Indice
Domande e Risposte
Cos'è l'arresto cardiaco?
L'arresto cardiaco è una
condizione medica grave in cui il cuore smette improvvisamente di battere, interrompendo il flusso di sangue al cervello e agli organi vitali. Si tratta di un’
emergenza medica che, se non fronteggiata e risolta prontamente, risulta fatale. Nonostante gli importanti progressi nella prevenzione, l’arresto cardiaco rappresenta una delle principali cause di morte e, data la gravità, una questione di Sanità Pubblica. L’arresto cardiaco è determinato da varie condizioni, tra cui, la più comune è la
cardiopatia ischemica, che in Europa produce circa il 40% dei decessi prima dei 75 anni, ma può dipendere anche da
embolia polmonare massiva, disturbi idroelettrolitici,
shock ipovolemico.
L’arresto cardiaco si manifesta con un’improvvisa
perdita di coscienza, generalmente di lieve entità, talora preceduta da sintomatologia acuta (dolore toracico, palpitazioni etc.). Se non soccorso in pochi minuti e in modo adeguato, l’esito è infausto. Caso in cui si parla di "
morte cardiaca", ulteriormente definita "improvvisa", se il decesso avviene entro un’ora dall’inizio della perdita di coscienza.
Si definisce
arresto cardiaco improvviso la cessazione della circolazione che mantiene in vita le cellule del nostro organismo. Le cause possono essere molteplici e talvolta sono presenti segni premonitori come sudorazione fredda, nausea e vomito, difficoltà di respirazione, dolore al centro del torace. Appena ci si accorge di questi sintomi è meglio subito
allertare il 112. Una persona in arresto cardiaco non è cosciente, non risponde o non risponde normalmente. In tali circostanze chiunque sia nei dintorni deve chiamare il più tempestivamente possibile il numero unico di emergenza: 112.
Dati statistici aggiornati
L'arresto cardiaco rappresenta una delle principali cause di morte improvvisa sia in Italia che a livello globale. I dati più recenti indicano che l'incidenza di arresto cardiaco extraospedaliero in Italia è di circa 60.000 casi all'anno. A livello mondiale, il tasso di sopravvivenza aumenta significativamente se viene effettuata una RCP precoce, passando da meno del 10% senza RCP a oltre il 40% con intervento tempestivo.
Cause dell'arresto cardiaco
L'arresto cardiaco può essere provocato da numerosi fattori. Tra le cause principali vi è l'
infarto miocardico, che si verifica quando l'ostruzione delle arterie coronarie interrompe il flusso di sangue al
cuore, causando la necrosi del tessuto cardiaco e, in alcuni casi, l'arresto cardiaco stesso. Anche le aritmie cardiache rappresentano una causa rilevante. Anomalie nel ritmo cardiaco, come la
fibrillazione ventricolare, che possono portare a un arresto improvviso della funzione cardiaca.
Tra le altre cause significative rientrano i traumi, in particolare quelli che coinvolgono il torace, come nel caso di incidenti stradali o traumi penetranti, che possono danneggiare il cuore direttamente o indirettamente.
L'overdose da sostanze
stupefacenti o farmaci, soprattutto quando queste deprimono il sistema nervoso centrale, rappresenta un altro fattore di rischio, poiché può causare arresto respiratorio e conseguente arresto cardiaco.
Altre condizioni possono contribuire all'arresto cardiaco, come ipovolemia (riduzione del volume sanguigno), ipossia (carenza di ossigeno), ipotermia (temperatura corporea troppo bassa) e elettrocuzione (shock elettrico).
Purtroppo
tale circostanza può colpire tanto gli adulti quanto i bambini, per questo è opportuno esaminarne separatamente le possibili cause scatenanti.
Cause comuni negli adulti
Negli adulti, le cause principali di arresto cardiaco comprendono patologie cardiovascolari, come infarto miocardico e aritmie. Anche l'insufficienza respiratoria acuta e lo shock cardiogeno possono portare a un improvviso arresto della funzione cardiaca.
Cause comuni nei bambini
Nei
bambini, invece, le cause sono diverse. L'arresto cardiaco è spesso legato a
condizioni respiratorie o congenite.
Una delle principali cause è rappresentata dalle
malformazioni cardiache congenite, difetti strutturali presenti fin dalla nascita che possono compromettere il corretto funzionamento del cuore. Queste anomalie possono causare problemi di circolazione o aritmie potenzialmente letali.
Un'altra causa rilevante è l'
asfissia da annegamento, in cui il cuore si ferma a seguito di una prolungata mancanza di ossigeno. I bambini piccoli sono particolarmente vulnerabili a questo tipo di evento, soprattutto in caso di incidenti domestici o balneari.
Anche la
sepsi grave, un'infezione diffusa che provoca una risposta infiammatoria sistemica, può portare a un arresto cardiaco se compromette in modo significativo la perfusione degli organi e la funzione cardiaca. In tutti questi casi, l'arresto cardiaco nei bambini è spesso il risultato di un progressivo deterioramento delle condizioni cliniche piuttosto che di un evento acuto improvviso.
Ma che differenza c’è tra arresto cardiaco e infarto
Sebbene l'arresto cardiaco e l'infarto miocardico siano correlati, non sono la stessa cosa.
L'infarto è causato da un'ischemia che danneggia il muscolo cardiaco, mentre
l'arresto cardiaco comporta il completo arresto dell'attività cardiaca. Un infarto può degenerare in arresto cardiaco se il danno è esteso o se si verificano complicazioni aritmiche.
Gli interventi in soccorso in caso di arresto cardiaco
Quando ci si trova di fronte a un arresto cardiaco, è fondamentale agire immediatamente per aumentare le possibilità di sopravvivenza. Il primo passo è chiamare il numero di emergenza (112 in Italia) per allertare i soccorsi. Subito dopo, è necessario iniziare la RCP (rianimazione cardiopolmonare), alternando compressioni toraciche a insufflazioni per mantenere la circolazione del sangue ossigenato. Se disponibile, utilizzare il DAE (Defibrillatore Automatico Esterno) il prima possibile, seguendo le istruzioni vocali del dispositivo. Continuare le manovre fino all'arrivo dei soccorritori professionisti. Un intervento tempestivo e corretto è essenziale per mantenere il flusso sanguigno e prevenire danni cerebrali.
Tecniche di primo soccorso arresto cardiaco
A livello pratico l’intervento di soccorso si compone dunque di 4 fasi, conosciute anche come "catena della sopravvivenza". Tutte sono indispensabili e fondamentali per la sopravvivenza della persona colpita. Ecco le tecniche di primo soccorso arresto cardiaco
- Riconoscimento precoce e chiamata al servizio di emergenza (in Italia si fa riferimento al numero telefonico unico 118);
- Applicazione di manovre rianimatorie precoci (rianimazione cardiopolmonare che troppo di rado viene praticata dai primi testimoni dell’evento, solo il 30% dei casi in Europa);
- Somministrazione di uno shock elettrico di defibrillazione entro 5 minuti dall’evento, tramite DAE, defibrillatore semiautomatico esterno reperibile nei pressi del luogo dell’evento. Sottolineando che non tutte le situazioni presentano indicazione alla defibrillazione: condizioni quali l’asistolia o l’attività elettrica senza polso (detta anche dissociazione elettromeccanica) non sono defibrillabili (l’apparecchio, tuttavia, distingue in automatico i ritmi defibrillabili dai non defibrillabili e guida l’operatore tramite voce campionata);
- Trattamento post rianimatorio (da parte di operatori specializzati), in seguito a ripresa del circolo spontaneo, per stabilizzare la funzione cerebrale e quella cardiaca: qualora questo avvenga in tempi brevi e prima dell’arrivo in ospedale, aumentano notevolmente le probabilità di un recupero pressoché completo. Da qui la necessità di essere tempestivi nel riconoscere il problema e chiamare il soccorso rianimatorio nel minor tempo possibile.
Fondamentale è sottolineare che le prime tre fasi possono essere praticate da chiunque: è, anzi, auspicabile che qualunque persona, anche se non medico o operatore sanitario in generale ("laico") sia adeguatamente addestrata a riconoscere l’arresto cardiaco, a praticare una efficace rianimazione cardiopolmonare e a utilizzare il defibrillatore semiautomatico esterno, là dove sia disponibile. La quarta fase è di competenza del personale sanitario specializzato, ma la velocità dell’intervento dei soccorsi attrezzati dipende appunto dalla velocità del riconoscimento e della chiamata.
Descrizione step-by-step della RCP
Per quanto questo articolo non sia la sede per approfondire nel dettaglio le fasi di soccorso, la RCP è una procedura di emergenza così importante e basilare che ne rende imprescindibile una spiegazione. Perché, in caso di arresto cardiaco, è fondamentale agire rapidamente per mantenere la circolazione sanguigna fino all'arrivo dei soccorsi, quindi non è ammessa ignoranza.
Come fare la rianimazione cardiopolmonare (RCP)
Il protocollo prevede di verificare la sicurezza dell'ambiente, il controllo della risposta della persona e la chiamata immediata ai soccorsi. Poi di procedere immediatamente con la RCP che consiste in compressioni toraciche alternate a ventilazioni artificiali.
In particolare si eseguono 30 compressioni toraciche, seguite da 2 ventilazioni, ripetendo il ciclo fino all'arrivo dell'ambulanza o al ripristino dei segni vitali.
Per approfondire si possono seguire i corsi di formazione tenuti da personale specializzato, patrocinati da associazioni nazionali e internazionali come l’Italian Resuscitation Council o l’European Resuscitation Council. Tuttavia, al di là degli approfondimenti emerge la necessità di una formazione di base che consenta il riconoscimento dell’evento e l’intervento precoce anche da parte delle persone comuni. Anche la diffusione e la manutenzione dei defibrillatori semiautomatici previsti per legge sul territorio sono fattori essenziali per salvare molte vite.
Uso del Defibrillatore Automatico Esterno (DAE)
Il DAE è un dispositivo che somministra una scarica elettrica per ripristinare il ritmo cardiaco. Dopo aver acceso il dispositivo e applicato gli elettrodi, si seguono le istruzioni vocali per verificare il ritmo e, se necessario, somministrare la scarica. Per legge i DAE sono presenti in molti luoghi pubblici, come aeroporti, centri commerciali e palestre.
Quando utilizzare il DAE
Il DAE va u
tilizzato esclusivamente in presenza di un sospetto arresto cardiaco, ovvero quando la persona è incosciente e non respira normalmente. Dopo aver verificato queste condizioni, è fondamentale agire con prontezza: chiamare i soccorsi, iniziare la RCP e utilizzare il DAE il prima possibile.
L'uso tempestivo del dispositivo aumenta notevolmente le probabilità di sopravvivenza, in particolare nei casi di fibrillazione ventricolare o tachicardia ventricolare senza polso.

Il defibrillatore: dal 2017 un obbligo
Per tutte le società e le associazioni dilettantistiche, è entrato in vigore, con il decreto ministeriale del 26 Giugno 2017, l’
obbligo di avere all’interno degli impianti sportivi un defibrillatore e una persona che sia stata formata nel corretto utilizzo del dispositivo medico. La decisione è avvenuta a giugno tramite la firma di un decreto congiunto tra il ministero della Salute e quello per lo
Sport.
Luca Lotti, ministro dello Sport, spiega tramite un post Facebook che questa dotazione è “
un modo di rendere più sicuri e tutelati i tanti momenti di esercizio fisico che si praticano ogni giorno nel nostro ricchissimo mondo dello sport non professionistico. Troppo spesso funestato da tragedie evitabili grazie alla presenza di uno strumento tecnologico che può salvare la vita. Non sono pochi gli atleti che per tanti motivi si possono trovare in una condizione di emergenza mentre fanno sport”.
L’informazione la prima forma di prevenzione
L'arresto cardiaco richiede un intervento immediato, essenziale per aumentare le possibilità di sopravvivenza, per questo conoscerne le cause, le differenze rispetto all'infarto e l'uso corretto della RCP e del DAE può fare la differenza tra la vita e la morte.
A tal proposito sono fondamentali le iniziative di sensibilizzazione organizzate ogni anno a livello mondiale, tra queste: Viva! La Settimana per la Rianimazione Cardiopolmonare.
Viva! La Settimana per la Rianimazione Cardiopolmonare
Nel
2013 l'
Italian Resuscitation Council (IRC) ha raccolto l'invito dell'Unione Europea di
European Resuscitation Council (REC) di porre attenzione e diffondere in Italia la conoscenza delle manovre di
Rianimazione Cardiopolmonare (RCP). Anche per questo motivo è nata Viva!, la Settimana per la rianimazione cardiopolmonare.
Oltre
400.000 persone in Europa, ogni anno, sono colpite da arresto cardiaco improvviso e molte di queste potrebbero essere salvate se chi, accanto a loro, fosse in grado di soccorrerle tempestivamente. Per questo motivo il 14 Giugno 2012, il Parlamento Europeo ha invitato gli Stati ad organizzare attività, iniziative e campagne di sensibilizzazione, che aiutino i cittadini e gli operatori sanitari a saperne di più su come aiutare e soccorrere una persona che si trova in situazione di pericolo.
Tratto dal sito ufficiale della
Settimanaviva.it:
“
Ogni giorno in Europa muoiono per arresto cardiaco improvviso un numero di persone pari ai passeggeri trasportati da due Jumbo Jet”.
“
L’arresto cardiaco è il più importante problema sanitario in Europa. Se i testimoni di un arresto cardiaco iniziano la rianimazione cardiopolmonare (RCP) prima dell’arrivo dell’ambulanza le possibilità di sopravvivenza della vittima aumentano di due/tre volte rispetto ai casi in cui la RCP non viene iniziata. Nel 70% dei casi l’arresto cardiaco è testimoniato da qualcuno che può iniziare la rianimazione. Tuttavia in Europa la RCP viene iniziata dai testimoni dell’arresto cardiaco soltanto nel 15% dei casi. Se riuscissimo ad aumentare la percentuale dal 15% al 50-60% dei casi potremmo salvare circa 100.000 persone all’anno. In Europa ogni 90 secondi viene rianimato un paziente senza successo.” Prof.
Bernd BÖTTIGER (ERC, 2013).
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
- Arresto cardiaco - Medicina di terapia intensiva - MSD Manuals;
- Quali sono i sintomi dell'arresto cardiaco? - EMD112;
- Advanced Life Support - Edizione italiana Linee Guida European Resuscitation Council 2010;
- Altamura G, Messina F. Manuale BLSD – ASL Roma B (in collaborazione con “Associazione Insieme per il Cuore” Onlus);
- Decreto 18 marzo 2011 “Determinazione dei criteri e delle modalita’ di diffusione dei defibrillatori automatici esterni di cui all’articolo 2, comma 46, della Legge n. 191/2009”;
- Legge 3 aprile 2001, n. 120;
- Legge 15 marzo 2004, n. 69;
- Legge 23 dicembre 2009 , n. 191 (Legge Finanziaria);
- Murray CJ, Lopez AD. Mortality by cause for eight regions of the world: Global Burden of Disease Study. Lancet 1997; 349: 1.269-76;
- Nolan JP, Soar J, Zideman DA, et al. European Resuscitation Council Guidelines for Resuscitation 2010. Section 1. Executive Summary. Resuscitation 2010; 81: 1.219-76;
- Sans S, Kesteloot H, Kromhout D. The burden of cardiovascular diseases mortality in Europe. Task force on the European Society of Cardiology on Cardiovascular Mortality and Morbidity Statistics in Europe. Eur Hearth J 1997; 18: 1.231-48;
- Weisfeldt ML, Sitlani CM, Ornato JP, et al. Survival after application of automatic external defibrillators before arrival of the emergency medical system: evaluation in the resuscitation outcomes consortium population of 21 million. J Am Coll Cardiol 2010; 55: 1.713-20;
- Zheng ZJ, Croft JB, Giles WH, Mensah GA. Sudden cardiac death in the United States, 1989 to 1998. Circulation 2001; 104: 2.158-63.
Domande e risposte
Cos'è l'arresto cardiaco?
L'arresto cardiaco è una condizione medica d'emergenza in cui il cuore smette improvvisamente di pompare sangue, causando una perdita di coscienza e, se non trattato immediatamente, può risultare fatale.
Quali sono le cause principali dell'arresto cardiaco?
Le cause più comuni dell'arresto cardiaco includono la cardiopatia ischemica, l'embolia polmonare massiva, i disturbi elettrolitici e lo shock ipovolemico. La cardiopatia ischemica rappresenta circa il 40% dei casi di morte improvvisa in Europa.
Come si riconosce un arresto cardiaco?
Un arresto cardiaco si manifesta con perdita di coscienza, mancanza di respiro e assenza di battito cardiaco. Sintomi premonitori possono includere dolore toracico, palpitazioni, sudorazione e difficoltà respiratorie.
Cosa fare in caso di arresto cardiaco?
In caso di arresto cardiaco, chiamare immediatamente il 118, iniziare la rianimazione cardiopolmonare (RCP) e, se disponibile, utilizzare un defibrillatore semiautomatico esterno (DAE). Il soccorso tempestivo aumenta notevolmente le probabilità di sopravvivenza.
Qual è il ruolo del defibrillatore in caso di arresto cardiaco?
Il defibrillatore è fondamentale per trattare l'arresto cardiaco causato da ritmi defibrillabili, come la fibrillazione ventricolare. Il DAE può somministrare uno shock elettrico che può ripristinare il normale ritmo cardiaco.
Come capire se una persona ha un arresto cardiaco?
I sintomi più eloquenti sono: assenza di respiro o respiro molto debole o irregolare. Assenza di battito cardiaco o battito cardiaco molto debole o irregolare. Labbra, viso o unghie bluastri o grigiastri, pelle pallida (cianosi) Contrazioni muscolari involontarie (convulsioni).
Quali sono i segnali premonitori di un arresto cardiaco?
Assenza di respiro o respiro molto debole o irregolare. Assenza di battito cardiaco o battito cardiaco molto debole o irregolare. Labbra, viso o unghie bluastri o grigiastri, pelle pallida (cianosi) Contrazioni muscolari involontarie (convulsioni)
Come distinguere arresto cardiaco e infarto?
L'arresto cardiaco è dovuto all'alterazione dell'attività elettrica del cuore che necessita di intervento immediato. L'infarto, invece, è dovuto a un problema di circolazione, ovvero l'occlusione acuta di un vaso che porta il sangue e nutre il muscolo cardiaco
È pericoloso fare la RCP se non si è esperti?
In generale, fare la RCP se non si è esperti non è pericoloso, soprattutto considerando che l'alternativa potrebbe essere la morte del paziente. Anche se si rischia di causare lesioni come fratture costali, questi danni sono relativamente insignificanti rispetto al beneficio di mantenere la circolazione sanguigna in un paziente in arresto cardiaco. Inoltre, oggi si incoraggia anche chi non è formato a eseguire almeno le compressioni toraciche (senza ventilazioni), poiché anche un intervento parziale può fare la differenza. I soccorritori telefonici (112) guidano spesso chi si trova sul luogo dell'incidente, fornendo istruzioni passo passo.