Indice
Domande e risposte
Che cosa comprende l’igiene dentale
Avere un
sorriso splendente è il desiderio di tantissime persone; tuttavia, non sempre è facile avere dei denti bianchi e perfetti. Una dentatura bianca e
ben curata, infatti, non è soltanto un vantaggio a livello estetico, ma corrisponde anche ad
un'accurata igiene orale che è indispensabile per la
salute dei denti e delle gengive.
Per garantirsi un’igiene orale adeguata a contribuire a
prevenire alcune malattie, non basta lavarsi i denti. Dipende dagli
strumenti che utilizziamo, dalla
frequenza e dalla
modalità con cui eseguiamo l’igiene dentale domestica; ma è importante anche
non fumare e seguire un’
alimentazione sana.
I problemi della scarsa igiene orale
- Gengivite (parodontite). Con il termine parodontite (o gengivite espulsiva) ci si riferisce a una malattia infettiva di origine batterica, che interessa i tessuti della bocca che hanno il compito di mantenere i denti nella loro sede naturale. Quando l’infezione è lieve e interessa solo le gengive, provocandone l’infiammazione, si parla semplicemente di gengivite. Ce ne accorgiamo perché le gengive iniziano a sanguinare, spesso presentano tumefazione e arrossamento e assistiamo al cambiamento dei loro normali contorni. Fortunatamente, il più delle volte si tratta di un problema non grave, che dopo la visita dal dentista si risolve con una buona pulizia professionale e igiene orale, modificando abitudini sbagliate e talvolta, a seconda della causa, aiutandosi con una cura antibiotica o con antinfiammatori. La più comune è la gengivite dovuta a placca, oppure di natura infettiva. La placca dentale è la pellicola di batteri, saliva, residui di cibo e cellule morte che si deposita sui nostri denti mangiando o respirando. Quando la placca è indurita da oltre 72 ore dal suo deposito, diventa tartaro. Il motivo per cui viene il tartaro ai denti è un’igiene orale non corretta. Usando male lo spazzolino o il filo interdentale, la placca rimane lungo la linea gengivale e si accumula tra gengive e denti, oppure fra denti e otturazioni difettose, intorno ai ponti o agli apparecchi ortodontici. La placca crea delle sacche tra dente e gengiva, irritando queste ultime e permettendo ai batteri di proliferare, causando gengivite e carie nelle radici dei denti. Quando la placca diventa tartaro, quindi è indurita, non è più possibile rimuoverla semplicemente con spazzolino e filo interdentale, ma c’è bisogno di ricorrere a una pulizia professionale dal dentista.
- Pericoronite. La pericoronite è la gengivite dovuta a un dente incluso, cioè non completamente fuoriuscito dalla gengiva ma rimasto al suo interno. È il caso, per esempio, dei denti del giudizio che non hanno spazio per fuoriuscire correttamente. In questi casi la gengiva si gonfia in corrispondenza del dente interessato. La prima soluzione è usare acqua salata e antisettici per disinfettare da residui e batteri. Se la situazione è più delicata e molto dolorosa, si procede con l’estrazione del dente, accompagnata da terapia antibiotica.
- Infezioni. Fra le infezioni virali, spicca la gengivostomatite erpetica acuta, provocata dal virus dell’herpes, che causa piccole ulcere bianche o gialle all’interno della bocca. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, la gengivostomatite erpetica acuta passa da sola in un paio di settimane senza fare nulla. Oltre ai virus, la gengivite può essere causata anche da funghi come il mughetto (candidosi) dovuto a Candida albicans, che forma una macchia bianca o rossa. In questi casi, è bene assumere un farmaco antimicotico e avere una buona igiene orale.
- Carie. La carie invece è la distruzione dello smalto. Non trattata, la carie arriva a colpire gli strati più profondi del dente, portando alla perdita dello stesso. La prevenzione passa da una corretta igiene orale quotidiana e regolari visite dentistiche per individuarla semmai sia in fase iniziale.
Come lavare lo spazzolino
La prima cosa da fare è assumere la
buona abitudine di
detergere sempre lo
spazzolino da denti. Infatti, i batteri che colpiscono il
cavo orale tendono a depositarsi tra le
setole dello spazzolino, per questo motivo si consiglia di lavarlo spesso e
in modo accurato e di riporlo in
posizione verticale.
Molte persone tendono, inoltre, a coprire lo spazzolino con una
mascherina di plastica, che a sua volta però potrebbe favorire la
proliferazione dei batteri in quanto trattiene l'umidità. Si consiglia di lavarlo regolarmente con
acqua tiepida e collutorio e di sostituirlo
ogni tre mesi. È consigliabile scegliere un modello
medio o morbido, dotato di setole in
silicone, poiché, essendo un materiale più delicato, non si corre il rischio di danneggiare lo smalto dei denti e le gengive. Per chi porta
l'apparecchio è indicato l'utilizzo di uno spazzolino
ortodontico, e il
monociuffo è il modello più adatto agli impianti.
Quale dentifricio scegliere?
Il dentifricio serve per aiutare a
rimuovere la
placca e il
ph acido che rovina i denti. Il
fluoro, per esempio, si utilizza perché si lega alla
superficie esterna dei denti e aumenta la resistenza del dente all’erosione dovuta al ph acido. Meno consigliati sono invece i dentifrici con
microgranuli, i quali possono essere eccessivamente
abrasivi e a lungo andare
rovinare il dente. Inoltre, ci sono i dentifrici cosiddetti
salini, che hanno un effetto
astringente per le gengive (per esempio se sanguinano), ma in questo caso è bene
consultare il dentista per capire da dove origina il problema ed evitare il fai da te. I dentifrici esplicitamente
antiplacca\antisettici includono sostanze che inibiscono la crescita batterica. Alcuni sono a base di
clorexidina, un disinfettante contro batteri
Gram-positivi,
Gram-negativi e
funghi, che andrebbero quindi usati sotto consiglio del dentista. Infine, per persone che soffrono di
ipersensibilità dentale, lo specialista può consigliare dentifrici
desensibilizzanti, che spesso si applicano anche come
pomate sui denti doloranti.
Filo interdentale: sì o no?
Certo! Onde evitare la formazione di
carie profonde o
tartaro, si consiglia di ricorrere all'uso del filo interdentale
una o due volte al giorno prima di procedere al lavaggio dei denti. Gli specialisti consigliano di usare
40 cm di filo,
arrotolandolo al dito medio di ogni mano, lasciando qualche centimetro con cui lavorare. Tenendo il
filo teso fra il pollice e l’indice, lo si inserisce fra le
fessure di ogni dente, cercando di andare
sotto il margine della gengiva, per togliere placca e tartaro, rimanendo però delicati per non far sanguinare le gengive. Se i denti sono molto vicini, per estrarre il filo dalla fessura è bene
muoverlo avanti e indietro mentre si sale verso l’alto.
Come si lavano i denti
Assumere la buona abitudine di
lavare sempre i denti quando è necessario può aiutare ad ottenere il sorriso smagliante desiderato. Anche in questo caso, però, è consigliabile seguire alcune semplici ed importanti
accortezze: ad esempio, dopo aver bevuto delle bevande ricche di
zuccheri, è meglio
attendere un po' di tempo prima di lavare i denti, poiché gli
acidi contenuti nelle bevande insieme all'azione dello spazzolino possono
danneggiare lo smalto dei denti. Dunque, per favorire un
rapido scioglimento degli acidi, si consiglia di
bere dell'acqua oppure masticare una gomma dopo aver bevuto queste bevande specifiche.
Il
processo di lavaggio dei denti dovrebbe durare
almeno due minuti, con le seguenti fasi:
- Mettere il dentifricio sullo spazzolino, dopo averlo inumidito: ne basta una piccola quantità.
- Spazzolare i denti con un movimento dalle gengive al dente: con questa tecnica, detta "a rullo", lo sapzzolamento risulta garantire una pulizia più approfondita della bocca. Inoltre, secondo la tecnica di Fones, è possibile effettuare cerchi sulla superficie del dente.
- Ripetere questo movimento per ogni parte della bocca, per circa 15 secondi in ciascuna zona: esterna e interna del dente, occlusale, interprossimale destra, interprossimale sinistra. In particolar modo, si raccomanda di insistere negli spazi tra un dente e l'altro, dove più facilmente si deopositano i residui di cibo.
- Spazzolare delicatamente anche la lingua, usando o gli appositi pulisci lingua oppure anche semplicemente le setole dello spazzolino.
- Sciacquare per almeno 30 secondi con acqua ed eventualmente collutorio.
Per chi usa lo
spazzolino elettrico, è bene assicurarsi di usare
testine morbide e di
non esercitare troppa pressione sul dente mentre lo si passa, perché potrebbe portare ad abrasione. Lo spazzolino elettrico si usa mantenendo ferma la testina per
3 secondi su ogni lato del dente (parte interna, parte esterna, parte occlusale), raggiungendo
in tutto i
2 minuti per la pulizia di tutta la bocca.
Denti e alimentazione
La
dieta non va affatto sottovalutata anche per quanto riguarda l'igiene orale. Per ottenere un
sorriso smagliante, infatti, è bene essere molto attenti all'
alimentazione.
Bisogna innanzitutto
ridurre il consumo di
zuccheri e bevande come
the o
caffè, che a lungo andare causano le
macchie sui denti. È consigliabile invece
integrare il consumo di
latticini all'interno della propria dieta, poiché contribuiscono al giusto apporto di
calcio e di
vitamine per l'organismo. Inoltre, un'assunzione regolare di questi alimenti,
riduce il rischio di sviluppare
parodontiti.
L’impatto del fumo sulla salute della bocca
Oltre alle forme di
cancro del cavo orale, correlate con
l’abitudine al fumo, e oltre a provocare
macchie sui denti, fumare accentua notevolmente il
rischio di parodontite. Fra i fumatori, i disturbi gengivali anche gravi sono
molto più presenti che nei non fumatori. Il fumo rende inoltre
più difficile la guarigione delle gengive. Infine, il fumo
a lungo termine è una delle cause della
caduta dei denti. Danneggia infatti le gengive, provocando
recessioni gengivali e lasciando così
scoperte le radici dei denti.
Lavare i denti ai neonati
Per i
neonati, che non hanno ancora i denti, si possono
pulire le gengive con una
garza o con un
ditale di gomma dotato di un
lato zigrinato, per pulire facilmente sia le gengive che la lingua.
Per i
bambini:
- Da 1 a 3 anni: possono già usare lo spazzolino, ma non ancora il dentifricio. Anche se saranno ancora i genitori a pulire loro i denti, in questo modo il bambino comincerà a familiarizzare con lo spazzolino, solitamente manuale.
- Tra i 3 e i 6 anni: a questa età, il bambino può cominciare a lavarsi i denti in autonomia, sempre sotto la supervisione di un adulto. Lo spazzolino più indicato può essere sia manuale sia elettrico, basta che presenti una testina kids (o comunque adatta alla bocca piccola). Il dentifricio dovrebbe avere una concentrazione di fluoro non superiore a 500 ppm: questa è la quantità consigliata in modo da evitare la fluorosi (degenerazione dello smalto dei denti, demineralizzazione e macchie).
- Dai 6 anni in su: il bimbo è in grado di lavarsi i denti da solo con spazzolino manuale o elettrico. A partire da questa età, è possibile utilizzare un dentifricio per adulti al gusto preferito: inutile preoccuparsi per la quantità ingerita involontariamente perché, secondo gli studi, scende al 30% in quanto, a questa età, i riflessi di deglutizione sono già sviluppati. I bambini possono pulirsi i denti utilizzando la tecnica di Fones: essa prevede movimenti rotatori che lo aiutano a spazzolare correttamente, evitando che spazzoli i denti solo in verticale e orizzontale.
Come funziona la pulizia dei denti dal dentista
La
pulizia professionale viene svolta da un
igienista dentale ed è consigliata, a seconda della situazione personale,
ogni 6 mesi/un anno. Per la pulizia dei denti dal
dentista, si utilizzano
strumenti a ultrasuoni, con
punte sottili in grado di raggiungere il tartaro sotto le gengive ed eliminarlo. In un secondo momento, lo specialista utilizza una
pasta lucidante o uno spazzolino particolare adatto allo smalto dei denti (
airflow), per effettuare la
lucidatura del dente.
A seconda delle condizioni di ognuno, l’intera pulizia dentale può durare più o meno tempo.
Solitamente, dura un’ora e
non è dolorosa, tranne in alcuni passaggi se il
tartaro dovesse essere
profondo, per esempio se è passato molto tempo dall’ultima seduta.
RIFERIEMNTI BIBLIOGRAFICI
IRCCS Humanitas, Research Hospital, Carie
Ministero della Salute, Le regole della prevenzione - In generale
Humanitas Mater Domini, Igiene dentale
Fondazione Umberto Veronesi, La fumatrice incallita ci rimette anche i denti (2013)
Uppa, Come si lavano i denti ai bambini?
Domande e risposte
Cosa si intende per igiene orale?
Per garantirsi un’igiene orale adeguata a contribuire a prevenire alcune malattie, non basta lavarsi i denti. Dipende dagli strumenti che utilizziamo, dalla frequenza e dalla modalità con cui eseguiamo l’igiene dentale domestica; ma è importante anche non fumare e seguire un’alimentazione sana.
Come si effettua una corretta igiene orale?
Il processo di lavaggio dei denti dovrebbe durare almeno due minuti, con le seguenti fasi:
- Mettere il dentifricio sullo spazzolino, dopo averlo inumidito: ne basta una piccola quantità.
- Spazzolare i denti con un movimento dalle gengive al dente: con questa tecnica, detta "a rullo", lo sapzzolamento risulta garantire una pulizia più approfondita della bocca. Inoltre, secondo la tecnica di Fones, è possibile effettuare cerchi sulla superficie del dente.
- Ripetere questo movimento per ogni parte della bocca, per circa 15 secondi in ciascuna zona: esterna e interna del dente, occlusale, interprossimale destra, interprossimale sinistra. In particolar modo, si raccomanda di insistere negli spazi tra un dente e l'altro, dove più facilmente si deopositano i residui di cibo.
- Spazzolare delicatamente anche la lingua, usando o gli appositi pulisci lingua oppure anche semplicemente le setole dello spazzolino.
- Sciacquare per almeno 30 secondi con acqua ed eventualmente collutorio.
Quanto costa la pulizia dei denti dal dentista?
Dipende dallo specialista, che può fissare il prezzo che crede, e dalle tempistiche richieste dalla situazione specifica di ognuno. Solitamente il range è fra i 50 e i 120 euro.
Cosa comprende l'igiene dentale?
La pulizia professionale viene svolta da un igienista dentale ed è consigliata, a seconda della situazione personale, ogni 6 mesi/un anno. Per la pulizia dei denti dal dentista, si utilizzano strumenti a ultrasuoni, con punte sottili in grado di raggiungere il tartaro sotto le gengive ed eliminarlo. In un secondo momento, lo specialista utilizza una pasta lucidante o uno spazzolino particolare adatto allo smalto dei denti (airflow), per effettuare la lucidatura del dente.
A seconda delle condizioni di ognuno, l’intera pulizia dentale può durare più o meno tempo. Solitamente, dura un’ora e non è dolorosa, tranne in alcuni passaggi se il tartaro dovesse essere profondo, per esempio se è passato molto tempo dall’ultima seduta.