Allergie respiratorie: sintomi, diagnosi e cure per rinite e asma

Allergie respiratorie: sintomi, diagnosi e cure per rinite e asma

Indice

Domande e Risposte

Definizione del problema: le allergie respiratorie

Le allergie respiratorie sono malattie causate dall’esposizione ad un allergene, cioè ad una sostanza presente nell’ambiente, esterno o anche interno, a cui il soggetto è sensibile e alla quale risponde con l’attivazione del sistema immunitario. Gli allergeni più frequentemente responsabili di sintomi respiratori sono
  • I pollini (di graminacee, parietaria, ambrosia e betulle, ma anche di cipresso, mimosa, ulivo e quercia, oltre ad alberi e piante infestanti);
  • Acari della polvere, peli di animali (cani, gatti etc.);
  • Muffe.
Diversi studi hanno, inoltre, mostrato come, in individui suscettibili per storia personale e/o familiare di allergie, numerosi fattori ambientali e socio-economici (fumo, inquinamento atmosferico, stili di vita prevalentemente in ambienti chiusi, stress etc.) possono contribuire allo sviluppo di allergie respiratorie. Le principali malattie allergiche respiratorie sono la rinite e l’asma.
 
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Quadro epidemiologico

Le allergie rappresentano una delle più frequenti malattie croniche, interessando in Italia circa 20 milioni di persone, di cui circa 1 milione e 200 mila bambini. La prevalenza delle malattie allergiche è in aumento in tutto il mondo, particolarmente nei Paesi a basso-medio reddito, tra i bambini e i giovani adulti. La rinite allergica (con o senza congiuntivite) colpisce dal 5-50% della popolazione mondiale, mentre il 5-12% della popolazione europea è affetto da asma allergica, percentuali destinate ad aumentare nei prossimi anni anche a causa di variazioni climatiche e peggioramento dell’inquinamento atmosferico.

Le allergie respiratorie scatenate da allergeni presenti in ambienti domestici, come la polvere o le muffe, interessano i pazienti tutto l’anno. Le allergie respiratorie causate da allergeni presenti nell’ambiente esterno, come i pollini, sono, invece, prevalentemente malattie stagionali, in quanto colpiscono milioni di persone nei periodi di maggior fioritura delle piante. Infatti, è soprattutto in primavera che l’atmosfera è invasa da invisibili nubi di pollini che si depositano ovunque, anche a chilometri di distanza dalla sorgente. Nei soggetti allergici il contatto delle mucose congiuntivali o delle vie aeree con questi pollini causa una sintomatologia clinica caratteristica.

immagine che mostra una donna che toglie con l'aspirapolvere la povere sotto al divano

Quadro clinico di rinite e asma le principali allergie respiratorie

La rinite allergica, nota anche come febbre da fieno, è una infiammazione della mucosa nasale caratterizzata da almeno due dei seguenti sintomi:
  • Naso che cola”;
  • Starnuti e ostruzione;
  • Prurito nasale.
Una diagnosi di rinite allergica prende in considerazione la durata e l’intensità dei sintomi e l’impatto sulla qualità della vita. In base a queste caratteristiche viene classificata come:
  • “Intermittente” se i sintomi hanno una durata minore di 4 giorni a settimana o durano meno di 4 settimane;
  • “Persistente” se la durata è maggiore di 4 giorni a settimana o i sintomi durano di più di 4 settimane.
In base alla severità è poi ulteriormente classificata in lieve o moderata/severa.
La rinite è talvolta associata alla congiuntivite (e in tal caso si parla di rino-congiuntivite allergica), caratterizzata da prurito, lacrimazione arrossamento degli occhi.

L’asma è una malattia eterogenea che si manifesta con un insieme di sintomi (respiro sibilante o fischi, affanno, mancanza di respiro, senso di oppressione toracica e tosse) variabili nel tempo per intensità e frequenza, dovuti ad una infiammazione cronica delle vie aeree con ispessimento della mucosa e aumentata produzione di muco.

Diagnosi delle malattie allergiche respiratorie

La diagnosi delle malattie allergiche respiratorie si basa su un processo strutturato che include l'anamnesi clinica dettagliata, l'esame obiettivo e l'utilizzo di test diagnostici specifici per identificare con precisione l’allergene responsabile dei sintomi.


Anamnesi e esame obiettivo

La prima fase comprende:
  • Raccolta dell’anamnesi: valutazione dei sintomi (starnuti, prurito nasale, tosse, difficoltà respiratoria), della loro periodicità e dei possibili fattori scatenanti (stagionali, ambientali, professionali);
  • Esame obiettivo: valutazione clinica delle alte e basse vie respiratorie, ascoltazione toracica, ispezione della mucosa nasale.

Metodi diagnostici specifici

Prick test cutanei 

Test allergologico di primo livello per la diagnosi di allergie 

Procedura:

  • Si applicano piccole gocce di allergeni standardizzati (pollini, acari, muffe, epitelio animale) sulla pelle, di solito, dell’avambraccio che poi si fanno penetrare tramite leggera puntura;
  • Dopo 15-20 minuti si osserva l’eventuale reazione cutanea (pomfo + rossore).
Interpretazione:
  • Una reazione positiva indica la presenza di sensibilizzazione allergica;
  • L’intensità della reazione (diametro del pomfo) indica il grado di sensibilità.

Il Prick test ha il vantaggio di essere rapido, economico, ed efficace, tuttavia può dare adito a falsi positivi, in caso di iperreattività cutanea o falsi negativi, qualora ci sia una terapia antistaminica in corso. È controindicato in caso di dermatite diffusa o anafilassi pregressa.


Dosaggio delle IgE specifiche (RAST o ImmunoCAP)

Esame del sangue che misura la quantità di immunoglobuline E (IgE) specifiche contro singoli allergeni. Si consiglia nei pazienti in cui il prick test è controindicato o non eseguibile; oppure in associazione ai prick test per aumentare la precisione diagnostica.

Interpretazione:

  • Un valore elevato di IgE specifiche suggerisce una sensibilizzazione all’allergene testato.

Il dosaggio delle IgE specifiche è un test di laboratorio sicuro, utile nei bambini piccoli, in gravidanza o nei pazienti in terapia con antistaminici. Tuttavia è più costoso rispetto al prick test e ha una sensibilità e specificità leggermente inferiori.


Test di provocazione allergologica

  • Esposizione controllata e graduata del paziente all'allergene sospetto, per osservarne la risposta clinica diretta. Si tratta di un test indicato in caso di dubbi diagnostici non risolti da prick o IgE; per la conferma del legame tra esposizione e sintomi.
Tipologie:
  • Nasale: instillazione di allergene nella cavità nasale per valutazione di rinorrea, congestione, starnuti;
  • Congiuntivale: per valutare congiuntivite allergica;
  • Bronchiale: somministrazione di allergene per via inalatoria: per il monitoraggio della funzione respiratoria (spirometria).
Il test di provocazione allergologica ha un’elevata specificità diagnostica e fornisce la conferma causale tra sintomi e allergene.


Test per confermare la diagnosi

Dopo la fase di screening con prick test e/o IgE specifiche, il test di provocazione allergologica rappresenta il gold standard per confermare clinicamente la diagnosi.

In più, nei casi complessi, si possono usare:
  • Component-resolved diagnostics (CRD)
    • Analisi delle singole componenti molecolari degli allergeni (es. Bet v 1 per la betulla);
    • Aiuta a distinguere tra sensibilizzazione vera e cross-reattività;
    • Molto utile in pazienti con multiple positività ai test classici.


Spirometria con broncodilatazione o test di bronco-provocazione (metacolina)

Per confermare l’asma allergico: si valuta l’ostruzione bronchiale reversibile o l’iperreattività delle vie aeree.

Quindi, la diagnosi delle malattie allergiche respiratorie richiede un approccio integrato, dato dalla combinazione di:
  • Sintomi clinici;
  • Test cutanei o sierologici (IgE);
  • Test di provocazione (per la conferma causale).
Una diagnosi corretta è fondamentale per impostare una terapia efficace, inclusa l’eventuale immunoterapia specifica (vaccino antiallergico).

Lo scenario delle allergie respiratorie

La diagnosi clinica di malattie allergiche respiratorie è basata sulla raccolta dei dati anamnestici e sull’esame obiettivo. Importanti sono gli esami allergologici (più comunemente i test cutanei e meno frequentemente la valutazione delle Immunoglobuline E (IgE) specifiche al fine di evidenziare se il soggetto è allergico o meno e, in caso affermativo, a quale/i allergene/i.

L’asma e la rinite allergica hanno un notevole impatto negativo sulla qualità di vita dei pazienti, interferendo con le normali attività quotidiane, scolastiche e lavorative.

Inoltre, è da considerare il fatto che le allergie da pollini possono essere soggette a una predisposizione genertica: questo vuol dire che un bambino con genitori sani corre il rischio di essere allergico per il 10-15%; mentre, nel caso in cui uno dei due genitori sia allergico, la percentuale di rischio aumenta fino al 30%. Se invece tutti e due i genitori sono soggetti allergici a pollini, il bambino potrà sviluppare anch'egli un'allergia analoga nel 60-80% dei casi (secondo l'Istituto Bambin Gesù, per la Salute del Bambino e dell'Adolescente).

Proprio quando i soggetti colpiti sono i bambini, l'allergia assume un impatto rilevante verso i familiari: i genitori diventano, infatti, protagonisti insieme al bambino della gestione di asma e rinite nella loro globalità (assunzione corretta dei farmaci, monitoraggio dei sintomi, visite di controllo, interventi di prevenzione, cambiamenti nello stile di vita, spese mediche etc.). Un’adeguata gestione della patologia è, quindi, fondamentale non solo per la prevenzione e il trattamento dei sintomi, ma più in generale per migliorare la qualità della vita dei soggetti affetti e dei loro familiari. Per questo motivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha inserito, nei programmi di gestione delle malattie croniche, l’Educazione Terapeutica che “consiste nell’aiutare il paziente e la sua famiglia a comprendere la malattia ed il trattamento, a collaborare alle cure, a farsi carico del proprio stato di salute ed a conservare e migliorare la propria qualità di vita”. In questo modo, tra i medici ed il paziente/famiglia, si costituisce una “alleanza terapeutica”.

La prima cosa da fare se si sospetta un’allergia respiratoria è rivolgersi al proprio medico e/o allo specialista allergologo al fine di effettuare una corretta diagnosi, identificare eventuali allergeni responsabili della sintomatologia e pianificare interventi di prevenzione e trattamento anche prima dell’inizio della stagione pollinica.

Trattamento delle allergie respiratorie: approcci terapeutici

Le allergie respiratorie (come rinite allergica e asma allergico) sono condizioni croniche che richiedono una gestione personalizzata per riuscire a ridurre i sintomi, prevenire le riacutizzazioni e migliorare la qualità della vita.


Panoramica degli approcci terapeutici

 

Approccio

Obiettivo

Modalità

Evitamento /prevenzione allergenica

Ridurre l’esposizione agli allergeni

Uso di purificatori d’aria, lavaggio frequente della biancheria, evitare animali domestici se sensibilizzati

Terapia farmacologica

Riduzione dei sintomi

Farmaci assunti per via orale, nasale o inalatoria

Immunoterapia specifica (AIT)

Modificare il decorso della malattia allergica

Trattamento a lungo termine per desensibilizzare il sistema immunitario

 

Farmaci antistaminici

Farmaci che bloccano i recettori H1 dell’istamina, sostanza responsabile dei sintomi allergici e possono essere assunti sia per via orale, come: cetirizina, loratadina, desloratadina, fexofenadina; sia topica sotto forma di spray nasali o colliri (azelastina, olopatadina).

Sono indicati in caso di:

La loro forza sta nella rapidità di azione e nell’efficacia che azzera o riduce i sintomi come: starnuti, prurito, rinorrea. Tuttavia bisogna tener presente che non risolvono le cause del problema e agiscono solo sulla congestione nasale.


Corticosteroidi nasali

Potenti antinfiammatori locali che agiscono direttamente sulla mucosa nasale. Si consigliano in presenza di sintomi moderati-gravi di rinite allergica oppure di una congestione nasale persistente.

Principali farmaci:
  • Fluticasone;
  • Mometasone;
  • Beclometasone;
  • Budesonide.

Tali farmaci hanno il vantaggio di avere un’alta efficacia sulla totalità dei sintomi, in particolare sulla congestione e un grado di sicurezza elevato anche per un corretto uso a lungo termine. Tra gli effetti collaterali posso provocare una lieve secchezza nasale; irritazione ed epistassi (sanguinamento dal naso).

Chiaramente: assumere farmaci solo e sempre se prescritti dal proprio medico curante, attenendosi con la massima attenzione alle indicazioni date dal medico.

Immunoterapia specifica (AIT)

L'unico trattamento che modifica la risposta del sistema immunitario alla causa allergica e l’immunoterapia specifica che può essere somministrata per via sublinguale (SLIT), attraverso gocce o compresse o sottocutanea (SCIT), tramite iniezioni periodiche, con un trattamento di minimo 3 anni. 

Si consiglia in caso di:

  • Rinite allergica con sensibilizzazione documentata (pollini, acari, muffe);
  • Asma allergico lieve/moderato ben controllato;
  • Fallimento o intolleranza alla terapia farmacologica

La AIT presenta notevoli benefici a lungo termine, tra cui: riduzione dei sintomi; minor numero di farmaci; prevenzione della progressione ad asma; effetto protettivo in età pediatrica.

Strategie di prevenzione delle allergie respiratorie

La prevenzione delle allergie respiratorie si basa sulla riduzione dell’esposizione agli allergeni. Non sempre è possibile eliminarli del tutto, ma con semplici accorgimenti quotidiani si può diminuire sensibilmente il carico allergenico nell’ambiente domestico.

Analizziamo le principali strategie per tre degli allergeni più diffusi: pollini; acari della polvere, peli e forfora di animali domestici.


Pollini

I pollini sono tra gli allergeni più comuni e stagionali, particolarmente rilevanti in primavera e inizio estate. Ecco i consigli pratici per prevenire le crisi allergiche:

  • Tenere le finestre chiuse nelle ore critiche (mattino presto e fine pomeriggio), quando la concentrazione di pollini è più alta;
  • Allo stesso modo, durante i periodi di pollinazione evitare le uscite nelle ore di maggiore concentrazione pollinica, privilegiando la prima mattina o tarda serata;
  • Evitare umidità e pioggia che possono portare a un aggravamento dei sintomi nasali e bronchiali. Durante i temporali, i pollini vengono ridotto in frammenti ancor più piccoli rispetto al solito, penetrando così con più facilità nelle vie aeree;
  • Evitare le passeggiate in aree in cui l’erba è stata da poco tagliata;
  • Consultare settimanalmente i calendari pollinici. Questo permette di conoscere il periodo di fioritura delle piante responsabili delle manifestazioni allergiche, e quindi di scegliere con più accuratezza i momenti da trascorrere all'aperto;
  • Se necessario indossare mascherina e occhiali da sole per le uscite all'aperto;
  • Utilizzare filtri antipolline per condizionatori e impianti di ventilazione.
  • Evitare di stendere i panni all’aperto durante la stagione pollinica, poiché possono raccogliere pollini;
  • Fare la doccia e cambiare i vestiti dopo essere stati all’aperto per ridurre la dispersione del polline in casa ed evitare le inalazioni notturne.

 


Acari della polvere

Gli acari vivono nei tessuti domestici e si nutrono di scaglie cutanee e sono all’origine di un’importante di allergia perenne. Ecco le strategie di prevenzione:

  • Utilizzare coprimaterassi e copricuscini antiacaro, traspiranti e lavabili;
  • Lavare lenzuola e federe almeno una volta a settimana a temperature superiori ai 60°C;
  • Ridurre l’umidità ambientale sotto il 50% con l’uso di deumidificatori;
  • Eliminare moquette, tappeti e peluche in eccesso, soprattutto nelle camere da letto.


Peli e forfora di animali domestici

Gli animali domestici sono di gran conforto, ecco i consigli utili per un’affettuosa convivenza anche in caso di allergie, considerando che, al di là di peli visibili, anche la forfora di animali contiene allergeni:

  • Limitare l’accesso degli animali alle camere da letto e ai mobili imbottiti;
  • Lavare regolarmente l’animale (con shampoo specifici se consigliato dal veterinario);
  • Usare aspirapolveri con filtri HEPA, per catturare le microparticelle allergeniche;
  • Arieggiare spesso gli ambienti, mantenendo una buona ventilazione;
  • Evitare tappeti in casa e lavare frequentemente i tendaggi ove si depositano le particelle allergizzanti.

10 consigli per difendersi dalle allergie

La lista che segue riporta alcuni consigli utili ad attenuare, almeno in parte, i sintomi e i fasti dell'allergia. Il decalogo riportato è stato redatto da WAidid (World Association for Infectious Diseases and Immunological Disorders) in occasione dell'imminente primavera.
  1. Durante i periodi di pollinazione è meglio evitare uscite nelle ore di maggiore concentrazione pollinica, preferendo le uscite in prima mattina o tarda serata;
  2. Tenere chiuse le finestre durante le ore centrali della giornata. Sicuramente è importante far cambiare l'aria all'interno dei vari ambineti, ma si consiglia di effettuare tale operazione durante la mattina presto;
  3. Evitare umidità e pioggia perché possono portare a un aggravamento dei sintomi nasali e bronchiali. Durante i temporali, i pollini vengono ridotto in frammenti ancor più piccoli rispetto al solito, e in questo modo riescono a penetrare con più facilità nelle vie aeree;
  4. Consultare settimanalmente i calendari pollinici. Questo permette di conoscere il periodo di fioritura delle piante responsabili delle manifestazioni allergiche, e quindi di scegliere con più accuratezza i momenti da trascorrere all'aperto;
  5. Evitare i viaggi in macchina o in treno con i finestrini aperti. Se si viaggia in macchina usare preferibilmente un 
impianto di aria condizionata munito di filtri di aerazione anti-polline/antiparticolato e cambiarli alla fine di ogni inverno;
  6. Lavarsi i capelli e fare la doccia ogni sera. In questo modo, i pollini che si sono depositati sui capelli e sul resto del collo, verranno rimossi e non si rischierà di inalarli durante la notte.
  7. Si consiglia di indossare sempre mascherina e occhiali da sole in occasione di uscite all'aperto;
  8. Evitare l'utilizzo di tappeti in casa e lavare quanto più freqeuntemente possibile i tendaggi dal momento che sono il luogo in cui più facilmente si depositano le particelle allergizzanti.
  9. Evitare le gite in campagna, soprattutto se è presente vento, e non passeggiare nei prati dove sia stata recentemente 
tagliata l’erba. Per evitare che i sintomi si aggravino è possibile utilizzare una mascherina protettiva;
  10. Evitare l'assunzione di farmaci in assenza di un consulto col proprio medico curante. Si sconsiglia fortemnte il soggetto allergico alla libera gestione dell'allergia e si invita inoltre a seguire con la massima attenzione le indicazioni date dal medico.

Impatto delle allergie respiratorie sulla qualità della vita

Le allergie respiratorie, come la rinite allergica e l’asma allergico, possono influire profondamente sulla qualità della vita di adulti e bambini. I sintomi cronici e recidivanti non solo compromettono il benessere fisico, ma anche il rendimento cognitivo e sociale. In particolare, i disturbi possono essere sul sonno, sulla concentrazione e sulle attività lavorative e scolastiche.


Effetti sul sonno

  • Disturbi notturni: la congestione nasale, il prurito, gli starnuti e la tosse disturbano frequentemente il riposo notturno, causando risvegli multipli e difficoltà ad addormentarsi;
  • Sonno non ristoratore: anche quando il sonno non viene interrotto, la qualità è spesso scarsa, con conseguente stanchezza diurna e calo dell’energia;
  • Conseguenze secondarie: insonnia cronica legata alle allergie può aumentare il rischio di disturbi dell’umore come ansia e irritabilità.


Effetti sulla concentrazione

  • Calo dell’attenzione: la fatica, il malessere generale e la difficoltà respiratoria compromettono la capacità di concentrazione, soprattutto durante attività prolungate;
  • Nebbia mentale o “brain fog”: molti pazienti descrivono una sensazione di rallentamento cognitivo nei periodi di allergia attiva, causato dall’infiammazione sistemica e dalla carenza di sonno.


Impatto su attività lavorative e scolastiche

  • Assenteismo: i sintomi acuti o persistenti portano spesso a giornate perse a scuola o al lavoro, specialmente durante la stagione dei pollini. In particolare la rinite allergica è una delle principali cause di assenteismo scolastico e lavorativo nei periodi di pollinazione;
  • Distrazione: anche quando si è presenti, il rendimento può essere compromesso da sintomi non controllati;
  • Limitazioni sociali: i pazienti possono evitare luoghi o situazioni potenzialmente scatenanti (parchi, animali, ambienti chiusi), con impatto sulla socializzazione.


Importanza della gestione efficace delle allergie respiratorie

Una corretta diagnosi e gestione delle allergie respiratorie, con l’uso appropriato di farmaci, immunoterapia e strategie di evitamento, permette:

  • Un miglior riposo notturno;
  • Maggiore efficienza mentale;
  • Miglioramento della produttività scolastica e lavorativa;
  • Miglior integrazione sociale e familiare;
  • Riduce le complicanze, come l’evoluzione verso l’asma;
  • Minimizza l’uso cronico e non necessario dei farmaci.

Il parere della dottoressa Federica Rota 

Per concludere, è importante tener presente che il significativo impatto delle allergie respiratorie, permanenti e stagionali, può essere fortemente ridotto con una gestione attenta e una prevenzione mirata. L’adozione di strategie quotidiane e personalizzate, insieme a trattamenti efficaci, permette di vivere con maggiore libertà e benessere, anche in presenza di allergie croniche. Ma diamo la parola all’esperta la dottoressa Federica Rota, specialista in allergologia e immunologia clinica.

La parola alla Dottoressa Federica Rota, specialista in allergologia e immunologia clinica

Partiamo dal presupposto che le allergie respiratorie possono comparire a qualunque età. Non si nasce allergici, si nasce con una predisposizione genetica alle allergie e si diventa allergici a causa di una determinata esposizione e un particolare stile di vita. Inoltre oggi assistiamo a un aumento degli allergeni che ben spiega quello delle allergie e dei soggetti allergici. L’aumento di temperatura e umidità, infatti, comporta, da una parte, l’aumento esponenziale dei periodi di impollinazione; dall’altra, rende il terreno fertile alla replicazione di muffe e acari tutto l’anno. Agenti che, quindi, non incontrando più un periodo di interruzione o remissione sono sempre impattanti. 

Inoltre va considerato che spesso si tendono a considerare come affetti da allergia solo i soggetti che ne presentano i sintomi più comuni; mentre, soprattutto nei bambini, ci sono tutta una serie di altri sintomi allergici che vanno attenzionati. Tra questi: le infezioni ricorrenti delle vie respiratorie, che provocano naso chiuso e il russare notturno; l’ovattamento delle orecchie, otiti ricorrenti, problemi di dermatite del condotto uditivo; sinusite cronica recidivante; tosse secca. Insomma, il primo approccio deve essere sempre quello diagnostico, anche in presenza di sintomi non del tutto tipici. 

“L'altra cosa fondamentale per difendersi dalle allergie” ha continuato la dottoressa “è fare una terapia quanto più possibile continuativa. Dal momento che la terapia occasionale non è mai risolutiva. La terapia deve essere prolungata per tutto il periodo di esposizione all'allergia. Quindi, in caso di un'allergia stagionale a polline, il paziente deve fare terapia per tutto il periodo in cui è in corso la pollinazione di quella determinata pianta; mentre, in caso di un'allergia perenne il paziente deve fare terapia tutto l'anno, perché l'infiammazione cronica a carico delle mucose e delle vie respiratorie deve essere controllata in maniera costante e quotidiana per evitare di andare incontro alle complicanze tipiche dell'allergia, come: l'ipertrofia dei turbinati nasali, l'ispessimento della mucosa di rivestimento dei seni nasali e paranasali e quindi l'ostruzione nasale, la sinusite, la difficoltà respiratoria che poi si traduce in una difficoltà respiratoria notturna con conseguente alterazione del sonno. 

In altre parole, è essenziale educare il paziente a una terapia corretta e continuativa; perché una terapia occasionale va soltanto a mitigare il sintomo nelle giornate in cui c'è maggiore fastidio, maggiore impegno delle mucose, ma non a prevenire le complicanze dell'allergia a lungo termine”. 

“Per quanto riguarda le terapie”, ha spiegato la dottoressa Rota “al di là di quelle sintomatiche con antistaminici, spray nasali cortisonici e colliri, oggi si usano delle terapie ritagliate sul paziente. Si parla, infatti, di tailored medicine, proprio perché lo specialista le somministra solo dopo aver individuato in maniera specifica gli allergeni di sensibilizzazione primaria attraverso la CRD, Component Resolve Diagnosis. In particolare oggi la terapia più efficace è costituita dai vaccini, concepiti in relazione ai diversi allergeni e, quindi, decisamente più efficaci.

“Anche per quanto riguarda l’asma” ha proseguito “è essenziale l’aderenza terapeutica del paziente. È, dunque di primaria importanza spiegare bene la malattia, le cause e i motivi per cui è necessario fare terapia in maniera regolare; l’unica in grado di curare l’infiammazione delle vie aeree che, altrimenti, potrebbe determinare un rimodellamento della muscolatura liscia bronchiale andando a cronicizzare il problema. Le terapie desensibilizzanti a lungo termine, ovvero l’immunoterapia: i vaccini, consentono anche di minimizzare l’uso di farmaci perché sono in grado di cambiare la storia naturale della malattia allergica”. 




RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

 

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Domande e risposte

Quali sono le classi di allergia?

  • Classe 0: < 0.35 kU/L - Assenza di allergie;
  • Classe 1: 0.35 - 0.70 kU/L - Sensibilizzazione bassa;
  • Classe 2: 0.70 - 3.50 kU/L - Sensibilizzazione moderata;
  • Classe 3: 3.50 - 17.50 kU/L - Sensibilizzazione alta;
  • Classe 4: 17.50 - 50.00 kU/L - Sensibilizzazione molto alta.

Come si manifestano le allergie respiratorie?

Prurito al naso, in gola, rinorrea, starnuti, prurito agli occhi, ma anche lacrimazione e tosse: sono questi i sintomi più comuni e diffusi tra i pazienti allergici.

Come capire che è allergia e non raffreddore?

L'aspetto delle secrezioni nasali è un indicatore chiave per distinguere allergia e raffreddore. Nel caso delle allergie, il muco tende ad essere trasparente, meno denso e acquoso; al contrario, durante un raffreddore può assumere tonalità più scure e giallognole e alla vista è più denso.

Come si riconosce la tosse allergica?

La tosse allergica, a differenza della tosse di origine non allergica, non presenta febbre. Può però essere accompagnata da altri sintomi quali starnuti, rinorrea, lacrimazione e prurito agli occhi, infiammazione delle mucose ed asma.

Come bloccare un attacco di allergia?

  • Fare risciacqui nasali;
  • Rimuovere e lavare gli indumenti indossati all'esterno;
  • Asciugare i vestiti in un'asciugatrice piuttosto che fuori, all'aperto;
  • Utilizzare l'aria condizionata in auto e a casa;
  • Utilizzare regolarmente un'aspirapolvere per la pulizia.

È possibile diventare allergici in età adulta?

Allergici lo si può diventare anche in età adulta: tendenzialmente bisogna avere una predisposizione genetica, e cioè un 'errore' del sistema immunitario che porta alla produzione degli anticorpi tipici dell'allergia.

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