fa la situazione rimane critica visto che l’attuale numero di strutture sopra soglia (318) è inferiore, rispettivamente del -12,6% e del -21,3%, ma si intravedono i segnali di un cambio di rotta.

I dati provenienti da fonti ufficiali del Ministero della Salute e del Programma Nazionale Esiti (PNE) gestito da AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), sono stati da noi raccolti e analizzati. Le performance sono misurate sulla base degli standard nazionali di riferimento.

Se guardiamo i dati sui volumi dei ricoveri e l’incremento di strutture che di anno in anno rispettano gli standard ministeriali non possiamo non notare come la pandemia abbia condizionato in negativo le performance degli ospedali nel raggiungere i livelli di qualità del Ministero. Possono esserci diversi fattori, dall’aspettativa di vita che si è abbassata rispetto a prima del Covid ma, leggendola in positivo, anche una graduale ripresa delle visite di check-up in termini di prevenzione cardiovascolare” - ha dichiarato la professoressa Elena Azzolini, medico specialista in Sanità Pubblica e responsabile del Comitato Scientifico di Micuro.

Migliori Strutture per Ictus Ischemico (fonte dati PNE):
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Tornando alle principali evidenze emerse, la situazione è positiva anche prendendo in considerazione, oltre allo standard dei volumi dei ricoveri, la percentuale di sopravvivenza a 30 giorni dalla dimissione, per il quale lo standard impone la soglia minima del 90% dei casi sul totale dei ricoveri. Si tratta di un criterio che, se rispettato, contribuisce ugualmente a certificare come eccellente una struttura per la cura dell’ictus. Nel 2022 si è registrata una crescita rispetto al 2021, con un incremento dello 0,7% delle strutture sopra soglia rispetto a quelle dell’anno precedente. È una crescita sostanzialmente in linea con quanto accadeva nel 2017, ma ancora lontana dalle buone performance del 2019, quando l’aumento anno su anno delle strutture di qualità era quasi in doppia cifra (+9,8%).  

Anche dall’analisi della situazione a livello regionale emergono alcuni segnali positivi, seppur con discordanze territoriali importanti e nell’ambito di un contesto nazionale comunque in contrazione. Le regioni che hanno incrementato o mantenuto il numero di strutture sopra soglia in termini di volumi nel 2022 rispetto all’anno prima sono 15. Limitando l’analisi alle performance di quelle che hanno almeno 10 strutture sopra soglia, le regioni che hanno incrementato il numero da un anno all’altro o lo hanno mantenuto sono Campania, Emilia Romagna, Lazio, Piemonte, Puglia, Sicilia, Veneto. La Lombardia continua a essere il territorio con il maggior numero di strutture sopra soglia ma rispetto allo scorso anno ne ha “persa” una, finita sotto la soglia minima di qualità. 

Se ci si riferisce nuovamente agli standard dei volumi dei ricoveri associati alla percentuale di sopravvivenza a 30 giorni dalla dimissione, le regioni in linea con gli standard “2022 vs 2021” sono 10, ma le crescite sono più importanti, anche se si tratta di un numero ridotto di strutture. In questo caso è il Lazio ad aver registrato il maggior numero di strutture sopra soglia (+140%, passando dalle 5 del 2021 alle 12 del 2022). Il Veneto rimane stabile a 17 strutture. Buoni anche gli incrementi di Puglia e Sicilia, rispettivamente del 75% e del 28,6%, che si stanno avvicinando al numero di 10 strutture sopra soglia in tutto il territorio regionale. Seppur in calo rispetto all’anno precedente, è sempre la Lombardia ad avere (28) il numero più alto di strutture di qualità in linea con l’indice di volumi e sopravvivenza del 90% a 30 giorni dalla dimissione.

Lasciandoci l’emergenza alle spalle, come è giusto che sia – conclude Azzolini -, vediamo però una timida ripresa che ci fa ben sperare sugli sforzi che stanno compiendo le ASL per garantire un servizio di cura d’eccellenza anche per questa importante patologia. Seppur con volumi diversi, caratteristici della popolazione e dell’estensione delle singole regioni, sono comunque ben 11 le regioni che nel 2022 hanno visto un aumento delle strutture sopra soglia ministeriale, o quanto meno una stabilità”.

 

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