Raggi ultravioletti (UV): cosa sono, benefici, danni e dove si trovano

Raggi ultravioletti (UV): cosa sono, benefici, danni e dove si trovano

Indice

Domande e Risposte

I raggi UV e la salute

Le radiazioni ultraviolette, anche dette raggi ultravioletti o raggi UV, sono onde invisibili prodotte dal sole e alcune fonti artificiali come i lettini abbronzanti. Possono penetrare la pelle e dare alcuni benefici, ma anche provocare disturbi a diverse parti del corpo, come oltre alla pelle stessa, per esempio agli occhi, senza che ce ne rendiamo conto. Tra questi disturbi ci sono alcuni tipi di tumore: infatti i raggi UV sono classificati come cancerogeni certi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla sua Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC). Per questo è importante avere le giuste precauzioni, in estate come in inverno, perché anche quando le giornate sono più corte la luce solare è comunque presente e riflessa dall’ambiente, in particolare dal bianco della neve.

Si stima che il decremento del 10% dello strato di ozono in atmosfera, che filtra i raggi UV provenienti dal sole, provochi oltre 4mila melanomi e 1,6 milioni cataratte. I più esposti a possibili danni da UV sono i bambini, più sensibili alle radiazioni ultraviolette, e coloro che lavorano all’aperto, che ricevono quantità molto superiori di radiazioni ultraviolette rispetto al resto della popolazione.

Cosa sono i raggi UV?

Il nostro mondo è permeato da radiazioni elettromagnetiche, onde costituite da campi elettrici e magnetici emessi da particelle cariche. Le suddividiamo in diversi tipi, in base alla frequenza, cioè il numero di vibrazioni in un secondo. Onde più corte sono più frequenti, onde lunghe meno frequenti. Le onde con maggiore frequenza portano più energia con sé: le più piccole, come raggi gamma, X e raggi cosmici sono dette radiazioni ionizzanti perché sono talmente energetiche da spezzare i legami tra le molecole.
Quasi tutte le radiazioni elettromagnetiche ci risultano impercettibili, tranne una piccola frazione del totale. È lo spettro del visibile: i colori che vediamo, che compongono il bianco della luce. 

I raggi ultravioletti (UV), o radiazioni ultraviolette, sono un tipo di onde elettromagnetiche prodotte dal sole che si trovano appena al di là di ciò che riusciamo a vedere. Sono chiamati così perché hanno una lunghezza d’onda un po’ più breve del viola, trovandosi appena “oltre” il viola. 

L’onda di un raggio UV è ampia da 400 nanometri a 10 nanometri (nm), che corrispondono alle dimensioni di una grande molecola:
  • Le radiazioni ultraviolette più ampie (315-400 nm) sono dette raggi UV-A;
  • Quelle un po’ meno ampie (280-315 nm), raggi UV-B;
  • Quelle tra 280-100 nm sono i raggi UV-C;
  • Le più strette (100-10 nm) costituiscono l’UV lontano.
Tutti questi tipi di radiazioni ultraviolette possono costituire un problema per la salute. I raggi UV-B, UV-C e UV lontano, essendo più energetici, sono più dannosi; i raggi UV-A, pur essendo meno dannosi, penetrano più profondamente nella pelle e sono costantemente presenti durante l’anno. 

Dove si trovano i raggi UV

Tutti siamo quotidianamente esposti ai raggi ultravioletti, anche se in quantità diverse in base alle nostre abitudini di vita e a dove abitiamo. La principale fonte di radiazioni ultraviolette è il sole. 

Gli ambienti e la latitudine influiscono sulle quantità di raggi UV a cui siamo esposti.
  • Lo strato di ozono presente nell’atmosfera filtra i raggi UV provenienti dal sole quasi completamente (al 100% i raggi dell’UV lontano, i raggi UV-C di oltre il 99%, i raggi UV-A del 90% circa e i raggi UV-B dell’80% circa). Intorno all’equatore, a causa del clima, lo strato di ozono è più sottile. Inoltre, l’inquinamento comportato dai CFC (clorofluorocarburi) ha assottigliato lo strato di ozono ai poli. Questo si riduce e amplifica periodicamente, formando un vero e proprio buco dell’ozono sopra l’Antartide durante l’autunno;
  • Le nuvole fitte, l’aerosol atmosferico (polvere, fumi, fuliggini…) e l’atmosfera stessa riducono parzialmente i raggi UV che raggiungono la superficie terrestre. Per questo l’altitudine cambia la quantità di raggi UV a cui siamo esposti: la radiazione ultravioletta aumenta di circa il 10% ogni 1000 metri d’altezza;
  • I diversi habitat possono filtrare o riflettere i raggi UV in diversa quantità. Gli elementi verticali del paesaggio (come alberi ed edifici) schermano l’arrivo delle radiazioni ultraviolette; all’ombra si dimezza la quantità di raggi UV. Prati, suolo e acqua riflettono poco i raggi UV, mentre la sabbia e la schiuma marina ne restituiscono il 25% all’ambiente circostante e la neve, grazie al suo colore candido, anche l’80%. Sott’acqua, a 1,5 metri di profondità, si ha il 40% delle radiazioni ultraviolette che si avrebbero in superficie;
  • La posizione del sole rispetto alla terra, quindi il momento del giorno e la stagione, cambia la quantità di raggi solari che raggiungono la superficie: più è alto nel cielo, più sono le radiazioni luminose che ci raggiungono. Infatti, se la luce arriva obliquamente, deve attraversare più atmosfera prima di arrivare a destinazione. Quindi, i raggi UV sono più intensi in estate, verso mezzogiorno e ai tropici.

Ci sono, poi, alcune fonti artificiali di raggi UV, che includono:

  • Lampade e lettini abbronzanti e lampade per smalto semipermanente, il cui uso è sconsigliato, soprattutto in bambini e adolescenti;
  • Lampade germicide, per acqua, aria e oggetti e superfici non porosi, impiegate prevalentemente in ambito ospedaliero;
  • Lampade a raggi UV per animali;
  • Lampade a vapore di mercurio, spesso presenti in stadi e palestre;
  • Alcune luci incandescenti, alogene e fluorescenti, inclusi alcuni LED;
  • Alcuni saldatori e laser impiegati in ambito artigianale e industriale.
Immagine che rappresenta un lettino abbronzante

Farmaci che aumentano la sensibilità ai raggi UV

Alcuni cosmetici e farmaci possono aumentare la sensibilità ai raggi UV da parte di pelle e occhi, per cui occorre prestare particolare attenzione al Sole e alle altre fonti di radiazioni ultraviolette quando si assumono queste sostanze.
  • Alcuni cosmetici “anti età”;
  • Antibiotici come tetracicline e sulfonamide;
  • Antimicotici come voriconazolo e itraconazolo;
  • Alcuni farmaci per l’acne;
  • Diuretici come furosemide e idroclorotiazide;
  • FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei), in particolare il ketoprofene;
  • Alcuni contraccettivi orali;
  • Alcuni antistaminici;
  • Neurolettici, come imipramina e fenotiazine;
  • Ipoglicemizzanti orali (sulfoniluree);
  • Retinoidi (isotretinoina);
  • Farmaci cardiovascolari (diltiazem);
  • Antidolorifici come ibuprofene e naproxene;
  • Farmaci psichiatrici (come alcuni antidepressivi e ansiolitici);
  • Farmaci citotossici come il metotrexato.

I danni dei raggi UV

Le radiazioni ultraviolette possono comportare dolori, fastidi e rischi, in quanto accelerano l’invecchiamento della pelle, provocano eritemi solari e macchie cutanee e possono portare vere e proprie patologie. L’esposizione ai raggi ultravioletti può infatti provocare disturbi a breve e a lungo termine, soprattutto a carico della pelle, ma anche per altre parti del corpo, per esempio gli occhi (per cui è sempre importante indossare gli occhiali da sole) e il sistema immunitario. Prendere precauzioni è importante anche per chi è abbronzato o ha una pelle scura, poiché la melanina ci protegge solo parzialmente dai danni dei raggi UV.
 

Invecchiamento della pelle

Il sole è il principale responsabile della comparsa di rughe e comporta secchezza della pelle. Per questo la crema solare non solo è molto importante per la salute, ma è anche il migliore prodotto la miglior crema anti-età esistente che esista.
 

Ustioni

Le ustioni sono reazioni cutanee all’eccessiva esposizione al calore. Le più leggere (ustioni di primo grado che coinvolgono il primo strato della pelle) sono dette scottature. Queste possono aumentare il rischio di sviluppare tumori cutanei più avanti nella vita. Un rischio che aumenta quanto più si è piccoli quando ci si scotta: per questo è particolarmente importante proteggere dalle scottature i bambini e gli adolescenti.


Herpes

I raggi ultravioletti possono ridurre le difese immunitarie dell’organismo. In questo modo, possono portare alla riattivazione dell’herpes labiale, infezione latente che, appunto, torna a manifestarsi in caso di difese immunitarie compromesse.


Cheratosi

Le cheratosi sono malattie croniche della pelle che consistono nell’inspessimento dello strato corneo. Ne esistono di diversi tipi; l’esposizione prolungata al sole negli anni può provocare la cheratosi attinica o cheratosi solare, che consiste in piccole zone rossicce ricoperte da placche bianche. Danno prurito e talvolta possono degenerare in carcinoma spinocellulare, un tipo di cancro della pelle. A rischiare di svilupparle sono soprattutto le persone con carnagione chiara e capelli chiari e/o un sistema immunitario debole.

I dermatologi riconoscono con facilità le cheratosi solari e possono rimuoverle con vari metodi, dalla chirurgia all’uso di farmaci specifici.


Cancro

I raggi ultravioletti possono causare alcuni tipi di neoplasia, e in particolare tre tipi di forme di cancro della pelle, quali:

  • Il melanoma cutaneo, che colpisce i melanociti (cellule che producono la melanina). Si tratta del tumore cutaneo più pericoloso, in quanto in genere è il più aggressivo, ed è dovuto all’esposizione al sole in circa il 70-90% dei casi, anche se sono coinvolti anche altri fattori, come quelli genetici. Per riconoscerli il prima possibile, è utile monitorare i propri nei (nevi) e ricordare la regola dell’ABCDE, verificando cioè che non si sviluppino anomalie in Asimmetria, Bordo, Colore, Diametro, Evoluzione (ovvero rapidi cambiamenti del neo);
  • Il carcinoma squamoso della pelle, molto più comune del melanoma ma anche molto meno aggressivo;
  • Il basalioma o carcinoma basocellulare, più diffuso negli anziani e soprattutto in chi ha lavorato per anni al sole, poiché è legato a una lunga esposizione ai raggi ultravioletti.

In genere emergono nelle zone più esposte al sole (viso, testa, collo, mani e braccia) e colpiscono maggiormente chi sta più frequentemente al sole (soprattutto se si scotta), chi ha pelle e occhi chiari, chi ha avuto casi di cancro della pelle in famiglia e chi ha più di 50 anni.
Più raramente, i raggi ultravioletti possono provocare altri tipi di tumore, come il carcinoma squamoso della cornea o della congiuntiva, una rara forma di cancro oculare. Inoltre, il melanoma può comparire anche all’interno dell’occhio, anche se raramente.
Le possibili terapie possono variare molto dal grado, dall’estensione e dalla diffusione del tumore, nonché dalla persona. 


Cataratta

La cataratta è una degenerazione del cristallino che può portare alla cecità. Nel mondo, come riporta l’Organizzazione Mondiale della Sanità, circa 15 milioni di persone sono cieche a causa della cataratta: si stima che il 10% di questi casi sia dovuto all’esposizione ai raggi ultravioletti, in quanto questi sono in grado di far “invecchiare” il cristallino favorendo questa malattia.
Sintomi che possono far sospettare la cataratta sono: vista offuscata, problemi a distinguere alcuni colori simili (per esempio bianco e giallo o blu e nero) o i contrasti di colore (con un conseguente peggioramento della lettura) e visione di aloni e bagliori intorno alle luci. Talvolta si osserva un lieve sdoppiamento della vista (anche chiamato “immagini fantasma”).


Pterigio

Lo pterigio è una malattia degenerativa dell’occhio che consiste in una membrana giallastra, composta da tessuto fibroso e vasi sanguigni, che cresce fino a consiste in un portare all’opacizzazione dell’occhio e alla limitazione dei movimenti oculari. In genere questa membrana si origina nel lato interno dell’occhio e i sintomi includono arrossamento, bruciore o prurito agli occhi, lacrimazione intensa, irritazione e sensazione di avere un corpo estraneo nell’occhio. 
Alcuni colliri e gel possono aiutare a gestire i sintomi, ma la soluzione è rappresentata dalla rimozione della membrana. In genere l’intervento viene effettuato quando la membrana si estende a ricoprire la pupilla, ostacolando la visione.


Danni alla retina

I raggi UV possono danneggiare la retina in modo anche permanente e aumentare il rischio di:

  • Retinopatia solare, un disturbo visivo dovuto alla morte di parte dei recettori della luce presenti nella retina. Può essere dovuto anche ad altre fonti di energia, come i laser;
  • Degenerazione maculare senile, una malattia legata all'invecchiamento che colpisce la porzione più centrale della retina, la macula. Si tratta della principale causa di deficit grave della visione dopo i 55 anni.

Sintomi di questi disturbi sono visione offuscata, distorta oppure ostruita da un’apparente macchia, mal di testa e fastidio nei confronti della luce (fotofobia).

Raggi ultravioletti ed effetti negativi sull’ambiente

I raggi UV hanno conseguenze negative anche sull’ambiente: possono portare alla morte alcuni organismi, come il fitoplancton, microrganismi acquatici capaci di fotosintesi di cui si nutrono molti animali marini. Inoltre, le radiazioni ultraviolette possono anche degradare oggetti, rovinando abiti, prodotti esposti nelle vetrine (inclusi quelli presenti nelle macchinette delle farmacie) e così via. Alcune lampade a raggi UV possono generare ozono, un inquinante atmosferico che, se inalato, irrita le vie aeree. 

Come agiscono i raggi UV?

Le radiazioni ultraviolette sono energetiche. L’energia che portano con sé fa sì che penetrino le cellule, dove piccole quantità di energia possono cambiare i legami tra le molecole. In genere, le cellule assorbono l’energia senza danni, ma in alcuni casi il loro DNA viene alterato, con conseguenze più o meno gravi, come la morte della cellula (ed è così che i microrganismi muoiono a causa delle radiazioni ultraviolette). 

I raggi UV possono danneggiare direttamente il DNA perché fanno sì che si uniscano tra loro alcune basi azotate, i “mattoncini” che compongono lo scheletro del DNA. Le nostre cellule correggono questi errori, ma quanto più siamo esposti ai raggi UV tanto più è possibile che questo meccanismo di riparazione fallisca. 

Questa conseguenza è limitata dalla presenza della melanina, pigmento scuro della pelle, degli occhi e dei capelli che assorbe l’energia dei raggi UV e la rilascia in forma di calore senza problemi. Tuttavia, il meccanismo non è sempre efficace. A volte, la melanina rilascia calore su molecole o altre cellule che reagiscono producendo ROS (Reactive Oxygen Species), le specie reattive dell’ossigeno, sostanze instabili che possono danneggiare il DNA. Per questa ragione l’abbronzatura non è sufficiente a proteggerci dal sole e occorre che prendiamo altre precauzioni, come la crema solare, che in giusta quantità funge da vero e proprio scudo, subendo l’effetto nocivo dei raggi UV al posto nostro. 

I benefici dei raggi UV

Le radiazioni ultraviolette hanno anche diversi effetti positivi, che però si possono ottenere anche quando si ha la crema solare, in quanto non scherma mai al 100%.
  • Nel nostro organismo, i raggi UV-B stimolano la sintesi della vitamina D, sostanza necessaria per la salute ossea. Infatti, nella nostra pelle è presente una sostanza (il deidrocolesterolo) che si trasforma in previtamina D3 quando assorbe l’energia delle radiazioni UV-B. Perché sviluppiamo una quantità sufficiente di questa vitamina è meglio una breve esposizione (5-15 minuti al giorno per 2 o 3 volte a settimana) durante attività quotidiane; inoltre, la vitamina D si può assumere dagli alimenti (soprattutto pesci grassi, uova e fegato). Le uniche persone che hanno bisogno di maggiori quantità di vitamina D, cui un medico può consigliare l’uso di integratori, sono anziani e persone che sono poco esposte al sole, come chi vive ad alte latitudini, i carcerati e coloro che indossano sempre abiti molto coprenti;
  • Le radiazioni ultraviolette risolvono alcune patologie dermatologiche, quali eczemi, dermatiti topiche, acne, psoriasi, vitiligine e linfoma cutaneo a cellule T tipo micosi fungoide (una rara forma di linfoma della pelle). Per questi disturbi, i medici possono prescrivere infatti la fototerapia, in cui la persona viene esposta da specialisti a luci artificiali che simulano quella solare;
  • Sembra che un’esposizione moderata ai raggi UV riduca l’emergere di alcuni tipi di cancro, protegga da alcune condizioni autoimmuni (come la sclerosi multipla, più frequente in Paesi con meno luce solare, come quelli scandinavi) e abbassi la pressione sanguigna;
  • Le radiazioni ultraviolette, proprio per la loro capacità di danneggiare i tessuti, possono uccidere batteri, funghi e virus. Per questo i raggi UV (e in particolare i raggi UV-C) sono sfruttati in alcune lampade germicide. In pochi minuti od ore (a seconda della potenza della lampada), possono sterilizzare aria, acqua, oggetti e superfici non porosi anche a distanza di diversi metri;
  • L’esposizione ai raggi solari ha effetti positivi sull’umore, poiché promuove la produzione di serotonina, il cosiddetto “ormone dello stress” (un neurotrasmettitore che aiuta a calmare stress e ansia);
  • La presenza dei raggi ultravioletti consente agli scienziati lo studio dell’universo e l’analisi della salute della nostra atmosfera.
I raggi UV non sbiancano i denti, ma possono danneggiare gengive, labbra e occhi. Inoltre, non devono essere usate per disinfettare le mani e altre aree cutanee, poiché non sono molto efficaci su superfici scabre come la cute e possono comprometterne la salute. 

Difendersi dai raggi UV

Per evitare che le radiazioni ultraviolette abbiano conseguenze negative sulla nostra salute, è importante che prendiamo alcune precauzioni.
  • Il modo più efficace per evitare i danni da raggi UV è evitare l’esposizione al sole. In particolare, è consigliato limitare il più possibile l’esposizione al sole tra le 10 e le 14, anche con il cielo nuvoloso. Quindi, in che orari esporsi al sole? Meglio la mattinata presto e il pomeriggio tardi. Nell’emisfero settentrionale, è bene ridurre l’esposizione tra maggio e settembre, mentre in quello meridionale, tra novembre e marzo;
  • Evitare di usare lettini e lampade abbronzanti, che aumentano notevolmente il rischio di sviluppare tumori della pelle;
  • Evitare di guardare direttamente lampade che emettono raggi UV;
  • Coprirsi con cappelli a falda larga, occhiali da sole ad alta protezione sia per raggi UV-A sia per raggi UV-B, abiti coprenti (preferibilmente di materiali sintetici, perché il cotone e il lino hanno pochissima capacità filtrante);
  • Quando ci si espone al sole, usare sempre creme solari protettive con fattore di protezione solare (SPF) di almeno 15 per le pelli più scure, 30 per le pelli più chiare, anche d’inverno e in presenza di nuvole. Occorre considerare che si rovinano a causa dei raggi UV e si eliminano con il sudore e l’acqua, quindi vanno riapplicate nuovamente, in quantità di 15 millilitri ogni volta, ogni 2 ore oppure dopo aver fatto attività fisica o nuotato. L’abbronzatura e la pelle scura non sono sufficienti a eliminare il rischio di cancro alla pelle.


Creme solari e alternative

Talvolta si sente dire che le creme solari sono tossiche o inefficaci e che occorre usare altri metodi per evitare il sole. Come emerge dal Codice Europeo Contro il Cancro, i metodi migliori per evitare i danni da raggi UV sono evitare l’esposizione al sole (soprattutto nelle ore in cui il sole è a picco) e schermarsi con occhiali da sole e vestiti coprenti. In ogni caso, dagli studi scientifici in merito più affidabili emerge che le creme solari sono sicure per la salute e che si tratta di uno dei metodi migliori per difendersi dagli effetti novici del sole quando l’esposizione è inevitabile. Quindi, è importante mettere la crema solare sulle parti più esposte al sole, come collo, orecchie e viso, che infatti spesso si scottano.

Alcune sostanze presenti nelle creme solari possono avere effetti problematici sull’ambiente: per esempio, l’ossibenzone ha effetti tossici sui coralli. Tuttavia, in commercio sono disponibili prodotti privi di queste molecole. 


Per le persone più sensibili ai raggi UV

È particolarmente importante proteggere dai raggi ultravioletti, prendendo tutte le precauzioni elencate sopra (quindi mettendo la crema solare in quantità abbondante, stando all’ombra, evitando le ore con sole a picco, indossando vestiti e cappelli che proteggano dal sole):

  • Le persone con la pelle più chiara e più facili a scottarsi non dovrebbero utilizzare creme solari con un SPF inferiore al 30+;
  • I bambini, perché le loro cellule sono più sensibili ai raggi UV, sviluppano molti nevi (nei) e hanno di fronte a sé molti anni perché si accumulino i danni dovuti ai raggi ultravioletti. Tutti fattori che predispongono ai tumori della pelle. In effetti, le scottature in giovane età aumentano il rischio di sviluppare tumori della pelle più spesso che negli adulti. In particolare, sotto i 6 mesi l’esposizione al sole dovrebbe essere ridotta a zero, sia garantendo la maggior ombra possibile ai piccoli, per esempio evitando la spiaggia nelle ore di picco anche se si sta sotto l’ombrellone, poiché non protegge a sufficienza dai raggi UV;
  • I danni da raggi UV si accumulano con gli anni. Per questo è importante continuare a proteggersi a ogni età, anche quando si superano i 65 anni. Inoltre, per gli anziani occorre prestare attenzione all’esposizione al sole perché sono particolarmente soggette a problemi di salute dovute al caldo come i colpi di calore;
  • Attenzione ai raggi UV anche in gravidanza. Infatti, gli studi suggeriscono che i raggi UV potrebbero avere effetti positivi sulla crescita del feto, tuttavia non sono conclusivi. È quindi consigliato proteggersi bene dalle radiazioni solari anche quando si è incinte.

Intervista alla dottoressa Marina Romagnoli

La Dottoressa Marina Romagnoli, dermatologa e Responsabile regionale della ISPLAD (International Society of Plastic Aesthetic Oncological and Rigenerative Dermatology), spiega come affrontare l’esposizione solare in sicurezza.
Il primo luogo comune da sfatare è quello che, applicando una crema solare con protezione SPF alta, non ci si abbronzi. In realtà nessuna crema protettiva (neanche la 50+) impedisce di abbronzarsi. Infatti, anche con la crema protettiva si ottiene una pelle dorata, semplicemente si tratta di un’abbronzatura ottenuta in modo più graduale e in tempi più lunghi (ma anche più duratura nel tempo).

Oltre alla crema solare, è bene proteggersi dai raggi solari anche indossando il cappello, gli occhiali da sole e indumenti con protezione solare. 

La Dottoressa dà consigli su cosa fare per preparare la pelle all’esposizione solare e su come comportarsi in caso di scottature ed eritemi.

Clicca sull'immagine per vedere l'intervista completa: buon ascolto! 

immagine che rappresenta Paolo Pedemonte e la Dottoressa Marina Romagnoli



RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

Domande e risposte

Quando ci sono i raggi UV?

Con raggi “UV” (UltraVioletti) ci si riferisce alle onde elettromagnetiche invisibili che si trovano appena al di là del colore viola. Non sono ionizzanti, cioè non sono capaci di rompere i legami tra le molecole, ma possono danneggiare le cellule, infatti sono potenti germicidi. Siamo esposti a questi raggi soprattutto dal sole, ma anche da alcune macchine che realizziamo, come i lettini solari e le lampade abbronzanti.

Quali sono i raggi UV che fanno male? 

In quantità moderate, le radiazioni ultraviolette possono avere effetti benefici, poiché portano la nostra pelle a produrre vitamina D, fondamentale per la salute delle ossa, e sono indicate per trattare alcune patologie della pelle. Tuttavia, tutti i tipi di raggi UV sono cancerogeni certi e possono provocare danni a pelle e occhi, perché penetrano all’interno delle cellule e possono danneggiarne il DNA. Per questo occorre sempre proteggersi in caso di esposizione al sole.

Quali sono i benefici dei raggi UV?

I raggi UV, in quantità moderate (che assumiamo anche quando abbiamo la crema solare!), hanno anche effetti benefici nel nostro organismo: migliorano l’umore, riducono le infiammazioni e ci portano a produrre la vitamina D. Nella nostra pelle c’è il deidrocolesterolo (un precursore della vitamina D) che assorbe l’energia dei raggi UV (in particolare dei raggi UV-B). In questo modo si trasforma in previtamina D3, che dopo 2 giorni si converte spontaneamente in vitamina D3 (vitamina D).

Quando i raggi UV sono pericolosi?

I raggi UV sono ricchi di energia, il che consente loro di penetrare i tessuti e interagire con il DNA. Con esposizioni prolungate, soprattutto da bambini, questo può causare mutazioni del DNA che portano ad alterazioni delle cellule, con diverse conseguenze, come la formazione di tumori o la morte delle cellule. In questo modo, le radiazioni ultraviolette accelerano l’invecchiamento cutaneo e portano scottature, macchie, eritemi solari e malattie della pelle e degli occhi, incluse alcune forme di cancro. In dosi moderate, i raggi UV portano anche benefici, consentendoci di produrre la vitamina D e combattendo alcune patologie della pelle, ma questo avviene anche se utilizziamo la crema solare.

Dove trovo i raggi UV?

I raggi UV sono presenti ovunque arrivi la luce solare, anche all’ombra. In particolare, i raggi UV sono più intensi in alta montagna, in estate, verso mezzogiorno e ai tropici. Inoltre, vi sono alcune fonti artificiali di raggi UV: lettini e lampade solari, alcune lampade germicide, alcuni tipi di saldatori e laser e diversi tipi di lampade alogene, incandescenti e fluorescenti.

Come ci si protegge dai raggi UV?

Per difendersi dai danni del sole è consigliato stare all’ombra, soprattutto nelle ore della giornata in cui il sole è a picco (in estate, tra le 10 e le 16), indossare occhiali da sole e vestiti coprenti e proteggersi sempre con crema solare con fattore di protezione solare di almeno 30+ ogni qualvolta ci si esponga al sole, anche perché l’ambiente riflette parte dei raggi UV (ad esempio, la neve ne fa “rimbalzare” indietro l’80%).

Qual è la differenza tra raggi UV-A e UV-B?

Esistono 4 tipi di raggi UV: UV-A sono le onde più “larghe”, poi vi sono UV-B, UV-C e UV lontano, le onde più “strette”. I raggi UV-A sono onde più lunghe rispetto ai raggi UV-B, per cui sono meno energetici ma penetrano più profondamente all’interno degli strati cutanei. Rispetto ai raggi UV-B, sembrano promuovere maggiormente la formazione di rughe e l’invecchiamento della pelle. Sono anche coinvolti nella formazione di alcuni tipi di cancro della pelle, ma i raggi UV-B ne sono i principali responsabili. Siamo esposti a entrambi i tipi di radiazioni ultraviolette per mezzo del Sole o delle lampade e dei lettini solari, anche se la maggior parte dei raggi UV provenienti dal Sole è data da raggi UV-A perché attraversano più facilmente l’atmosfera. 

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