Aggiornato il 12.03.2021

Non ci sono cause uguali per tutti. Ogni persona ha la sua storia, ma la persona che soffre di bulimia nervosa presenta solitamente alterazioni dell'umore, stati d'ansia o stress.
Dalla letteratura, i fattori di rischio più frequenti per lo sviluppo della bulimia nervosa sono:
Accanto a questi ci sono i fattori scatenanti, che sono per esempio lutti, grandi cambiamenti nella propria vita, per esempio la rottura di una relazione importante, trasferimenti ecc.
Oltre a conseguenze fisiche come:
Capita spesso di venire a conoscenza di questo problema alimentare in una persona cara senza che ce ne siamo accorti prima. Non è affatto facile rendersene conto. Tuttavia in una persona che vive questo problema da diverso tempo, possiamo osservare alcuni segnali, dovuti ai processi di forzatura del vomito autoindotto:
I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) sono patologie che riguardano una disfunzione del comportamento alimentare. I più diffusi sono appunto anoressia nervosa e bulimia nervosa, ma esiste anche un genere di disordine alimentare non definito. Non tutti i casi sono infatti esattamente descrivibili nell’arco dei sintomi tipici di anoressia e bulimia. Alcune persone per esempio iniziano con una forma di anoressia per poi passare a comportamenti bulimici.
La differenza fra anoressia e bulimia è che una persona anoressica riduce drasticamente o interrompe la propria consueta alimentazione, scendendo sotto l’85% del peso normale per la propria età e corporatura. Si tratta del rifiuto ad assumere cibo che si considera grasso. La persona anoressica consuma i pasti molto lentamente e masticando a lungo ogni boccone. Possono anche verificarsi casi di anoressici che si abbuffano e poi si autoinducono l’eliminazione di ciò che hanno appena mangiato, in modo non dissimile ai bulimici. Nei bambini, si presentano anche altri sintomi come la nausea e non avere appetito. Nelle ragazze, invece, uno dei sintomi più classici è l’interruzione del ciclo mestruale per almeno tre mesi successivi.
Le persone bulimiche invece non interrompono l’apporto normale di cibo, non dimagriscono sensibilmente come le persone anoressiche. Il problema è la frequente ingestione di una quantità eccessiva di cibo in poco tempo, con la sensazione netta di non poter controllare il proprio comportamento, seguita dalla sua eliminazione forzata.

La bulimia è una condizione multifattoriale e la può diagnosticare solo un esperto, previ esami clinici come esami di laboratorio su sangue e urine. Dalla bulimia nervosa si può uscirne e stare bene, a patto che si evitino i fai da te. Ci sono tanti professionisti esperti che possono supportare il percorso di una persona con disturbi alimentari riportandola a una vita piena.
La terapia cognitivo-comportamentale condotta da uno psicologo o uno psicanalista o psichiatra, a seconda dell’indicazione medica, e della durata almeno di qualche mese, è il trattamento primario per combattere la bulimia nervosa.
Ha l’obiettivo di:
Dal punto di vista del supporto farmacologico, anche l'assunzione di antidepressivi può portare benefici in alcune persone, mentre gli inibitori della ricaptazione della serotonina da soli aiutano a ridurre la frequenza di abbuffate e vomito.
I sintomi sono episodi ricorrenti di abbuffate (dette crisi” bulimiche) a cui seguono comportamenti atti a espellere quanto appena mangiato, o con vomito autoindotto, o con lassativi o abuso di diuretici. Ma anche con l’autoimposizione di digiuni o di intensa attività fisica. Si parla di “condotte di compenso” per indicare questi comportamenti.
Si parla di bulimia quando questi episodi si verificano almeno una volta alla settimana per almeno tre mesi. Per abbuffata si intende l’ingestione incontrollata di migliaia di calorie in poco tempo, per esempio due ore.
Attenzione: una persona bulimica può anche essere di peso normale, non solo sottopeso o sovrappeso, al contrario di una anoressica. Il peso nella persona bulimica può variare ampiamente in periodi ristretti, ma nelle donne sono spesso presenti irregolarità nel ciclo mestruale o amenorrea cioè assenza del ciclo.
Significa soffrire di un disturbo alimentare noto come bulimia nervosa, dove si alternano episodi ricorrenti (almeno 1 a settimana) di ingestione di una quantità eccessiva di cibo in poco tempo, con la sensazione netta di non poter controllare il proprio comportamento, seguita dalla sua eliminazione forzata.
Oltre a conseguenze fisiche come problemi al tratto digestivo, disidratazione, erosione dentale e nei casi più gravi problemi cardiaci, la bulimia nervosa può portare anche a complicazioni importanti dal punto di vista psicologico. Tra chi soffre di bulimia c’è una più alta incidenza di problemi come la tossicodipendenza o l'alcolismo. I bulimici hanno un rischio molto più elevato di presentare disturbi come la depressione o disturbo d'ansia generalizzato. Infine, si riscontra anche un elevato rischio di suicidio che appare 7,5 volte superiore rispetto alla popolazione generale.
Dalla bulimia nervosa si può uscirne e stare bene, a patto che si evitino i fai da te. Ci sono tanti professionisti esperti che possono supportare il percorso di una persona con disturbi alimentari riportandola a una vita piena. La terapia cognitivo-comportamentale condotta da uno psicologo o uno psicanalista o psichiatra, a seconda dell’indicazione medica, e della durata almeno di qualche mese, è il trattamento primario per combattere la bulimia.
Ha l’obiettivo di aumentare la motivazione al cambiamento, introdurre una dieta equilibrata, e diminuire l'eccessiva preoccupazione per forma e peso del corpo. Ogni paziente a seconda della storia personale deve seguire il proprio percorso psicologico. Non ci sono regole uguali per tutti.
Le informazioni presenti in Micuro hanno scopo divulgativo e informativo. Non costituiscono in alcun modo un mezzo di autodiagnosi e automedicazione. Per qualsiasi dubbio sull'uso di un farmaco, rivolgersi al proprio medico.
La riproduzione o l’utilizzazione dei contenuti pubblicati su Micuro è strettamente riservata. Il riutilizzo del materiale su riviste, giornali, radiodiffusione o generica messa a disposizione al pubblico viene concesso solo previa esplicita richiesta e autorizzazione obbligatoria.