Hai poco tempo? Guarda il video che ti spiega in 2 minuti differenze, benefici e rischi della dieta vegetariana e vegana.
La dieta a base vegetale
Nel mondo, il numero di vegani e vegetariani è in crescita. Basti pensare che in Italia, come riportano i dati Eurispes 2024, tra il 2014 e il 2024 i soli vegani sarebbero quadruplicati. A spingere verso l’alimentazione vegetale sono soprattutto la volontà di ridurre losfruttamento animale, il desiderio di minimizzare il proprio impatto ambientale e il proposito di stare in salute. Ma una dieta a base vegetale non è necessariamente più salutare di una onnivora: i vegetariani e soprattutto i vegani rischiano alcune carenze se non seguono un’alimentazione vegetariana o vegana sana ed equilibrata.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità conclude che “prove consistenti sostengono lo spostamento verso diete sane a base vegetale, che riducono o eliminano l'assunzione di prodotti animali e massimizzano la One Health”. Tuttavia, evidenzia che non sono ancora del tutto noti gli effetti di diete vegetariane e vegane sul lungo termine, e che anche una dieta che prevede la carne in piccole quantità può essere una scelta positiva.
In generale, è importante assumere una varietà di alimenti e seguire le necessità individuali per un corretto apporto di nutrienti. Gli specialisti consigliano il supporto di nutrizionisti o dietologi, soprattutto nei bambini e nelle donne in gravidanza o in allattamento.
Differenza tra vegetariani e vegani
Qual è la differenza tra dieta vegetariana e vegana? Mentre i vegetariani nella propria alimentazione includono qualsiasi cibo eccetto che carni e frutti di mare (dieta latto-ovo-vegetariana) o escludono anche le uova (dieta latto-vegetariana) o viceversa il latte ma non le uova (dieta ovo-vegetariana), i vegani escludono anche gli alimenti che derivano indirettamente dagli animali, quali latte e latticini, uova e miele. Secondo un’indagine Eurispes del 2024, sono quasi 5 milioni gli italiani che scelgono diete prevalentemente o esclusivamente vegetali: i vegetariani rappresentano il 7,2% della popolazione (in crescita rispetto al 2021, in cui erano il 5,8%) e i vegani il 2,3%. Il 5% dichiara invece di essere stato vegetariano in passato.
Secondo i sondaggi, a spingere verso questi regimi alimentari sono soprattutto 2 motivazioni:
Etiche, per il rispetto degli animali e/o del pianeta. Infatti, molti vegetariani e vegani intraprendono questa scelta perché preferire gli alimenti vegetali a quelli di origine animale riduce fino al 70% l’impatto ambientale della nostra alimentazione;
Salutistiche. Secondo i dati Eurispes, grazie a questi stili alimentari l’86,4% degli intervistati ha la sensazione di una migliore condizione fisica e il 73,3% trova più semplice mantenere il peso forma.
A queste ragioni si aggiunge la curiosità o la voglia di sperimentare in cucina. In generale, i vegani sono spesso spinti da motivazioni più forti, che influenzano il loro stile di vita anche sotto altri aspetti: spesso evitano anche di comprare e utilizzare abiti, accessori e altri oggetti di origine animale, come quelli realizzati in lana o pelle.
L’alimentazione vegetariana e quella vegana possono essere benefiche per la salute, ma è importante essere consapevoli sia dei vantaggi sia dei rischi che questi regimi alimentari comportano, perché se non gestiticorrettamente possono dare importanti problemi di salute.
Consulta le Strutture Sanitarie che effettuano una visita nutrizionistica:
La dieta vegetariana è un regime alimentare che prevede l’assunzione di tutti gli alimenti a eccezione di carne, pesce, molluschi e crostacei. Include quindi verdure, frutta, frutta secca, semi, cereali, legumi, latte e derivati e uova. Secondo gli studi, chi segue una dieta vegetariana ottiene molti benefici per la salute:
Minore incidenza di disturbi metabolici come sindromemetabolica e diabete di tipo 2;
Rischioridotto di sviluppare alcuni tipi di cancro, in particolare quello del colon, soprattutto per via della mancata assunzione di insaccati e in modo indiretto, perché una dieta a base vegetale corretta può prevenire alcuni fattori di rischio per i tumori;
Più basso rischio di mortalità, soprattutto negli uomini.
Tuttavia, è importante prendere alcuni accorgimenti affinché l’alimentazione vegetariana sia corretta, prevenendo carenze nutrizionali e i conseguenti rischi per la salute.
Un’alimentazione vegetariana corretta
La dieta vegetariana è vantaggiosa per la salute perché riduce l’incidenza del sovrappeso e riduce il tassoglicemico e il colesterolo LDL (il cosiddetto “colesterolo cattivo”). Infatti, è ricca di fibre, vitamine, sali minerali e “grassi buoni” e povera di grassi animali. Ma la dieta vegetariana non è automaticamente più salutare di una dieta onnivora: per ottenere i maggiori benefici di un’alimentazione vegetariana è importante assumere una grande varietà di alimenti e seguire alcune indicazioni.
Alimentazione vegetariana
Mangiare verdura e fruttafresche e di stagione, evitando conserve, marmellate, succhi di frutta e altre preparazioni ricche di zuccheri e sali;
Consumare a ogni pasto una porzione di cereali (pasta, riso, pane, polenta, farro, orzo, avena e simili), preferibilmente integrali;
Assumere proteine a ogni pasto. Per compensare le porzioni proteiche di una dieta onnivora, è consigliato assumere maggiori quantità di legumi (almeno 7 volte a settimana) e frutta secca (poche decine di grammi al giorno per non eccedere con i grassi). Un’ulteriore opzione sono le micoproteine (sostituto della carne a base di funghi);
Prediligere latte e derivati magri e freschi, senza superare le 3-4 dosi a settimana oltre la colazione;
Preferire grassi insaturi, presenti negli olii vegetali (di oliva, mais, girasole e arachidi), nella frutta secca e nei semi. Si tratta di ottime fonti di grassi benefici per l’organismo. In particolare, si consiglia l’olio extravergine di oliva a crudo. È bene ridurre, invece, i grassi saturi (come burro, panna, strutto, margarina, olio di palma e olio di cocco). In ogni caso, è consigliato limitare la quantità di questi alimenti a circa 2 cucchiai al giorno;
Limitare l’assunzione di alimenti molto processati e quelli ricchi di grassi, zuccheri semplici (di cui andrebbero assunti meno di 25 grammi al giorno) e sale (da ridurre a meno di 5 grammi al giorno);
Beremolto (circa 2 litri al giorno);
Evitare l’alcol, che è dannoso e può peggiorare l’assorbimento di alcuni nutrienti essenziali.
In generale, l’alimentazione vegetariana non comporta rischi perché prevede l’assunzione di uova e latticini, che forniscono tutti i nutrienti che si trovano prettamente in alimenti di origine animale. Tuttavia, può non essere adeguata per alcune persone dato che ogni organismo è diverso. Inoltre, per evitare carenze può essere necessario prendere alcuni accorgimenti e integrare alcuni nutrienti o cibi, sulla base delle indicazioni di un medico o un nutrizionista.
Cosa non deve mancare nella dieta di un vegetariano?
Nutrienti
Nutrienti
Nutrienti
Nutrienti
Nutrienti
Nutrienti
Vitamina B12 I vegetariani presentano spesso carenza di vitamina B12, una sostanza necessaria al metabolismo di alcune molecole e alla formazione del midollo osseo. Questa carenza può comportare l’anemia megaloblastica (una forma di anemia in cui aumentano le dimensioni dei globuli rossi) che aumenta il rischio di malattie cardiovascolari.
Le migliori fonti di questa vitamina sono alimenti non presenti nella dieta vegetariana: le carni (soprattutto di vacca e carni bianche come pollo e tacchino), il fegato e i frutti di mare (in particolare, molluschi e pesce). Ottime fonti vegetariane di vitamina B12 sono:
Uova;
Latte e derivati;
Cereali e derivati della soia arricchiti con vitamina B12;
Lievito di birra e altri lieviti fortificati.
Tuttavia, per raggiungere la quantità di vitamina B12 raccomandata (2,5 microgrammi al giorno) può essere necessaria l’integrazione di idrossicobalamina, dietro consiglio medico.
Proteine
Non tutte le proteine sono uguali: gli aminoacidi che le compongono ne determinano la qualità. Gli alimenti di origine animale sono piùricchi di proteine di qualità, perché contengono la metionina, di cui i legumi sono carenti. Inoltre, la dieta vegetariana è più ricca di fibre rispetto alla dieta onnivora: questo riduce di circa il 25% la capacità dell’organismo di assorbire le proteine.
Per aumentare l’assunzione di proteine di qualità nella dieta vegetariana, si raccomanda di:
Assumere più proteine (circa 1,3 volte quanto raccomandato agli onnivori, quindi circa 80 grammi a pasto a seconda del peso della persona);
Associare i legumi ai cereali (pasta, pane, riso, semi).
Ferro
Negli alimenti si possono trovare due tipi di ferro. Il ferro eme si trova legato a delle proteine (le emoproteine) ed è presente nelle carni. I vegetali, invece, contengono il ferro non-eme, che è in forma inorganica e quindi è più difficilmente assimilabile. Soggetti particolarmente a rischio di carenza di ferro sono le donne in età fertile, gli sportivi e coloro che hanno disturbi intestinali (che possono comportare cattivo assorbimento.
Per limitare il rischio di carenza di ferro, un’alimentazione vegetariana corretta prevede:
Assumere molteuova e vegetali ricchi di ferro, quali legumi, funghi secchi, frutta secca, cereali integrali e verdure a foglia verde. Esistono anche cereali fortificati, con aggiunta di ferro;
Associare questi alimenti a cibi ricchi di vitamina C (come kiwi, agrumi e pomodori), che ne migliorano l’assorbimento;
Eventualmente, assumere integratori di ferro.
Zinco
Nella dietaonnivora, l’assunzione di alimenti di origine animale aiuta l’assorbimento dello zinco, che aiuta il sistema immunitario e alcune reazioni dell’organismo. I vegetariani, quindi, per migliorare la propria assunzione di questo minerale dovrebbero:
Assumerlo in maggiori quantità, preferendo cereali integrali e assumendo una porzione (20-40 g) di frutta secca e semi oleosi al giorno;
Accompagnare questi alimenti a vegetali che ne favoriscono l’assorbimento, quali frutta, cavoli, broccoli, cime di rapa, rucola o ravanelli.
Grassi omega-3
Utilissimi per l’organismo e per la prevenzione di malattie (in particolare quelle cardiovascolari), ne sono ricchi i pesci grassi. I vegetariani possono assumerli soprattutto attraverso:
Olio di semi di lino;
Olio di colza;
Alimenti derivati dalla soia, come tofu e olio di soia;
Secondo le ricerche, assumere pesce garantisce comunque una migliore protezione dalle malattie cardiovascolari. Per ottenere gli stessi benefici con una dieta vegetariana si raccomanda di ridurre i grassi saturi e porre attenzione alla quantità di sale assunta (che deve essere inferiore ai 5 grammi al giorno).
Alimentazione vegetariana nei bambini
Gli studi hanno mostrato che i bambini che seguono una dieta vegetariana crescono tanto bene quanto i propri coetanei onnivori. Tuttavia, è importante tenere sottocontrollo gli alimenti assunti e rivolgersi a un nutrizionista o dietista per assicurare al piccolo un’alimentazione corretta. Infatti, in età pediatrica è particolarmente importante:
Assicurarsi che le calorie assunte siano sufficienti. Gli alimenti vegetali sono generalmente meno calorici di quelli di origine animale. Soprattutto in età prescolare, è importante che il bambino assuma sufficienti energie;
Integrare la vitamina B12. Necessaria per il metabolismo e la formazione del sangue, ne sono ricchi soprattutto alimenti di origine animale. Nella dieta vegetariana, può essere assunta con uova, latticini, cereali rinforzati e lievito di birra, ma in oltre 1 bambino vegetariano su 4 è insufficiente. Quindi, si raccomanda l’integrazione di idrossicobalamina dietro consiglio medico. La raccomandazione giornaliera di vitamina B12 è di 1,8 microgrammi al giorno tra i 9 e i 13 anni e di 2,5 microgrammi dai 14 anni in poi;
Implementare il ferro. Legumi, funghi, frutta secca e cereali integrali sono ricchi di ferro, che però, diversamente da quello di origine animale, si trova in una forma difficilmente assimilabile dall’organismo. Per questo può essere necessario assumere un’integrazione di ferro;
Integrare il calcio. L’alimentazione vegetariana potrebbe non apportare sufficienti quantità di calcio, richiedendo l’assunzione di alimenti rinforzati (come yogurt vegetali, cereali per la colazione) o eventuali integratori, dietro consiglio di uno specialista;
Limitare alimenti ricchi di fibre poco cotti. Gli alimenti difficili da masticare sono sconsigliati nei bambini, soprattutto prima dei 6 anni. Inoltre, una dieta troppo ricca di fibre limita l’assorbimento di alcuni macronutrienti.
Alimentazione vegetariana in gravidanza e in allattamento
È fondamentale che la gestante assuma le giuste quantità di energia e nutrienti perché l’embrione si sviluppi correttamente. Per questo è importante coinvolgere un professionista per assicurarsi che l’alimentazione vegetariana in gravidanza sia sana ed equilibrata e ricevere prescrizioni di integratori dove necessario.
Nelle donne in gravidanza che seguono una dieta vegetariana è importante porre attenzione ai livelli di:
Vitamina B12. La carenza di questa vitamina è comune in gravidanza e si associa ad alti livelli di omocisteina, causa di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari. La vitamina B12 è presente soprattutto in latte, latticini, uova e alimenti fortificati, come cereali per la colazione, bevande di soia (preferibilmente senza zuccheri) e lievito;
Ferro, da assumere in legumi, vegetali a foglia verde, noci, cereali integrali, frutta secca (in particolare albicocche) e alimenti fortificati (come i cereali), da abbinare ad alimenti ricchi di vitamina C per un migliore assorbimento;
Vitamina D. Anche se la produciamo in parte quando veniamo a contatto con i raggi solari, è raccomandato integrarla nella dieta tramite uova, latticini e alimenti fortificati con vitamina D (come alcuni yogurt vegetali);
Iodio. Si può ricavare da uova, latte e derivati, sale iodato (che però va consumato in minime quantità) e in alcuni vegetali, a seconda del suolo da cui provengono.;
Non è ancora chiaro se la dieta vegetariana comporti maggiore possibilità di carenze di zinco in gravidanza.
In allattamento, sono raccomandati l’integrazione di vitamina D e il monitoraggio dei livelli di B12 della madre e i livelli di acido metilmalonico nel bambino. In caso il neonato assuma una formula vegetale, si raccomanda che sia arricchita con metionina e il consiglio di un nutrizionista o dietologo.
L’alimentazione vegana: pro e contro
Pro e contro
Pro e contro
Pro e contro
La dieta vegana prevede la completa esclusione di alimenti di origine animale (carni, frutti di mare, latticini, uova, miele), in favore di un’alimentazione del tutto vegetale. Questo fa sì che sia ricca di fibre e alcuni tipi di vitamine e povera di grassi saturi. Inoltre, quasi il 60% dell’impatto ambientale dell’industria del cibo deriva dalla produzione e dal trasporto di carne e latte, quindi evitarne il consumo riduce l’impatto ambientale della propria alimentazione. Tuttavia, la coltivazione di alcuni vegetali per l’alimentazione umana (come caffè, cacao, banane eavocado) è ancora altamente impattante sull’ambiente, poiché le colture intensive producono sostanze inquinanti e sono le principali responsabili dei disboscamenti, importante causa di crisi climatica e scomparsa di specie animali. Ma quali sono i rischi di una dieta vegana? La mancata assunzione di cibi e derivati animali rende questo regime alimentare carente di alcune sostanze nutritive fondamentali e privo di vitamina B12 e vitamina D. Quindi, è necessario essere seguiti dagli esperti per evitare importanti carenze. In generale questa dieta non è raccomandata a nessuna età, soprattutto durante lo sviluppo e, per la salute dell’embrione, in gravidanza.
Un’alimentazione vegana sana ed equilibrata
Alimentazione vegana
Per una corretta alimentazione vegana è raccomandato:
Assumere una varietà di verdura e frutta freschi, per un totale di almeno 5 porzioni al giorno, evitando preparazioni ricche di zuccheri o sale;
Avere una porzione abbondante di carboidrati a ogni pasto, preferibilmente da cereali integrali (pasta, pane, orzo, farro, avena, polenta, eccetera);
Prevedere una porzione di proteine a ogni pasto, da legumi o alternative dei latticini, possibilmente arricchite con calcio e vitamina D. I derivati della soia sono l’alternativa migliore in termini di contenuto proteico;
Associare i legumi ai carboidrati e ad alimenti ricchi di vitamina C;
Preferire grassiinsaturi (soprattutto olio extravergine di oliva e poi olio di mais, di girasole e arachidi, frutta secca e semi oleosi) ai grassi saturi (come margarina, olio di palma e olio di cocco). Non bisogna superare i 2 cucchiai al giorno per non introdurre troppe calorie;
Ridurre l’assunzione di sale (meno di 5 grammi al giorno), zuccheri semplici, alimenti processati;
Evitare l’alcol, che è dannoso in qualsiasi quantità e riduce l’assorbibilità di sostanze utili;
Insieme a un nutrizionista, prevedere l’integrazione di sostanze nutritive di cui l’alimentazione vegana è carente;
L’alimentazione vegana per sportivi dovrebbe prevedere pasti più piccoli e frequenti e il maggiore ricorso ad alimenti molto energetici come frutta secca e semi oleosi.
Cosa mangiare per una dieta vegana completa
L’alimentazione vegana espone a carenze di proteine, vitamina B12, vitamina D, calcio, ferro, acidi grassi omega-3, iodio e zinco.
Proteine. È importante prevedere l’assunzione di una porzione di proteine a ogni pasto, in una quantità di circa 1,3 volte superiore a quella di una dieta onnivora (circa 80 grammi di proteine secondo il peso della persona). Per migliorare la qualità delle proteine assorbite, inoltre, si raccomanda di associare i legumi ai cereali;
Vitamina B12. L’alimentazione vegana può prevedere l’inclusione di questa vitamina solo mediante alimenti fortificati (quali cereali per la colazione, bevande vegetali e lieviti) o integratori;
Vitamina D. La principale fonte alimentare di questa vitamina per i vegani sono gli alimenti arricchiti (come bevande e yogurt vegetali o cereali per la colazione);
Calcio. Le fonti vegetali che contengono calcio (come le verdure a foglia verde, le mandorle e i fagioli) spesso presentano anche ossalati, sostanze che riducono la possibilità dell’organismo di assorbire il calcio. Si può sopperire con alimenti arricchiti (bevande e yogurt vegetali, meglio se a base di soia), legumi, semi di sesamo e frutta secca. Può comunque essere necessario un supplemento;
Ferro. Vegetali ricchi di ferro sono legumi, cereali integrali, verdure a foglia verde, noci e altra frutta secca, alimenti arricchiti. Tuttavia, l’organismo assorbe poco il ferro di origine vegetale: per migliorarne l’assunzione, è bene abbinare questi alimenti a cibi ricchi di vitamina C. Invece, è bene assumere alimenti ricchi di calcio in altri pasti, poiché interferiscono con l’assorbimento del ferro;
Grassi omega-3. Sono presenti nell’olio di colza e di semi di lino, nelle noci e negli alimenti derivati dalla soia, come tofu e olio di soia;
Iodio. I vegani possono assumere lo iodio tramite il sale iodato, ma è importante non eccedere, e dalle alghe. Può essere necessario assumere alimenti fortificati (come alcune bevande vegetali) o integratori;
Zinco. Legumi, grano, noci, tofu e cereali con aggiunta di zinco sono ricchi di questo minerale, ma è bene consumarli insieme a frutta o broccoli per ottimizzarne l’assorbimento. Inoltre, gli alimenti ricchi di zinco spesso contengono anche fitati e altre sostanze che ne riducono l’assorbimento, che vanno neutralizzate mediante l’ammollo prima del consumo.
Alimentazione vegana nei bambini
Per un corretto sviluppo nel corso della prima infanzia e nei bambini, in genere l’alimentazione vegana rende necessario implementare l’assunzione di vitamina B12, vitamina D, ferro, calcio e zinco. Infatti, fino all’86% dei bambini vegani mostra una carenza di vitamina B12, fondamentale per il metabolismo di molte sostanze. Si riscontrano anche carenze di calcio e vitamina D, che si associano a un maggior rischio di fratture ossee.
Il nutrizionista o il dietista possono essere di supporto per integrare i nutrienti necessari ai bambini che seguono un’alimentazione vegana. In ogni caso, a oggi le principali autorità sulla salute, come i National Institutes of Health, sconsigliano questo regime alimentare nelle fasi di crescita a causa delle carenze a cui può facilmente esporre.
Alimentazione vegana in gravidanza e allattamento
In gravidanza e allattamento è fondamentale assumere quantità sufficienti di energia, proteine, grassi, vitamine e sali minerali per la corretta crescita del bambino. La dieta vegana in gravidanza e allattamento richiede il consulto di un medico esperto (dietologo). Infatti, è spesso necessario integrare:
Vitamina B12. I bambini che assumono il latte di una madre vegana soffrono di forti carenze di vitamina B12, con rischio di danni al sistema nervoso centrale. Per questo è fondamentale che la madre aumenti l’apporto di vitamina B12 con alimenti fortificati o integratori;
Vitamina D. Si consiglia di consultare l’etichetta per assicurarsi che la fonte di vitamina D sia adeguata a una dieta vegana;
Ferro;
Calcio;
Iodio.
Nel caso in cui l’allattamento del bambino non sia al seno, si consiglia di preferire formule a base di soia con aggiunta di metionina, perché hanno una composizione e una qualità più simili a quelle del latte materno. Tuttavia, l’apporto di aminoacidi, vitamine e minerali potrebbe risultare comunque insufficiente, per cui è bene consultare un professionista.
Alcuni esempi di pasti e spuntini vegani
Ricordati che una dieta equilibrata include una buona fonte di proteine, carboidrati complessi e grassi sani a ogni pasto. Ecco alcuni esempi:
Un budino vegano al cioccolato (bevanda vegetale, cioccolato fondente, zucchero e fecola di patate 50) abbinato a frutti di bosco e semi di chia è un’ottima colazione;
Uno smoothie proteico può costituire una ricca colazione o spuntino. Per esempio, puoi mettere insieme una bevanda vegetale, spinaci, banana e proteine in polvere a base vegetale (come proteine di pisello o riso);
Bowl di cereali integrali e legumi: metti insieme quinoa o riso integrale, ceci o lenticchie arrosto, carote, verdure a foglia verde (come spinaci o cavolo riccio), un po’ di avocado e di semi di girasole, condendo con succo di limone e un po’ d’aglio;
“Burger” vegano di fagioli neri e patate dolci. Puoi prepararlo frullando insieme fagioli neri cotti, patate dolci schiacciate, cipolla, farina d’avena e spezie come cumino e paprika, cuocendoli in padella o al forno. Non dimenticare di mangiarli accanto a un’insalata o pomodori;
Toast di pane integrale con tofu spadellato e pomodorini.
Consigli per una transizione graduale a una dieta vegetariana o vegana
Passare a una dieta vegetariana o vegana può essere un’esperienza positiva per il proprio benessere e quello dell’ambiente, ma può non essere semplice. Per semplificare la transizione è utile fare piccoli cambiamenti un po’ alla volta.
Familiarizza con le proteine vegetali, provando piatti nuovi come polpette di lenticchie, “burger” di fagioli, pasta di piselli, hummus, falafel, edamame, tofu, tempeh, seitan. Ricorda che anche la frutta secca e i semi sono buone fonti di proteine (anche se vanno assunti in piccole quantità perché ricchi di grassi);
Sperimenta sostituti vegetariani e vegani dei latticini: al posto del latte e dei formaggi, prova alternative vegetali come bevande di soia, mandorle, avena, o formaggi vegetali a base di anacardi o mandorle. O ancora, maionese di soia, panna di soia, guacamole e altri prodotti ancora (ma ricordati sempre di consultare l’etichetta per regolare l’apporto di grassi!);
Fatti ispirare da ricette vegetariane o vegane che trovi online;
Introduci un “giorno senza carne” ogni settimana, per esempio il “venerdì senza carne”, oppure prevedi un pasto vegano ogni giorno, e aumenta gradualmente la frequenza;
Fatti aiutare da familiari, amici o colleghi che abbiano intrapreso la stessa scelta;
Chiedi consiglio a un nutrizionista per indicazioni, ricette ed eventuale necessità di integratori
L’alimentazione vegetariana prevede di escludere dalla propria dieta carne, pesce, molluschi e crostacei, includendo invece tutti i vegetali e derivati animali quali latte, latticini e uova (alimentazione latto-ovo-vegetariana). Chi non mangia carne ma mangia pesce è definito pescetariano.
Chi è vegetariano può mangiare le uova?
Sì, anche se alcuni vegetariani escludono anche le uova (alimentazione latto-vegetariana).
Perché la dieta vegetariana fa bene?
Secondo le ricerche, chi segue una dieta vegetariana ha una minore incidenza di malattie cardiovascolari e cerebrovascolari, disturbi metabolici (come sindrome metabolica e diabete di tipo 2) e alcune forme di cancro. Inoltre, presenta un più basso rischio di mortalità.
Quali sono gli svantaggi della dieta vegetariana?
In generale, l’alimentazione vegetariana è sana, in quanto consente di assumere tutti i nutrienti necessari. Tuttavia, può non essere adeguata per persone con malassorbimento, in fase di sviluppo o con altre particolari esigenze nutrizionali. Inoltre, per evitare carenze è necessario avere alcune accortezze e integrare alcuni nutrienti.
Chi è vegano cosa mangia?
La dieta vegana prevede l’assunzione di tutti gli alimenti a base vegetale (cereali, frutta, verdura, semi, frutta secca), escludendo invece carne, pesce, molluschi, crostacei, latte e derivati, uova e miele. In genere chi è vegano rifiuta l’uso di prodotti di origine animale anche al di là dell’alimentazione, per esempio evitando di utilizzare abiti e accessori di pelle o lana.
Quali sono i contro di essere vegani?
Una dieta vegana corretta non è dannosa per la salute. Soltanto chi non è seguito da un professionista può cadere in carenze nutrizionali dovute alle restrizioni imposte dall’alimentazione vegana. L’esclusione di qualsiasi alimento di origine animale, infatti, espone alla carenza di vitamina B12, vitamina D, calcio, ferro, acidi grassi omega-3, iodio e zinco.
Cosa dice l'OMS sulla dieta vegana?
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono ancora incompleti i dati relativi agli effetti di una dieta vegetariana o vegana sulla salute sul lungo termine. Evidenzia comunque che per benefici per la salute e ambientali è importante soprattutto avere una dieta varia ed equilibrata, che può prevedere il consumo di prodotti di origine animale.
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