Le immersioni nel verde: il potere benefico della natura
Intervista al dottor Mauro Batisti, Medico di Pronto Soccorso ed esperto in fitoterapia e terapia forestale
Da sempre è risaputo quanto la periodica permanenza in boschi e foreste sia benefica per organismo ed umore. Il verde è un colore dalle
proprietà calmanti e
rilassanti, allevia lo stress e l’aria pura dà una sferzata di energia e vitalità. Ma se tutte queste nozioni hanno sempre fatto parte del buon senso e del patrimonio di conoscenze popolari, da circa quarant’anni costituiscono anche una disciplina scientifica fondata, come tutte le altre, su ricerche, studi scientifici ed esperimenti.
Per approfondire l’argomento e scoprire tutti i benefici derivanti dalle immersioni nel verde abbiamo parlato con il
dottor Mauro Batisti, Medico di
Pronto Soccorso ed esperto in fitoterapia e terapia forestale.
Immersioni nel verde e terapia forestale, Dottor Batisti ci può dire di più?
La terapia forestale è una giovane disciplina, entrata recentemente nell’alveo della medicina ufficiale, oggetto di numerosi studi scientifici, che si basa sulle proprietà terapeutiche delle immersioni nel verde, in foreste, boschi o giardini terapeutici.

Come e quando nasce la terapia forestale?
Il potere benefico delle immersioni in natura è universalmente noto. Tuttavia, dal punto di vista scientifico si tratta di una
terapia recente, teorizzata negli anni Ottanta del secolo scorso dal medico giapponese Qing Li che, avendone intuito le proprietà terapeutiche, le hanno scientificamente codificate attraverso ricerche e test condotti su diversi gruppi di pazienti. La terapia forestale si è poi diffusa negli Stati Uniti ed in Europa, ove è stata ulteriormente studiata e approfondita, per approdare in Italia circa 12/15 anni fa.
Quali sono le patologie a cui è rivolta?
La
Terapia Forestale si sta rivelando efficace nel
trattamento di diverse patologie. Le più studiate sono sicuramente quelle
cardiovascolari, oggetto di numerose ricerche scientifiche, da cui sono emersi gli effetti benefici della permanenza in foresta o in altre aree verdi, una o più volte alla settimana, sulla pressione arteriosa e l’
ipertensione. In particolare, è stato dimostrato che sessioni regolari nel verde consentono un’importante riduzione dei farmaci attivi ipertensivi e, talvolta, nei casi più lievi, anche l’abbandono degli stessi.
Un’altra famiglia di patologie che riscontra un grande miglioramento dalla terapia forestale ed oggetto di altrettanto numerosi studi è quella delle patologie
psichiatriche. Le pubblicazioni hanno evidenziato che ansia,
depressione e persino alcune psicosi vengono notevolmente alleviate da regolari sedute di permanenza nel verde. Trattamento che sta dando ottimi risultati nella gestione e cura delle dipendenze, non solo da sostanze ma anche e soprattutto dal
gioco d’azzardo.
Inoltre non va sottovalutato l’aspetto legato al rafforzamento del
sistema immunitario, di cui, secondo numerose ricerche, le immersioni nel verde aumentano resistenza e funzionalità.
Infine, moltissimi lavori documentano l’efficacia della terapia forestale in
ambito pediatrico, soprattutto sui bambini iperattivi, ansiosi che un tempo venivano trattati immediatamente con i farmaci.
Chiaramente, a seconda dei casi e delle patologie, tale terapia può avere fini preventivi o curativi.
Insomma, una terapia che fa bene a tutte le età?
Sì sì, perché ovviamente è indicata anche per gli
anziani, dal momento che aiuta a superare
solitudine e
depressione; ma c’è di più perché si tratta di una terapia letteralmente indicata a tutti, dal momento che nella società contemporanea occidentale la maggior parte delle persone è affetta dalla sindrome di “
Deficit di Natura”, scontata conseguenza di una routine quotidiana che si svolge sempre più entro ambienti chiusi.
E per quanto riguarda i giovani?
Recentemente è stato pubblicato un interessante studio sugli adolescenti che dimostra come le immersioni in foresta possano giovare a quelli con le prime manifestazioni di problematiche psicologiche. Poi, per quanto riguarda in generale gli studenti, si è visto come la permanenza o addirittura lo
studio nel verde, accrescano le prestazioni intellettuali, aiutandoli a superare gli esami più impegnativi con minor sforzo e maggior successo.
Si tratta di un’attività da praticare guidati? Individualmente o in gruppo?
L’immersione nel verde si può praticare individualmente o in gruppo, da soli o guidati. Chiaramente, con una guida, specialmente le prime volte, se ne traggono maggiori benefici ma, qualora non fosse possibile, l’importante è arrivare preparati avendo letto qualcosa a riguardo.
C’è differenza tra i luoghi in cui si pratica?
Sicuramente recarsi in una
foresta, magari ad una certa altitudine ha numerosi benefici, perché, al di là del suggestivo aspetto paesaggistico, subentrano altre variabili che rendono particolarmente efficace il contesto. In primis l’
aria, benefica non solo per la sua purezza, che aumenta con l’altitudine, ma anche per la presenza dei terpeni, sostanze volatili emesse dal legno come il pinene (alfa e beta), il carene, il limo-nene, il canfene, il fellandrene e il terpinolene che hanno diverse proprietà. La presenza di questi principi attivi che vengono assimilati per inalazione o assorbimento cutaneo, rendono l’immersione in foresta un’esperienza benefica a livello multisensoriale. Tuttavia, considerando che spesso tali ecosistemi si trovano a distanze importanti dalle città, anche recarsi quotidianamente nei
parchi cittadini costituisce una
valida alternativa. Tra l’altro, nelle aree urbane si stanno diffondendo i “giardini terapeutici” progettati appositamente per ottimizzare la terapia forestale in città, con percorsi studiati ad hoc che prevedono anche camminamenti da compiere a piedi scalzi su superfici diverse, come pietre tonde, muschio o foglie; in cui, ogni tipologia di contatto genera sensazioni ed effetti diversi. In particolare,
gli ospedali si stanno dotando di aree verdi, fondamentali per i pazienti geriatrici, malati di
Alzheimer e psichiatrici. Addirittura da diversi studi è emerso che i pazienti costretti in camera traggono notevoli benefici dalla semplice vista su un giardino. Secondo diversi studi, coloro che dalle finestre vedono alberi o parchi, registrano una riduzione del dolore, quindi della necessità di farmaci antidolorifici e, parallelamente, un aumento dell’aspettativa di vita.
Dottore si tratta di un’attività stagionale o da praticare tutto l’anno?
In genere, se parliamo di immersioni in foresta in quota, il periodo va
da marzo a ottobre ma se intendiamo permanenze nei pressi delle aree urbane si può fare tutto l’anno; anche considerando che le aree verdi sono dei climatizzatori naturali; non solo per tutta l’ombra che sono in grado di generare ma anche perché, grazie al processo di traspirazione, oltre ad immettere nell’atmosfera aria pulita, abbassano di circa 4/5 gradi la temperatura. Non a caso i parchi nelle città sono considerati polmoni verdi.
A livello scientifico la terapia forestale oltre ad essere raccomandata, può essere prescritta?
A riguardo c'è un progetto al quale sto collaborando sulle
prescrizioni verdi che riunisce tutti gli studi scientifici sulla materia e che, ovviamente, sta procedendo di pari passi ad un grande lavoro di formazione e informazione dei medici di base, perché magari non tutti sono a conoscenza degli ultimi studi scientifici sul tema. In alcune regioni, come l’Emilia Romagna e la Toscana, i medici di base già prescrivono questo tipo di terapia. Che poi è completamente gratuita se non per un contributo minimo all’accompagnatore formato che si riduce ulteriormente praticando in gruppi da 10 o 20 persone. Quindi non sarebbe neanche un costo neanche per lo Stato.
Poi, ovviamente, voglio specificare che l’immersione nel verde non è una terapia sostitutiva di quelle tradizionali ma, affiancandole, ne può potenziare l’efficacia. In altre parole, si tratta di una medicina innovativa che, come la fitoterapia, ha una validazione scientifica.
Quale consiglio darebbe a una persona che desidera intraprendere questa terapia?
Documentarsi è la prima cosa da fare, perché, come anticipavo essere consapevoli del potere terapeutico delle immersioni nel verde ne moltiplica i benefici. Il semplice viandante occasionale di bosco sicuramente trae dei vantaggi dalla sua permanenza ma non ne beneficia appieno come può fare una persona che ha contezza della materia. Peraltro, oggi è semplicissimo dal momento che sono molti i libri, tra cui anche il mio, La foresta è la mia cura, e gli articoli, anche online a disposizione. Di seguito vi segnalo una serie di siti molto interessanti a riguardo:
www.teffit.it
www.isde.it
www.prescrizioniverdi.it
www.pescas.it