Aggiornato il 28.10.2025
La placca dentaria è una sorta di pellicola (biofilm) che si deposita sulla superficie dei denti ed è formata da batteri (soprattutto Streptococcus mutans e Lactobacillus spp), residui alimentari, cellule epiteliali e saliva. Questa pellicola rimane perfettamente aderente ai denti, in particolare lungo il margine gengivale.
La cattiva notizia è che si forma indipendentemente dal fatto che hai mangiato o meno. Già qualche minuto dopo la pulizia, questa pellicola ha ricoperto i denti, ospitando batteri che continuano a moltiplicarsi. La buona notizia è che la puoi rimuovere in gran parte lavandoti i denti.
Se non viene eliminata regolarmente con spazzolino e filo interdentale, può mineralizzarsi trasformandosi in una struttura più dura che non puoi eliminare con lo spazzolino, il tartaro. La permanenza degli zuccheri di provenienza alimentare che vengono fermentati dai batteri presenti nella placca può portare alla formazione della carie, che è una decalcificazione del dente. La crescita della placca può, infine, provocare un’infiammazione cronica del tessuto di sostegno dei denti (formato da gengiva, osso alveolare, legamento parodontale, cemento radicolare) chiamata parodontite, che un tempo veniva definita piorrea e che porta alla caduta degli elementi dentari.
L’accumulo di placca e tartaro può causare un’infiammazione acuta delle gengive (gengivite): te ne accorgi per la presenza di gonfiore, arrossamento, alterazione dei normali contorni, e per come sanguinano facilmente quando passi lo spazzolino. Oppure la comparsa di afte, ulcere della mucosa orale molto fastidiose che possono variare per dimensione, distribuzione e frequenza d’insorgenza. Se indossi protesi mobili saprai di essere più soggetto rispetto alla popolazione generale alla stomatite: il rischio è più alto in caso di infezioni del cavo orale (ad esempio, da candida), protesi poco stabili o scarsa igiene.
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PLACCA |
TARTARO |
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CARATTERISTICHE |
Appiccicoso, molle |
Duro, calcificato |
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FORMAZIONE |
Si forma pochi minuti dopo la pulizia |
Si deposita in 24-72 ore se la placca non viene rimossa |
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COLORE |
Incolore/bianco |
Giallastro/brunastro |
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RIMOZIONE |
Con lo spazzolino e il filo interdentale |
Con la pulizia professionale |
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CONSEGUENZE |
Se si accumula, evolve in tartaro e carie |
Se non rimosso, irrita le gengive e può causare parodontite |
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COMPOSIZIONE |
Batteri + residui + cellule epiteliali |
Placca + sali minerali |
Come mantenere i denti puliti a casa?
Ecco la routine quotidiana per prevenire carie e gengiviti:
L'igiene orale quotidiana, per quanto eseguita in modo meticoloso e attento, non è però sufficiente per rimuovere completamente dai denti la placca e soprattutto il tartaro. La pulizia fatta con lo spazzolino si limita a sollevare batteri e residui di cibo che si sono depositati sullo smalto del dente o incastrati negli spazi interdentali, ma non riesce a eliminare placca e tartaro nascosti sotto la gengiva o negli spazi difficilmente raggiungibili dallo spazzolino. Irremovibile con i normali strumenti di igiene orale, il tartaro può essere eliminato soltanto attraverso una pulizia dentale professionale.
Quando preoccuparsi? Per mantenere i denti in buona salute, è fondamentale quindi non trascurare sintomi apparentemente banali come sanguinamento gengivale, alito cattivo o sensibilità dentinale.
La pulizia dentale professionale è di solito raccomandata ogni 6 mesi; se non ci sono particolari problemi, si può tenere una frequenza di una seduta all’anno.Una pulizia dentale più frequente, ad esempio ogni 3 mesi, è invece consigliata per le persone con malattie della bocca ( piorrea, gengiviti) o malocclusione dentaria, condizioni che favoriscono il deposito della placca e la formazione di tartaro.
Sottoponendoti ad un controllo odontoiatrico annuale, potrai individuare eventuali problemi sul nascere e intervenire precocemente per evitare trattamenti demolitivi e la perdita di elementi dentari.


RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
Dopo un trattamento di pulizia profonda, ci si può aspettare che le gengive e i denti siano un po’ più sensibili per alcuni giorni. Per ridurre il disagio può essere utile mangiare alimenti morbidi ed evitare bevande troppo calde o fredde.
Se il trattamento non ha previsto l’applicazione del fluoro, si può mangiare subito dopo la pulizia. Quando invece è stato usato anche il fluoro, è meglio aspettare almeno 30 minuti prima di mangiare ed evitare cibi appiccicosi, speziati, croccanti e duri.
Lo spazzolino elettrico, se correttamente usato, è più efficace nella pulizia dei denti e nella prevenzione delle patologie citate nell’articolo.
Se usi uno spazzolino manuale, ricordati di acquistarne uno con la testina di piccole dimensioni e le setole angolate. Le setole morbide non danneggiano lo smalto. Se usi uno spazzolino elettrico, il fatto che abbia testa oscillante o rotante non fa molta differenza. Più importante del tipo di spazzolino è la frequenza con cui ti lavi i denti e il fatto che li lavi correttamente. Se hai dubbi sul dispositivo migliore da usare, parlane con il tuo Dentista.
La frequenza raccomandata è di una seduta l’anno, in generale. Se non ci sono particolari problemi, anche una volta ogni 6 mesi può andare bene.
Ricordati, però, che più tempo aspetti maggiore sarà il fastidio durante e dopo la procedura e maggiori i rischi di malattie dei denti e delle gengive.
La pulizia professionale dei denti non provoca danni. Gli strumenti e le sostanze usate sono adatti a realizzare una pulizia che rispetta la loro natura.
No. La pulizia dentale professionale prevede anche un lieve sbiancamento, che però rimuove solo le macchie più superficiali. Lo sbiancamento vero e proprio è una procedura diversa.
Dura da 30 a 60 minuti, anche a seconda della quantità di tartaro che si deve rimuovere.
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