Dolcificanti, fanno male? Tipologie, controindicazioni e rischi

Dolcificanti, fanno male? Tipologie, controindicazioni e rischi

Indice

Domande e risposte

Cosa sono i dolcificanti?

I dolcificanti sono prodotti edulcoranti con un gusto dolce utilizzati per sostituire gli zuccheri, come saccarosio (lo zucchero da tavola), miele e fruttosio. I più celebri sono:

  • Stevia;
  • Aspartame;
  • Eritritolo;
  • Saccarina.
Si utilizzano perché hanno poche o zero calorie, pertanto aiutano a mantenere il peso forma o sono coadiuvanti nelle diete dimagranti. Possiamo aggiungere una bustina o una compressa di dolcificante alla tazzina del caffè o nel e spesso li troviamo già nelle ricette di prodotti o bibite industriali con la dicitura senza zuccheri o sugar free (anche se talvolta contengono zuccheri, sebbene in quantità ridotte). 

Nella maggior parte dei casi, con le dovute eccezioni, i dolcificanti non hanno alcun valore nutritivo e non apportano energia, ma possono avere un impatto negativo sulla salute poiché influiscono sul metabolismo e sulla produzione di insulina. In effetti, alcuni dolcificanti potrebbero essere correlati a malattie cardiovascolari e altre malattie.

In ogni caso, occorre considerare che esiste una vasta gamma di dolcificanti, per cui occorre capire di che tipo di composti si tratta, distinguendo fra dolcificanti artificiali e naturali e vedendo quali dolcificanti non contengono calorie.

Dolcificanti artificiali

I dolcificanti artificiali sono composti realizzati in laboratorio, spesso a partire da zuccheri o altre sostanze di origine naturale come alcune erbe. In genere, il loro potere addolcente è nettamente superiore a quello del saccarosio (zucchero bianco). 

Vediamo una lista dei dolcificanti sintetici più diffusi e utilizzati sia per uso domestico sia dall’industria alimentare:

  • Aspartame (E951): forse il più noto e diffuso tra i dolcificanti artificiali, l’aspartame possiede un potere addolcente che supera di 200 volte quello dello zucchero. La dose giornaliera da non superare è pari a 40 mg per ogni chilogrammo  di peso;
  • Saccarina (E954): anche in questo caso parliamo di un edulcorante il cui potere addolcente supera di gran lunga quello di zucchero e miele, addirittura di 500 volte! La dose quotidiana da non superare per un adulto è pari a 2,5 g per kg di peso;
  • Acesulfame K (E950): non viene metabolizzato dal corpo e si elimina con le urine. Ha un potere addolcente 200 volte superiore allo zucchero, e la dose da non superare è pari a 9 mg per kg di peso;
  • Ciclammato: ha un potere addolcente 50 volte superiore allo zucchero e la dose da non superare è di 11 g per kg di peso;
  • Sucralosio (E955): un derivato del saccarosio 600 volte più dolce di questo al netto di zero calorie, anche se spesso viene mescolato ad altri dolcificanti che contengono calorie. La dose da non superare è di 15 mg per kg di peso.
Immagine che rappresenta un sostituto dello zucchero

Dolcificanti naturali

Parlare di dolcificanti “naturali” non è banale: così come gli edulcoranti sintetici, possono derivare da una base “naturale” ma aver subito processi industriali.. Inoltre, molti dolcificanti sono veri e propri alimenti, per cui hanno calorie e sortiscono effetti sulla glicemia. Tra questi si annoverano:

  • Derivati della stevia (glicosidi steviolici). Ecco un tipico esempio di dolcificante naturale che in realtà è il prodotto di un processo chimico a cui vengono sottoposte le foglie dell’albero della stevia, originario del Sud America. All’interno di queste foglie, infatti, sono presenti delle sostanze, gli steviosidi e rebaudiosidi, che sono fino a 300 volte più dolci del saccarosio. Il prodotto che troviamo al supermercato, la polvere bianca in bustina o in compresse, è più dolce del saccarosio solo di circa 30-50 volte. La stevia è del tutto priva di calorie, non ha effetti dannosi, il suo gusto è gradevole ma non “neutro”, pertanto va “testato” prima di usarlo per la preparazione di dolci o per dolcificare il caffè e il tè. Non è stata stabilita una dose massima giornaliera consigliata;
  • Polioli (alcoli dello zucchero): eritritolo (E968), sorbitolo (E420), xilitolo (E967), mannitolo, smaltitolo, isomaltolo. Spesso vengono utilizzati in combinazione con altri edulcoranti, tra cui aspartame e acesulfame K, perché hanno un potere addolcente basso. L'indicazione è di non superare i 50 grammi al giorno (20 per il mannitolo) per non incorrere negli effetti lassativi di queste sostanze, ma è bene mantenersi sotto una soglia inferiore a causa dei possibili rischi per la salute. A differenza degli altri dolcificanti artificiali, i polioli contengono qualche caloria (sebbene in quantità decisamente inferiore rispetto allo zucchero). Attenzione al nome: anche se i polioli sono alcoli dello zucchero, non hanno nulla a che vedere con l’etanolo, quindi non sono alcolici;
  • Tagatosio. È un dolcificante estratto dal latte, quindi è “naturale” come origine, ma in realtà è uno zucchero “modificato”. Ha come caratteristica quella di essere un po’ meno dolce del saccarosio (circa il 10% in meno), ma le sue calorie sono nettamente inferiori (solo il 38% del totale calorico dello zucchero) e soprattutto non ha un impatto sulla glicemia. La dose massima da non superare è di 50 g al giorno, onde evitare l’effetto lassativo. Infatti, il tagatosio è metabolizzato dal corpo come “fibra” e quindi stimola il transito intestinale.

Altri edulcoranti naturali comunemente usati nell’industria alimentare o per la preparazione di dessert e marmellate casalinghe sono lo sciroppo d’agave, il mosto e il succo d’uva, la melassa, il malto di cereali, lo sciroppo d’acero, zucchero di palma da dattero e succo di frutta concentrato. Tutti contengono una quantità rilevante di calorie e impattano sulla glicemia, sebbene alcuni, in particolare il malto di cereali o lo sciroppo d’acero, siano anche un‘ottima fonte di antiossidanti e vitamine del gruppo B. Quindi, non si tratta di veri sostituti dello zucchero e non possono essere usati come dolcificanti naturali per diabetici

Controindicazioni e rischi dei dolcificanti

I dolcificanti che non contengono zuccheri non provocano le carie, anche se le bevande contenenti anidride carbonica possono comunque corrodere i denti. Inoltre, usare i dolcificanti come sostituti dello zucchero bianco può essere utile a chi soffre di diabete o ha la glicemia tendenzialmente alta. Dolcificanti naturali per diabetici, a basso indice glicemico, sono ad esempio la stevia e il tagatosio. Tuttavia, la Società Italiana di Diabetologia non raccomanda di sostituire gli zuccheri con i dolcificanti, bensì di assumere zuccheri in quantità controllate. 

In effetti, i dolcificanti possono avere diversi risvolti negativi, sia direttamente sia indirettamente: per questo è importante non superare le dosi di dolcificanti consigliate per età, sesso e altri fattori individuali, sempre dietro consiglio medico o di nutrizionisti. L'indicazione è di seguire una dieta sana ed equilibrata che contenga naturalmente pochi zuccheri semplici, preferibilmente dalla frutta.

Ma in che modo un dolcificante fa male alla salute?


Dolcificanti, diete e sovrappeso

Una recente metanalisi, cioè uno studio che analizza tutte le ricerche effettuate su un tema specifico, ha mostrato che l’uso di dolcificanti non aiuta a perdere peso né nei bambini né negli adulti. Anzi, potrebbe addirittura aumentare il rischio di sovrappeso, perché, anche se possono essere un modo a breve termine per aiutare a ridurre il consumo di zucchero, possono abituare le papille gustative al sapore dolce, così che non si riesca ad assumere davvero un’alimentazione sana. Infatti, pare che assumere cibi contenenti dolcificanti potrebbe portare a mangiare più alimenti ricchi di zuccheri. Peraltro, uno spuntino con frutta e fette biscottate integrali potrebbe fornire più nutrienti di una merendina senza zucchero.

Alcuni studi recenti hanno mostrato che l’assunzione di dolcificanti potrebbe alterare il microbiota intestinale (disbiosi). Ad esempio, il sucralosio fa male al microbiota. In questo modo, i dolcificanti artificiali provocherebbero difficoltà digestiva e aumento di peso, per cui potrebbero favorire l’obesità; potrebbero far male al fegato, poiché risultano associati alla steatosi epatica (fegato grasso).


Dolcificanti e diabete

Secondo studi recenti, alcuni dolcificanti potrebbero avere degli effetti sul metabolismo e sulla produzione di insulina (l’ormone pancreatico che serve per scindere gli zuccheri alimentari) al punto da favorire lo sviluppo del diabete tanto quanto lo zucchero. 


Dolcificanti e malattie cardiovascolari

Alcune ricerche suggeriscono che utilizzare dolcificanti per anni potrebbe aumentare il rischio di patologie cardiovascolari, ma si tratta di dati da accertare poiché potrebbero dipendere da altri fattori.


Dolcificanti e cancro

I dolcificanti sono cancerogeni? Studi effettuati nei decenni passati hanno riscontrato potenziali associazioni tra l’insorgenza di tumori negli animali e dolcificanti quali aspartame, saccarina e ciclammato. Tuttavia, solide basi scientifiche mostrano che per gli esseri umani non c’è un maggior rischio di cancro legato ai dolcificanti, soprattutto se assunti entro le dosi consigliate.


Dolcificanti: gonfiore e diarrea

Alcuni dolcificanti, come polioli, tagatosio e stevia, possono causare gonfiore, meteorismo e diarrea se assunti in dosi eccessive (che dipendono dalla persona).


L’aspartame fa male alla salute?

L’aspartame contiene fenilalanina, un aminoacido (un “mattoncino” delle proteine) presente in molti cibi. Normalmente, la fenilalanina è utile all’organismo, ma in alcune persone può provocare gravi problemi. Infatti, le persone con la rara malattia congenita chiamata fenilchetonuria non sono in grado di metabolizzare la fenilalanina e la accumulano nell’organismo, con effetti gravi sul sistema nervoso centrale.

Come sono regolamentati i dolcificanti

Nell’Unione Europea, tutti gli additivi alimentari sono soggetti a controlli, autorizzati e regolamentati prima dell'immissione in commercio, e possono essere sottoposti a riesami successivi. In particolare, la Commissione Europea, il Parlamento Europeo e il Consiglio Europeo ne disciplinano l'uso, decidendo in base alle valutazioni degli esperti, come l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA), quali e in che quantità possano essere utilizzati negli alimenti. Secondo queste regole, anche i dolcificanti sono esaminati per capire in quali dosi eventualmente fanno male alla salute e se possono essere impiegati negli alimenti. Inoltre, in Europa i prodotti alimentari devono indicare sull’etichetta se sono presenti, con il codice che li identifica (per esempio, E 954 per la saccarina).


Riferimenti bibliografici

Domande e risposte

Quali sono i dolcificanti?

Stevia, aspartame, saccarina e polioli (come eritritolo, sorbitolo, xilitolo e mannitolo) sono i più celebri, ma i dolcificanti sono molti. Per esempio, vi sono anche acesulfame K, ciclammato e tagatosio, nonché molti dolcificantidi origine naturale che in realtà contengono molti zuccheri come lo sciroppo d'agave.

Qual è il dolcificante più sano?

Tutti i dolcificanti possono avere effetti indesiderati e quindi vanno usati con parsimonia. Il consiglio dell'Organizzazione Mondiale della Sanità è di seguire una dieta varia ed equilibrata che non contenga più di 25-50 grammi di zuccheri semplici. Una buona soluzione è assumere zuccheri che si associano a minerali e vitamine, come quelli contenuti nella frutta, malto di cereali, sciroppo d'acero e miele.

Qual è il migliore dolcificante che non fa male?

Tutti i dolcificanti possono avere effetti indesiderati e quindi vanno usati con parsimonia. L'ideale è variare tra i diversi tipi di dolcificante, consultandosi con il proprio medico o nutrizionista.

I dolcificanti fanno male al fegato?

I dolcificanti artificiali sembrano essere associati alla steatosi epatica (fegato grasso).

Come sostituire 100 g di zucchero?

Cento grammi di zucchero bianco possono essere sostituiti con 40 grammi di stevia, 16 grammi di aspartame, 80 grammi di fruttosio, 75 grammi di miele o di sciroppo d'uva o d'acero, 80 millilitri di melassa, 120 grammi di eritritolo.

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